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ⓘ Biostabilizzazione




                                     

ⓘ Biostabilizzazione

La biostabilizzazione è unoperazione di trattamento dei rifiuti che consiste nella produzione di frazione organica stabilizzata a partire dalla frazione umida dei RUR.

Tale trattamento si articola in due fasi:

  • un primo stadio di selezione meccanica, nel quale vengono rimosse le frazioni indesiderate ingombranti, inerti e viene ottenuta la separazione dimensionale in una frazione secca sovvallo e in una umida sottovaglio
  • uno stadio di digestione aerobica della frazione umida, che può prevedere una triturazione del materiale per accelerare i processi biologici e una separazione magnetica per la rimozione dei metalli ferrosi.

La biostabilizzazione può essere condotta in cumuli a singolo stadio o in reattori chiusi a doppio stadio.

                                     

1. Biostabilizzazione in cumuli a singolo stadio

Il trattamento in cumuli attua i processi ossidativi con una modalità blanda, basandosi sugli scambi naturali fra laria e la sostanza putrescibile. Se da una parte richiede bassi consumi di energia, dallaltra necessita di lunghi tempi di digestione. Per ovviare a questo inconveniente si ricorre ai sistemi in reattori chiusi.

                                     

2. Biostabilizzazione in reattori chiusi a doppio stadio

Il trattamento avviene in questo caso in due fasi che prevedono:

  • un primo stadio di ossidazione accelerata in reattore chiuso, in cui il contatto aria-frazione putrescibile è intensificato e il prodotto in uscita risulta in gran parte stabilizzato;
  • un secondo stadio, detto di maturazione nel quale il prodotto parzialmente stabilizzato completa il processo mediante il sistema a cumuli; il contatto con laria avviene naturalmente o tramite periodici rivoltamenti.

Al termine, il prodotto maturato viene sottoposto ad un trattamento finale di raffinazione tramite sistemi meccanici di triturazione e vagliatura.

                                     

3. Applicazioni

La biostabilizzazione è applicata alla frazione putrescibile dei RUR per dare luogo alla cosiddetta frazione organica stabilizzata FOS, prevalentemente come forma di pretrattamento a monte dello smaltimento in discarica finalizzata alla riduzione degli impatti connessi alla produzione di biogas e percolato, anche se, in particolari condizioni, la FOS può essere oggetto di forme di riutilizzo.