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ⓘ Cristianofobia




                                     

ⓘ Cristianofobia

Per cristianofobia sintende lavversione pregiudiziale espressa nei confronti del cristianesimo; il termine, un neologismo degli anni duemila, viene spesso usato insieme o in alternativa ad anticristianesimo. Si manifesta con pratiche di intolleranza, discriminazione e vessazioninei confronti della fede cristiana e dei suoi aderenti.

                                     

1. Origine del termine cristianofobia

Nel 2003 Joseph Halevi Horowitz Weiler pubblicò il suo saggio, UnEuropa Cristiana: Un saggio esplorativo nel quale affermava lesistenza, nella cultura occidentale, di una vera e propria "Cristofobia". Il termine coniato da Weilerdiede presto origine, per estensione, al similare "Cristianofobia". Il termine, usato per la prima volta nel testo di una Risoluzione del III Comitato della 58ª Assemblea Generale dellONU, insieme a islamofobia e antisemitismo, entrò in uso nei primi anni duemila anche in seguito alle sollecitazioni, nel dicembre del 2004, di papa Giovanni Paolo II che sottolineò definendola "distrazione" la mancanza da parte dellONU, di accenni alle violente manifestazioni fobiche contro i cristiani nei documenti ufficiali, a differenza di quanto fatto in occasione di manifestazioni di antisemitismo e di islamofobia; una richiesta ufficiale fu inoltrata alla Commissione ONU sui diritti umani di Ginevra dal responsabile dei "Rapporti con gli Stati" del Vaticano, arcivescovo Giovanni Lajolo: il documento parlava di cristianofobia chiedendo posizioni decise contro il fenomeno, in forte crescita a causa dei conflitti in essere e come effetto collaterale della guerra al terrorismo.

A partire dal 2010 il termine cristianofobia è entrato a far parte del lessico ufficiale dei documenti emessi o approntati dalle Nazioni Unite, è usato nei discorsi pubblici, nei testi più recenti, nelle pubblicazioni e nei media.

                                     

2. Uso del termine cristianofobia

Il termine, fino ad allora poco utilizzato, è balzato alla notorietà nel 2010 in seguito alla pubblicazione del saggio di René Guitton, Cristianofobia. La nuova persecuzione:

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Benedetto XVI ha spesso denunciato la cristianofobia, affermando che:"i cristiani sono la minoranza più oppressa e tormentata". In occasione della Giornata mondiale della pace ha affermato:

Il Cardinale Angelo Bagnasco, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ha definito la cristianofobia come "la versione più corrente dellintolleranza religiosa" affermando che essa "non è lontana dal porsi ormai nelle forme della pulizia etnica o religiosa".

Il termine cristianofobia in inglese, christianophobia viene usato anche dai media internazionali. Il The Wall Street Journal ha impiegato il termine "cristianofobia" facendo in particolare riferimento ad atteggiamenti persecutori nei confronti delle minoranze cristiane che vivono in territori a maggioranza musulmana. Il quotidiano statunitense USA Today ha usato il termine cristianofobia per descrivere le violenze e gli attentati terroristici contro i cristiani nel mondo.

Secondo Guitton, nel mondo più di 50 milioni di cristiani sarebbero vittima di discriminazioni o persecuzioni. Lassociazione non-governativa Open Doors nota in Italia come "Porte Aperte" pubblica annualmente una lista dei paesi nei quali praticare la fede cristiana è più rischioso. Ai primi 10 posti della classifica, nel 2013, vi sono 8 paesi a maggioranza musulmana e uno comunista la Corea del Nord, oltre allEritrea, con una presenza di musulmani e cristiani approssimativamente equivalente, ma controllata da un partito unico ispirato ad unideologia di stampo marxista.

                                     

3.1. Manifestazioni di cristianofobia Vandalismo

Il vandalismo di simboli o luoghi cristiani è una forma comune di cristianofobia. Se loggetto vandalizzato è considerato sacro, come la Bibbia, il Crocifisso, o le icone, il vandalismo viene visto dai credenti come sacrilegio. Gli atti vandalici verso la proprietà altrui sono comunque illegali e talvolta possono essere crimini dodio, punibili in alcuni paesi.

Atti di vandalismo contro luoghi di culto, librerie e cimiteri cattolici sono inoltre comuni in Francia. Dal 2008 gli atti cristianofobi sono quadruplicati; erano 275 in tale anno, nel 2014 erano già 807. Tali atti sono segnalati anche in Albania e in Belgio.

                                     

3.2. Manifestazioni di cristianofobia Uso della musica "metal"

Alcuni cantanti e fan di heavy metal, black metal ed altri generi musicali moderni dichiarano apertamente odio verso il cristianesimo. Cantanti del genere black metal si sono detti responsabili per lispirazione se non la perpetrazione di oltre cinquanta incendi diretti a chiese cristiane in Norvegia dal 1992 al 1996.

                                     

3.3. Manifestazioni di cristianofobia Attentati

Le chiese cristiane sono sempre più spesso oggetto di attentati terroristici. Il fenomeno ha assunto dimensioni drammatiche in molti paesi a maggioranza islamica: nel 2010 lattentato nella chiesa della Nostra Signora della Salvezza, a Baghdad, provocò da solo oltre 50 morti; pochi mesi dopo lesplosione di una bomba alluscita di una messa ad Alessandria dEgitto causò luccisione di 21 persone. Tali episodi di violenza si inseriscono nel solco di una crescente cristianofobia: nel solo Iraq tra il 2004 e il 2009 si contarono 65 attentati a chiese cristiane.

La notte fra il 24 ed il 25 dicembre 2011, un totale di cinque esplosioni scossero diverse città della Nigeria con un bilancio di almeno 40 morti. Due attentati dinamitardi furono rivolti contro Chiese cristiane. Il più grave colpì la chiesa di S. Teresa nella capitale Abuja, quando la Messa di Natale stava finendo, provocando 35 morti e oltre 50 feriti. Laltra coinvolse una chiesa a Jos, nella Nigeria centrale, e un poliziotto di guardia al luogo di culto rimase ucciso. Altre tre esplosioni si verificarono nel nord est del Paese, due a Damaturu domenica 25 ed una nella serata di sabato 24, contro una chiesa, a Gadaka. Un kamikaze si fece esplodere a Damaturu, uccidendo almeno 4 persone.

Lattentato alla chiesa di S. Teresa fu rivendicato dalla setta islamica di Boko Haram, che minacciò di lanciare attacchi simili nel nord del paese nei giorni successivi. Il movimento si era anche attribuito la paternità di una serie di sanguinosi attentati la vigilia del Natale del 2010 che avevano preso di mira diverse chiese e avevano causato decine di morti a Jos. Una serie ulteriore di attentati avvennero allinizio del gennaio 2011, realizzati con lobiettivo dichiarato di provocare lesodo dei cristiani dal nord della Nigeria; provocarono la morte di altre 28 persone.

Il 6 gennaio 2011, solennità dellEpifania, uomini armati attaccarono una chiesa di Gombe durante la messa: almeno 6 le persone uccise e 10 quelle ferite. Inoltre a Mubi fu presa di mira, durante la veglia funebre, la casa di uno dei 5 cristiani assassinati il giorno precedente durante una cerimonia religiosa; il bilancio fu di 17 morti. La setta Boko Haram avrebbe rivendicato almeno gli attentati del 6 gennaio. Il 7 gennaio uomini armati aprirono il fuoco contro una chiesa a Yola, uccidendo 8 persone. Successivamente, due studenti cristiani dellUniversità di Maiduguri vennero uccisi da un gruppo di uomini armati. Si giunse a parlare di pulizia etnica. Larcivescovo di Jos, Ignatius Ayau Kaigama, dichiarò: "Io sono terribilmente triste, come tutti i nigeriani, musulmani e cristiani. Queste persone ammazzano i cristiani mentre pregano e fanno questo quasi ogni giorno. A loro basta uccidere, distruggere e creare una grande divisione tra cristiani e musulmani".

Papa Benedetto XVI, che nel messaggio Urbi et Orbi del 25 dicembre 2011 aveva pregato perché allumanità ferita dai tanti conflitti giungesse pace e stabilità, manifestò durante la preghiera dellAngelus di lunedì 26, a Piazza San Pietro, la sua profonda tristezza per gli attentati, lamentando che "la nostra terra continua ad essere intrisa di sangue innocente":

In occasione della Pasqua 2012, un nuovo attentato vicino a una chiesa a Kaduna, nel nord della Nigeria, provocò oltre 38 morti e decine di feriti. Alcune settimane dopo, un commando armato a Kano aperse il fuoco sui fedeli che assistevano a una messa, causando 20 morti e decine di feriti gravi.

Il 27 marzo 2016, un attacco suicida è stato sferrato nel parco Gulshan-i-Iqbal Park di Lahore, in Pakistan, gremito di famiglie che celebravano la Pasqua. 69 persone, quasi tutte donne e bambini della minoranza cristiana, sono state uccise e oltre 300 ferite dalla fortissima esplosione. Il 15 marzo 2015 due attacchi suicidi rivendicati anche questi dal Tehrek-e-Taliban Pakistan "Jamat-ul-Ahrar" avevano colpito le due chiese cristiane di Lahore, la cattolica St.Johns Church e la evangelica Christ Church provocando 17 morti.

Il 9 aprile 2017 due attentati in Egitto contro le chiese copte nella ricorrenza della "Domenica delle Palme". Il primo è avvenuto allinterno della chiesa nel corso delle celebrazioni nella città di Tanta sul delta del Nilo; il bilancio è di 27 morti e 78 feriti. Il secondo è avvenuto ad opera di un kamikaze ad Alessandria dEgitto allesterno della chiesa di San Marco ove si trovava anche il patriarca Tawadros II ed ha prodotto 17 morti e 48 feriti.



                                     

3.4. Manifestazioni di cristianofobia Forme diverse di intolleranza

Nei paesi europei, dove la situazione è comunque nettamente migliore che in altre parti del mondo, sono state denunciate forme di cristianofobia legate al mancato rispetto di luoghi religiosi, alla discriminazione sui luoghi di lavoro, agli attacchi verbali, alla rappresentazione travisata, stereotipata e negativa dei cristiani nei media.

Tali fenomeni, in crescita, si accompagnano talvolta a tentativi di limitare lobiezione di coscienza e in alcuni casi alle difficoltà dei genitori di educare i figli secondo le proprie convinzioni religiose.

Nelle zone con conflitti a cui partecipino musulmani atti di oltraggio, stupri, uccisione, espulsioni di cristiani sono sempre più diffusi. Dal 2014 in Siria la guerra civile ha causato lo svuotamento di intere aree dai cristiani.

                                     

4. Iniziative per contrastare il fenomeno

Il 20 gennaio 2011 il Parlamento europeo, considerato che nel 2010 il numero di attacchi contro le comunità cristiane è aumentato e rilevando come la maggior parte degli atti di violenza religiosa nel mondo siano perpetrati contro cristiani, ha condannato tali attacchi e ha espresso preoccupazione per il moltiplicarsi degli episodi di intolleranza e repressione. Ha inoltre chiesto una maggiore vigilanza sul tema della libertà religiosa, anche attraverso lo sviluppo di una strategia europea comune in materia.

Il 3 dicembre 2011, nellambito della conferenza internazionale "Libertà della fede: la discriminazione e la persecuzione dei cristiani" tenutasi a Mosca, è stata chiesta la creazione di un organismo internazionale di monitoraggio delle discriminazioni contro i cristiani, in grado di prestare assistenza nelle situazioni di emergenza. Allincontro hanno partecipato presbiteri della Chiesa cattolica, delle Chiese ortodosse e rappresentanti di comunità mussulmane ed ebraiche, di varie organizzazioni internazionali interconfessionali e interreligiose.

Nel corso della conferenza è stato dichiarato che ogni cinque minuti nel mondo un cristiano muore a motivo della propria fede, e che ogni anno 105.000 battezzati sono vittime di conflitti religiosi. Larcivescovo della Chiesa cattolica Erwin Josef Ender ha inoltre sottolineato che anche laddove non esiste una chiara violenza religiosa si registra talvolta una tendenza a ritenere inconsistente le manifestazioni di religiosità e a non permettere influenza alcuna della religione cristiana sulla società.

Il 6 dicembre 2011, nellambito del diciottesimo Consiglio ministeriale dellOSCE a Vilnius Lituania, larcivescovo Dominique Mamberti, Segretario per i rapporti con gli Stati della Santa Sede, propone listituzione di una giornata internazionale contro la persecuzione e la discriminazione dei cristiani, "quale segno importante dellintenzione dei governi di affrontare questa grave questione". Larcivescovo dichiara inoltre che "potrebbero esserci più di duecento milioni di cristiani, di differenti confessioni, che sono in difficoltà per via di strutture legali e culturali che portano alla loro discriminazione.".

Il 14 marzo 2012 la Commissione Affari Politici e Democrazia del Consiglio dEuropa tiene unudienza a Parigi sul tema: "La violenza contro le comunità religiose". Nel corso del suo intervento, il sociologo italiano Massimo Introvigne descrive la cristianofobia come "triplice fenomeno che parte dallintolleranza culturale, passa dalla discriminazione nelle leggi e arriva alle vere e proprie persecuzioni violente", individuando quattro "aree di preoccupazione":

  • lavversione laicista dellOccidente contro la religione in genere, il cristianesimo e, in particolare, la Chiesa Cattolica.
  • il nazionalismo indù o buddhista che spesso prende di mira i missionari;
  • i superstiti regimi comunisti;
  • lultra-fondamentalismo islamico;

Una conferenza sul tema dellintolleranza e sui crimini di odio contro i cristiani, venne organizzata a Roma il 12 settembre 2011 promossa dal sociologo torinese Massimo Introvigne, che in quellanno rivestiva la carica di Rappresentante dellOSCE per la lotta contro il razzismo, la xenofobia e lintolleranza e discriminazione contro i cristiani e i fedeli di altre religioni.

Una seconda conferenza internazionale dellOSCE si è svolta, a partire dal 18 maggio 2015, a Vienna sulle tematiche relative alla prevenzione e repressione dellintolleranza, della discriminazione e dei crimini di odio contro i cristiani con la partecipazione di delegazioni di 57 Paesi e molte organizzazioni non governative. A Massimo Introvigne lOSCE ha affidato la relazione di apertura.