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ⓘ Carlo Gnocchi




Carlo Gnocchi
                                     

ⓘ Carlo Gnocchi

Carlo Gnocchi è stato un presbitero, educatore, attivista e scrittore italiano.

È venerato come beato dalla Chiesa cattolica.

Fu cappellano militare degli alpini durante la Seconda guerra mondiale e, a seguito della tragica esperienza della guerra, si adoperò ad alleviare le piaghe di sofferenza e di miseria create da questultima.

                                     

1.1. Biografia I primi anni

Il Beato Carlo Gnocchi nacque a San Colombano al Lambro, un paese della pianura lombarda, a pochi chilometri da Lodi, da Enrico e Clementina Pasta, sarta. Ultimo di tre fratelli, perse il padre nel 1907, alletà di 5 anni, a causa della silicosi, malattia causatagli dal lavoro insalubre di marmista. Trasferitosi a Milano con la famiglia, perse in pochi anni i due fratelli, Mario, nel 1908, ed Andrea, nel 1915, a causa della tubercolosi.

Carlo crebbe in un ambiente molto devoto e fervente, e lassidua frequentazione alle funzioni, nel paese di Montesiro, frazione di Besana in Brianza, dove spesso si trasferì da parenti a causa della salute cagionevole, lo avvicinò a don Luigi Ghezzi, coadiutore, che lo affiancò nella scelta di entrare in seminario.

Venne ordinato sacerdote nel 1925, dallArcivescovo di Milano, Eugenio Tosi, e lo stesso anno celebrò la sua prima messa a Montesiro.

                                     

1.2. Biografia Educatore

La passione primaria di Carlo Gnocchi, fin dai primi anni di sacerdozio, fu la crescita e leducazione dei giovani avvicinatisi alla chiesa e alloratorio.

Affidato prima alla parrocchia di Cernusco sul Naviglio e, nel 1926, alla popolosa San Pietro in Sala di Milano, protrasse per anni la sua vocazione, creando un profondo legame con i suoi parrocchiani.

La fama di educatore giunse al cardinale arcivescovo di Milano, Alfredo Ildefonso Schuster che, nel 1936, lo nominò direttore spirituale del prestigioso Istituto Gonzaga dei Fratelli delle Scuole Cristiane.

                                     

1.3. Biografia La guerra

Sul finire degli anni trenta, Carlo Gnocchi venne nominato dal cardinal Schuster, assistente spirituale della seconda legione di Milano, composta da studenti dellUniversità Cattolica del Sacro Cuore e dellIstituto Gonzaga.

Nel 1939 morì la madre, a cui era molto legato.

Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, don Gnocchi partì volontario nel Battaglione alpini "Val Tagliamento", destinato al fronte greco/albanese.

Terminata la campagna dei Balcani nel 1941, nel 1942 Carlo Gnocchi, con il grado di tenente, ripartì per il fronte russo, a seguito della Divisione alpina "Tridentina", dove partecipò in veste di cappellano alla Battaglia di Nikolaevka. Sopravvissuto al conflitto, raccolse dai feriti e dai malati le loro ultime volontà, che lo porteranno, al rientro in patria, ad un viaggio per la penisola, messaggero tra le famiglie degli scomparsi. Andò tra le valli alpine a trovare i parenti dei commilitoni caduti. Entrato a far parte dellO.S.C.A.R., aiutò ebrei e prigionieri alleati scappati a riparare in Svizzera. Scrisse articoli sulla rivista clandestina Il Ribelle e sul quotidiano diocesano LItalia. Fu rinchiuso più di una volta nel carcere di San Vittore, ma ottenne la liberazione grazie allintervento dellarcivescovo di Milano, Ildefonso Schuster.

In quegli anni nacque lidea di creare un centro caritatevole che potesse seguire le vittime di questa guerra, che si sviluppò in futuro con la nascita della Pro Juventute.



                                     

1.4. Biografia Il dopoguerra

A guerra finita, don Gnocchi sentì come suo dovere di accorrere in aiuto di quella parte dellinfanzia che era stata colpita più duramente.

Egli rivolse dapprima la sua opera assistenziale agli orfani degli alpini, ospitandoli nellIstituto Arosio; successivamente dedicò le sue cure ai mutilatini ed ai piccoli invalidi di guerra e civili, fondando per essi una vastissima rete di collegi in molte città dItalia ; e, infine, aprì le porte di modernissimi Centri di rieducazione ai bambini affetti di poliomielite. A questa infanzia derelitta e minorata, cui egli aveva votata tutta la sua giovane esistenza, don Gnocchi dedicò una fra le sue più significative opere di educatore: Pedagogia del dolore innocente.

                                     

1.5. Biografia La morte

Il 28 febbraio 1956 verso le 18:45 con un crocifisso fra le mani, donatogli dalla madre anni prima, e voluto fortemente da don Gnocchi in quelle ultime ore, spirò. La metastasi del tumore che laveva colpito aveva raggiunto lo scheletro e lapparato respiratorio.

Tre crisi succedutesi fra la sera innanzi ed il mezzogiorno avevano preannunciato la quarta, fatale, e nessuno più silludeva su una sua possibile ripresa: la fibra di don Gnocchi era troppo provata da lunghe sofferenze e dal digiuno, oltre che dallavanzare inesorabile del male, anche se quel suo volto, spesso sorridente, ingannava i visitatori.

Morendo fece dono delle sue cornee a due giovani ciechi, ospiti della sua fondazione, Silvio Colagrande e Amabile Battistello. La donazione, allora non ancora normata, venne eseguita da Cesare Galeazzi. Lo scalpore che suscitò nellopinione pubblica accelerò il dibattito in materia, con la promulgazione a breve del D.L. n. 235 del 3 aprile 1957. Il suo esecutore testamentario sarà il suo amico don Giovanni Barbareschi.

Dopo circa trentanni di permanenza nel Cimitero Monumentale di Milano, oggi la salma di Don Gnocchi è esposta sotto laltare del Santuario diocesano del beato don Gnocchi, nel quartiere di San Siro di Milano.

                                     

2. La beatificazione

Dopo la morte di Don Carlo molteplici sono le persone e i fedeli che, invocandone laiuto, dichiarano di aver ricevuto grazie dal sacerdote, per questi motivi, a trentanni dalla morte, il cardinale arcivescovo di Milano Carlo Maria Martini istituì il Processo sulla vita, virtù e fama di santità processo Diocesano il 6 maggio 1987 concludendolo positivamente il 23 febbraio 1991. In 199 sessioni si ebbe la deposizione di 178 testi e venne raccolta una copiosa documentazione. Tale materiale istruttorio per un totale di 4321 pagine venne presentato, come di norma canonica, alla Congregazione per le Cause dei Santi di Roma dove Fratel Leone Luigi Morelli viene nominato Postulatore della causa di canonizzazione. Alla morte di questultimo, avvenuta nel 2002, subentra Fratel Rodolfo Cosimo Meoli.

Dopo anni di analisi e accurate indagini, il 20 dicembre 2002 papa Giovanni Paolo II lo dichiara venerabile. Il processo non si ferma e il 17 gennaio 2009, nel nuovo pontificato di Benedetto XVI dal 2005, viene riconosciuto con decreto papale un miracolo attribuito a don Carlo, un passo decisivo verso la gloria degli altari.

Il 2 marzo 2009, il cardinale Dionigi Tettamanzi preannuncia la beatificazione per il 25 ottobre 2009.

Il 25 ottobre 2009 il rito di beatificazione è stato presieduto dallarcivescovo di Milano, cardinale Dionigi Tettamanzi alla presenza di numerosi sacerdoti ambrosiani e vescovi. Tra questi anzitutto il cardinal Prefetto della Congregazione dei Vescovi Giovanni Battista Re, lex-cerimoniere pontificio mons. Piero Marini e il Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, Mons. Angelo Amato.



                                     

3. Onorificenze

La sua opera assistenziale va sotto il nome di Fondazione Don Gnocchi pro Juventute, attualmente denominata Fondazione don Carlo Gnocchi Onlus, è stata premiata nel 2003 con medaglia doro al merito della sanità pubblica

Medaglia commemorativa della guerra 1940–43,

                                     

4. Bibliografia su Carlo Gnocchi

  • Li amò sino alla fine, Ennio Apeciti, Biografia ufficiale della Diocesi di Milano, Centro Ambrosiano, 2009
  • Don Gnocchi, Vittoria Marina, Padova, Edizioni Messaggero, 1979
  • Don Gnocchi. Il prete che cercò Dio tra gli uomini, AA.VV., A cura di Emanuele Brambilla, Centro Ambrosiano, 2009
  • Don Gnocchi. Fu sempre con loro, Ennio Apeciti, Centro Ambrosiano, 2009
  • Don Carlo Gnocchi. Vita e opere di un grande imprenditore della carità, Giorgio Rumi e Edoardo Bressan, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 2002
  • Don Gnocchi. Ritorno alle sorgenti, Aldo Del Monte, Casale Monferrato, Piemme, 1996
  • La mia baracca. Storia della fondazione Don Gnocchi, Giorgio Cosmacini, Bari, Laterza, 2004
  • Ho conosciuto don Gnocchi. I testimoni raccontano, Roberto Parmeggiani, Milano, Ancòra, 2000
  • Don Carlo Gnocchi. Lapostolo dei mutilatini, Ines Belski Lagazzi, Modena, Edizioni Paoline, 1968
  • Don Carlo Gnocchi, un uomo del suo tempo, Elena Semenza e Aldo Colombo, Pavia, Logos International, 1987
  • Con cuore di padre. La spiritualità di don Carlo Gnocchi, Ezio Bolis, Milano, Ancòra, 2001
  • Lardimento. Racconto della vita di don Gnocchi, Stefano Zurlo, Milano, Rizzoli editore, 2006
  • Don Carlo Gnocchi, alpino cappellano, Gaetano Agnini prefazione Dionigi Tettamanzi, Mursia, 2011 9788842546603
  • Don Gnocchi, papà dei mutilatini, Teresio Boschi, Torino, LDC, 1969
  • Diario 1941. Don Carlo Gnocchi in guerra con il cuore in pace, Ferruccio De Marchi, Milano, Ancòra, 2000
                                     

5. Opere

Fra gli altri suoi scritti si ricordano:

  • Gli scritti 1934-1956
  • Pedagogia del dolore innocente, su ilcattolico.it.
  • Restaurazione della persona umana edizioni Libreria editrice vaticana
  • Poesia della vita edizioni San Paolo
  • Cristo con gli alpini 1ª edizione, 1942, Stefanoni, Lecco
  • Dio è tutto qui. Lettere di una vita edizioni Mondadori
  • Educazione del cuore