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ⓘ Resistenza (psicologia)




                                     

ⓘ Resistenza (psicologia)

Nel corso della cura psicoanalitica, si dà il nome di resistenza a tutto ciò che negli atti e nel discorso dellanalizzando, si oppone allaccesso dei contenuti inconsci alla coscienza. Per estensione, Freud ha parlato di "resistenza alla psicoanalisi", la disciplina da lui scoperta, per indicare la generica opposizione che le sue scoperte hanno suscitato, in quanto rivelano i desideri inconsci e quindi espongono luomo ad una "umiliazione psicologica". La resistenza è in sintesi, sia quella conscia voluta dal paziente che soprattutto quella inconscia, la forza che si oppone al lavoro analitico, alla guarigione e al superamento della nevrosi, quasi che il paziente "volesse" restare a convivere col proprio male. Tale resistenza, lungo il corso della cura, può assumere diverse forme, che prendono i nomi di: coazione a ripetere, reazione terapeutica negativa, o più genericamente resistenze dellIo. Si può affermare che limpatto con le resistenze sia, a tuttoggi, il principale ostacolo alla riuscita della cura psicoanalitica.

                                     

1. Storia del concetto di resistenza

Il concetto di resistenza è stato introdotto precocemente da Freud; se ne trovano le prime tracce negli Studi sullIsteria del 1895. La resistenza è stata scoperta in quanto ostacolo allemersione dei sintomi, alla presa di coscienza del paziente e quindi al proseguimento e buon esito della cura. Freud la definì, giustamente, "il migliore ostacolo al lavoro terapeutico". Il concetto di resistenza assunse molta importanza negli scritti tecnici di Freud; egli comprese presto, infatti, che non bastava comunicare ai pazienti il contenuto dei pensieri rimossi se prima non si interveniva sulla resistenza da cui: "analisi delle resistenze". Senza questo lavoro preliminare, che a volte occupa molto spazio, linterpretazione di contenuto può rivelarsi inutile. In seguito, con la seconda topica 1920, laccento è posto sul concetto di difesa: la resistenza assunse il significato di difesa, e come tale attribuita allIo.

                                     

2. Tipi di resistenza

Inizialmente, Freud vede la resistenza come una tipica difesa dellIo: sono gli strati superiori della vita psichica che hanno attuato la rimozione ", ad opporsi al trattamento analitico e infine alla stessa guarigione. Il concetto di resistenza viene col tempo ad assumere un significato più ampio: si tratta di resistenze contro la guarigione. In seguito, in Inibizione, sintomo e angoscia 1926, Freud distinse diverse forme di resistenza: oltre a quelle attribuite allIo che comprendono la rimozione, la resistenza di transfert e il guadagno secondario della malattia, riconosce lesistenza delle resistenze dellEs e del Super-Io. Appartiene alle resistenze dellEs soprattutto la coazione a ripetere, per cui la persona è portata a ripetere, nella cura, modelli inconsci di sofferenze infantili; mentre appartiene alle resistenze del Super-io il bisogno di punizione e la conseguente reazione terapeutica negativa. Il problema della resistenza non cessò mai di interessare Freud, che anzi vide nella tenacia delle resistenze "lostacolo ultimo" alla terapia psicoanalitica, e lo scoglio, quasi inevitabile, contro cui la cura va ad arrestarsi.

                                     

3. La resistenza in Reich

Wilhelm Reich 1897-1957 fu, tra i primi contemporanei di Freud, quello che approfondì maggiormente il concetto di resistenza. Soprattutto nella prima parte della sua opera, egli si occupò di tecnica psicoanalitica in maniera originale, e i risultati dei suoi studi sono raccolti nella sua opera oggi maggiormente ricordata, Analisi del carattere 1933. Si deve a Reich avere ripreso e portato alle sue estreme conseguenze il concetto di resistenza, per cui lanalisi delle resistenze non solo diventa per Reich necessaria prima del lavoro interpretativo, ma essa viene quasi a costituire un lavoro a sé, una lenta e minuziosa decostruzione che deve aver per oggetto prima lanalisi delle resistenze, e solo successivamente, una volta smontata la corazza caratteriale, leventuale lavoro interpretativo sui contenuti psichici e sul transfert. Reich diede il nome di corazza caratteriale allinsieme delle resistenze e delle difese che, nei diversi individui, possono assumere stili e tonalità particolari.



                                     
  • assistente incaricato di psicologia sociale alla Facoltà di Scienze Politiche della stessa università. Diviene ordinario di psicologia sociale nel 1980, presso
  • Benussi applica il metodo dei sintomi respiratori alla psicologia della testimonianza e alla psicologia criminale e per questa ragione molti lo considerano
  • parzialmente ispirata ad alcune analogie funzionali della psicologia della forma o psicologia della Gestalt, che nacque agli inizi del XX secolo in Germania
  • Tra queste sono state di particolare rilievo la psicologia analitica di Carl Gustav Jung e la psicologia individuale di Alfred Adler, entrambi eminenti
  • allo Swarthmore College, un master degree in psicologia clinica al Radcliffe College e un Ph.D. in psicologia sociale alla Harvard University alla Graduate
  • 393 - 398. Big Five psicologia Carattere psicologia Disturbi di personalità Individualità Psicologia dello sviluppo Temperamento psicologia Quattro temperamenti
  • forzati ma attuarono una forma di resistenza fondata sulla non - collaborazione. Alessandro Natta nel suo libro L altra resistenza i militari italiani internati
  • atteggiamenti rappresentano uno dei costrutti di maggior interesse per la psicologia sociale sin dalle sue origini. È possibile definire l atteggiamento come
  • psicologico - clinico a partire dalla nascita della psicologia come scienza nell Ottocento psicologia sperimentale, antropologia criminale, psicoanalisi

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