Indietro

ⓘ Modellatura




                                     

ⓘ Modellatura

La modellatura è loperazione con cui si dà forma a un oggetto, plasmando un materiale malleabile. Si parla anche di modellazione, anche se il significato italiano di questultimo si riferisce più spesso allazione più specifica di preparazione di un bozzetto o di un modello plastico in scala di un manufatto, di unopera, di una scultura.

                                     

1. Condizioni

Modellare un materiale è possibile quando si presentano le condizioni che permettono la malleabilità dello stesso, ovvero quando la massa presenta un grado di plasticità che consente di modificarne la forma. Tali condizioni per i diversi tipi di sostanze possono dipendere da:

  • lidratazione o diluizione se il solvente è diverso dallacqua, che caratterizza i materiali argillosi e il gesso. Assorbendo una limitata quantità di acqua approssimativamente uguale in volume alla parte secca, il materiale formato da particelle molto piccole passa dal presentarsi come una polvere a quello di un impasto. Quando si smette di aggiungere acqua inizia lessiccazione, che può essere reversibile con largilla dove lidratazione è soltanto un fenomeno fisico, irreversibile con il gesso e il cemento dove lidratazione è accompagnata da reazioni chimiche. Per rendere irreversibile il risultato raggiunto con lessiccazione dellargilla il pezzo passa alla cottura in forno dove cristallizza ad alte temperature;
  • la temperatura, che rende malleabili i metalli, il vetro e alcuni polimeri. Quando si raggiunge la temperatura critica la massa diventa meno densa, ma mantiene un sufficiente livello di coesione; al di sopra il materiale diventa fluido, al di sotto torna a solidificare. Allo stato fluido un materiale può solo essere versato colato nello stampo, nella fase plastica può essere sagomato esercitando una pressione funzionale allobiettivo prefissato. Nella maggior parte dei casi il procedimento è reversibile: raffreddando il materiale dopo la modellazione il manufatto mantiene la forma ritrovando rigidità e resistenza; tornando a riscaldare il manufatto sino alla temperatura critica, torna a ridursi la coesione ed aumentare prima la plasticità poi la fluidità;
  • la reazione chimica provocata da un catalizzatore in alcuni polimeri. Laggiunta di specifiche sostanze ad un composto aumenta la velocità della reazione chimica tanto da causarne il passaggio dallo stato liquido a quello solido oppure a quello di schiuma.
                                     

2. Spalmatura

I primissimi esempi di modellazione forse precedenti letà della pietra sono rappresentati dal fango spalmato da un lato per chiudere gli interstizi dei ripari di rami e foglie, dallaltro per rendere impermeabili i primi contenitori alimentari sempre basati su intrecci vegetali. Nella sua estrema semplicità la spalmatura di un impasto o di un materiale plastico è ancora ben presente allinterno di numerosi processi produttivi: lintonacatura e rasatura delle pareti; la produzione fuori opera di lastre, pannelli e simili; la realizzazione del massetto. Ovviamente la spalmatura ha bisogno di un supporto che a sua volta è suscettibile di modellazione. Con la muratura si sono sempre realizzate forme articolate ricoperte poi da intonaci oppure riempite di conglomerato lopera cementizia di epoca romana.

                                     

3. Molteplici materiali e modalità di realizzazione riconducibili al modellare

Stampaggio

Quando il supporto assume una propria configurazione entro la quale limpasto si distribuisce in modo da colmare tutti gli spazi il procedimento si parla di stampaggio. Il versamento negli stampi o casseforme diventa il getto con il calcestruzzo o la colata con i metalli e a volte con largilla. In campo artistico la forma ottenuta attraverso la modellazione rappresenta lobiettivo finale, mentre in campo tecnico costruttivo il pezzo ottenuto il più delle volte tona a inserirsi in un processo di assemblaggio o integrazione con altri pezzi. Fanno eccezione quelle parti in calcestruzzo gettate in opera che, una volta assunta la forma desiderata le prestazioni richieste al termine dellindurimento, costituiscono la struttura o linvolucro delledificio.

                                     

4.1. Esempi di pezzi in calcestruzzo realizzati fuori opera: assemblati, integrati, isolati Soffiatura

Laltro modo di modellare i materiali allo stato plastico si basa sulla pressione esercitata dallinterno o dallesterno. Per esercitare una pressione dallinterno della massa plastica viene utilizzata laria, una tecnica utilizzata sin dallantichità nella lavorazione del vetro. Attualmente nella lavorazione dei polimeri trovano impiego due modi di utilizzare laria: la filmatura e lo stampaggio per soffiaggio che servono per ottenere spessori molto sottili nel primo caso di pellicole piane, nel secondo di oggetti come le bottiglie.

                                     

4.2. Esempi di pezzi in calcestruzzo realizzati fuori opera: assemblati, integrati, isolati Estrusione e laminazione

La massa plastica può essere lavorata sia a freddo con largilla, sia a caldo con i metalli facendo pressione dallesterno. Quando il materiale è spinto attraverso una trafila si ottengono elementi lineari a sezione costante di diversa lunghezza a seconda degli impieghi. Con largilla si trafilano mattoni, pignatte, tavelle e simili che hanno una lunghezza limitata. Con ferro ed alluminio si producono trafilati generalmente lunghi tra i 3 e i 6 metri.

                                     

4.3. Esempi di pezzi in calcestruzzo realizzati fuori opera: assemblati, integrati, isolati Stampi a gravità

Unultima tecnica di modellazione, sebbene ancora utilizzata in ambito ristretto, apre interessanti prospettive per le prestazioni che offre: lo studio e la produzione di gusci sottili. Le prime realizzazioni degne di nota risalgono ai primi anni 60 Félix Candela, ma lo studio sistematico è avviato da Frei Otto che riprende lintuizione di Antoni Gaudí con i suoi modelli a gravità. In particolare un tessuto zavorrato o un insieme di catene sono ancorati dal di sotto ad un supporto. La forza di gravità tende ad attribuire una forma particolare al modello, che assumerà" spontaneamente” la configurazione più efficiente in termini strutturali. Utilizzando le inclinazioni le curvature indotte dalla gravità gli spessori le quantità di materiale necessario possono essere minimizzati. La particolarità di questo metodo progettuale sta nel fatto che la forma è indicata dal modello e non dal disegno riassunto sempre da Frei Otto nel concetto di" cercare la forma”; la forma non può essere immaginata prima ma osservata e rappresentata soltanto dopo che la gravità ha determinato le condizioni di equilibrio tra grandezze e pesi.