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ⓘ Almohadi




Almohadi
                                     

ⓘ Almohadi

Gli Almohadi furono un movimento religioso e una dinastia berbera di fede musulmana che emerse in opposizione agli Almoravidi, e che governò su una parte del Maghreb e sulla Spagna musulmana dal 1147 al 1269. Fu detta anche dinastia dei Banū ʿAbd al-Muʾmin, ossia "Figli di ʿAbd al-Muʾmin", dal nome del primo sultano-califfo. Il loro secondo Sultano assunse il titolo di Califfo per motivi eminentemente politici, non ricorrendo giuridicamente tutti i requisiti previsti per una tale carica.

Un esponente culturale della dinastia almohade fu Averroè, giudice supremo a Cordova, il cui pensiero fiorì proprio nellarea culturale e in relazione al potere di tale dinastia.

                                     

1. Origini

Muhammad ibn Tūmart, originario della tribù berbera dei Masmūda nella regione del Sous berbero Sus ; arabo Sūs, nellAnti Atlante, era figlio di un addetto allaccensione delle lampade di una moschea e noto per la sua religiosità e per la sua deformità fisica. Influenzato dallo sciismo, si oppose alla scuola giuridica madhhab malikita imposto dalla dinastia regnante, gli Almoravidi. Dopo essere stato cacciato per aver suscitato disordini, si rifugiò nellAlto Atlante, a Tinmal dove organizzò una comunità militare e religiosa il Consiglio dei Dieci e il Consiglio dei Cinquanta ispirato a un Islam rigido e austero, e nel 1121 si proclamò Mahdi il "ben guidato" che tornerà alla fine del mondo.

                                     

2. I conquistatori

È assai probabile che la sua influenza non sarebbe sopravvissuta alla sua persona se non avesse trovato come luogotenente ʿAbd al-Muʾmin, un altro Berbero dAlgeria che fu indubbiamente un militare e un politico di primordine. Quando Ibn Tūmart morì, nel 1128, ʿAbd al-Muʾmin tenne segreta per due anni la sua scomparsa, fino a che non si fu affermata la sua personale influenza. Sotto il suo comando furono conquistate, una dopo laltra, Tlemcen, Fez e infine Marrakech, la cui caduta segnò la fine della dinastia almoravide, nel 1147. A poco a poco ʿAbd al-Muʾmin estese la sua autorità su un impero che comprendeva linsieme del Maghreb e il Bilād al-Andalus Spagna islamica occidentale presa di Cordova nel 1148 e di Granada nel 1154. Si proclamò califfo e comandante dei credenti, rinnegando così la sovranità degli Abbasidi, e impose il principio di ereditarietà dinastica. Suo figlio, Abu Yaqub Yusuf I 1163–1184, poté così succedergli alla sua morte nel 1163. Questultimo, e suo figlio Abu Yaqub Yusuf II, "il Reso vittorioso" 1184–1199, terzo sultano, continuarono la sua opera ed estesero la loro autorità a tutta la Spagna islamica, infliggendo nel 1195 una sconfitta ad Alfonso VIII di Castiglia nella battaglia di Alarcos. In Ifriqiya cacciarono le guarnigioni collocate nelle città costiere dai re normanni di Sicilia, riuscendo a conquistare tra il 1158 e il 1160 le città di Annaba, Mahdia, Gabès e Tripoli, ponendo così fine al Regno normanno dAfrica.

                                     

3. Cultura

Sotto gli Almohadi, le università riuscirono a mantenere la tradizione di studio del pensiero della Grecia e di Roma antica avviato al tempo degli Almoravidi. Numerosi grandi filosofi ebrei e musulmani riuscirono a vivere e insegnare al tempo di questa dinastia: i più famosi sono Averroè e Mosè Maimonide, il quale dovette però fuggire prima da al-Andalus e poi dal Marocco, incalzato dalle violenze anti-ebraiche e anti-cristiane degli Almohadi.

Nelle arti eccelsero, ricorrendo al genio delle loro maestranze per lo più andaluse. I luoghi principali di realizzazione e diffusione artistica furono Fez, Marrakesh, Rabat e Siviglia.

Larchitettura fu lopera dellingegno maggiormente sviluppata, visto che le altre arti erano un po penalizzate dalla restrittiva interpretazione coranica sunnita, che tende a osteggiare pur con varie eccezioni le raffigurazioni umane. Larchitettura non brillò per originalità, ma gli Almohadi effettuarono una riduzione nelle decorazioni, introducendo la novità dei trafori di forma geometrica.

Col trascorrere dei decenni, gli edifici assunsero forme e strutture sempre più orientaleggianti: moschee con pianta rettangolare, ripartite in navate grazie allausilio di pilastri; grande uso di archi a forma di ferro di cavallo.

Il materiale principale usato nelle costruzioni è stato il cotto, oltre alla malta a freddo.

Tra le influenze straniere, si notano le cupole di origine egiziana e, nel settore civile, gli archi trionfali. Notevolmente diffuse furono le costruzioni di fortificazioni con torri.

Sotto gli Almohadi larchitettura produsse numerosi capolavori: il minareto della moschea di Siviglia, costruito nel 1171, di cui è conservata perfettamente la torre chiamata Giralda, la Kasba di Marrakesh, la moschea Kutubiyya "dei librai", con il minareto a pianta quadrata e 17 navate della musallā, e la moschea Hassan a Rabat.



                                     

4. Declino

Il principio di ereditarietà dinastica non piacque ai capotribù berberi, gli shaykh.

Gli Stati cristiani di Spagna e del Portogallo si organizzarono per la Reconquista, in particolare mettendo a tacere le loro dispute, e inflissero a Muhammad al-Nasir il disastro della battaglia di Las Navas de Tolosa 16 luglio 1212.

La dinastia iniziò definitivamente a declinare dopo la morte del giovane califfo Yusuf al-Mustansir. I burocrati di palazzo di Marrakesh nominarono califfo lanziano Abd al-Wahid I che tentò di ristabilire lordine nellimpero almohade, e, per questo motivo si alienò il sostegno degli altri governanti almohadi, che nominarono califfo Abd Allah al-Adil, uno dei più disastrosi califfi della dinastia, il cui colpo di Stato divise gli Almohadi per la prima volta e mise in moto una serie di altre guerre intestine che portarono prima alla perdita di al-Andalus per mano dei Nasridi, che crearono il Sultanato di Granada, e successivamente il crollo dello stesso Stato almohade.

Con il declino dellimpero almohade presero il sopravvento delle dinastie locali, come gli Hafsidi in Ifriqiya comprendente allincirca lattuale Tunisia nel 1229, gli Abdalwadidi nel al-Maghreb al-Awsat Maghreb centrale, metà dellattuale Algeria nel 1239 o ancora i Merinidi che si impadronirono dal 1244 in poi di gran parte del Maghreb al-Aqsa Marocco. In al-Andalus Spagna islamica, i Nasridi diedero vita a un regno indipendente, il Sultanato di Granada, che sopravvisse fino al 1492. Allo stesso tempo, la Reconquista progredì a grandi passi. Cordova, la città simbolo dellIslam spagnolo, cadde nel 1236, Valencia nel 1238, Siviglia nel 1248. La dinastia almohade terminò con Abu l-Ala al-Wathiq bi-llah Idris, dopo la presa di Marrakech nel 1269 a opera del sultano merinide Abu Yusuf Yaqub ibn Abd al-Haqq.

                                     

4.1. Declino Califfi Muwahhidūn Almohadi 1145–1269

  • Abū al-Hasan al-Saʿīd al-Muʿtadid 1242–1248
  • ʿAbd al-Muʾmin 1145–1163
  • Yūsuf al-Mustansir 1213–1223
  • Abu l-Ala al-Wathiq bi-llah Idris 1266–1269
  • Abd al-Wahid I 1223
  • Muhammad al-Nāsir 1199–1213
  • Abū Yūsuf Yaʿqūb al-Mansūr 1184–1199
  • Yahyā al-Mutasim 1227–1229
  • Abū al-ʿAlāʾ Idrīs al-Maʾmūn 1227–1233
  • Abū Muhammad ʿAbd al-Wāhid al-Rashīd 1233–1242
  • Abū Muhammad ʿAbd Allāh al-ʿĀdil 1223–1227
  • Abū Yaʿqūb Yūsuf 1163–1184
  • Abū Hafs ʿUmar al-Murtadā 1248–1266

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