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ⓘ Categoria:Stoicismo




                                               

Adiaphora

Il termine adiaphora era un concetto usato dalla filosofia stoica per indicare cose che sono al di fuori dalla legge morale, cioè azioni che non sono né moralmente prescritte né moralmente proibite. Per lo scettico Pirrone, l’adiaforia è l’indifferenza rispetto alle cose, le quali risultano" indiscernibili” e dunque di fatto inesistenti. Nella teologia cristiana questo termine si riferisce a questioni considerate non essenziali per la fede che possono essere o non essere praticate a seconda delle usanze e delle opportunità. Che cosa possa essere considerato adiaphora dipende dalla prospett ...

                                               

Colloqui con sé stesso

I Colloqui con sé stesso, conosciuti anche coi titoli Pensieri, Meditazioni, Ricordi o A sé stesso, sono una serie di riflessioni dellimperatore romano e filosofo stoico Marco Aurelio. Scritti in XII libri in lingua greca, rappresentano unopera letteraria unica nel suo genere, che sembra ripercorrere gli ultimi 12 anni della vita interiore dellautore.

                                               

De constantia sapientis

La trilogia dedicata allamico Sereno affronta il tema dellimperturbabilità del saggio stoico, collegato più a una matrice stoica che epicurea. Sereno si era umiliato facendo da prestanome per coprire le prime relazioni dellimperatore Nerone con la liberta Atte, ed in seguito lautore presenta le sue tesi filosofiche. Nel De constantia sapientis lidea principale è che il saggio non può essere raggiunto né da ingiustizia né da offesa. Infatti, secondo il pensiero stoico, lunico vero male è quello morale. La dimostrazione della tesi dellinviolabilità del saggio stoico consiste sostanzialmente ...

                                               

Ducunt volentem fata, nolentem trahunt

Ducunt volentem fata, nolentem trahunt è una frase latina tratta dalle Epistole a Lucilio di Seneca, il quale cita un verso del filosofo stoico Cleante. Dopo aver esortato il suo amico Lucilio allaccettazione di tutto ciò che proviene dalla divinità, nella consapevolezza che è la divinità a dirigere e a governare il mondo secondo i precetti etici dello stoicismo, Seneca, stando a quanto egli stesso afferma, traduce dei versi del filosofo stoico Cleante, che esemplificano tale morale di conformità alla ragione divina. Il quinto e ultimo di tali versi "Ducunt. trahunt", appunto, dal momento ...

                                               

Epistulae morales ad Lucilium

Le Epistulae morales ad Lucilium sono una raccolta di 124 lettere scritte da Lucio Anneo Seneca al termine della sua vita. Lopera venne scritta negli anni del disimpegno politico, tra il 62 e il 65, ed è giunta a noi incompleta. Questo epistolario costituisce un caso unico nel panorama letterario latino, sebbene Seneca abbia tratto lidea di comporre lettere filosofiche da Platone e da Epicuro. È unopera sulla quale vè una discussione se siano davvero lettere inviate da Seneca a Lucilio o siano una finzione letteraria, ma probabilmente si tratta di un epistolario reale, dato che in varie le ...

                                               

Homologoumenos zen

Lespressione homologouménōs zên era la formula usata da Zenone di Cizio, fondatore dello stoicismo, per riassumere lo scopo della vita umana. Secondo Max Pohlenz "lespressione è intraducibile" e propone come possibile interpretazione, al di là di una semplice "vita coerente", "una condotta in intima coerenza sotto la guida del logos ", comprendente "la permanente unitarietà della condotta" e, "come sua premessa, larmonia psichica"; affinché si giunga a questa condizione è necessario che il logos conservi sempre la direzione dellanima, realizzando l"unità di pensiero, desiderio e azione". C ...

                                               

Manuale di Epitteto

L Enchiridion o Manuale è uno scritto di filosofia ed etica stoica compilato dallo scrittore greco-romano Arriano, discepolo del filosofo greco Epitteto, alle cui lezioni aveva assistito.