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ⓘ Linea Einaudi




                                     

ⓘ Linea Einaudi

La cosiddetta linea Einaudi consisteva in una serie di provvedimenti deflattivi presi tra il 1945 e 1948 dallallora ministro delleconomia e delle finanze, poi anche governatore della Banca dItalia Luigi Einaudi.

Uno dei problemi prioritari dellItalia appena terminata la guerra era quello di frenare lindice inflativo che colpiva la lira. A tale proposito, prima della formazione del governo De Gasperi, si pronunciarono le sinistre, le quali proposero due provveddimenti: il primo consisteva nel cambiare la moneta con una nuova provvedimento che fu scelto con successo da molti paesi europei, e il secondo consisteva nellintrodurre una tassa che colpisse i redditi più alti. Ma queste proposte vennero bocciate dagli altri partiti, che giudicavano negativamente lattuazione tali manovre e che erano un pretesto per estromettere già dallinizio le sinistre dai futuri governi.

Dopo la creazione del governo De Gasperi, il Ministro dellEconomia, delle Finanze e del Tesoro allora erano riuniti tutti in un unico ministero propose tre manovre utili a bloccare linflazione in Italia: la prima consisteva nellaumentare le riserve obbligatorie seguendo quindi i principi della legge bancaria del 1936; in questo modo infatti si sottrae liquidità al sistema, svolgendo quindi una manovra deflazionistica; la seconda consisteva nellaumentare il tasso ufficiale di sconto, e aumentando quindi il costo del denaro, che passava dopo questa manovra dal 4% al 5.5%; la terza consisteva nello stabilizzare il cambio estero lira-dollaro, attraverso il superamento del sistema dei cambi multipli introdotto nel 1946, ma subito abbandonato. Col sistema dei cambi multipli, infatti, vi era un mercato a tassi ufficiali di cambio, stabiliti dallUIC Ufficio Italiano Cambi, e un mercato libero, in cui il tasso di cambio era deciso dallincontro tra la domanda e lofferta. Sul mercato ufficiale 1 dollaro veniva cambiato con 225 lire; sul mercato libero, invece, un dollaro veniva cambiato sino anche a 1000 lire. La Lira risultava molto svalutata perché naturalmente la maggior parte delle transazioni avvenivano nel mercato libero.