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ⓘ Teoria dei vantaggi comparati




                                     

ⓘ Teoria dei vantaggi comparati

La teoria dei vantaggi comparati è stata concepita a partire dai concetti essenziali dalleconomista inglese David Ricardo e si inserisce nel contesto delle teorie riguardanti il commercio internazionale. Lassunto su cui si basa è che un paese tenderà a specializzarsi nella produzione del bene su cui ha un vantaggio comparato.

                                     

1. Economia con un solo fattore di produzione

Sia definita uneconomia in cui esiste un solo fattore di produzione, il lavoro il costo del capitale K si può considerare uguale in tutti i paesi, quindi di poca incidenza, ed in cui si producono due beni, x e y. La tecnologia di produzione la si può calcolare in termini di quantità di lavoro necessaria a produrre ununità di prodotto; quindi definiamo:

  • Qy: quantità prodotta del bene y
  • Qx: quantità prodotta del bene x
  • L: quantità di lavoro disponibile, in termini di ore-lavoro risorse totali delleconomia
  • Ly: quantità di lavoro necessaria a produrre ununità del bene y, in termini di ore-lavoro
  • Lx: quantità di lavoro necessaria a produrre ununità del bene x, in termini di ore-lavoro

Poiché le risorse sono scarse, nella produzione vi è un trade-off, rappresentato graficamente dalla frontiera delle possibilità produttive, linea che, su un piano cartesiano con come assi la quantità prodotta di x e y, mostra la quantità massima di x che è possibile produrre per ogni dato livello di produzione di y, e viceversa. Lequazione di questa linea è:

LxQx + LyQy = L

Il valore assoluto del coefficiente angolare la pendenza della retta rappresentata, cioè Lx/Ly, è il costo opportunità della produzione del bene x in termini del bene y ciò significa che la produzione di ununità in più di x richiede Lx ore di lavoro che prima venivano impiegate nella produzione di 1/Ly unità di y.

Supponendo che tutte le risorse delleconomia siano impiegate cioè la produzione si colloca in un punto della frontiera delle possibilità produttive, lofferta dei due beni è regolata dal tentativo degli individui di massimizzare i propri guadagni; vale a dire che i lavoratori preferiranno essere impiegati nel settore in cui i salari sono più alti. Se i prezzi dei due beni sono Px e Py, ed essendo i profitti nulli stiamo lavorando con lipotesi di concorrenza perfetta, i salari orari pagati nei due settori saranno pari al prodotto di unora di lavoro:

W x = P x / L x {\displaystyle Wx=Px/Lx} ; W y = P y / L y {\displaystyle Wy=Py/Ly}

Il salario pagato nel settore x è maggiore di quello del settore y se:

P x / L x > P y / L y {\displaystyle Px/Lx> Py/Ly}, cioè P x / P y > L x / L y {\displaystyle Px/Py> Lx/Ly}

Quindi, leconomia si specializzerà nella produzione del bene il cui prezzo relativo Px/Py per il bene x e Py/Px per il bene y è maggiore del suo costo opportunità Lx/Ly per il bene x e Ly/Lx per il bene y. Ma per ora, in assenza di commercio, leconomia deve produrre entrambi i beni, quindi:

P x / P y = L x / L y {\displaystyle Px/Py=Lx/Ly}

                                     

2. Commercio internazionale nel modello a un solo fattore

Supponiamo ora di avere due Paesi, A e B. Assumiamo che il rapporto fra le quantità di lavoro richieste nella produzione di x e y sia minore in A che in B; vale a dire che leconomia di A è più produttiva rispetto a quella di B nella produzione del bene x. In termini matematici: