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ⓘ Stato sociale (Italia)




Stato sociale (Italia)
                                     

ⓘ Stato sociale (Italia)

Lo Stato sociale italiano è basato sui modelli corporatisti-conservativi, come descritti da Gosta Esping-Andersen, sociologo che lavora nel campo delle analisi degli stati sociali.

                                     

1. Assistenza sanitaria

La legge 23 dicembre 1978 n. 833 istituì il Servizio nazionale sanitario SSN, termine ispirato ai servizi nazionali sanitari del Regno Unito. Il SSN nasceva come sistema pubblico ed universale per garantire cure mediche a tutti i cittadini, indipendentemente dal reddito. Successivamente, tuttavia, la situazione finanziaria rese necessaria lintroduzione di un ticket a carico degli utenti, sulla base di tariffe definite dalle Regioni e parametrate al costo delle prestazioni per gli esami e dei medicinali ed al reddito. Oggi il Servizio sanitario nazionale è finanziato sia dalle imposte dirette che dai ricavi delle aziende sanitarie locali, derivanti dai pagamenti parziali o totali sui servizi erogati. Le prestazioni sanitarie sono erogate dalle aziende sanitarie locali. Il Ministero della sanità riveste, invece, un ruolo di pianificazione degli interventi in ambito sanitario.

                                     

2. Pubblica Istruzione

In Italia listruzione è gratuita ed obbligatoria tra 6 e 16 anni. Vi sono inclusi cinque anni di scuola primaria, tre anni di scuola secondaria inferiore e due anni di scuola secondaria superiore. In alternativa alla scuola secondaria superiore, esistono percorsi di Formazione professionale di competenza regionale. Durante la scuola primaria sono previsti contributi per i libri di testo mentre dalletà di 12 anni i costi dei libri, del trasporto le tasse per la frequenza delle scuole secondarie superiori sono a carico delle famiglie, pur essendo previsti contributi da parte degli enti locali, in base al reddito A titolo esemplificativo, la cessione dei libri di testo in comodato duso gratuito. Le Università sono sia pubbliche che private. Le università pubbliche sono principalmente finanziate dallo Stato, hanno tasse discrizione basate sul reddito e, in virtù del Diritto allo studio universitario, prevedono lerogazione di benefici agli studenti a basso reddito.

                                     

3. Abitazioni popolari

Il problema di abitazioni salubri ed economiche per la popolazione a basso reddito portò allapprovazione nel 1903 della legge Luzzati, che prevedeva la costituzione di locali istituti per le case popolari a carattere pubblico e senza scopo di lucro allo scopo di costruire ed affittare gli appartamenti per soddisfare le esigenze di una popolazione urbana in aumento. Tali agenzie vennero riformate nel 1938. Nel 1962, la Legge n.167 incoraggiò lacquisto da parte degli enti locali di terreni da usare per le case popolari; anche se questo intervento attenuò lesigenza di alloggi popolari, condusse tuttavia alla costruzione di quartieri dormitorio senza servizi residenziali, che finirono per restare tagliati dal resto delle città, tanto da imporre fin dal 1978 politiche di riqualificazione. Nel 1978 la Legge sullEquo Canone introdusse un tetto massimo ai canoni daffitto delle proprietà residenziali e contratti di durata quadriennale. Limporto massimo del canone veniva incrementato molto più lentamente del tasso dinflazione e non ha aderito ai cambiamenti nella popolazione urbana. Ciò ha condotto i proprietari a preferire la vendita allaffitto o ad accordarsi autonomamente con il locatore; ciò, a sua volta, ha condotto ad una limitazione nel mercato locativo. Nel 1998, soltanto il 20% del mercato degli alloggi in Italia era locativo; le famiglie medie e con reddito elevato hanno preferito acquistare la loro casa, mentre famiglie a basso reddito che non possono comprare sono soggette ad alti affitti. La Legge affitti del 1998 ha provato a ravvivare i contratti locativi liberalizzando i canoni e permettendo che i contratti daffitto fossero regolati dalle organizzazioni degli inquilini e dei proprietari. La graduatoria per ottenere un alloggio popolare ed il relativo canone daffitto dipende dal reddito ed è aperta agli immigrati.



                                     

4. Sostegno alla disoccupazione

Lo stato di disoccupazione è affrontato in Italia con contributi statali, sotto forma di prestazioni a sostegno del reddito, chiamato indennità di disoccupazione. Hanno diritto a tale contributo, pari ad un massimo del 40% degli stipendi precedenti, i lavoratori con due anni di anzianità assicurativa e che hanno versato i contributi previdenziali per almeno 52 settimane durante questi due anni.

Il periodo di indennità di disoccupazione è generalmente di 12 mesi. Per poter continuare a beneficiare delle indennità, il lavoratore non può rifiutarsi di partecipare ad un corso di formazione, o di svolgere un lavoro simile con un salario di oltre il 90% di quello precedente e deve comunque comunicare al locale Centro per limpiego di aver trovato unoccupazione.

Gli alti tassi di disoccupazione che lItalia ha affrontato negli anni 80 hanno portato le indennità di disoccupazione a diventare il primo fattore di aumento nelle spese di previdenza sociale ed hanno contribuito allaumento del debito pubblico italiano. Nel 1947 viene istituita la cassa integrazione guadagni, consistente in una prestazione economica in favore di lavoratori che siano stati sospesi o che lavorino a tempo ridotto a causa di difficoltà provvisorie delle loro aziende. Questo istituto è finalizzato a sostenere le aziende in difficoltà finanziarie, alleviandole dai costi della manodopera inutilizzata, al tempo stesso sostenendo i lavoratori che perderebbero parte del loro reddito. Gli operai ricevono l80 % dei loro stipendi precedenti, nellambito di un tetto massimo stabilito dalla legge ed i loro contributi pensionistici sono considerati versati si parla di contributi figurativi.

Insieme alla cassa integrazione guadagni, dal 1984 aziende possono chiedere la stipulazione di un contratto di solidarietà: dopo una trattativa con i sindacati locali, lazienda può stipulare contratti con tempo di lavoro ridotti, per evitare di allontanare la manodopera in eccedenza. A quegli operai sarà versato il 60% dello stipendio precedentemente percepito. Tali contratti possono durare fino a quattro anni oppure cinque, nelle zone meridionali italiane.

Dal 1993, i contratti di solidarietà possono essere stipulati anche dalle aziende non rientranti nella cassa integrazione guadagni. Se la cassa integrazione non consente alla società di ristabilire una situazione finanziaria buona, i lavoratori possono avere diritto a indennità di mobilità, se hanno un contratto di lavoro a tempo indeterminato e sono state impiegate nei precedenti dodici mesi. Sono forniti incentivi alle aziende per la loro eventuale assunzione.

                                     

5. Sistema pensionistico

La storia delle pensioni in Italia risale alla istituzione nel 1898 della Cassa nazionale di assicurazione per invalidità e invecchiamento CNAS, una assicurazione volontaria che riceveva contributi da Stato e dai datori di lavoro, divenuta obbligatoria nel 1919. LAgenzia è stata ribattezzata Istituto nazionale fascista della previdenza sociale nel 1933, per poi assumere nel 1943 lattuale denominazione. Nel 1939 venne introdotta lassicurazione contro la disoccupazione, lassicurazione contro la tubercolosi, le pensioni di vedovanza e gli assegni familiari, con le prime forme di cassa integrazione guadagni; letà della pensione venne abbassata. Nel 1952 le pensioni vennero riformate ed introdotta la pensione minima. Nel 1968-69 il sistema contributivo venne sostituito da quello retributivo, basato sul salario percepito. Nuovo misure vennero introdotte in favore dei lavoratori e dei datori di lavoro per affrontare le crisi produttive. Dal 1980 è lINPS ad occuparsi del pagamento dellindennità di malattia e della riscossione dei relativi contributi, e nel 1989 è passata attraverso una riforma amministrativa. I disordini finanziari dei primi anni 1990 hanno portato ad un aumento di età pensionabile nel 1992 e allintroduzione dei sistemi volontari di assicurazioni private lanno successivo. La riforma, al fine di ridurre sia la frammentazione e la spesa pubblica, è stato completato dalla Legge Dini del 1995 e introdotta una pensione flessibile tra i 57 e i 65 anni nonché ristabilito il sistema contributivo. Nel 1996 venne approvata la copertura previdenziale per i nuovi lavoratori flessibili. Nel 2004 la legge Maroni ha cercato di riformare in modo restrittivo il sistema pensionistico a partire dal 2008. Ulteriori riforme sono state approvate nel 2009 e ancora nel 2011.

                                     

6. Politiche della famiglia, assistenza agli anziani e disabili, assistenza sociale

Il congedo di maternità obbligatorio si articola in due mesi prima della nascita e in tre mesi dopo di essa. In questi periodi la madre percepisce l80% del salario precedente. Vi è un ulteriore periodo di sei mesi di astensione facoltativa. In ogni caso hanno il diritto alla conservazione del posto di lavoro per un anno dal parto. Gli assegni familiari sono legate alle dimensioni della famiglia ed al reddito, e aumentano con la presenza di disabili in famiglia. Lassistenza sociale è basata sul reddito e si applica alle famiglie bisognose. I servizi sociali per gli anziani, gli invalidi le famiglie bisognose sono erogate dalle aziende sanitarie locali, nonché da associazioni di volontariato e cooperative del terzo settore.

                                     

7. Cenni storici e criticità attuali

Le basi dello stato sociale italiano sono state gettate seguendo il modello corporatista-conservatore, o della sua variante mediterranea. Successivamente, negli anni 60 e negli anni 70 del XX secolo, gli aumenti nella spesa pubblica e un maggiore attenzione alluniversalità lhanno portata sullo stessa linea dei sistemi socialdemocratici. Queste politiche si sono rivelate finanziariamente insostenibili, con la conseguenza che il debito pubblico e linflazione si sono sviluppati in modo allarmante, impedendo lo sviluppo pieno dello stato sociale. Negli anni 90, gli sforzi verso la decentralizzazione e la privatizzazione sono stati usati nel tentativo di fare fronte alle pressioni europee per la stabilità economica, che infine è stata raggiunta nel 2001. Verso la metà della prima decade del ventunesimo secolo, lo stato sociale italiano è chiamato ad affrontare molte sfide:

  • le disparità regionali, principalmente fra nord e sud dellItalia, che incide negativamente sulluguaglianza di tutti i cittadini e promuove il turismo medico, per trarre giovamento dai servizi offerti dalle regioni maggiormente sviluppate;
  • linvecchiamento della popolazione, che mette a rischio la sostenibilità economica del sistema pensionistico;
  • i bassi quozienti di natalità, la cui tendenza al ribasso sembra non essere stata influenzata da politiche di una tantum, come il contributo di 1000 euro per bambino presentato nel periodo 2005-2006;
  • immigrazione. LItalia ha un tasso di immigrati minore rispetto alla media europea e si tratta soprattutto di immigrati di prima generazione, che tendono a restare fuori dal sistema di sicurezza sociale, anche quando non sono immigrati illegali. Inoltre, di fronte agli aumenti di immigrazione si registrano preoccupazioni nella popolazione nativa circa luso dei servizi erogati dallo stato sociale da parte degli immigrati.
  • il basso livello di partecipazione delle donne al mercato del lavoro. Le donne, infatti, non solo accedono solitamente al mercato del lavoro al termine degli studi ma soffrono di un maggior tasso di disoccupazione e di espulsione dal mercato del lavoro rispetto agli uomini e percepiscono stipendi più bassi;


                                     
  • capitale sociale - che è quindi maggiormente a rischio. Il capitale sociale per convenzione contabile, è una voce del passivo dello stato patrimoniale
  • La stratificazione sociale è la condizione degli strati sociali composti da individui o gruppi, collocati vicini o sovrapposti in una scala di superiorità
  • della previdenza sociale era il dicastero del Governo Italiano che si occupava di lavoro, previdenza e mercato del lavoro in Italia Nel 2008 col Governo
  • Il Movimento Sociale Italiano - Destra Nazionale MSI - DN fondato come Movimento Sociale Italiano MSI è stato un partito politico italiano, di chiara
  • La Pubblicità Sociale o campagna di utilità sociale è quella forma di pubblicità che sfrutta le proprie caratteristiche principali con lo scopo di sensibilizzare
  • Una cooperativa sociale è un particolare tipo di società cooperativa. Le cooperative sociali gestiscono servizi socio - sanitari ed educativi, oppure attività
  • società su larga scala, vedi Ingegneria sociale scienze politiche L ingegneria sociale dall inglese social engineering nel campo della sicurezza
  • problematiche d impatto sociale ed etico al loro interno e nelle zone di attività. L Unione Europea definiva la Responsabilità Sociale d Impresa come un azione
  • commissioni regionali: Commissione economica e sociale per l Asia e il Pacifico ESCAP Commissione economica e sociale per l Asia Occidentale ESCWA Commissione
  • interventismo da parte dello Stato in ambito sociale ed economico, in modo tale che domanda e offerta, non siano influenzate dallo Stato anche se spesso questi
  • Con la definizione centro sociale di destra si indica genericamente il fenomeno cominciato negli anni novanta, che ha visto giovani di estrema destra

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