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ⓘ Henri Sauguet




Henri Sauguet
                                     

ⓘ Henri Sauguet

Sauguet nacque a Bordeaux; cominciò a studiare musica privatamente dalletà di 5 anni, dapprima con sua madre, Elizabeth Sauguet, insegnante di pianoforte e in seguito prendendo lezioni dalla signorina Loureau de la Pagesse, lorganista della chiesa di SantEulalia, nella sua città natale. Il suo studio e la sua esperienza nel campo della musica per organo, gli furono fondamentali per tutta la vita. Studiò in seguito con J.P. Vaugourgin e Joseph Canteloube ex allievo di Vincent dIndy. Avrebbe desiderato studiare presso unistituzione ufficiale, ma lo scoppio della Prima guerra mondiale gli impedirono di iscriversi al Conservatorio di Parigi; il padre fu infatti chiamato al fronte e lui dovette cercare di guadagnarsi da vivere in maniera autonoma.

Fu influenzato in modo decisivo da Claude Debussy, la cui musica lo entusiasmava. Nelle sue memorie, Sauguet racconta di aver scritto una lettera al celebre compositore, per apprendere poche ore dopo averla imbucata la notizia della sua morte.

Il salto verso il baricentro dellavanguardia musicale dellepoca avvenne grazie alla corrispondenza epistolare con Darius Milhaud: il giovane Sauguet aveva chiesto a Milhaud di dare uno sguardo ad alcune sue nuove composizioni per pianoforte; il suo amico lo convinse a trasferirsi a Parigi, avendo notato la grande musicalità e originalità del giovane compositore. Nellottobre del 1922 si trasferì quindi nella capitale francese dove, per vivere, in un primo tempo esercitò diversi mestieri. Qui studiò con Charles Koechlin e, in maniera più intensa, con Erik Satie, con cui fondò la cosiddetta Scuola di Arcueil, dal nome del sobborgo parigino nel quale il compositore più anziano abitava. Assieme a lui in questimpresa cerano Roger Désormière, futuro acclamatissimo direttore dorchestra, Henri Clicquot-Pleyell e Maxime Jacob. Il battesimo di questo gruppo avviene nel 1923, il 25 ottobre, in un concerto presso il Théâtre des Champs-Élysées. Il contatto con Satie e la fondazione della Scuola di Arcueil gli permisero di fare amicizia con i giovani esponenti del neonato Gruppo dei Sei, con i quali condivise parecchie "prime" di sue composizioni. Lo stesso Satie, nel 1924 lo presentò a Sergej Djagilev il quale, tre anni dopo, gli commissionò quello che fino ad ora è considerato il suo più grande successo: il balletto La chatte La gatta, scritto proprio per i Balletti russi, con la coreografia di George Balanchine e architetture sceniche e sculture di Naum Gabo e Antoine Pevsner. Il suo primo balletto, del 1924 Les roses, era stato scritto sempre per i balletti di Djagilev. I suoi lavori per la danza rimasti più celebri sono Les Forains 1945 - da cui è stata tratta anche una canzone di Édith Piaf - e Les Mirages 1947 al Palais Garnier di Parigi per la coreografia di Serge Lifar. Dal 1924 al 1978, comporrà venti balletti, che caratterizzeranno il suo repertorio stilistico, assieme alla musica per organo che lui tanto predilesse. Collaborò intensamente con Serge Lifar, Roland Petit, Boris Kochno e Yvette Chauviré. La sua opera buffa Le plumet du Colonel venne rappresentata insieme a Histoire du Soldat di Stravinskij nella loro prima esecuzione assoluta.

Fra il 1930 e il 1940 fu anche attivo come critico musicale, ma la Seconda guerra mondiale lo spinse sul fronte dellimpegno sociale. Aiutò molti a sfuggire alla persecuzione razziale attiva in tutta Francia, pur non riuscendo a salvare quello che fu il suo amico più devoto, il poeta Max Jacob che morì in prigionia nel 1943.

Il successo internazionale arrivò solo nel 1945, quando il suo balletto Les Forains, dedicato alla memoria di Erik Satie, fu portato in tour anche negli Stati Uniti. In seguito fondò lUnione dei compositori francesi e fu membro di diverse associazioni musicali nel suo paese. Nel 1976, alla morte del suo mentore Milhaud, gli successe allInstitut de France essendo eletto alla sezione dell Académie des beaux-arts. Compose fino a tarda età, la sua ultima opera è infatti datata 1987.

Conversatore brillantissimo e uomo di mondo, personaggio di spicco del cabaret Boeuf sur le toit allepoca del suo fulgore e dei salotti parigini fra le due guerre. Recitò anche come attore, rilasciò innumerevoli interviste televisive e, alla fine della sua vita, benché colpito da emiparesi scrisse una lunga autobiografia. Divenne anche uno dei principali bersagli dei musicisti di avanguardia, fra cui Pierre Boulez. Morì a Parigi nel 1989 le sue spoglie riposano adesso nel Cimitero di Montmartre.

                                     

1. Composizioni

Oltre ai numerosi balletti Sauguet scrisse musica per orchestra, allinterno della quale si possono citare le sue quattro sinfonie: la prima, chiamata anche Espiatoria è stata scritta allindomani della fine della Seconda guerra mondiale, in ricordo delle innocenti vittime; la seconda è invece del 1949 ed è anche intitolata Le stagioni ; la quarta invece composta dallormai settantenne compositore prende il nome di La terza età.

Sauguet affrontò anche lopera lirica, la sua opera più celebre è La certosa di Parma, sullopera omonima di Stendhal, cominciata nel 1926 ma rappresentata solo dal 1936. Scrisse inoltre molta musica per il cinema, per il teatro, per la televisione e per la radio, oltre a musica da camera, e per pianoforte solo. In tarda età si impegnò anche nella composizione di musica acusmatica e diverse altre sperimentazioni.

                                     

2. Aneddoti

Henri Sauguet fu un grande appassionato di gatti. Ne ebbe moltissimi, e conoscendo la sua passione sviscerata per i felini, in occasione della sua elezione allInstitut de France i suoi amici fecero confezionare appositamente per lui una spada da accademico dallimpugnatura a forma di gatto, e gliene fecero omaggio.

                                     

3. Elenco delle composizioni parziale

Balletto

  • 1947, Les mirages
  • 1924, Le chatte
  • 1956, Les forains

Opera

  • 1942, La Gageure imprévue
  • 1978, Boule de suif
  • 1954, Les caprices de Marianne
  • 1930, La contrebasse
  • 1939, La chartreuse de Parme al Palais Garnier di Parigi

Orchestrale

  • 1951, Le Cornette
  • 1979, Reflets sur feuilles.
  • 1949, Sinfonia n° 2 "Le stagioni" o "Allegorica"
  • 1963, Mélodie concertante per violoncello e orchestra
  • 3 concerti per pianoforte e orchestra
  • Concerto per violino e orchestra
  • 1946, Sinfonia n° 1 "Espiatoria"
  • Sinfonia n° 3 "I.N.R" 1955 al Teatro La Fenice di Venezia diretta da Franz André
  • 1971, Sinfonia n° 4 "La terza età"

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