Indietro

ⓘ Distribuzionalismo




Distribuzionalismo
                                     

ⓘ Distribuzionalismo

"Il passo più difficile nello studio della lingua è il primo passo"

Per distribuzionalismo si intende una corrente linguistica fondata negli USA in seguito al 1920, parallela allo strutturalismo europeo, che identifica e classifica gli elementi della lingua in base alla loro distribuzione.

                                     

1. Storia

Nella seconda metà del 1800, William Dwight Whitney 1827-1894, definito come patriarca della linguistica americana, si concentrò sullo studio della lingua. I suoi studi fecero da fondamenta per la maggior parte dei linguisti del 1900 tra cui Franz Boas 1858-1942, Edward Sapir 1884-1939 e Leonard Bloomfield 1887-1949, nonostante avessero ideologie opposte.

Essi furono i principali studiosi della linguistica americana che trovarono terreno solido da cui partire non solo grazie agli studi di Whitney, ma anche grazie al territorio americano che offriva molta materia in ambito linguistico, ma soprattutto grazie alla scoperta delle culture precolombiane che andarono a coinvolgere lo studio della lingua, proprio come fece Sapir, il quale si concentrò in particolare sulla lingua Hopi e un altro linguista americano, Powell, che nel 1891 mise a punto la prima moderna classificazione delle lingue amerindiane.

                                     

2. Bloomfield e Sapir

Boas fu il maestro di Bloomfield e Sapir. Studiosi che vengono menzionati sempre insieme perché appunto comune è la loro filiazione da Boas, ma come figure di linguisti ben presto divennero diversi luno dallaltro per il fatto che ebbero una formazione europea, Bloomfield in particolare, studiò a Gottinga, ebbe una formazione da linguista storico e quindi un interesse linguistico legato soprattutto al passato, ma poi virò verso un interesse più generalistico.

Sapir continuò più da vicino linteressamento del maestro Boas verso le realtà culturali e linguistiche del continente americano e in particolare si preoccupò, appunto, di studiare le lingue amerindiane.

                                     

3. Nascita

A partire dal 1920 si sviluppò in varie università americane unimpostazione di studi distribuzionalista da cui prese il nome questa corrente linguistica noto anche come strutturalismo americano che andò ad espandersi soprattutto in seguito al 1924, anno in cui vennero fondate la Language Society of America e la rivista Language e proprio grazie a questa corrente distribuzionalista, Bloomfield in particolare, concentrò i suoi studi sulla sintassi.

                                     

4. Aspetti generali del pensiero di Bloomfield e del distribuzionalismo

Il pensiero di Bloomfield, pur differenziandosi da quello di autori come Boas e Sapir si inserisce senzaltro nel contesto dello strutturalismo americano. Lindagine linguistica di Bloomfield è strettamente legata al procedimento induttivo e allosservazione, quali momenti necessari per fondare scientificamente lanalisi del linguaggio. Per questo motivo il suo metodo è stato accostato al positivismo, al meccanicismo; è stato definito poi come fisicalismo dal punto di vista delle scienze come fisica e chimica alle quali si accosta metodologicamente per analogia, comportamentismo dal punto di vista psicologico in quanto si limita a considerare i soli comportamenti osservabili o come distribuzionalista facendo riferimento alla procedura adottata. Le uniche generalizzazioni possibili sono perciò quelle induttive; data la complessità e la variabilità del "sistema-uomo" è impossibile dare dei giudizi a priori riguardo al linguaggio.

Il discorso è descritto nei termini di uno stimolo e di una risposta; il significato di una forma linguistica è dato dallunione di queste due azioni. Il parlante perciò agisce in una determinata situazione spinto da una necessità specifica e traduce la sua intenzione in forma linguistica; il ricevente risponde allo stimolo interpretandolo, prima a livello auricolare e poi a livello cerebrale. È importante poi notare che la reazione dellascoltatore non è necessariamente linguistica ma può avere direttamente un risvolto pratico in senso stretto.

Tutto ciò avviene secondo lo schema S − r − s −R. Quando uno stimolo esterno S induce qualcuno a parlare r, questa risposta linguistica del parlante costituisce per l’ascoltatore uno stimolo linguistico s che provoca una risposta pratica R; S e R sono dunque eventi che appartengono al mondo extralinguistico, mentre r e s sono elementi dell’atto di comunicazione linguistica.

Levento discorsivo è descritto in termini psico-fisico-acustici:

  • propagazione delle onde nellaria;
  • formazione di onde sonore tramite le corde vocali e gli altri apparati adibiti allemissione di onde;
  • effetto delle vibrazioni sullapparato uditivo dellascoltatore.

Lanalisi linguistica deve tenere poi conto dei risvolti pratici che precedono e seguono latto discorsivo: appunto in chiave meccanicistica la causa e leffetto del discorso che si colloca in mezzo a questi due termini. Da questo punto di vista perciò diventa fondamentale il contesto in cui si compie lazione osservata e si identifica negli eventi che precedono e seguono latto discorsivo in senso stretto appunto la causa e leffetto.

Il carattere virtualmente infinito delle possibilità mette in primo piano il carattere di complessità delluniverso linguistico. Se uno specifico comportamento sarà perciò difficile da prevedere, sarà daltro lato possibile generalizzare degli aspetti comuni, di massa, in quanto se certe azioni sono difficilmente generalizzabili e dipendenti dal contesto sociale della lingua o del singolo individuo, altre si presenteranno in maniera costante in più ampi gruppi di popolazione costituendo una legge generale di stampo induttivo e perciò falsificabile.

Lindagine di Bloomfield e in generale dello strutturalismo americano è contrassegnata da unattenzione specifica verso la forma sintattica del linguaggio.



                                     

4.1. Aspetti generali del pensiero di Bloomfield e del distribuzionalismo Analisi a scatola e ad albero

Bloomfield si concentrò sullanalisi sintattica. Fu questo a caratterizzare i primi cinque decenni del 1900 americano, inoltre dette origine alla linguistica bloomfieldiana. Il procedimento di analisi più tipico del distribuzionalismo consiste nella scomposizione della frase in costituenti immediati. I costituenti della frase individuati dallanalisi vengono quindi classificati in base alla loro distribuzione, cioè alla loro capacità di combinarsi per formare insiemi più complessi.

Analizzando lesempio il cane mangia losso ", è possibile notare il e cane ", mangia che a questo livello non può essere ulteriormente analizzato e losso "che invece può essere ulteriormente distinto anche qui in articolo e nome, proprio come nel primo caso. Ulteriormente esiste un altro livello di scomposizione, Bloomfield arriva fino ad inserire questo livello, detto livello morfologico della divisione in morfi, allinterno della sua analisi sintattica. Ovverosia è presente la possibilità di fare una nuova segmentazione. Questo processo prende il nome di analisi a scatole introdotto per la prima volta dal linguista americano e che riporterà allinterno della sua opera Language 1933.

Esempio della segmentazione secondo lanalisi a scatola:

Questo schema a scatole in seguito venne perfezionato dal punto di vista della sua formalizzazione, il concetto rimase lo stesso, ma venne formalizzato in un altro modo utilizzando uno schema ad albero inizialmente formato da un ramo lungo e una serie di "rami" che partivano da dei punti chiamati "nodi". In ognuno di questi rami si aveva a che fare con un elemento del segmento verbale sintagma aggettivale con un possessivo, ma questo si presenterà in maniera meno primitiva attraverso la struttura ad albero definitiva.

Secondo questo punto di vista, una frase non è semplicemente una stringa di parole, ma piuttosto un albero con rami subordinati e sopraordinati connessi a dei nodi.

Sostanzialmente, il modello ad albero funziona in qualche modo come per la frase semplice dellesempio a scatola, nel quale F è una frase, D è un articolo determinativo, S è un sostantivo, V è un verbo, SN è un sintagma nominale e SV è sintagma verbale.

Questo diagramma ad albero è anche chiamato indicatore sintagmatico phrase marker. Esso può essere rappresentato più sinteticamente in forma testuale, sebbene il risultato sia meno facilmente leggibile, attraverso una notazione con parentesi quadre ed etichette labeled bracketing:

.

                                     

5. Declino del distribuzionalismo

Verso la fine del 1950 il distribuzionalismo scomparirà con larrivo del linguista e filosofo Noam Chomsky che rivoluzionerà la linguistica moderna affermando la grammatica generativa, inoltre secondo lui, nemmeno le grammatiche a struttura sintagmatica phrase structure grammars sono adeguate per descrivere i linguaggi naturali: per far fronte a questa necessità, egli formulò il sistema più complesso della grammatica trasformazionale.