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ⓘ Antropologia forense




Antropologia forense
                                     

ⓘ Antropologia forense

L antropologia forense è la disciplina che studia i resti umani nellambito di indagini dellautorità giudiziaria allo scopo di identificarli e di fornire informazioni utili allaccertamento delle circostanze e delle cause della morte e allindividuazione di eventuali responsabili.

                                     

1. Visione generale

A differenza del medico legale, lantropologo forense studia in genere corpi in avanzato stadio di decomposizione, che quindi presentano particolari problemi di identificazione e individuazione delle circostanze della morte. Molto dipende dalla formazione di provenienza di chi si addentra in questa branca, dal momento che oggi, in Italia, non esiste una vera e propria specializzazione in materia. È tuttavia consigliabile una formazione medico-scientifica o biologica. Non è infatti da confondere lAntropologia Forense con lAntropologia in settore antico o archeologico che può vedere lafferenza anche di curricula di tipo umanistico.

Lambito di competenza principale dellantropologo forense è costituito quindi dalle ossa, interagendo in multidisciplinarità con molte figure quali il medico legale in primis, soprattutto in caso di non completa scheletrizzazione, lodontologo forense per tutto ciò che attiene alle strutture dentali e mascellari.

Lapproccio al settore forense, inoltre, necessità di una conoscenza almeno generica delle altre scienze forensi per una migliore ed efficace interazione, ma soprattutto una conoscenza delle discipline giuridiche, dal momento che è su quel terreno che si sta lavorando. Il settore forense, infatti, reca con sé un peso di responsabilità non trascurabile.

Lantropologia forense si trova quindi ad interagire con molte discipline, tra cui:

  • Istologia
  • Patologia
  • Antropologia fisica
  • Paleontologia
  • Odontoiatria
  • Anatomia
  • Archeologia
                                     

2. Attività

Nonostante lo scopo primario dellantropologo forense sia quello di stabilire lidentità del cadavere, il suo studio può fornire numerose informazioni utili allindagine, non ultimo la determinazione della causa della morte qualora ve ne sia traccia impressa sulle ossa. In presenza di tessuti molli residui è comunque necessario lintervento del medico legale.

                                     

2.1. Attività Operazioni preliminari

Il primo compito dellantropologo, nel caso del ritrovamento di uno scheletro, è quello di determinare se si tratti di resti umani, animali o di origine inorganica. Fatto questo è necessario stabilire se si è di fronte a una morte recente o se si hanno davanti resti di epoca storica, il che viene in genere determinato cercando eventuali segni di lunga sepoltura e osservando se nel luogo del ritrovamento erano presenti chiodi, resti di una bara o altri oggetti. Attualmente le analisi isotopiche hanno compiuto grandi passi in questa direzione, permettendo di datare non più solo resti antichi. Grazie ad un migliorando nella precisione dei risultati forniti, queste analisi si prestano anche ad applicazioni forensi.

                                     

2.2. Attività Etnia

Grazie alla struttura ossea è possibile stabilire il gruppo etnico di appartenenza dello scheletro, se caucasoide, negroide o mongoloide. Le principali indicazioni in merito sono date dalla conformazione del cranio, in particolare dalla forma dellapertura nasale, delle orbite e dei denti e dal prognatismo, ma anche dal rapporto femore-tibia e omero-ulna, e, se presenti, dai capelli ancora attaccati al cranio.

                                     

2.3. Attività Sesso

La determinazione del sesso si ottiene osservando principalmente il cranio, il bacino le altre ossa pelviche, che costituiscono la principale differenza a livello osseo tra individui di sesso maschile e di sesso femminile. Altre informazioni al riguardo possono comunque essere ottenute dallanalisi del femore e dellomero.

                                     

2.4. Attività Età

Il dato sulletà veniva ricavato dallanalisi del grado di usura della dentizione. Tale metodo, ancora in uso in ambito archeologico, non ha sufficiente affidabilità per unapplicazione forense. I metodi più affidabili sono quelli su base dentale, per lo più dal punto di vista radiologico situazione che vede la necessità della competenza dellodontologo forense per lo studio delle radici degli elementi dentali e, in particolare dalla radice del terzo molare dal momento che è il dente che permette di valutare meglio i contesti di interesse giuridico a cavallo della maggiore età. In relazione alletà inoltre varia la situazione delle giunture dellepifisi delle ossa lunghe, nelle quali col tempo diminuisce lo strato della cartilagine articolare, e il grado di sinostosi delle suture craniche. Altre informazioni sulletà, infine, possono venire dallosservazione di eventuali alterazioni artritiche, in particolare della colonna vertebrale, che possono essere indice di unetà avanzata.



                                     

2.5. Attività Statura

In mancanza di uno scheletro completo può essere molto difficile desumere quale doveva essere la statura della persona in vita. Una stima attendibile può essere ottenuta dalla misurazione delle ossa lunghe, confrontando questa misura con i dati relativi al gruppo etnico e al sesso con gli opportuni strumenti matematici. La stima soffre però di numerose approssimazioni nel caso in cui queste ossa non siano complete.

                                     

2.6. Attività Tempo dal decesso

La determinazione del tempo trascorso dalla morte, o PMI Post Mortem Interval può essere estremamente difficile, perché nei cadaveri studiati dal forense hanno già avuto termine tutti i fenomeni cadaverici che di norma permettono una facile determinazione del momento della morte. Lo stato del cadavere inoltre è influenzato da molti fattori ambientali, quali la temperatura, lumidità dellaria e lumidità e lacidità del suolo nel caso di un cadavere sepolto, tutti fattori che lantropologo deve tenere in considerazione.

Il PMI viene stimato in base alla presenza di tessuti molli e alla loro condizione, nonché allo stato di conservazione delle ossa. Altri elementi che vengono presi in considerazione sono la presenza di insetti entomologia forense e/o di piante e radici botanica forense.

                                     

2.7. Attività Traumi

Per facilitare lidentificazione del corpo e la determinazione delle circostanze del decesso vengono analizzati eventuali traumi presenti sul cadavere, determinando, in base alla reazione dei tessuti, se sono avvenuti prima o dopo la morte, con quale oggetto e con quali modalità sono stati inferti. Vengono analizzati anche eventuali traumi cosiddetti ante-mortem, fratture ormai saldate, esiti di interventi chirurgici, dispositivi medici es. viti endo-ossee integratisi con losso. Si cercano infine, eventuali malformazioni congenite, allo scopo di restringere ulteriormente il campo per lidentificazione.

                                     

2.8. Attività Ricostruzione del volto

Grazie ad una tecnica chiamata ricostruzione facciale manuale o digitale è possibile ottenere una stima dellaspetto che il deceduto poteva avere in vita. La ricostruzione avviene su una copia del cranio, sul quale sono applicati dei supporti di spessore standard in base al gruppo etnico alletà e al sesso. Più in generale, questi spessori vengono scelti sulla base del profilo antropologico precedentemente effettuato e indicano lo spessore dei tessuti molli in punti specifici. Sulla base di questi supporti vengono ricostruiti i fasci muscolari della testa e del viso, che vengono poi ricoperti con plastilina o creta per riprodurre laspetto naturale del viso con la pelle. Oggi questa tecnica è affiancata dalle tecniche computerizzate, che permettono la ricostruzione facciale a partire da una ricostruzione tridimensionale del cranio ottenuta mediante la Tac o mediante fotografia 3D.

                                     
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