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ⓘ Bias cognitivo




Bias cognitivo
                                     

ⓘ Bias cognitivo

Il bias cognitivo è un pattern sistematico di deviazione dalla norma o dalla razionalità nel giudizio. In psicologia indica una tendenza a creare la propria realtà soggettiva, non necessariamente corrispondente allevidenza, sviluppata sulla base dellinterpretazione delle informazioni in possesso, anche se non logicamente o semanticamente connesse tra loro, che porta dunque a un errore di valutazione o a mancanza di oggettività di giudizio.

Un bias cognitivo è uno schema di deviazione del giudizio che si verifica in presenza di certi presupposti. I bias cognitivi sono forme di comportamento mentale evoluto. Alcuni rappresentano forme di adattamento, in quanto portano ad azioni più efficaci in determinati contesti, o permettono di prendere decisioni più velocemente quando maggiormente necessario. Altri invece derivano dalla mancanza di meccanismi mentali adeguati, o dalla errata applicazione di un meccanismo altrimenti positivo in altre circostanze. Questo fenomeno viene studiato dalla scienza cognitiva e dalla psicologia sociale.

Letimologia del termine bias è incerta: per il linguista Tullio De Mauro deriva dallinglese, col significato di "inclinazione"; il Vocabolario Treccani sceglie invece la discendenza dal provenzale, col significato di "obliquo" o "inclinato".

                                     

1. Aspetti cognitivi

Il bias è una forma di distorsione della valutazione causata dal pregiudizio. La mappa mentale di una persona presenta bias laddove è condizionata da concetti preesistenti non necessariamente connessi tra loro da legami logici e validi.

Il bias, contribuendo alla formazione del giudizio, può quindi influenzare unideologia, unopinione e un comportamento. È probabilmente generato in prevalenza dalle componenti più ancestrali e istintive del cervello.

Dato il funzionamento della cognizione umana, il bias non è eliminabile ma si può tenerne conto "a posteriori" per esempio in statistica e nellanalisi sperimentale o correggendo la percezione per diminuirne gli effetti distorsivi.

Unapplicazione alla sociologia è il modello di propaganda che vuole spiegare le distorsioni dette media bias delle notizie nei mezzi dinformazione.

                                     

2. Cause e condizioni

In ogni momento della vita lindividuo deve utilizzare le proprie facoltà cognitive per decidere cosa fare o per valutare la situazione che ha di fronte. Questo processo è influenzato direttamente dai seguenti fattori:

  • giudizio altrui;
  • esperienza individuale;
  • contesto culturale e credenze;
  • schemi mentali;
  • paura di prendere una decisione che causi danno.

Se da una parte questi fattori consentono di prendere una decisione in tempi piuttosto brevi, dallaltra parte ne possono minare la validità.

La correttezza può dipendere da ulteriori fattori, quale il tempo disponibile per acquisire informazioni o per prendere una decisione.

                                     

2.1. Cause e condizioni Esperienza individuale

Ogni persona cerca di valutare la situazione presente in funzione delle esperienze passate, omettendo le differenze ove possibile, al fine di poter riutilizzare gli stessi criteri adottati in una situazione passata simile. Omettere tali differenze può essere determinante nellinvalidazione della valutazione finale.

                                     

2.2. Cause e condizioni Schemi mentali

Il cervello agisce sulla base di mappe o schemi mentali validi per affrontare larga parte delle situazioni. Esiste, però, un certo numero di situazioni che possono essere affrontate correttamente solo uscendo dalle mappe mentali consolidate. Lindividuo che si limita a utilizzare tali mappe cade in errore quando affronta nuovi scenari.

                                     

2.3. Cause e condizioni Paura di prendere la decisione errata

La paura di prendere la decisione errata può portare a prendere la decisione errata, per il famoso paradosso della profezia che si autoavvera.

                                     

3.1. Tipi di bias cognitivi Il bias di ancoraggio

Lancoraggio è un metodo euristico psicologico che descrive la propensione a prendere decisioni basandosi sulle prime informazioni trovate. Secondo questo metodo, gli individui cominciano da un punto di riferimenti implicito làncora e vi fanno aggiustamenti per raggiungere la propria valutazione. Per esempio, il primo prezzo offerto per unautomobile di seconda mano imposta lo standard per il resto della negoziazione, nel senso che un prezzo inferiore sembra ragionevole anche se è comunque superiore al valore dellautomobile.

                                     

3.2. Tipi di bias cognitivi Apofenia

Lapofenia, nota anche come patternicity, o agenticity, è la tendenza umana a percepire pattern significativi tra dati casuali. Lapofenia è ben documentata come razionalizzazione per il gioco dazzardo. I giocatori dazzardo immaginano di vedere pattern nei numeri che compaiono in lotterie, giochi di carte o roulette. Una delle manifestazioni di questo fenomeno si chiama gamblers fallacy.

La pareidolia è la forma visiva o uditiva dellapofenia. Si è ipotizzato che la pareidolia combinata con la ierofania fosse daiuto nelle società antiche a organizzare il caos e a rendere intelligibile il mondo.

                                     

3.3. Tipi di bias cognitivi Il bias di conferma

Il bias di conferma è un fenomeno cognitivo al quale luomo è soggetto. È un processo mentale che consiste nel selezionare le informazioni possedute in modo da porre maggiore attenzione, e quindi maggiore credibilità, su quelle che confermano le proprie convinzioni e, viceversa, ignorare o sminuire quelle che le contraddicono.

Questo processo, se abilmente sfruttato, è uno strumento di potere sociale, in quanto può portare un individuo o un gruppo a negare o corroborare una tesi voluta, anche quando falsa. A tal proposito può farsi riferimento al concetto di argomento fantoccio.

                                     

3.4. Tipi di bias cognitivi Lo hindsight bias o bias del senno di poi

Un altro tipo di bias cognitivo è lo hindsight Bias del senno di poi, che consiste nellerrore del giudizio retrospettivo. Lo hindsight bias è la tendenza delle persone a credere, erroneamente, di aver saputo prevedere un evento correttamente, una volta che levento è ormai noto. Il processo si può sintetizzare nellespressione: "Ve lavevo detto io!". Nella cultura popolare questo processo ha preso forma, nel tempo, con il proverbio "Del senno di poi son piene le fosse".

                                     

3.5. Tipi di bias cognitivi Outcome bias o bias del risultato

Con "bias del risultato" sintende la tendenza a rileggere il passato sulla base di conoscenze acquisite in momenti successivi che modificano la qualità della visione di quello stesso passato.

                                     

3.6. Tipi di bias cognitivi Bias dei dettagli seduttivi

Se un argomento è supportato da dettagli con informazioni vere e magari importanti, ma non pertinenti o legate allargomento, questo viene valutato più convincente. Si tende cioè a considerare implicitamente una qualche forma correlazione con le informazioni vere aggiuntive anche quando a pensarci bene non cè.

                                     

3.7. Tipi di bias cognitivi Bias di memoria

Esistono molti tipi di bias di memoria, tra cui:

  • Bias della coerenza: tendenza a ricordare in modo errato di propri comportamenti, atteggiamenti o opinioni passati, in modo da farli assomigliare a propri comportamenti, atteggiamenti, opinioni presenti
  • Bias dellegocentrismo: ricordare un evento in modo che soddisfi dei criteri di autostima
  • criptomnesia
  • Bias della dissolvenza dellaffetto: lo stato affettivo collegato a ricordi spiacevoli si attenua più rapidamente di un affetto relativo ad un ricordo piacevole
  • Effetto della lunghezza della lista: più la lista è lunga, maggiore è il numero assoluto di elementi ricordati
  • Hindsight bias: impressione, ad uno sguardo retrospettivo, di aver predetto un evento, quando in realtà non lo si era predetto, almeno in modo sicuro. Sintetizzabile nellespressione "Ve lavevo detto!"
  • confusione della fonte: è una forma di attribuzione erronea o amnesia della fonte in cui il contesto spazio-temporale di unesperienza viene scambiato con un altro contesto. Per esempio, credere di aver assistito ad un evento per strada, mentre invece lo si è visto al televisore
  • Effetto dellumorismo: gli eventi a contenuto divertente vengono ricordati meglio di eventi neutri da questo punto di vista. Questo effetto può essere spiegato con lincremento dei processi cognitivi sia a livello temporale che come profondità dellelaborazione atti a comprendere il messaggio umoristico o con attivazione emozionale causata dallevento divertente
  • Bias del cambiamento: dopo uno sforzo atto a produrre un cambiamento, il ricordo della propria azione è più difficile di quanto lo era al momento
  • Effetto del ritardo
  • Amnesia infantile: presenza di pochi ricordi relativi al periodo di vita precedente ai quattro anni letà è puramente indicativa
  • Livellamento e affinatura: per livellamento si intende un perdita di dettagli, durante il tempo, dellevento ricordato. Spesso il livellamento è accompagnato dallaffinatura, ovvero la selezione di certi dettagli in modo tale che i dettagli ricordati assumono unimportanza esagerata rispetto ai dettagli non rievocati. Entrambi i bias possono rinforzarsi vicendevolmente lungo ripetute rievocazioni e narrazioni.
  • Effetto dellauto-produzione: informazioni ricordi, affermazioni auto-prodotte sono ricordate meglio di informazioni prodotte da altri e di cui si è venuti a conoscenza
  • falso richiamo/riconoscimento
  • Effetto del gruppo etnico: tendenza a riconoscere in modo migliore le persone del proprio gruppo etnico, rispetto a quelle degli altri gruppi etnici
  • Bias di supporto della scelta: il ricordo di scelte effettuate in passato è migliore del ricordo di possibilità di scelta scartate
  • Effetto del livello di elaborazione: differenti modalità di codifica delle informazioni hanno un differente grado di efficacia nella capacità di rievocazione delle informazioni stesse
  • Effetto dellillusione di verità: il grado di familiarità di uninformazione ovvero il fatto di possedere in memoria una certa informazione precedentemente acquisita, anche se in modo inconsapevole, porta la persona a crederla come vera, in un compito di riconoscimento, a prescindere dal reale stato di verità dellinformazione.
  • Attribuzione erronea o amnesia della fonte: mancato richiamo della fonte di uninformazione, ovvero il contesto spazio-temporale dellevento ricordato. Lattribuzione erronea è stata divisa in
  • Effetto del contesto: attività passate vengono ricordate più velocemente /o più accuratamente se, al momento del recupero, ci si trova nello stesso contesto dellattività in questione
  • Suggestionabilità: forma di attribuzione erronea con la quale idee suggerite da un interlocutore sono scambiate come ricordi propri
  • Effetto del suffisso: indebolimento delleffetto di recency allorquando viene aggiunto, in fondo alla lista, un item che non è richiesto di rievocare
  • Survivorship bias: è un errore logico che consiste nel concentrarsi su persone o cose che in passato hanno superato dei processi di selezione ed ignorare completamente coloro che non li hanno superati solo perché poco conosciuti. È un bias che può comportare errori di valutazione estremamente gravi soprattutto in ambito finanziario, economico ed ingegneristico ad esempio si può credere che gli edifici vecchi fossero fatti meglio perché più "resistenti", quando invece al giorno doggi noi vediamo solo una piccolissima parte degli edifici antichi poiché la maggior parte sono crollati o comunque ritenuti inagibili nel corso dei decenni
  • Effetto della verifica: materiale da ricordare sottoposto frequentemente a verifica viene ricordato meglio
  • Effetto della rilevanza per il Sé: le informazioni che sono collegate alla propria persona sono ricordate meglio di informazioni simili ma riferentesi ad altre persone
  • Effetto del prossimo a turno: in una discussione a turno in un gruppo, i ricordi di ciò che è stato detto dalla persona immediatamente precedente e quella successiva a sé sono ricordati peggio
  • Effetto telescopio: tendenza a posizionare cronologicamente gli eventi in memoria, in modo che gli eventi recenti risultino più lontani nel tempo rispetto a ciò che erano veramente, e quelli più remoti più vicini
  • Effetto di indizio parte-lista
  • Effetto della superiorità dellimmagine visiva: uno stesso elemento è più facilmente richiamabile alla memoria se è stato presentato in forma visiva rispetto che in forma scritta
  • Bias della congruenza dellumore: le informazioni congruenti con lumore al momento del ricordo, vengono richiamate più facilmente
  • Effetto dellintervallo: più larco di tempo di esposizione a unesperienza è lungo, migliore sarà il successivo richiamo
  • Persistenza di un ricordo: ricordo consapevole involontario e indesiderato di ricordi, spesso traumatici. La presenza di questo processo è uno dei criteri diagnostici del disturbo post-traumatico da stress
  • Effetto "parola per parola": il senso generale di un discorso, viene ricordato meglio delle parole precise dette.
  • Effetto della positività: le persone anziane richiamano più facilmente i ricordi piacevoli che quelli negativi
  • Effetto primacy ed effetto recency: di una lista di item, vengono ricordati più facilmente gli elementi finali e quelli iniziali, seppur in misura minore. Gli elementi centrali sono quelli ricordati peggio
  • Effetto Osborn: Lintossicazione con sostanze psicoattive diminuisce la capacità di richiamo di pattern di movimento dai gangli della base
  • Effetto Zeigarnik: azioni o compiti non completati o interrotti vengono ricordati meglio rispetto a quelli portati a termine
  • Effetto picco-fine: di unesperienza, vengono ricordati meglio i momenti emotivamente intensi e il come si è conclusa
  • Effetto della modalità: il richiamo di una lista di argomenti è migliore se la lista è stata presentata in forma orale invece che in forma scritta
  • Balzo della reminiscenza: gli eventi autobiografici relativi alla propria adolescenza e alla prima età adulta vengono ricordati meglio rispetto agli eventi di altri periodi della propria vita
  • Bias dovuto allo stereotipo: si ha quando vengono aggiunti o distorti elementi di un ricordo, in modo tale che questi elementi siano coerenti con uno stereotipo ad esempio, di genere o di razza
  • Effetto von Restorff: un item che si distingue dagli altri per qualche caratteristica è ricordato meglio von Restorff, 1933.
  • Fenomeno "sulla punta della lingua": si ha quando viene rievocato parte dell item o informazioni correlate allo stesso ma non si riesce a rievocare lintero item. È caratterizzato da un senso di frustrazione. Si pensa sia una forma di blocco mentale dovuta allinterferenza prodotta dalla rievocazione simultanea di elementi con caratteristiche simili
  • Effetto della difficoltà di elaborazione
  • Effetto dellinformazione errata: uninformazione errata data al soggetto prima del richiamo di un evento, porta a delle modifiche nel ricordo che tendono ad essere coerenti con linformazione errata
  • Retrospettiva rosea: quando il passato viene ricordato in modo più positivo di quello che è stato in realtà


                                     

4.1. Applicazioni Nel metodo scientifico

Nella scienza sperimentale e applicata, i bias costituiscono dei fattori psicologici che intervengono nella verifica delle ipotesi, influenzando ad esempio la registrazione dei risultati. Possono essere dorigine culturale, cognitiva, percettiva, e tendono in particolare a confermare una certa previsione al di là di quella che può essere levidenza.

Il bias può essere considerato come un errore sistematico. Nelle pubblicazioni scientifiche si cerca di escludere queste distorsioni tramite la revisione specialistica detta peer review.

                                     

4.2. Applicazioni Nel marketing

Il meccanismo del bias può essere utilizzato al fine di ottenere un vantaggio nella negoziazione e/o nella vendita. Il settore della pubblicità si basa largamente sulluso di bias piuttosto che sulle reali capacità dei prodotti offerti.

Il negoziatore o il venditore possono far cadere il cliente in una trappola cognitiva utilizzando tecniche che fanno leva sui fattori di bias. Al fine di indurre il cliente a cadere in trappola, il venditore può accorciare i tempi, fare leva sul contesto culturale e sulle credenze del compratore e fornire informazioni addizionali, non sempre veritiere, che hanno lo scopo di oscurare le informazioni già a disposizione del compratore.

Anche le truffe ai danni delle persone anziane si basano sullinnesco di trappole cognitive. Gli anziani tendono infatti a essere più soggetti a cadere nel bias, a causa della minore adattabilità dei processi cognitivi.