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ⓘ Comunicazione visiva




Comunicazione visiva
                                     

ⓘ Comunicazione visiva

La comunicazione visiva è la trasmissione di un messaggio tramite unimmagine, che rappresenta in maniera metaforica la realtà. La comunicazione per immagini permette di raggiungere il massimo effetto comunicativo nel più breve tempo possibile, grazie al suo forte potere di richiamo, alla sua spesso immediata comprensibilità e alla facilità di memorizzazione. Può avvenire attraverso diversi strumenti quali la fotografia, la grafica, la pittura, la scrittura e i video.

                                     

1. Gli elementi della comunicazione visiva

Lapproccio semiotico anzi, più propriamente iconologico permette di occuparsi di segni: elementi che significano qualcosaltro rispetto al fenomeno stesso. Come per tutti i tipi di comunicazione, anche per la comunicazione visiva si considerano lemittente, il ricevente, il canale, il codice, il messaggio e il contesto, come teorizzato dal linguista Roman Jakobson. Lo studioso si interessa anche degli aspetti funzionali della comunicazione, individuando sei funzioni del linguaggio, valevoli anche per la comunicazione visiva.

Si può distinguere in:

  • casuale, cioè la trasmissione di unimmagine che può essere liberamente interpretata dal ricevente;
  • intenzionale, cioè la trasmissione volontaria di uninformazione tramite unimmagine e un codice per un determinato obiettivo.

Perché la comunicazione si possa svolgere, si deve peraltro stabilire, attraverso il messaggio, un contatto, una connessione sia fisica che psicologica tra mittente e destinatario. La comunicazione intenzionale può a sua volta essere classificata per tipo di informazione trasmessa:

  • Informazione estetica, di tipo soggettivo, essendo lestetica un fattore assolutamente soggettivo, il messaggio potrà essere interpretato in maniera differente dai diversi riceventi.
  • Informazione pratica, di tipo oggettivo e accettata comunemente, che il ricevente interpreta usando un codice appreso e diffuso

Tuttavia, anche nel caso di una comunicazione intenzionale che si avvale di un codice condiviso, potrebbero esserci dei filtri che alterano la percezione del messaggio contenuto nellimmagine, limitando la sua efficacia o falsando ed ostacolando la comunicazione. Gli ostacoli potrebbero essere:

  • operativi: dovuti alle caratteristiche del ricevente es. è un bambino
  • culturali: legati alla cultura e allimmaginario visivo del ricevente es. è giapponese.
  • sensoriali: dovuti a disturbi nei sensi del ricevente

Nella comunicazione visiva si consideri la presenza di almeno due soggetti interessati allattività. Lemittente, infatti, propone unopera che contiene un messaggio che assume diverse caratteristiche; il ricevente potrà comprendere in maniera più o meno completa il significato del messaggio proposto dallemittente. Il significato potrà assumere le seguenti caratteristiche:

  • di tipo oggettivo, se si considera solo la forma che lartista sceglie
  • definito percettivo e/o referenziale perché attribuito dal ricevente.
  • definito rappresentativo perché scelto dallautore, o emittente

La comunicazione assume carattere di efficacia se almeno la seconda e la terza modalità coincidono. La lettura di un testo grafico, tuttavia, presenta delle particolarità che è necessario approfondire. Rudolf Arnheim 1904-2007 ne suggerisce molte spiegando le sue ricerche. Parla, per esempio, della capacità umana di analizzare unimmagine utilizzando le medesime regole adottate dalle leggi fisiche come il:

  • Peso: ogni immagine è costituita da una o più oggetti e/o figure che nel loro insieme realizzano uno stato di equilibrio secondo le modalità culturali comunemente adottate. Ciò significa che utilizzando forme e colori specifici, limmagine finale deve risultare bilanciata. Gli esempi pratico-visivi aiutano nella comprensione del concetto appena espresso; se consideriamo unopera pittorica, oppure una fotografia ci rendiamo conto dellimportanza di questo aspetto se confrontiamo unimmagine con la sua forma speculare come nellesempio

Limmagine speculare sembra sbilanciata verso sinistra.

La direzione, infatti, che locchio umano segue nella lettura delle immagini, nella cultura occidentale, ha un orientamento che va da sinistra a destra come nella lettura di un normale testo scritto; ciò significa che nella realizzazione di unopera, lartista disporrà personaggi ed oggetti in modo tale da realizzare un equilibrio complessivo finale capace di rappresentare una realtà considerando contemporaneamente i concetti di spazio e tempo.

Altro aspetto da considerare nel peso e nellequilibrio dellimmagine è luso di colori che abbiano caratteristiche precise in base al loro impatto visivo. Poiché si sta parlando di comunicazione, in particolare in ambito pittorico, è opportuno soffermarsi sui significati che alcuni colori assumono nelle diverse culture. Si può dimostrare, in modo empirico attraverso immagini come quella proposta, che il rosso emerge in maniera più precisa se confrontato con altri colori pur considerando laspetto dimensionale sfavorevole:

  • il rosso cattura più rapidamente lattenzione
  • i colori chiari emergono più di quelli scuri, il cerchio bianco su fondo nero è più appariscente del suo contrario

La percezione visiva asseconda maggiormente laspetto fenomenico rispetto a quello fisico; locchio umano è facilmente preda di illusioni ottiche in particolare con le immagini in movimento e non solo; anche per le immagini statiche possiamo osservare fenomeni stravaganti come nel triangolo di Kanizsa che visivamente si distingue aspetto fenomenico ma che, nella realtà, non è presente aspetto fisico:

  • Equilibrio. Si raggiunge considerando aspetti reali che normalmente sono alla nostra portata ma che per abitudine non si esaminano. Se chiediamo ad un bambino di disegnare una montagna, quasi certamente il risultato sarà dato da una figura di forma piramidale. Normalmente si è abituati a considerare" normale” che la parte più consistente di un oggetto sia collocata in basso e lesempio della figura seguente ne dà dimostrazione

La figura di sinistra ha un aspetto decisamente più stabile perché la base del triangolo è rivolta verso il basso; nella figura di destra, al contrario, il vertice rivolto verso il basso suggerisce una situazione di precario equilibrio.

Se si osserva, per esempio, una struttura architettonica, come quella stilizzata dellesempio seguente, si potrà notare che la forma a sinistra appare poco equilibrata, mentre quella di destra non presenta anomalie visive evidenti.

Allo stesso modo possiamo considerare il numero tre, posto a sinistra dellimmagine seguente che presenta una parte inferiore decisamente più marcata, come appaia stabile ed in equilibrio, mentre laltro numero più a destra si presenta come instabile e sbilanciato.

Gli esempi grafici messi in evidenza suggeriscono che la comprensione delle immagini, che passa attraverso gli stadi di percezione visiva ed elaborazione, è soggetta a regole psicofisiche che influenzano i soggetti ad assumere significati testuali che si costruiscono, in modo particolare, attraverso la cultura di origine, da consuetudini ed abitudini che assumono significato principalmente locale e circoscritto. La cultura personale è costruita attraverso molteplici ingerenze: socializzazione primaria e secondaria, insegnamenti appresi in contesti formali e non formali, letture, esperienze personali e collettive, ecc. La cultura di una comunità è frutto del contributo di ogni suo membro che influenza gli altri soggetti ne è a sua volta influenzato. Tuttavia la società odierna è soggetta ad interferenze più vaste ed allargate, che hanno origine da fonti che ben poco hanno di locale. I media, i social network permettono il contatto ed il confronto, in tempo reale, anche con soggetti logisticamente lontani, a distanze considerevoli che oltrepassano di gran lunga i confini della comunità tradizionale. Mettere a confronto, oggi, gli aspetti delle culture locali sembra un paradosso, ma in realtà non è così perché se da un lato emerge prepotentemente il concetto di globalizzazione e di villaggio globale, da un altro gli studiosi si soffermano a considerare anche il concetto di glocalizzazione come componente nuova e fondamentale per costruire una cultura personale prima e sociale poi.

                                     

2. Storia

Linizio della comunicazione visiva risale al Paleolitico, in cui ci sono le prime apparizioni, non legate ad una funzione pratica, ma alla comunicazione attraverso immagini. Infatti quando lo sciamano dipingeva animali sulle pareti delle caverne, assicurava una buona caccia per il giorno seguente. Questi dipinti rupestri si potevano già chiamare comunicazione visiva, perché avevano comunque un significato, contenevano un bagaglio di riflessioni, emozioni, percezioni che in alcuni casi -se giunte intatte fino a noi-, ci permettono di comprendere il modo di pensare di unintera epoca. Molto spesso nellosservare delle immagini si tratta di decifrare dei simboli, che convertivano rapidamente unidea o un concetto anche complesso in un segno. Utilizzavano dunque un linguaggio universale ed oggettivo, certamente la più antica forma di comunicazione visiva. Tuttavia non sempre il linguaggio utilizzato ha uninterpretazione univoca: nel caso del segno del cuore, sede ai giorni nostri di sentimenti ed emozioni e simbolo damore con le varianti del cuore che simboleggia ununione e del cuore spezzato nella situazione opposta, presso gli egizi assume il significato di sede dellanima, che andava pesato a confronto con una piuma simbolo della dea Maat, dea della Verità e della giustizia nella pratica della psicostasia per valutare se il defunto aveva condotto una retta vita terrena. Presso i cattolici può per esempio invece simbolizzare Maria stessa, oppure Cristo.

La storia ci fornisce molti esempi di simbolismo, utilizzato per fornire informazioni, raccontare storie e rappresentare la realtà. Naturalmente ogni cultura produce simboli propri, e solo in alcuni casi soprattutto recenti, data lattuale grande possibilità di diffondere le immagini si tratta di simboli con valore universale. Il medium è infatti, secondo il cognitivismo segno/simbolo e insieme sistema simbolico/linguaggio. In effetti, anche a causa delle differenze culturali potrebbero esserci degli ostacoli alla percezione del messaggio contenuto nellimmagine, limitando la sua efficacia o falsando ed ostacolando la comunicazione. Un esempio di comunicazione fuoriviante potrebbe essere il cartello con il divieto di fumare trovato allinterno di una carrozza di un treno, in Spagna. anziché il più diffuso segnale di divieto che mostra una sigaretta accesa attraversata da una barra rossa, qui ci sono una sigaretta ed una pipa. La domanda che il ricevente potrebbe farsi è: "Non si possono fumare sigarette o accendere la pipa, ma si potrà accendere un sigaro?". Il solo "segno" della sigaretta sarebbe stato, infatti, compreso come "è proibita l azione del fumare". In questo caso la "frase" che si può inferire è invece: "è proibito fumare sigarette e usare la pipa". In questo caso, laggiunta di un segno quello della pipa genera incertezza nella comunicazione, compromettendo la sua efficacia. Naturalmente una conoscenza più approfondita dei comportamenti sociali a proposito del fumo in luoghi pubblici in Spagna avrebbe aiutato il ricevente.

Nella società moderna il ricorso ai simboli sembra preponderante rispetto alla produzione meramente estetica: con i simboli si cerca di trasmettere non solo rappresentazioni di oggetti, ma soprattutto relazioni concettuali. È il caso dei cartelli stradali, gli avvisi, i loghi aziendali, le icone sul desktop. La vita quotidiana oggi si presenta in effetti come un complesso sistema di comunicazioni più o meno integrate: dalla segnaletica di servizio ai vari tipi di informazione sociale e commerciale, che siano transitorie come le affiches oppure permanenti come le insegne, fino ad arrivare alle vere e proprie "architetture pubblicitarie" dei supermercati e dei centri commerciali. La comunicazione visiva odierna è in gran parte costituita dai mezzi di comunicazione di massa, che si differenziano dai canali di cui si era avvalsa per secoli la comunicazione sociale per luso dei mezzi, per le tecniche di marketing e per i processi di produzione di tipo industriale. Ma si differenzia anche perché i messaggi veicolati dalla pubblicità sono generalmente destinati ad una massa indifferenziata di individui, senza alcuna distinzione di cultura o di contesto sociale.

                                     

3. Comunicazione visiva e vita pratica

Nella vita di tutti i giorni ci troviamo a confronto con innumerevoli esempi di comunicazione visiva. Pensiamo, per esempio, alla segnaletica stradale orizzontale e verticale, oppure ai cartelli indicatori presenti nei luoghi di grandi ritrovi come gli ospedali e gli aeroporti. Non solo lungo le strade ma anche allinterno dei complessi industriali esiste una intensa rappresentazione di questa forma comunicativa; il Testo unico in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, per esempio, obbliga, a titolo preventivo, alluso dei cartelli indicatori che rappresentino i potenziali pericoli esistenti allinterno dei luoghi di lavoro, nei cantieri mobili e/o temporanei. Nella progettazione e realizzazione della cartellonistica è fondamentale prevederne lefficacia comunicativa.

Considerando la cartellonistica stradale presente in Europa, il confronto tra segnali con medesimo significato presenta similitudini molto marcate e caratteristiche grafiche che consentono la comprensione del testo visivo a qualunque cittadino si trovi a transitare su strade europee. Solo lIrlanda presenta forme e colori molto differenti da quanto usato negli altri paesi. In questo caso è necessario che lautomobilista sia formato per evitare di incorrere in incidenti e/o sanzioni.

Per continuare il nostro esercizio cognitivo di confronto tra diverse manifestazioni visive reali, legate alla vita di tutti i giorni e pervenire ad una conclusione, seppur non definitiva, è opportuno confrontare la cartellonistica stradale presente in Europa, con altra utilizzata in diversi contesti continentali. È opportuno, in ogni caso, verificare, attraverso la storia dei paesi considerati, le origini le influenze culturali che possono aver contribuito alla costruzione degli oggetti visivi così come oggi si presentano. Non va dimenticato, inoltre, che convenzioni internazionali, favorite anche dalle pressioni economiche di mercato, possono a loro volta aver influenzato la cultura indigena. Verranno considerati soltanto alcuni paesi di ogni continente, confidando che ogni cultura sia soggetta, anche se in minima parte, allinfluenza dei paesi confinanti.

  • Egitto. Nel VII secolo il paese è sotto linfluenza araba; dal 1798 al 1799 subisce il protettorato francese; dal 1882 al 1936 è il Regno Unito ad occupare la direzione del paese fino allindipendenza proclamata il 14/09/1936; il Regno Unito mantiene il protettorato fino al 1956 data successiva alla proclamazione della repubblica che avviene il 23/07/1952.
  • Africa.