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ⓘ Stress lavoro correlato




                                     

ⓘ Stress lavoro correlato

Lo stress lavoro-correlato può essere definito come la percezione di squilibrio avvertita dal lavoratore quando le richieste dellambiente lavorativo eccedono le capacità individuali per fronteggiare tali richieste, portando inevitabilmente nel medio-lungo termine ad un vasto spettro di sintomi o disturbi che vanno dal mal di testa, ai disturbi gastrointestinali e/o patologie del sistema nervoso come disturbi del sonno, nevrastenia, sindrome da fatica cronica fino a casi di burn-out o collasso nervoso.

                                     

1. Etimologia

Il termine "stress lavoro-correlato" fu introdotto per la prima volta in Italia in forma esplicita nellarticolo 28 del Testo unico sulla sicurezza sul lavoro decreto legislativo n. 81 del 9 aprile 2008. Questultimo decreto prese il termine da una traduzione in italiano dellaccordo quadro europeo dell8 ottobre 2004 tra UNICE Confindustria europea, UEAPME Associazione europea artigianato e PMI e CEEP Associazione europea delle imprese partecipate dal pubblico e di interesse economico generale.

Laccordo quadro europeo fu, inoltre, recepito in Italia nel 2008 tramite un accordo interconfederale tra Confindustria, Confapi, Confartigianato, CGIL, CISL, UIL e altre organizzazioni italiane.

Laccordo quadro europeo del 4 ottobre 2004 lo definiva work-related stress, concordemente a quanto fatto in gran parte della letteratura EU-OSHA dellUnione europea. Altre fonti di lingua inglese, invece, preferiscono il termine occupational stress. Il termine work-related stress è stato poi tradotto in italiano letteralmente come "stress lavoro-correlato", adottando un modello di formazione di parole composte e di uso del trattino tipicamente anglosassone e sconosciuto in italiano. In precedenza era in uso il termine "stress da lavoro".

                                     

2. Descrizione

Nel 1936, il fisiologo austriaco Hans Selye definì lo stress come la "reazione aspecifica dellorganismo ad ogni richiesta effettuata su di esso".

Da allora il concetto di stress si è evoluto andando ad esplorare maggiormente la relazione tra luomo e lambiente: Richard Lazarus, ad esempio, usa il termine "stress" per descrivere la particolare interazione che intercorre tra lorganismo e lambiente nel momento in cui le richieste ambientali vengono percepite dalluomo come eccessive, mettendo così a rischio il suo benessere individuale.

Lo stress lavoro correlato è lesito patologico di un processo che colpisce i lavoratori che vengono sottoposti a carichi eccessivi emotivo-relazionali o da elevata o scarsa o inadeguata attività o impropri di lavoro. Maslach e Leiter 2000 hanno individuato tre dimensioni:

  • deterioramento dellimpegno nei confronti del lavoro;
  • deterioramento delle emozioni originariamente associate al lavoro;
  • inadeguato adattamento tra persona e lavoro.

Applicando la precedente definizione ad una situazione lavorativa, lAgenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro European Agency for Safety and Health at Work ha adottato la seguente definizione: lo stress lavoro correlato viene esperito nel momento in cui le richieste provenienti dallambiente lavorativo eccedono le capacità dellindividuo nel fronteggiare tali richieste ".

Larticolo 3 dellAccordo Europeo dell8 ottobre 2004 - così come recepito dallAccordo Interconfederale del 9 giugno 2008 - definisce lo stress lavoro correlato come" condizione che può essere accompagnata da disturbi o disfunzioni di natura fisica, psicologica o sociale ed è conseguenza del fatto che taluni individui non si sentono in grado di corrispondere alle richieste o aspettative riposte in loro ” art. 3, comma 1.

Tale squilibrio si può verificare dunque quando il lavoratore non si sente in grado di corrispondere alle richieste lavorative. Tuttavia non tutte le manifestazioni di stress sul lavoro possono essere considerate come stress lavoro-correlato. Lo stress lavoro-correlato è quello causato da vari fattori propri del contesto e del contenuto del lavoro.

                                     

2.1. Descrizione European Agency for Safety and Health at Work

LAgenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul Lavoro è unorganizzazione europea che ha come obiettivo il continuo miglioramento della qualità della vita lavorativa nellUnione europea. Questa missione viene perseguita diffondendo la cultura della prevenzione in collaborazione con i diversi governi locali, analizzando statistiche e ricerche nel campo della sicurezza dei luoghi di lavoro e diffondendo linee guida, buone pratiche e qualsiasi tipo di consiglio ai vari stakeholder sociali.

Anche il rischio da stress lavoro correlato è stato oggetto di studio dello European Risk Observatory dellAgenzia, quindi si riportano di seguito alcuni dati diramati dallente. interessa tutte quelle figure caricate da una duplice fonte di stress, ovvero quello personale e quello della persona aiutata; in particolare colpisce i medici le altre figure sanitarie, compresi volontari e studenti, gli addetti ai servizi di emergenza, tra cui poliziotti e vigili del fuoco, psicologi, psichiatri e assistenti sociali, sacerdoti e religiosi in particolare se in missione, insegnanti ed educatori, avvocati e ricercatori se non opportunamente trattati, questi soggetti cominciano a sviluppare un lento processo di "logoramento" o "decadenza" psicofisica dovuta alla mancanza di energie e di capacità per sostenere e scaricare lo stress accumulato burnout in inglese significa proprio "bruciarsi". In tali condizioni può anche succedere che queste persone si facciano un carico eccessivo delle problematiche delle persone a cui badano, non riuscendo così più a discernere tra la propria vita e la loro.

Il burnout comporta esaurimento emotivo, depersonalizzazione, un atteggiamento spesso improntato al cinismo e un sentimento di ridotta realizzazione personale. Il soggetto tende a sfuggire lambiente lavorativo assentandosi sempre più spesso e lavorando con entusiasmo ed interesse sempre minori, a provare frustrazione e insoddisfazione, nonché una ridotta empatia nei confronti delle persone delle quali dovrebbe occuparsi. Il burnout si accompagna spesso ad un deterioramento del benessere fisico, a sintomi psicosomatici come linsonnia e psicologici come la depressione. I disagi si avvertono dapprima nel campo professionale, ma poi vengono con facilità trasportati sul piano personale: labuso di alcol, di sostanze psicoattive ed il rischio di suicidio sono elevati nei soggetti affetti da burnout.

Per misurare il burnout ci sono diverse scale, ma è da ricordare la scala di Maslach: un questionario di 22 domande atte a stabilire se nellindividuo sono attive dinamiche psicofisiche che rientrano nel burnout. A ogni domanda il soggetto interessato deve rispondere inserendo un valore da 0 a 6 per indicare intensità e frequenza con cui si verificano le sensazioni descritte nella domanda stessa.

La prevalenza della sindrome nelle varie professioni non è ancora stata chiaramente definita, ma sembra essere piuttosto elevata tra operatori sanitari quali medici e infermieri, insegnanti e poliziotti.



                                     

2.2. Descrizione Le fasi del burnout

Negli operatori sanitari, la sindrome si manifesta generalmente seguendo quattro fasi.

La prima, preparatoria, è quella dell entusiasmo idealistico, che spinge il soggetto a scegliere un lavoro di tipo assistenziale.

Nella seconda stagnazione il soggetto, sottoposto a carichi di lavoro e di stress eccessivi, inizia a rendersi conto di come le sue aspettative non coincidano con la realtà lavorativa. Lentusiasmo, linteresse ed il senso di gratificazione legati alla professione iniziano a diminuire.

Nella terza fase frustrazione il soggetto affetto da burnout avverte sentimenti di inutilità, di inadeguatezza, di insoddisfazione, uniti alla percezione di essere sfruttato, oberato di lavoro e poco apprezzato; spesso tende a mettere in atto comportamenti di fuga dallambiente lavorativo, ed eventualmente atteggiamenti aggressivi verso gli altri o verso se stesso.

Nel corso della quarta fase apatia linteresse e la passione per il proprio lavoro si spengono completamente e allempatia subentra lindifferenza, fino ad una vera e propria "morte professionale".

                                     

2.3. Descrizione Le cause del burnout

  • riconoscimento: si ha disadattamento quando si percepisce di ricevere un riconoscimento inadeguato per il lavoro svolto;
  • mancanza di controllo: il disadattamento si verifica quando lindividuo percepisce di avere insufficiente controllo sulle risorse necessarie per svolgere il proprio lavoro oppure quando non ha sufficiente autorità per attuare lattività nella maniera che ritiene più efficace;
  • Sovraccarico di lavoro: il disadattamento è presente quando la persona percepisce un carico di lavoro eccessivo le richieste lavorative sono così elevate da esaurire le energie individuali al punto da non rendere possibile il recupero, quando, anche in presenza di un carico ragionevole, il tipo di lavoro non è adatto alla persona si percepisce di non avere le abilità per svolgere una determinata attività e quando il carico emotivo del lavoro è troppo elevato il lavoro scatena una serie di emozioni che sono in contraddizione con i sentimenti della persona;
  • assenza di equità: si ha disadattamento quando non viene percepita lequità nellambiente di lavoro in ambiti quali, ad esempio, lassegnazione dei carichi di lavoro e della retribuzione o lattribuzione di promozioni e avanzamenti di carriera;
  • senso di impotenza: il soggetto non ritiene che ciò che fa o vuole fare riesca ad influire sullesito di un determinato evento;
  • senso di comunità: è presente disadattamento quando crolla il senso di appartenenza comunitario allambiente di lavoro, ovvero quando si percepisce che manca il sostegno, la fiducia reciproca ed il rispetto le relazioni vengono vissute in modo distaccato ed impersonale;
  • valori contrastanti: il disadattamento nasce quando si vive un conflitto di valori allinterno del contesto di lavoro, cioè quando la persona non condivide i valori che lorganizzazione trasmette oppure quando i valori non trovano corrispondenza, a livello organizzativo, nelle scelte operate e nella condotta.
                                     

3.1. Conseguenze del burnout A livello individuale

  • Atteggiamenti negativi verso se stessi
  • Portanza ad assumere alcolici o droghe.
  • Riduzione della qualità della vita personale
  • Atteggiamenti negativi verso i clienti/utenti
  • Peggioramento dello stato di salute
  • Calo dellimpegno verso lorganizzazione
  • Atteggiamenti negativi verso la vita
  • Calo della soddisfazione lavorativa
  • Atteggiamenti negativi verso il lavoro
                                     

3.2. Conseguenze del burnout A livello organizzativo

  • Calo della performance
  • Calo della soddisfazione lavorativa.
  • Calo della qualità del servizio
  • Aumento dellassenteismo
  • Aumento del turnover
                                     

3.3. Conseguenze del burnout Conseguenze individuali e organizzative dello stress

Il rischio di stress lavoro correlato è riconducibile ad alcune caratteristiche del lavoro come, ad esempio, carichi lavorativi eccessivi, basso grado di controllo sullattività svolta, basso sostegno organizzativo, ambiguità e conflitti di ruolo, scarse possibilità di sviluppo professionale, precarietà del lavoro, stipendio non adeguato e la presenza di varie forme di molestie.

Nel momento in cui lindividuo non riesca a fronteggiare queste situazioni, le risposte da stress possono manifestarsi a livello:

  • Psicologico: i principali effetti dello stress riguardano il manifestarsi di stati emotivi negativi, quali rabbia, ansia, irritabilità e sintomi di depressione. Dal punto di vista cognitivo, invece, si riscontrano calo dellautostima e del senso di autoefficacia, diminuzione dellattenzione con conseguente innalzamento della probabilità di errori e incidenti e percezione di ostilità da parte del sistema sociale dellindividuo. Infine, dal punto di vista comportamentale, si osservano cali delle prestazioni sia in termini quantitativi che qualitativi e una maggiore inclinazione alla dipendenza da alcol e sigarette.
  • Fisiologico: lo stress innesca reazioni a livello del sistema nervoso autonomo e del sistema ormonale, perciò si potrebbero avere ripercussioni a livello cardiovascolare accelerazione del battito cardiaco, respiratorio aumento della frequenza respiratoria, muscolo-scheletrico ipertonia e a livello del sistema immunitario la produzione di adrenalina e cortisolo e corticosterone inibiscono la produzione di globuli bianchi.

Il calo in termini di salute fisica e mentale dei lavoratori porta inevitabilmente al deterioramento delle prestazioni dellintera organizzazione: questo aspetto è riscontrabile in alcuni indicatori come laumento dellassenteismo, laumento del tasso di turnover e la riduzione della produttività. Un altro indicatore importante della presenza di stress lavoro correlato è il problema del presenzialismo, definibile come il presenziare al lavoro senza apportare la propria totale portata produttiva a causa di problemi di salute. Questo fenomeno sembra emergere quando il lavoratore si sente stressato, ma, nel contempo, teme di perdere il posto e di essere etichettato come malato.



                                     

3.4. Conseguenze del burnout Fattori di rischio nelle organizzazioni

Già nel 2000, lAgenzia europea per la sicurezza e la salute sul lavoro ha stilato un elenco di quelle che sono le principali aree chiave a rischio stress allinterno di unorganizzazione. Secondo questa tassonomia dei fattori stressogeni esistono due principali ambiti: uno relativo al contenuto del lavoro ovvero tutte quelle caratteristiche che fanno parte dellattività svolta e un secondo relativo al contesto in cui si svolge il lavoro ovvero linsieme delle variabili più attinenti allorganizzazione che allattività svolta. Secondo il modello della European Agency, ognuno di questi due ambiti contiene al suo interno delle aree chiave di rischio stress lavoro correlato, allinterno delle quali si possono osservare diverse dimensioni di rischio, delle quali si riportano alcuni esempi:

                                     

3.5. Conseguenze del burnout Contenuto del lavoro

  • Carico e ritmo di lavoro: sovraccarico o sottocarico di lavoro, mancanza di controllo sul ritmo, tempo insufficiente per eseguire il compito, scadenze pressanti.
  • Disegno del compito lavorativo: lavoro ripetitivo, lavoro frammentato, mancata definizione di competenze e conoscenze necessarie a svolgere il lavoro, sottoutilizzo delle competenze individuali mancata conoscenza di scopi e processi.;
  • Ambiente e attrezzature: condizioni fisiche di lavoro, problemi inerenti allaffidabilità, la disponibilità, lidoneità, la manutenzione, lobsolescenza o la riparazione di strutture ed attrezzature di lavoro, condizioni di sicurezza rispetto ai vari rischi esistenti.
  • Orario di lavoro: lavoro a turni, orari di lavoro rigidi, imprevedibili, eccessivamente lunghi o che alterano i ritmi sociali, assenza di pause.
                                     
  • rischi Sgsl SPSAL Sicurezza sul lavoro Stress lavoro correlato Tecnico della prevenzione Testo unico sulla sicurezza sul lavoro Altri progetti Wikisource Wikiquote
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