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ⓘ Giro delle Sette Chiese




Giro delle Sette Chiese
                                     

ⓘ Giro delle Sette Chiese

Nella sua forma originaria esso consiste in un percorso ad anello di 20 km circa che tocca le principali chiese di Roma allepoca in cui visse il santo, le prime quattro sono le Basiliche Papali Maggiori:

  • Basilica di Santa Croce in Gerusalemme
  • Basilica di San Giovanni in Laterano
  • Basilica di San Pietro in Vaticano
  • Santuario della Madonna del Divino Amore dal Giubileo del 2000, al posto della Basilica di San Sebastiano fuori le mura
  • Basilica di Santa Maria Maggiore
  • Basilica di San Paolo fuori le mura
  • Basilica di San Lorenzo fuori le mura

Data la lunghezza dellitinerario esso viene spesso percorso dai pellegrini in due giornate. Originariamente si impiegava una giornata intera per completare il giro, dai primi Vespri, ai primi del giorno successivo. In seguito la visita veniva svolta in due giornate dedicando la prima alla sola basilica di San Pietro e la seconda alle altre sei con partenza dalla basilica di San Paolo fuori le mura verso nord e in senso antiorario per terminare alla basilica di Santa Maria Maggiore.

La via delle Sette Chiese già nota come via Paradisi copre un percorso ricco di testimonianze storiche dei primi anni del Cristianesimo con le numerose catacombe, collegando le vie Ostiense e Appia tra la Rupe di San Paolo presso la Basilica Ostiense e San Sebastiano, come le catacombe di Commodilla, di Domitilla e di San Callisto.

Attualmente il Giro delle Sette Chiese si svolge in forma collettiva in notturna due volte lanno, a settembre e a maggio, poco prima della festa di San Filippo Neri, guidato da un Padre della Congregazione dellOratorio di San Filippo Neri. È anche considerato un atto di devozione tipico del "tempo di Passione". In particolare, durante il triduo pasquale, è in uso nella pietà popolare la tradizione di visitare sette chiese soffermandosi a pregare nei pressi del Santissimo Sacramento riposto nellAltare della Reposizione e/o del Cristo morto.

Lespressione "fare il giro delle sette chiese" ha assunto nel linguaggio comune una valenza negativa: essa può significare - a seconda delle zone - perdere tempo girando senza scopo oppure cercare affannosamente qualcuno che dia ascolto.

                                     

1. Cenni storici

Le prime notizie del culto delle Sette Chiese a Roma risalgono almeno al VII secolo quando santa Begga tornando a vivere da eremita nel suo paese, di ritorno dal suo pellegrinaggio a Roma, volle erigere oltre al suo altri sei oratori che diedero il nome al monastero di" Sept-Eglises”. È probabile che tale pratica religiosa risalga alluso del Papa di celebrare i sacri uffici nelle chiese stazionali di Roma secondo il calendario liturgico dellepoca, riducendosi poi queste in particolare alle sette ritenute principali, citate da Onofrio Panvinio includendo alle 5 patriarcali anche le due di Santa Croce in Gerusalemme e San Sebastiano, così come non è da escludere che il culto si ricolleghi alle Sette Chiese dellAsia minore citate nellApocalisse, secondo un numero che ricorre molto frequentemente nelle Sacre Scritture che indica perfezione e completezza. È comunque con listituzione dei Giubilei a partire dal 1300 e in particolare dalla seconda metà del XIV secolo che gli elenchi delle indulgenze indicano le sette basiliche dove queste potevano essere lucrate, consolidando un uso che verrà ripreso da San Filippo Neri nel rinnovare tale culto e per conferirgli altri e nuovi significati religiosi in linea con le tendenze della Controriforma in atto, recitando durante il pellegrinaggio i sette salmi penitenziali 6, 31, 37, 50, 101, 129, 142, per invocare il perdono dei sette peccati capitali e chiedere le sette virtù ad essi contrarie e meditando le sette principali tappe di Gesù durante la Passione, le sette effusioni del sangue di Cristo, le sette parole di Cristo in croce, i sette doni dello Spirito Santo, i sette sacramenti, le sette opere di misericordia. La pratica conseguì presto un ampio consenso e afflusso di pellegrini al punto che da Sisto V venne inserita nella bolla Egregia populi romani pietas, del 13 febbraio 1586, in un più ampio disegno di pratiche penitenziali, che tuttavia a causa della precoce morte del pontefice non vennero osservate dai suoi successori.

                                     

1.1. Cenni storici Via delle Sette Chiese

Via delle Sette Chiese è una strada di Roma che collega via Ostiense, allaltezza della Rupe di San Paolo, a via Appia Antica, presso la basilica di San Sebastiano, intersecando via Cristoforo Colombo e via Ardeatina attraverso i quartieri Ostiense zona Garbatella e Ardeatino zona Tor Marancia.

L’attuale tracciato era già noto con questa funzione cultuale sin dalla fine del XVI secolo e la sua denominazione è almeno di metà XVII secolo insieme a quella precedente di Via che da San Paolo va a San Sebastiano o più semplicemente Via di San Sebastiano, e in età medievale assumeva il nome di via Paradisi. Data la presenza di alcuni tratti basolati ricalca molto probabilmente un antico diverticulum romano di derivazione preistorica e deve il suo nome alla pratica del pellegrinaggio del giro delle Sette Chiese che tradizionalmente assunse particolare fervore a partire dal 1552 con San Filippo Neri.

La lunga strada oltre 3 km che collega direttamente con un andamento ovest-est la basilica di San Paolo fuori le mura sulla via Ostiense a quella di San Sebastiano sulla via Appia incrociando la via Ardeatina nei pressi delle Fosse Ardeatine, attraversa un territorio interessato dalla presenza delle catacombe più rilevanti dei primi secoli del Cristianesimo.