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ⓘ Itifallico




Itifallico
                                     

ⓘ Itifallico

Itifàllico è un aggettivo del registro colto della lingua italiana, presente anche in altre lingue, che significa "dal/col pene in erezione". È utilizzato soprattutto con riferimento alla produzione artistica, particolarmente di area greca, anche se rappresentazioni itifalliche sono presenti in varie altre culture: nel simbolismo dellarte e della religione egizia, il dio Min è rappresentato con il fallo in erezione.

                                     

1. Significato ed etimologia

Il termine deriva etimologicamente dal greco ἰθυφαλλικός, attraverso il latino ithyphallĭcus. La voce greca, aggettivo, deriva da ἰθύφαλλος, sostantivo, composto di ἰθύς ithǘs, "dritto" e φαλλός phallós, "fallo".

Il termine può assumere anche la veste grammaticale di sostantivo; questo succede nella terminologia della metrica classica, dove è usato come abbreviazione di "verso itifallico" v. infra.

                                     

2. Utilizzi del termine

Viene usato nel linguaggio colto ed erudito con riferimento, soprattutto, a quei temi iconografici dellarte e dellartigianato antico in cui viene rappresentata una figura che esibisce un fallo in erezione, in espressioni come statua/statuina o figura/figurina itifallica, satiro o sileno itifallico, ecc.

Un esempio di iconografia itifallica è costituita, nellantichità Greca soprattutto in Attica, dalle erme, pilastri di marmo sormontati da una testa scolpita a tutto tondo che raffigurava Ermes da cui il nome, spesso accompagnate da un fallo propiziatorio scolpito.

Laggettivo è anche usato con riferimento ai cosiddetti carmi itifallici o carmi fallici, o canti fallici/itifallici. Si tratta di componimenti metrici che si intonavano durante le Falloforie, quelle celebrazioni delle Dionisie, durante le quali si conduceva in processione un grosso simulacro di fallo. In questo stesso contesto, gli "itifalli" ithyphalloi erano anche gli stessi partecipanti alle processioni, descritti da Ateneo mentre con la testa cinta da ghirlande, in preda allebbrezza, innalzano i loro canti al dio.

Il ritmo itifallico è stato usato anche in componimenti diversi, sia come verso, sia come parte di verso, allinterno di altre forme metriche. Ad esempio, in combinazione con un tetrametro dattilico forma il cosiddetto verso archilocheo.