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ⓘ Teoria del flusso a due fasi di comunicazione




                                     

ⓘ Teoria del flusso a due fasi di comunicazione

La teoria del flusso a due fasi di comunicazione è stata elaborata da Lazarsfeld, Berelson e Gaudet.

Secondo tale teoria, impiegata con profitto nellarea della comunicazione commerciale, non esiste un flusso costante di informazioni che va dai media ai destinatari finali. Allopposto, esso procederebbe dai media ai cosiddetti opinion leader gli individui più sensibili verso certe informazioni, e più influenti allinterno di un certo gruppo sociale, per poi essere da questi veicolato presso il gruppo sociale di appartenenza o di riferimento.

                                     

1. Base di partenza

La teoria si basa su studi degli anni quaranta linfluenza sociale indiretta dei media sulla popolazione, passando attraverso linfluenza personale degli opinion leader, che danno vita al multistep flow model.

Secondo tale teoria, quindi, la maggior parte delle persone basa le proprie opinioni su quelle degli opinion leader. Gli opinion leader sono coloro che per primi vengono a conoscenza di un contenuto diffuso dai media e lo interpretano secondo le proprie opinioni. Successivamente tali opinioni vengono diffuse al grande pubblico che diviene un opinion follower. Linfluenza degli opinion leader cresce grazie allinfluenza e alla conoscenza dei media delite in opposizione ai mass media più diffusi. Con tale processo linfluenza sociale viene calibrata sulle opinioni di uno specifico gruppo di media delite. Si tratta essenzialmente di un processo di persuasione sociale.

                                     

2. Punti cardine

Linformazione passa quindi per due stadi. Secondo il modello di Lazarsfeld, quindi, i media non hanno influenza diretta sulle masse, che sono i destinatari finali, come teorizzato nella Teoria ipodermica, ma lefficacia del loro messaggio è legata maggiormente agli orientamenti degli opinion leader. La conseguenza è quindi che i media non sono in condizione di modificare opinioni o posizioni, ma possono solo rafforzare opinioni e posizioni già esistenti.

                                     

3. Critiche ed evoluzione

La teoria viene esposta per la prima volta nel 1944 dal solo Lazarsfeld, e rielaborata con Katz nel 1955.

Tale teoria ha subito forti critiche, prima fra tutte quella di essere troppo schematica: non sono considerati flussi informativi differenti quali quelli generati dagli scambi dopinione fra i destinatari o fra gli opinion leader. Unulteriore critica è che non ci sarebbe una sufficiente differenziazione fra il flusso informativo e il flusso di influenza. Come conseguenza di tali critiche, Lazersfeld espose una nuova versione, rivista, della propria teoria.

                                     
  • classico di bacino interno di tipo lagunare, chiuso o con limitata comunicazione rispetto all oceano. Nata negli anni 70, questa teoria gode di sempre
  • complessive del velivolo e la disposizione dei carrelli. Furono introdotte anche due alette canard che venivano estratte dalla fusoliera durante le fasi di decollo
  • rivoluzione delle comunicazioni telegrafo, ferrovia, mezzi di comunicazione di massa, ecc. ma anche della rivoluzione del ruolo del pubblico nella
  • che riescono a penetrare la montagna sovrastante. L obiettivo principale dell esperimento è effettuare una misura precisa del flusso di neutrini solari
  • quindi concepire la teoria della forma come una teoria descrittiva più che una teoria costruttiva tutte queste caratteristiche della teoria della forma erano
  • l elettromagnetismo classico e gli esperimenti condotti a cavallo fra la fine del XIX secolo e il XX secolo. Secondo la teoria classica sviluppata da Maxwell, la luce
  • naturale della teoria RVB. La conferma del fatto che le onde d fossero alla base dei superconduttori a cuprati è stata fatta da una varietà di esperimenti

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