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ⓘ Gnosticismo




Gnosticismo
                                     

ⓘ Gnosticismo

Lo gnosticismo è stato un movimento filosofico, religioso ed esoterico, a carattere iniziatico, molto articolato e complesso, presente nel mondo ellenistico greco-romano, la cui massima diffusione si ebbe tra il II e il IV secolo d.C. Il termine gnosticismo deriva dalla parola greca gnósis, cioè "conoscenza", che era lobiettivo che esso si poneva. Il termine gnosticismo venne coniato da Henry More nel 1669, con esplicito riferimento al vocabolo greco "gnosi" utilizzato nellantichità dai seguaci del movimento

Anche se parrebbe collocarsi principalmente in un contesto cristiano, in passato alcuni studiosi ritennero che lo gnosticismo precedesse il cristianesimo e includesse credenze religiose pre-cristiane e pratiche spirituali comuni alle origini del cristianesimo, al neoplatonismo, allebraismo del Secondo Tempio, alle religioni misteriche e allo zoroastrismo specialmente per ciò che riguarda lo zurvanismo. La discussione sullo gnosticismo è cambiata radicalmente con la scoperta dei Codici di Nag Hammadi, che condussero gli studiosi ad una revisione delle precedenti ipotesi.

                                     

1.1. Storia Origini

Le origini dello gnosticismo sono state per lungo tempo oggetto di controversia e sono tuttora un interessante soggetto di ricerca. Più queste origini sono studiate, più sembra che le sue radici affondino in epoca precristiana. Mentre in precedenza lo gnosticismo veniva considerato soprattutto una delle eresie del cristianesimo, sembra che le prime tracce di sistemi gnostici possano essere trovate già alcuni secoli prima dellera cristiana. Al quinto Congresso degli Orientalisti Berlino 1882 Rudolf Kessler fece notare il collegamento tra gnosis e religione babilonese, non la religione originale della Babilonia, ma la religione sincretistica che si sviluppò dopo la conquista della regione da parte di Ciro il Grande. Sette anni più tardi 1889 Wilhelm Brandt pubblicò il suo Mandäische Religion, in cui descriveva la religione mandea. In tale opera lautore dimostrò che questa religione è una forma così chiara di gnosticismo, da essere prova che lo gnosticismo è esistito indipendentemente ed anteriormente al cristianesimo.

Molti studiosi, invece, hanno ricercato la fonte delle teorie gnostiche nel mondo ellenistico e, specialmente, nella città di Alessandria dEgitto. Nel 1880 Manuel Joel cercò di provare che lorigine di tutte le teorie gnostiche risiedeva in Platone. Anche se la tesi su Platone può essere considerata come una forzatura, linfluenza greca sulla nascita e sullo sviluppo dello gnosticismo non può essere negata. In ogni caso, che il pensiero alessandrino abbia avuto qualche influenza, almeno nello sviluppo dello gnosticismo cristiano, è dimostrato dal fatto che la maggior parte della letteratura gnostica di cui siamo in possesso arriva da fonti egiziane copte.

Anche se le origini dello gnosticismo sono ancora avvolte nella notte dei tempi, molta luce è stata fatta sulla questione grazie al lavoro combinato di molti studiosi. Benché la rilevanza del pensiero gnostico cominci a declinare a partire dal IV secolo, esistono tuttavia tracce della persistenza di tali concezioni nella storia del pensiero religioso e filosofico occidentale fino ai giorni nostri.

Quando Ciro il Grande entrò a Babilonia nel 539 a.C., sincontrarono due grandi scuole di pensiero e iniziò il sincretismo religioso. Il pensiero persiano cominciò a mescolarsi con lantica civiltà babilonese. Lidea della lotta titanica tra bene e male, che pervade luniverso in eterno, è lidea da cui deriva il mazdeismo, o dualismo persiano. Questo, e limmaginata esistenza di innumerevoli spiriti intermedi, angeli e demoni, fu la spinta che fece superare le idee del Semitismo. Daltra parte la fiducia incrollabile nellastrologia e la convinzione che il sistema planetario aveva uninfluenza totale sugli affari di questo mondo si sviluppò proprio tra i caldei. La grandezza dei Sette, il sacro Hebdomad, simboleggiato per millenni dalle torri di Babilonia, non fu sminuito. In verità, essi cessarono di essere adorati come divinità, ma rimasero come arconti e dynameis, regole e poteri, la cui quasi irresistibile forza contrastava luomo. Furono trasformati da dei a devas, spiriti cattivi. La religione degli invasori e quella degli invasi si fusero in un compromesso: ogni anima, nella sua ascesa verso il buon Dio e la luce infinita dell Ogdoade, doveva combattere contro lavversa influenza del dio o degli dei dell Hebdomad. Questa ascesa dellanima attraverso le sfere planetarie fino al paradiso cominciò ad essere concepita come una lotta con poteri avversi e divenne la prima e predominante linea dello gnosticismo.

La seconda grande linea del pensiero gnostico fu la magia, il potere ex opere operato di nomi, suoni, gesti ed azioni. Queste formule magiche, che provocavano risate e disgusto ai non iniziati, non sono corruzioni più tarde della filosofia gnostica, ma una parte essenziale dello gnosticismo e furono osservate in tutte le forme di gnosticismo cristiano. Nessuna gnosis era completa senza la conoscenza delle formule che, una volta pronunciate, permettevano lannullamento dei poteri ostili. Lo gnosticismo entrò in contatto col giudaismo abbastanza presto. Considerando le forti, ben organizzate ed estremamente colte colonie ebraiche nella valle dellEufrate, questo primo contatto col giudaismo è perfettamente naturale. Forse lidea gnostica di un Redentore deriva proprio dalle speranze messianiche ebree. Ma, fin dallinizio, la concezione gnostica del Salvatore è più sovrumana di quella del giudaismo; il loro Manda dHaye, o Soter, è una manifestazione immediata della Divinità, un Re della Luce, un Æon Eone.

                                     

1.2. Storia Gnosticismo in senso stretto

Lo "gnosticismo" in senso stretto si sviluppò pienamente nel II secolo d.C., periodo in cui operarono i principali maestri delle varie scuole. Esso ebbe come centri di maggiore fioritura soprattutto Alessandria dEgitto e Roma. Un particolare impulso ebbe, negli ultimi secoli, in Siria ed in Egitto, grazie alla sua diffusione in ambienti monastici, attraverso le numerose correnti ascetiche. Lo gnosticismo, comunque, ebbe i suoi rappresentanti più noti nei primi secoli dopo Cristo, con prominenti insegnanti come Marcione, Valentino e Basilide. Altri gnostici noti furono Cerinto, Carpocrate e Simon Mago con tutta la sua scuola. Anche quando la corrente principale e centralizzata della Chiesa divenne il corpo cristiano dominante e iniziò a sopprimere le idee cristiane alternative e il paganesimo, lo gnosticismo non svanì senza lasciar traccia, anche se santIreneo di Lione, Tertulliano e san Giustino rimasero le uniche fonti di conoscenza fino al 1945, anno in cui furono scoperte, nei pressi del villaggio di al-Qasr, 44 opere gnostiche.

Una delle conclusioni che si ricavano da SantIreneo di Lione, dove per la prima volta appare il termine "gnostico", è che esistono tanti tipi di gnosticismo quante le persone che lo proclamano con una certa autorità.

                                     

1.3. Storia Influenze successive

Il manicheismo del IV secolo fu certamente influenzato dallimmaginario gnostico. Nel Medioevo idee gnostiche continuarono a riaffiorare a intervalli regolari, come dimostra lapparizione di movimenti quali i catari, i bogomili e i pauliciani. Non si rilevano continuità tra lo gnosticismo e leresia catara medievale, sebbene ci siano notevoli affinità. Ma esiste anche una setta di gnostici, che, isolandosi geograficamente, è giunta fino a noi in forma molto pura: i mandei dellIraq meridionale. Nel 1208 contro i catari, definiti dalla Chiesa cattolica come eretici, fu indetta da papa Innocenzo III una crociata, scontro che causò un milione di morti e che terminò solo nel 1244, con la caduta della roccaforte catara di Montségur. A partire da questo momento le sette gnostiche scomparvero dalla scena europea, anche se alcune di quelle che si erano rifugiate in Oriente, come i mandei in Iran ed Iraq e i tommasini in India, continuarono a prosperare ed esistono ancora oggi.

Più tardi ripresero il modello gnostico lalchimia e lastrologia rinascimentale, scienze esoteriche che si nutrivano delle pubblicazioni di letterati come Marsilio Ficino 1433 - 1499, che nel 1463 tradusse il Corpus Hermeticum, una raccolta di scritti sapienziali di epoca ellenistica, attribuiti a Ermes Trismegisto.



                                     

2. Caratteristiche e definizione

Una definizione piuttosto parziale del movimento, basata sulletimologia della parola, può essere: "dottrina della salvezza tramite la conoscenza". Mentre il cristianesimo tradizionale così come definito dai concili ecumenici sostiene che lanima raggiunge la salvezza dalla dannazione eterna per grazia di Dio principalmente mediante la fede, per lo gnosticismo invece la salvezza dellanima dipende da una forma di conoscenza superiore e illuminata gnosi delluomo, del mondo e delluniverso, frutto del vissuto personale e di un percorso di ricerca della Verità. Gli gnostici dunque erano "persone che sapevano", e la loro conoscenza li costituiva in una classe di esseri superiori, il cui status presente e futuro era sostanzialmente diverso da quello di coloro che, per qualsiasi ragione, non sapevano. Per quanto insoddisfacente possa sembrare questa definizione, loscurità e la molteplicità dei sistemi gnostici permettono difficilmente di formularne unaltra.

Lo gnosticismo descrive un insieme di antiche religioni il cui principio base era linsegnamento attraverso il quale si può fuggire dal mondo materiale, creato dal Demiurgo, per abbracciare il mondo spirituale. Gli ideali gnostici furono influenzati da molte delle antiche religioni che predicavano tale gnosi, che, a seconda del culto in questione, poteva essere raggiunta praticando la filantropia, tale da raggiungere la povertà personale, lastinenza sessuale per quanto possibile per gli ascoltatori, completamente per iniziati e una diligente ricerca della saggezza aiutando gli altri.

Nello gnosticismo il mondo del Demiurgo è rappresentato dal mondo inferiore, che è associato con la materia, la carne, il tempo e più particolarmente con un mondo imperfetto, effimero. Il mondo di Dio è rappresentato dal mondo superiore ed è associato allanima e alla perfezione. Il mondo di Dio è eterno e non rientra nei limiti della fisica. È impalpabile, e il tempo non esiste. Per arrivare a Dio, lo gnostico deve raggiungere la conoscenza, che mescola filosofia, metafisica, curiosità, cultura, saperi e i segreti della storia e delluniverso.

                                     

3. Il rapporto con il cristianesimo

In generale gli gnostici tendevano ad identificare il Dio veterotestamentario con la potenza inferiore del malvagio Demiurgo, creatore di tutto il mondo materiale, mentre il Dio neotestamentario con lEone perfetto ed eterno, il generatore degli eoni Cristo e Sophia, incarnati sulla Terra rispettivamente come Gesù e Maria Maddalena. Dalla concezione docetista insita in gran parte delle religioni gnostiche, deriverebbe poi il rifiuto della resurrezione del corpo di Gesù, poiché dopo la sua morte, egli sarebbe tornato sulla Terra solo nella sua forma divina, liberato dal corpo materiale. Inoltre, nel periodo tra la Resurrezione e lAscensione, periodo considerato dagli gnostici ben più esteso dei canonici quaranta giorni, avrebbe impartito solo a pochi dei suoi discepoli una sorta di insegnamento segreto di tale insegnamento tratta lapocrifo Pistis Sophia. Tale insegnamento, parallelamente alla dottrina della Chiesa, fondata sulla predicazione pubblica del Cristo, venne tramandato per via occulta a beneficio di pochi eletti, escludendo, così, la gerarchia della Chiesa. Inoltre, aspetto fondamentale, la salvezza doveva giungere attraverso esperienze personali e non attraverso lo studio dei testi canonici. Tutte queste convinzioni contrastavano fortemente con lortodossia del cattolicesimo che andava formandosi in quei primi secoli. Fu quindi inevitabile che le dottrine gnostiche, che in un primo tempo si erano diffuse anche allinterno della Chiesa, incontrassero lopposizione delle comunità cristiane e fossero considerate come eretiche. Ciò portò il movimento gnostico ad un rapido declino, anche se, specialmente in Medio Oriente, alcuni aspetti dello gnosticismo come laspetto ascetico divennero parte integrante del patrimonio della Chiesa Cristiana per mezzo della corrente filomatica philomathìa -φιλομάθεια che, sebbene non avesse un impianto religioso, permetteva, con la sua etica o mistica peculiare, una tolleranza reciproca tra studiosi filomati e sacerdoti clero cristiano.

                                     

3.1. Il rapporto con il cristianesimo Visione gnostica della creazione

Gran parte delle religioni cristiano-gnostiche teorizzavano che da Dio Primo Eone fossero state generate più coppie di eoni composte sempre da un eone maschile e uno femminile. Dio e gli eoni nel loro complesso formavano il Pleroma.

Gli eoni, in molti sistemi gnostici, rappresentano le varie emanazioni del Dio primo, noto anche come lUno, la Monade, Aion Teleos l Eone Perfetto, Bythos greco per Profondità, Proarkhe greco per Prima dellInizio, Arkhe greco per Inizio. Questo primo essere è anchesso un eone e contiene in sé un altro essere noto come Ennoia greco per Pensiero, o Charis greco per Grazia, o Sige greco per Silenzio. Lessere perfetto, in seguito, concepisce il secondo ed il terzo eone: il maschio Caen greco per Potere e la femmina Akhana Verità, Amore.

Quando un eone chiamato Sophia emanò senza il suo eone partner, il risultato fu il Demiurgo, o mezzo-creatore o Rex Mundi per i Catari), una creatura che non sarebbe mai dovuta esistere e che creò il mondo materiale. Questa creatura non apparteneva al pleroma, e lUno emanò due eoni, Cristo e Sophia, ovvero lo Spirito Santo, per salvare lumanità dal Demiurgo. Cristo prese poi la forma della creatura umana Gesù in modo da poter insegnare allumanità la via per raggiungere la gnosi: il ritorno al pleroma.

Anche il Vangelo di Giuda, recentemente scoperto, tradotto e poi acquistato dalla National Geographic Society menziona gli eoni e parla degli insegnamenti di Gesù al loro riguardo. In un passo di tale Vangelo, Gesù deride i discepoli che pregano lentità che loro credono essere il vero Dio, ma che è in realtà il malvagio Demiurgo.

Gli gnostici ofiti, o naasseni, veneravano il serpente, perché, come narrato nella Genesi 3.1, era stato mandato da Sophia o era lei stessa nelle sue sembianze per indurre gli uomini a nutrirsi del frutto della conoscenza, al fine di infondere in loro la gnosis di cui avevano bisogno per svegliarsi dagli inganni del malvagio Demiurgo ed evolversi a Dio.



                                     

3.2. Il rapporto con il cristianesimo Culto ed etica

Ogni setta predicava una propria variante del credo gnostico e quindi praticava un proprio culto. Alcune sette respingevano completamente i sacramenti, mentre altre accettavano quali strumenti di conoscenza solo il battesimo e lEucaristia, affiancandoli ad altri riti, per mezzo di inni e formule magiche, o pratiche, come lastinenza sessuale o la povertà, che dovevano propiziare lascesa al regno spirituale del principio divino imprigionato nel corpo materiale.

Da un punto di vista etico, lo gnosticismo oscillava fra il rigore ed il lassismo: se, infatti, la valutazione negativa della materia e del corpo spingeva alcuni gruppi ad astenersi anche dal matrimonio e dalla procreazione, fino ad arrivare allascetismo più rigoroso Saturnino, encratiti, la convinzione che lanima fosse assolutamente estranea al mondo materiale portava altre correnti a giudicare in termini relativistici ogni atto connesso con il corpo.

                                     

4. Scuole gnostiche

Per scuole gnostiche si intendono le varie correnti dello gnosticismo.

Nel suo insieme, il movimento non ebbe mai unautorità centrale che ne regolasse la dottrina o la disciplina, vi erano diverse sette, delle quali la sola marcionita tentò in qualche modo di emulare la costituzione della Chiesa, ed anche il Marcionismo non fu unito.

Lunica classificazione possibile di queste sette si può pertanto basare sulla loro linea di pensiero. Si possono distinguere perciò:

  • "siriano" o "semitico";
  • "antinomiano".
  • "dualistico";
  • "ellenistico" o "alessandrino";
                                     

4.1. Scuole gnostiche Siriana/semitica

Questa scuola rappresenta la fase più antica dello gnosticismo, poiché lAsia Occidentale era la patria del movimento. Dositeo, Simon Mago, Menandro, Cerinto, Cerdone, Saturnino, i Bardesaniti, gli Ebioniti, gli Entratiti, gli Ofiti o Naasseni, i Perati, gli Gnostici degli "Atti di Tommaso", i Sethiani ed i Cainiti si può dire che appartengano a questa scuola. Gli elementi più fantastici le genealogie elaborate di syzygies e di eoni della gnosis più tarda sono ancora assenti in questi sistemi. La terminologia ancora in forma Semitica; Egitto è il nome simbolico della terra della schiavitù dellanima. Lopposizione tra il buon Dio ed il creatore del Mondo non è eterna o cosmogonica, sebbene ci sia una forte opposizione etica a Yahweh, il Dio degli ebrei. Questi è lultimo dei sette angeli che forgiarono il mondo dalla materia eterna preesistente. Gli angeli demiurgici, tentando di creare luomo, crearono solo un misero verme al quale il Buon Dio, comunque, diede la scintilla della vita divina. La legge del dio degli ebrei deve essere rigettata, perché il buon Dio ci chiama al suo servizio immediato attraverso Cristo suo Figlio. Si obbedisce alla Divinità Suprema astenendosi dal sesso e dal matrimonio, e conducendo una vita ascetica. Tale era il sistema di Saturnino di Antiochia, che insegnò durante il regno di Adriano. I Naasseni da Nahas, il termine ebraico per serpente erano adoratori del serpente come simbolo della saggezza che il Dio degli ebrei tentò di nascondere agli uomini. Gli Ofiti ophianoi, da ophis il serpente che, quando si trasferirono ad Alessandria dEgitto, influenzarono le principali idee del Valentinianismo, divennero una delle sette più diffuse dello gnosticismo. Sebbene non strettamente adoratori del serpente, costoro riconoscevano il serpente come simbolo dellemanazione suprema, Achamoth o Saggezza Divina. Essi furono indicati quali gnostici per eccellenza. I Sethiani videro in Seth il padre di tutti gli uomini spirituali pneumatikoi; in Caino ed Abele il padre degli psichici psychikoi e degli ilici hylikoi. Secondo i Peratae esiste una trinità composta da Padre, Figlio, e Hyle materia. Il Figlio è il Serpente Cosmico che liberò Eva dal potere della legge di Hyle. Essi simboleggiavano luniverso come un triangolo incluso in un cerchio. Il numero tre era, per loro, la chiave di tutti i misteri. I Cainiti si chiamarono così perché veneravano Caino, Esaù, i Sodomiti e Giuda; tutti costoro avevano resistito in qualche maniera al dio degli ebrei.

                                     

4.2. Scuole gnostiche Ellenistica/alessandrina

I loro sistemi erano più astratti, e filosofici di quello siriano. La nomenclatura semitica fu sostituita pressoché completamente da nomi greci. Il problema cosmogonico si era ingigantito, il lato etico era meno prominente, lascetismo si era rafforzato grandemente. I due grandi pensatori di questa scuola furono Basilide e Valentino. Sebbene nato ad Antiochia, in Siria, Basilide fondò la sua scuola ad Alessandria intorno al 130, e fu seguito da suo figlio Isidoro. Il suo sistema fu il più consistente e sobrio emanazionismo mai prodotto dallo gnosticismo. La sua scuola non si diffuse mai così estesamente come quella di Valentino, ma in Spagna sopravvisse per molti secoli. Valentino che insegnò prima ad Alessandria la philomathìa - φιλομάθεια e poi a Roma intorno al 160, elaborò un sistema di dualismo sessuale nel processo di emanazione; una lunga serie di coppie di idee personificate maschio e femmina venivano impiegate come ponte per colmare la distanza tra il Dio sconosciuto ed il mondo. Il suo sistema è più confuso del Basilidiano, specialmente per il disturbo dato dallintrusione della figura di Sophia nel processo cosmogonico. Valentino fu influenzato dallOfitismo egiziano, che essendo di origine siriana, poteva reclamare di essere il vero rappresentante dello spirito gnostico. Si apprende da Ippolito Adv. Haer., IV, xxxv, Tertulliano Adv. Valent., iv e Clemente Alessandrino Exc. ex Theod., titolo che cerano due scuole principali di Valentinianismo, litaliana e lAnatolica o asiatica. Nella scuola italiana insegnanti degni di nota erano: Secundus che divise lOgdoad allinterno del Pleroma in due tetradi Destra e Sinistra; Epifane che divise queste Tetradi come Monotes, Henotes, Monas ed Hen; e probabilmente Colorbaso, a meno che il suo nome non sia un fraintendendo di Kol Arba "Tutti e Quattro". Ma i più importanti furono Tolomeo ed Eracleone. Tolomeo è conosciuto principalmente per la sua lettera a Flora, una nobildonna che gli aveva scritto per farsi spiegare il significato del Vecchio Testamento. Riferisce Tertulliano, che questi divise i nomi ed i numeri degli eoni in sostanze impersonate fuori della divinità. Era versato negli studi biblici ed era un uomo dallimmaginazione sfrenata. Per Clemente Alessandrino, Strom., IV, ix 73 Eracleone era linsegnante più eminente della scuola Valentiniana. Origene dedica una gran parte del suo commentario su San Giovanni a confutare il commentario di Eracleone sullo stesso Evangelista. Eracleone chiamò la fonte di ogni essere Anthropos, invece di Bythos, e respinse limmortalità dellanima, intendendo, probabilmente il solo elemento psichico. La scuola Anatolica ebbe come insegnante preminente Axionicus che aveva il suo collegium ad Antiochia intorno al 220. Il sistema di Marco il Congiuratore, unelaborata speculazione su cifre e numeri è riportato da Ireneo I, 11-12 ed Ippolito VI, 42. Marco probabilmente fu un egiziano contemporaneo di Ireneo. Un sistema simile a quello dei Marcosiani fu elaborato da Monoimus larabo, al quale Ippolito dedica i capitoli da 5 ad 8 del Libro VIII. Ippolito è nel giusto quando definisce queste due sette gnostiche imitazioni di Pitagora piuttosto che dei cristiani. Secondo le Epistole di Giuliano morto 363, collegia Valentinani esistettero in Asia Minore fino ai suoi tempi.



                                     

4.3. Scuole gnostiche Dualistica

Il dualismo era congenito nello gnosticismo, ma raramente superò la sua tendenza principale, il panteismo. Questo era certamente il caso nel sistema di Marcione, che distinse tra il Dio del Nuovo Testamento ed il Dio del Vecchio Testamento come tra due eterni contendenti, il primo Buono, agathos; il secondo soltanto dikaios, il Demiurgo creatore del mondo; tuttavia, Marcione non portò questo sistema alle estreme conseguenze. Egli può essere considerato più come un precursore di Mani che come uno gnostico puro. Tre dei suoi discepoli, Potito, Basilico, e Lucano, sono ricordati da Eusebio come sostenitori del dualismo del loro maestro H.E., V, xiii, mentre Apelle, il suo principale discepolo, sebbene non si scostasse molto dalle idee del maestro nel rifiutare il Vecchio Testamento, ritornò al monoteismo affermando che lispiratore delle profezie del Vecchio Testamento non era un dio, ma un angelo malvagio. In un passo del Vangelo di Giuda, che Ireneo di Lione attribuisce ai Cainiti, Gesù deride i discepoli che pregano lentità che loro credono essere il vero Dio, ma che è in realtà il malvagio Demiurgo. Ermogene, allinizio del II secolo, a Cartagine, insegnò un dualismo piuttosto diverso: loppositore del buon Dio non era il Dio degli ebrei, ma la Materia Eterna, fonte di tutto il male. Questo Gnostico fu combattuto da Teofilo di Antiochia e Tertulliano.

                                     

4.4. Scuole gnostiche Antinomiana

Poiché il Dio degli ebrei impose una legge morale, lopposizione al Dio degli ebrei era un dovere e la violazione della sua legge morale fu considerata unobbligazione solenne. La setta dei nicolaiti, che professava questo credo, esisteva fin dai tempi degli Apostoli, il loro principio, secondo Origene era parachresthai te sarki. Carpocrate, che Tertulliano De animâ, xxxv definiva mago e fornicatore, era un contemporaneo di Basilide. Il suo credo imponeva di tenere una condotta infame, in modo da disobbligarsi nei confronti dei poteri cosmici e sfuggirgli. La sua gnosis consisteva nellinfrangere ogni legge e naufragare nella Monade attraverso il ricordo della preesistenza nellUnità Cosmica. Suo figlio Epifanio secondo alcuni eresiologi morì a Same di Cefalonia, alletà di soli 17 anni, consumato dai vizi. Alcuni studiosi moderni, tuttavia, propendono per la tesi che in realtà egli non sia mai esistito, ma che sia stato un mito creato dai carpocraziani, che in suo onore avevano fatto erigere un tempio sullisola di Samo. San Giustino Apol., I, xxvi, Ireneo io, xxv 3 ed Eusebio H.E., IV, vii proclamarono che "la reputazione di questi uomini portò linfamia sullintera razza Cristiana."

                                     

5. Influenze sul pensiero moderno

In epoca contemporanea, a fianco di movimenti elitari che si richiamano alle correnti gnostiche del passato, non mancano tentativi di identificare caratteri gnostici in correnti di pensiero moderne: così nel nichilismo ed esistenzialismo, che enfatizzano la mancanza di significato dellesistenza terrena. Lo storico delle religioni Ioan Couliano invece nega, a parte alcune somiglianze formali, una reale affinità tra lo gnosticismo antico e il nichilismo moderno anche nella forma esistenzialista, in quanto il primo ha un carattere fortemente metafisico, rappresentando una estrema affermazione della trascendenza a spese del mondo sensibile, mentre il secondo ha una prospettiva puramente mondana e anti-metafisica; per lo stesso motivo contesta chi come Voegelin vede nella modernità una realizzazione dei principi gnostici.

Durante il XIX secolo si assisté alla nascita di diversi movimenti di tipo religioso o parareligioso che si richiamano dichiaratamente allo gnosticismo antico. Fra essi, a puro titolo di esempio, la teosofia. La scoperta, nel 1945 dei Codici di Nag Hammadi ha dato nuova forza a molti di questi movimenti, con diversi filoni di pensiero. Ad esempio, Carl Gustav Jung studiò a lungo il pensiero gnostico, affiancando ad esso le sue conoscenze di psicologia.