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ⓘ Rita Levi-Montalcini racconta la scuola ai ragazzi




                                     

ⓘ Rita Levi-Montalcini racconta la scuola ai ragazzi

Adoperando un linguaggio semplice e diretto sotto forma di domande e risposte, in questo libriccino di appena 60 pagine il premio Nobel Rita Levi-Montalcini racconta i suoi primi anni sui banchi di scuola segnati dalla tragica esperienza della prima guerra mondiale, le aspirazioni che lhanno portata da grande a scegliere la facoltà di Medicina e Chirurgia e gli ostacoli che ha dovuto superare - in quanto donna - per conciliare il suo diritto allo studio con la ricerca scientifica.

Elogia la cultura come unico strumento capace di emancipare dallignoranza, dalla superstizione e dalla povertà; invita a disinteressarsi di noi stessi pensando invece ad aiutare chi ha bisogno; a non dare importanza a ciò che gli altri pensano di noi al fine di evitare inutili ossessioni nonché ad essere animati costantemente da una buona dose di ottimismo, nonostante le sciagure che affliggono gran parte dellumanità. Infatti, "essere pessimisti è pericoloso e sterile. Quando mi rivolgo ai giovani li incoraggio ad affrontare la vita con serenità e impegno".

Racconta il suo quotidiano prodigarsi a favore dellalfabetizzazione delle donne africane, garantendo loro una adeguata istruzione attraverso lassegnazione di borse di studio erogate dalla Fondazione che porta il suo nome. Denuncia i soprusi a cui debbono ancora oggi sottostare molto donne, vittime di una sub-cultura maschilista che le relega al ruolo di schiave, così tristemente descritte in una poesia da una ragazza africana di 12 anni:

                                     
  • Proprio studiando composizione Caproni racconta di avere scritto per la prima volta dei versi: Da ragazzo studiavo armonia musicale, tentavo di comporre
  • primo anno di scuola Il ja lavorò assiduamente in tutti i rami del curriculum e il suo nome apparve presto sulla lista degli onori. Sotto la direzione dell insegnante
  • marchigiana. Frequentò la scuola elementare a Cesenatico nella classe della madre, esperienza indubbiamente importante per la formazione della sua personalità
  • Valdagno e ad Altavilla. A Malo la famiglia abitava in contrada San Cipriano. Frequenta i primi tre anni della scuola privata della maestra Prospera
  • fonda la scuola di cinema Ipotesi Cinema. Sempre nel 1982 dirige Camminacammina, allegoria sulla favola dei Re Magi. Torna a girare documentari per la Rai
  • Mario trascorre l infanzia a Castello, frequentando qui i primi anni di scuola Nel 1926, in seguito al trasferimento del padre a Rapolano Terme in provincia
  • consultato il 17 novembre 2019. Proseguiti, anche dopo la morte del Maestro, con la scuola estetica crociana: cfr. Praz, Mario, MAIN TRENDS IN ITALIAN
  • Inizialmente si dedicò alla recitazione: nel 1902 si iscrisse alla regia scuola di recitazione Tommaso Salvini Nelle compagnie teatrali conobbe anche
  • cui il racconto è puramente visivo. Nel 1954 utilizzando le lenti Polaroid costruisce oggetti d arte cinetica noti come Polariscopi grazie ai quali è

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