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ⓘ Dibattito tra creazionismo ed evoluzionismo




                                     

ⓘ Dibattito tra creazionismo ed evoluzionismo

Il dibattito tra creazionismo ed evoluzionismo, o dibattito sulle origini, è nellambito culturale, religioso e sociale linsieme delle dispute circa le ipotesi contrastanti sulle origini della vita, della Terra, delluniverso e dellumanità sostenute dalle autorità religiose da una parte e della comunità scientifica dallaltra. Alla base della questione la visione creazionista sulle origini al fondamento di alcune credenze religiose, e quella evoluzionista sostenuta dal consenso scientifico tramite prove concrete di alcune materie come biologia evolutiva, geologia, fisica nucleare, cosmologia, paleontologia e termodinamica.

Sebbene il tema sia presente in Europa e altre parti dellOccidente, è acceso soprattutto negli Stati Uniti dAmerica dove ha una lunga storia ed è riferito come "guerra culturale", rinvigorito costantemente dalle diatribe circa linsegnamento nelle scuole di creazionismo ed evoluzionismo. È comunque importante dal punto di vista culturale dal momento che contiene al suo interno molte argomentazioni scottanti, attuali, come la libertà despressione, separazione tra Stato e Chiesa, necessità di un insegnamento pari merito e bilanciato di dottrine scientifiche e religiose.

Il processo evolutivo della vita è oggi sostenuto non solo dalla totalità della comunità scientifica, ma anche da un gran numero di autorità religiose, le quali laccettano senza mettere in dubbio lesistenza di Dio. Come daltronde dichiarato dallAccademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti, molti religiosi dichiarano compatibili i principi della loro professione religiosa con la tesi evoluzionista, e sia scienziati che teologi "non vedono alcun conflitto tra la loro fede in Dio e la prova dellevoluzione".

                                     

1.1. Posizioni pseudo-scientifiche La teoria del Disegno Intelligente

La teoria del disegno intelligente dallinglese intelligent design, da intendersi come "progetto intelligente" è anche nota come creazionismo evolutivo o creazionismo scientifico. Una larga parte della comunità scientifica ritiene che sia stato introdotto per motivi che esulano dalla scienza, ma che hanno più a che fare con il sostegno alla fede cristiana e ad una certa politica americana.

Questa teoria è nata da una critica ad alcune lacune del darwinismo che lo stesso Darwin aveva descritto nel capitolo "Dubbi" del suo lavoro più noto, Lorigine delle specie. La teoria del Disegno intelligente si fonda inoltre sul concetto di complessità irriducibile. Linventore del concetto, il biochimico Michael Behe, illustra questo concetto tramite lesempio della trappola per topi. Essa è composta di pochi, semplici elementi, senza uno dei quali essa non funziona affatto: è dunque "irriducibile". Si tratta in pratica di una moderna riproposizione dellesempio dellorologio portata da William Paley 1743-1805, arcidiacono di Carlisle, nel suo libro Teologia Naturale 1802.

Applicando questo principio a vari organismi e organi presenti in natura se ne desume, secondo i sostenitori del Disegno intelligente, che è impossibile che essi siano lo "stadio evoluto" di qualcosa che cera prima. Ciò induce a ritenere probabile assai più che sotto unipotesi di pura casualità che questi organismi siano apparsi in questo stadio perfetto e funzionante da un momento in poi e non abbiano avuto "progenitori". Esempi portati a sostegno di questo argomento sono i batteri unicellulari, locchio, il sangue, i reni.

Il disegno intelligente non è tuttavia rigorosamente scientifico, e la maggior parte della comunità scientifica, la quale sostiene la teoria evoluzionistica, non lo considera valido. Infatti, la quasi totalità degli scienziati afferma che il suo maggiore argomento, quello della irriducibilità degli organismi complessi, sia stato superato già negli anni immediatamente successivi a Darwin stesso, in particolare:

  • constatando che molte "parti complesse" degli organismi hanno, o hanno avuto, nel corso della evoluzione dellorganismo stesso, funzioni multiple.
  • notando come la stessa funzione viene a volte svolta in modo ridondante da organi diversi, permettendo quindi uno spostamento anche lento e parziale delle funzioni importanti o vitali da un organo ad un altro si pensi per esempio alle funzioni simili svolte da ghiandole diverse

Un esempio classico è lorigine degli ossicini nella catena uditiva dellorecchio interno dei vertebrati, la cui evoluzione è descritta in termini strettamente darwiniani, oltre a quella dellocchio negli animali superiori, e in altri casi ritenuti significativi dai sostenitori del Disegno intelligente, con taglio divulgativo, nei testi di Stephen Jay Gould e Richard Dawkins, e, in modo non divulgativo, da numerosi autori fin dai primi anni del 1900.

La ricerca paleontologica inoltre ha messo alla luce sequenze evolutive di forme viventi, permettendo spesso di evidenziare la variazione nel tempo delle funzioni di alcuni organi e mostrando un panorama coerente di evoluzione ed espansione sulla terra degli esseri viventi a partire da forme semplici a forme più complesse.

Infine, il disegno intelligente, come tutte le versioni del creazionismo, non è falsificabile e rimanda a cause sconosciute per definizione. Per questo ad esso non può essere riconosciuto lo status di teoria scientifica.

                                     

1.2. Posizioni pseudo-scientifiche Il rapporto tra scienza e fede nel creazionismo

Nel mondo occidentale il creazionismo si basa principalmente sul racconto della creazione presente nella Genesi, e nel suo senso più ampio raccoglie unampia gamma di credenze e interpretazioni. Negli USA degli anni 1920 il termine venne associato in particolare con lopposizione dei fondamentalisti cristiani allevoluzione umana, e diversi stati approvarono leggi contro linsegnamento delle teorie evoluzioniste nelle scuole pubbliche.

Quando le ricerche scientifiche producono conclusioni e prove che contraddicono linterpretazione creazionista delle scritture, lapproccio strettamente creazionista è quello di rigettare direttamente senza alcuna analisi o approfondimento, le conclusioni della ricerca, le prove scientifiche sottostanti o la metodologia. I casi più notevoli riguardano gli effetti dellevoluzione sullo sviluppo degli organismi viventi, lidea di discendenza comune, la storia geologica della Terra, la formazione del sistema solare e lorigine dellUniverso.

Queste differenti posizioni si riflettono poi sulla questione se, e come, la fede religiosa si possa conciliare con una visione scientifica del mondo. I creazionisti "della Terra Giovane" in genere sostengono che scienza e razionalismo empirico sono incompatibili con il credo religioso, e quindi occorre rigettare la scienza. Gli evoluzionisti teistici ritengono invece che non vi sia incompatibilità.

La teoria del disegno intelligente sostiene che la scienza possa dimostrare lesistenza di un ente creatore. Secondo i suoi sostenitori la complessità della vita è tale che non si può spiegare semplicemente in termini di mutazioni casuali, ma occorre ammettere che il processo evolutivo sia "guidato" da un creatore dotato di intelligenza che talvolta interviene direttamente per operare i "salti evolutivi" che la natura da sola non sarebbe in grado di compiere.

                                     

1.3. Posizioni pseudo-scientifiche I rapporti tra scienza e creazionismo

L11 giugno 2006 la Royal Society ha preso ufficialmente posizione con una affermazione Royal Society statement on evolution, creationism and intelligent design nel cui prembolo si legge: levoluzione è ormai riconosciuta come la miglior spiegazione dello sviluppo della vita sulla Terra dalla sua origine e sia della diversità delle specie. Levoluzione è giustamente insegnata come parte essenziale e fondamentale dei corsi di Scienze e Biologia nelle scuole, collegi ed università di tutto il mondo

Due anni dopo, l11 aprile 2008 anche la Geological Society ha emesso un simile documento, intitolato "Young Earth Creationism", "Creation Science and "Intelligent Design" A Statement by the Geological Society of London nel cui preambolo ricorda il suo pensiero che religione e scienza singolarmente prese diventano mutuamente incompatibili quando una delle due cerca di invadere il dominio altrui



                                     

2.1. Posizioni religiose La posizione della Chiesa cattolica

La Chiesa cattolica non esprime una posizione ufficiale riguardo alla teoria dellevoluzione, rimettendo la questione agli scienziati. La riforma protestante accusò larbitrarietà delle interpretazioni allegoriche e contestò lautorità, con cui la Chiesa conferiva loro credibilità in antitesi allinterpretazione letterale. Il ricorso al principio luterano della Sola Scriptura, come fonte della teologia, indirizzò per alcuni secoli i cristiani protestanti esclusivamente verso linterpretazione letterale. Lapertura ad interpretazioni non letterali sopravvisse senza problemi nella Chiesa cattolica, le cui basi teologiche comprendono il principio agostiniano e tomista che non può e non deve esserci contrasto fra scienza e fede. Certo, le interpretazioni letterali ebbero largo campo anche in ambito cattolico, ma solo nella misura in cui non sembrava esserci una interpretazione scientifica alternativa e largamente condivisa. La Chiesa, quindi, non esprime una posizione ufficiale riguardo alla teoria dellevoluzione, rimettendo la questione agli scienziati. Da un lato troviamo le affermazioni di papa Giovanni Paolo II che ha implicitamente sostenuto che la Chiesa non si oppone oggi allipotesi evoluzionistica come fenomeno storico dichiarando che essa è "più che una teoria". Al contempo, però, la Chiesa rifiuta la posizione che vede levoluzione come un processo guidato unicamente dal caso, così come Darwin laveva definito, e afferma invece che luniverso è il risultato di un progetto ordinato ad uno scopo.

Si veda in merito le seguenti dichiarazioni di papa Benedetto XVI:

Tuttavia è utile constatare che la posizione delle gerarchie cattoliche in merito alle teorie evoluzionistiche varia di nazione in nazione, in base al grado di penetrazione ed alla maturità della loro evangelizzazione.

Si registrano nel dibattito presente inoltre gli interventi di alcuni esponenti delle gerarchie ecclesiastiche:

  • lex direttore della Specola Vaticana, il gesuita George Coyne, si è espresso pubblicamente a favore dellevoluzionismo. Il giornale Daily Mail ha avanzato lipotesi che la destituzione da direttore della Specola Vaticana fosse dovuta alla posizione del gesuita a favore del neodarwinismo. In realtà come rivelato dal suo collaboratore José Gabriel Funes all Arizona Daily Star e, come confermato dallo stesso Coyne, si tratterebbe di una diceria senza fondamento.
  • il cardinale Christoph Schönborn ha rilasciato al New York Times unintervista fortemente critica verso la teoria scientifica del neodarwinismo e vicina alle posizioni dei sostenitori del cosiddetto Disegno intelligente.

Dal 3 al 7 marzo 2009 si è svolto presso lUniversità Gregoriana il convegno "Evoluzione biologica: fatti e teorie" Va comunque precisato che nessun darwinista ha mai affermato che levoluzione sia un processo dovuto unicamente al caso, lidea che levoluzione sia guidata unicamente dal caso non fa affatto parte della teoria dellevoluzione, ma è solo un frequente fraintendimento di molti "non addetti ai lavori".

Essi la definiscono una teoria, cioè una costruzione "metascientifica", la quale si avvale anche di certe nozioni ricavate non dallesperienza, ma dalle varie espressioni della cosiddetta filosofia della natura. In quanto teoria, quindi, essa soffre irrimediabilmente di tutta la precarietà e la contingenza di cui soffre una qualunque altra teoria scientifica. Va precisato però che, in questo discorso, si fa un uso distorto del termine "teoria" si veda la voce: Teoria scientifica.

Inoltre, sottolineano, è soggetta a un condizionamento ideologico che, in ultima analisi, lascia aperta la questione di appurare la reale portata dei fatti osservati, dal momento che levoluzione in quanto tale, non è mai stata oggetto di osservazione. Esistono pertanto letture materialistiche e riduttive e letture spiritualistiche. Il giudizio sulla validità è, in ultima analisi, soggetto a verifiche di tipo filosofico e teologico. Mentre la Chiesa respinge ogni riduzione puramente materialistica che è incompatibile con la verità delluomo immagine e figlio di Dio è aperta al dialogo con la comunità scientifica. Ratzinger afferma: - "La dottrina dellevoluzione è per certo unipotesi importante, che però presenta decisamente molti problemi, i quali necessitano ancora di unampia discussione" -.

Gli scienziati rispondono che esiste invece una mole enorme di prove sperimentali, fra cui spiccano i numerosissimi fossili; inoltre, come tutte le teorie scientifiche, è soggetta a continue verifiche e correzioni, chiarire ma questo non significa che essa presenti decisamente molti problemi "; in ogni caso, rispondono, dalla discussione dovrebbero astenersi tutti coloro i quali non abbiano prima approfondito gli studi nel settore.

Recentemente nuove ricerche hanno messo in luce che già Pio XII riteneva non necessariamente incompatibili il pensiero scaturito dalla tradizione della chiesa e la possibile ipotesi evoluzionista. Su questa convinzione si fonda la cosiddetta "evoluzione teistica" theistic evolution, la quale afferma la creazione per opera divina, ma riconosce la teoria dellevoluzione le altre scoperte della scienza. Questa posizione si basa sullassunto che fede e scienza abbiano ambiti di competenza completamente separati, assunto duramente attaccato dal biologo evoluzionista Richard Dawkins nella sua opera Lillusione di Dio. Come riportano A. Desmond e J. Moore nella loro opera Darwin: The Life of a Tormented Evolutionist, Darwin visse una lacerante lotta interiore perché non riusciva a conciliare le evidenze sperimentali raccolte con i principi teologici a cui era stato educato. Secondo questa posizione, il racconto biblico della creazione non intende esporre la modalità precisa con la quale il mondo ebbe origine, ma soltanto esprimere con linguaggio figurato il fatto che luniverso è opera di Dio come lo sarà il Giorno del Giudizio. In pratica 13 miliardi di anni fa Dio avrebbe creato lUniverso per mezzo del Big Bang, dopo di che successivamente alla aggregazione per gravità della Via Lattea, del nostro Sole e infine della Terra circa 4.57 miliardi e di anni fa la vita si sarebbe sviluppata sul nostro pianeta circa 3.5 miliardi di anni fa nacque la prima forma di vita e si sarebbe evoluta naturalmente secondo quanto descritto dalla Paleontologia e Geologia. Quindi sarebbe stato il turno dellAustralopitecus 3 milioni di anni fa, dellHomo habilis 2 milioni di anni fa, dellHomo Erectus 1 milione di anni fa e infine 300.000 anni fa in Africa meridionale sarebbe nato lHomo Sapiens Sapiens. Sarebbero delle prove di evoluzione teistica certe traduzioni, di Zecharia Sitchin di antichi testi sumeri gli Enuma Elish, sebbene Sitchin sostenga che luomo sarebbe frutto di esperimenti di ibridazione genetica con specie terrestri condotti da alieni.

Uno dei problemi che impediscono di accettare la non contraddittorietà se non la complementarità di evoluzionismo e fede cristiana è costituito da una interpretazione letterale e concretistica degli antichi testi biblici tramandatisi di generazione in generazione e che costituivano la fonte prima della sapienza principale, modalità interpretativa ancora non abbandonata da gran parte di coloro che si confrontano con la parola rivelata, per cui per esempio soffermandoci soltanto al racconto biblico dello stato di perfetta simbiosi tra i primi umani e lordine del Padre se ne deduce che è lo stato di perfezione originaria di Adamo ed Eva, incompatibile con levoluzione che vuole tutto in continua trasformazione. Anche il peccato originale è in qualche modo unevoluzione "al contrario", perché è il passaggio da una forma più evoluta perfetta a una meno evoluta. Lo stato di perfezione originaria delluomo, che non conosceva la morte prima del peccato originale, negherebbe la possibilità che esistano reperti fossili umani, i quali però esistono.

                                     

3.1. Il dibattito nel mondo Stati Uniti dAmerica

Negli Stati Uniti sotto letichetta di "creazionismo" rientrano una serie di iniziative a carattere religioso, politico e sociale ad esempio nel definire i programmi scolastici che contestano la teoria di Darwin e chiedono, tramite azioni in tribunale, uguale o superiore legittimità per la tesi creazionista durante le lezioni di Scienze nelle scuole, affermando che non è corretto presentare ununica teoria sullorigine delle specie senza esporre anche le sue alternative. La critica a questa posizione è duplice: da una parte il creazionismo non è una teoria scientifica, pertanto non andrebbe equiparata ad altre teorie; dallaltra, essendo il creazionismo basato su di una "credenza" religiosa, il suo insegnamento va contro il principio della separazione tra chiesa e stato.

Questo dibattito, molto accalorato, è giunto talvolta a risultati grotteschi: ad esempio nel 2006 le guide turistiche del Grand Canyon del Colorado ricevettero la direttiva di non rispondere a chi domanda letà del canyon 5-6 milioni di anni secondo i geologi, per non "offendere la sensibilità dei fondamentalisti religiosi".

Attualmente il numero dei sostenitori del creazionismo, continua a diminuire costantemente e drasticamente, in seguito alle innumerevoli continue scoperte e prove concrete, ottenute mediante le moderne analisi biologiche ed agli studi condotti sul DNA fossile.

                                     
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  • Theory: Evolution and the Battle for America s Soul 2008 pp. 80 - 82 Plastica biodagradabile Fungo radiotrofico Dibattito tra creazionismo ed evoluzionismo
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  • 1915 non si occupò mai direttamente di evoluzionismo non era uno scienziato tuttavia entrò nel dibattito quando nel 1898 pubblicò sul Dublin Review
  • 1996 Creazionismo dal sito del CICAP, su cicap.org. Card. Poupard, evoluzionismo e intelligent design articolo sulla confutazione del Creazionismo e
  • San Domenico, Bologna 2009. Critiche alla religione Dibattito tra creazionismo ed evoluzionismo Trattato di ateologia, saggio del 2005 del filosofo francese