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ⓘ Argot




Argot
                                     

ⓘ Argot

L argot è un registro linguistico proprio di un gruppo sociale, il cui scopo è escludere gli estranei dalla comunicazione, criptando i messaggi scambiati.

Largot non è un linguaggio tecnico: questultimo infatti non è utilizzato da professionisti di uno stesso campo ed è specificamente ideato per essere criptico per i non appartenenti al gruppo.

Il concetto è simile, ma non identico, a quello espresso dal termine inglese slang.

                                     

1. Funzione

Non esiste un solo argot, ma diverse parlate sviluppatesi in varie epoche in seno alle più disparate classi sociali. Ha principalmente due funzioni:

  • rafforzare il senso di appartenenza al gruppo.
  • criptare il messaggio;

Limportanza attribuita a ciascuna di queste due funzioni dipende dal tipo di argot. La tendenza attuale risiede nel privilegiare la seconda funzione, che comporta quindi il rifiuto del resto della società: un esempio è il francese contemporaneo delle cité, cioè il gergo parlato dagli abitanti delle periferie parigine o delle maggiori città francesi.

Per continuare a svolgere la propria funzione, largot deve subire continuamente un processo di rinnovamento, in particolare per quanto riguarda il lessico: molte parole sono passate dallargot al francese corrente e in commercio si possono trovare dei dizionari di argot, che ne annullano dunque lefficacia. Per questo motivo, le traduzioni per parole come denaro, donna o fare lamore sono innumerevoli.

Lutilizzo dellargot, come dello slang, rappresenta un modo di affrontare i tabù comuni: il linguaggio corrente tende a non evocare certe realtà esplicitamente. Gli argot sono quindi molto ricchi di termini riguandanti temi come il sesso, la violenza, il crimine e la droga.

                                     

2.1. Storia Origini

In origine, con il termine argot sindicavano le parlate della malavita o dei militari. In seguito si sono sviluppati argot anche in altri gruppi sociali e in ogni quartiere, quindi ogni ambiente possiede il suo argot.

Il concetto appare in Francia nel XIII secolo, con il nome di jargon cioè gergo. Una delle prime apparizioni dellargot allinterno di un testo letterario risale al secolo XV, grazie a François Villon e alle sue ballate inserite nel Coquillards, che narravano di mascalzoni e del loro lessico gergale comprensibile solo grazie alla descrizione degli atti processuali subiti dai malviventi. Da quel momento i riferimenti allargot si intensificarono, basti pensare al dizionarietto intitolato Vie généreuse des Mercelotz, Gueuz, et Boesmiens del 1596, scritto da un autore che si firmò con lo pseudonimo di Pechon de Reuby, enfant esveillé "Figlio di facchino, sveglio ladro apprendista". Grande importanza ebbe unaltra delle prime apparizioni del termine argot, nel 1628, con lopera pubblicata da Olivier Chéreau, lanaiolo di Tours: Le jargon ou Langage de largot déformé, e solo allora argot perse la definizione univoca di gergo della malavita.

                                     

2.2. Storia Diffusione letteraria

La letteratura francese dei secoli successivi diffuse soprattutto l argot parigino, attraverso le opere di Victor Hugo, Honoré de Balzac, Émile Zola e molti altri. L argot parigino restò molto vivace nella capitale fino agli anni cinquanta; il romanziere Louis-Ferdinand Céline lusò per i suoi testi fino al 1961, anno della sua morte.

                                     

2.3. Storia Evoluzione contemporanea

Levoluzione sociologica della popolazione parigina è la causa principale della sua decadenza. Lo jargot, cioè l argot comune, è un registro espressivo familiare derivato dallargot, ma che ha perduto le funzioni criptiche e di appartenenza al gruppo: le parole in argot vengono usate quasi per gioco, utilizzando espressioni che non sono più state usate dal gruppo sociale che le ha create da quando il significato è diventato noto ai terzi. Attualmente un lessico che deriva dallargot viene usato per sua stessa ammissione da Daniel Pennac.

I principali innovatori dellargot sono i giovani adolescenti che abitano le cités complessi residenziali di periferia edificati negli anni settanta, nelle periferie di grandi città come Parigi o Marsiglia. In questi quartieri risiedono molte famiglie di origine araba o magrebina, i cui figli sono nati in Francia: questo spiega come molti neologismi in argot derivino da lingue straniere arabo, lingue africane e spesso anche inglese.



                                     

3. Formazione dellargot

Per lelaborazione di un argot, si può ricorrere a differenti mezzi:

  • utilizzo di sigle: per esempio TDC da tombé du camion, ovvero "caduto dal camion", che significa rubato ;
  • prestiti da altre lingue: maboul dallarabo mahbûl, cioè "matto" o parole derivate dal rom, o da lingue africane.
  • sintattici: di solito di importanza minore, anche se presenti;
  • le altre regole grammaticali, fonetiche non seguono obbligatoriamente quelle del francese corrente: piuttosto sono derivate dal linguaggio familiare o popolare;
  • lessicali: sono i più evidenti, tanto che si associa largot quasi solamente a un lessico particolare;

Alcuni esempi:

  • gonzesse ragazza
  • Paname Parigi
  • beur berbero, proveniente dal Maghreb
  • flic poliziotto
  • rital italiano
  • mec ragazzo
  • boulot lavoro
                                     

4. Varianti

Il termine argot può indicare anche i linguaggi "tecnici" adottati dai giovani in diversi contesti: possiamo trovare infatti largot delle scuole, che comprende dei termini che si riferiscono alle classi, o agli studenti, ma che variano da un particolare istituto a un altro; o largot di internet, delle caserme o di un qualunque altro contesto.

                                     

4.1. Varianti Verlan

Si tratta di unevoluzione dell argot che consiste nellinvertire le sillabe di una parola e in alcuni casi anche di eliderla. È diffuso soprattutto nelle periferie delle grandi città, ma le parole più utilizzate sono comprensibili anche in altri contesti sociali. Ha cominciato a diffondersi alla fine del XX secolo, grazie al rap francese, ma le sue origini sono anteriori.

La parola stessa verlan è formata dallinversione delle sillabe di à len-vers, cioè "al contrario" e in quanto lingua parlata, rispetta raramente lortografia delle parole dorigine, partendo più spesso da una ricostruzione fonetica a partire dalla pronuncia. Inoltre, quando una parola è monosillabica, si aggiunge tra le due consonanti eu pronunciato /oe/. Per quanto riguarda le parole di tre o più sillabe le regole sono più complesse e spesso sono soggettive. Esempi:

  • zarbi da bizarre, strano ;
  • meuf da femme, cioè donna, ragazza ;
  • chelou da louche, poco chiaro, losco ;
  • ace, che deriva da ça.
  • keum da mec che è largot di garçon, cioè ragazzo ;
  • ouf da fou, pazzo ;
  • laisse béton, da laisse tomber, lascia perdere

Luso fa apparire parole che sono il verlan di una parola verlan: ad esempio rebeu, da beur, il verlan di arabe, cioè arabo.