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ⓘ Grigorij Evseevič Zinov'ev




Grigorij Evseevič Zinovev
                                     

ⓘ Grigorij Evseevič Zinovev

Grigorij Evseevič Zinovev, pseudonimo di Hirsch Apfelbaum, è stato un rivoluzionario e politico sovietico.

                                     

1. Biografia

Nacque a Elisavetgrad oggi Kropyvnyckyj, allora parte dellImpero russo, in una famiglia della piccola borghesia ebraica. Il padre Aron Radomyslskij, proprietario di un caseificio, lo fece educare privatamente. A 15 anni iniziò a lavorare come insegnante.

Partecipò attivamente agli scioperi del 1900-1901. Nel 1901 si unì al Partito Operaio Socialdemocratico Russo. Espatriò nel 1902: fu a Berlino, a Parigi, dove si iscrisse allUniversità e studiò filosofia, letteratura e storia. A Berna, agli inizi del 1903, incontrò Lenin e Plechanov e ad agosto partecipò al secondo congresso del partito socialdemocratico russo a Londra, quello della spaccatura tra bolscevichi e menscevichi. Zinovev si unì alla fazione di Lenin. Subito dopo il congresso fu inviato dal partito in Ucraina dove svolse attività di propaganda.

Nel 1904, ammalato, ritornò a Berna e si iscrisse alla facoltà di chimica. Nel 1905 era di nuovo in Russia. Dopo un breve ritorno in Svizzera, nel 1906 era uno dei dirigenti bolscevichi più importanti e più attivi a Pietroburgo, svolgendo attività di agitazione tra i metalmeccanici, dai quali viene mandato come delegato al quinto congresso del partito, a Londra, nel maggio del 1907, dove venne eletto per la prima volta nel Comitato centrale, secondo a Lenin quanto a numero di voti.

Di nuovo in Russia dirige i giornali clandestini Avanti e Il Proletario. Nel 1908 fu arrestato e rilasciato dopo tre mesi a causa delle sue cattive condizioni di salute. Tornato in Svizzera, vi ritrovò Lenin di cui divenne il più stretto collaboratore e col quale si spostò in Galizia. Nel 1910 con Lenin sostenne la tesi contraria alla riunificazione tra bolscevichi e menscevichi.

Nel 1911 tenne lezioni nella scuola per gli operai a Longjumeau, vicino a Parigi. Nel 1917, allo scoppio della Rivoluzione di febbraio, ritornò in Russia insieme a Lenin e ad altri espatriati attraversando la Germania nel famoso treno blindato. Quando venne emesso mandato di cattura contro i bolscevichi si nascose in Finlandia con Lenin. Si oppose pubblicamente, con Kamenev, Rykov e altri allinsurrezione di ottobre, preferendo unalleanza con gli altri partiti socialisti in vista delle elezioni per lAssemblea costituente. Nei giorni seguenti venne delegato, insieme a Kamenev, per cercare un accordo con gli altri partiti socialisti. La trattativa fallì e Zinovev e Kamenev vennero perdonati dal partito per le sue esitazioni nei giorni della rivolta e riammesso alle cariche più importanti.

Tra il 1918 e il 1925 fu uno politici più potenti dellUnione Sovietica. Era al capo del Soviet, cittadino e regionale, di Pietrogrado, oltre che presidente dellInternazionale Comunista. Si schierò con Stalin contro Trockij, e alla morte di Lenin formò il cosiddetto triunvirato con Kamenev e Stalin. Le divergenze politiche con Stalin, insieme allenorme accumulo di potere personale da parte di questultimo, portarono alla rottura dellalleanza. Zinovev e Kamenev organizzarono lopposizione a Stalin. Il loro punto di forza era rappresentato dalla città di Leningrado, dove la frazione di Zinovev aveva la grande maggioranza dei seguaci, ma lopposizione venne sconfitta al quattordicesimo congresso del partito tenuto nel 1925.

A questo punto Zinovev e Kamenev si allearono con Trockij costruendo il blocco della nuova opposizione. Anche questa volta vennero sconfitti dalla fazione staliniana nel quindicesimo congresso del partito nel 1927 ed espulsi dal partito. Nel 1928, dopo pubblica "autocritica", Zinovev e Kamenev furono riammessi nel partito, ma ottennero incarichi di scarsa rilevanza politica nei ranghi bassi della burocrazia. Già nellestate di quellanno, Zinovev venne coinvolto con Kamenev, nel progetto di una fazione antistaliniana. Kamenev aveva infatti accettato un incontro segreto con Bucharin, allora in rotta di collisione con Stalin. Lincontro fu verbalizzato e presto pubblicato dai trozkisti che ne erano entrati in possesso. Limmagine che Bucharin tratteggiava era terribile: Stalin era paragonato a Gengis Khan. Lultima operazione politica autonoma di Zinovev e Kamenev fu, nel corso del 1932, il tentativo di unificare tutte le opposizioni per sostituire la leadership in Unione Sovietica.

Nellottobre del 1932 venne espulso dal partito ed esiliato a Kostanaj, mentre Kamenev fu relegato a Minusinsk, per aver conosciuto ma non rivelata la "piattaforma Rjutin", un documento elaborato dal bolscevico Martemjan Rjutin, il quale aveva denunciato il clima intollerabile esistente nel partito e la necessità di deporre Stalin. L8 gennaio del 1933 scrisse una lettera di pentimento a Stalin in cui riconosceva la sua colpevolezza davanti al partito e criticava lopposizione, e il 20 maggio pubblicò con Kamenev una lettera di pentimento che venne resa pubblica. Tornati dallesilio, il 14 dicembre Zinovev e Kamenev vennero riammessi nel partito. Nel 1934 fu associato alla redazione de Il Bolscevico, ma dopo qualche mese Stalin lo fece licenziare. Il 16 dicembre viene arrestato con laccusa di aver partecipato allassassinio di Kirov e condannato a dieci anni per "complicità morale".

Dal 19 al 28 agosto 1936 fu tra i principali imputati nel "processo dei sedici" e venne condannato a morte per fucilazione. Zinovev e gli altri accusati furono riabilitati con la glasnost di Gorbačev, nel 1988.

                                     

1.1. Biografia Processo dei sedici 1935–36

A seguito dellomicidio di Sergei Kirov avvenuto il 1º dicembre 1934 e che servì da evento scatenante delle "Grandi Purghe", Zinovev, Kamenev e i loro collaboratori più stretti furono nuovamente espulsi dal Partito e arrestati. Il processo ebbe luogo nel gennaio 1935 e Zinovev fu costretto ad ammettere la "complicità morale" nellassassinio di Kirov. Zinovev venne condannato a dieci anni di carcere, mentre i suoi seguaci a varie pene detentive.

Nellagosto 1936, dopo mesi di accurata preparazione ed incessanti interrogatori in carcere da parte della polizia segreta, Zinovev, Kamenev ed altri quattordici imputati, per la maggior parte vecchi bolscevichi, furono nuovamente messi sotto processo. Questa volta, le accuse includevano anche quella di aver tentato di formare unorganizzazione terroristica che oltre ad aver ucciso Kirov, progettava anche di assassinare Stalin ed altri leader sovietici. Il cosiddetto "processo dei sedici" o del "centro trockista-zinovievista" fu il primo dei "grandi processi di Mosca" e pose le basi per i successivi processi nei quali molti dei bolscevichi della prima ora "confessarono" vari crimini, inclusi spionaggio, tentativi di avvelenamento, sabotaggio, e così via. Zinovev e gli altri imputati furono giudicati colpevoli il 24 agosto 1936.

Prima del processo, Zinovev e Kamenev avevano acconsentito a dichiararsi colpevoli in cambio della promessa di non essere giustiziati e della salvezza delle rispettive famiglie, condizione accettata da Stalin. Contrariamente agli accordi, poche ore dopo la loro condanna, Stalin ordinò lesecuzione dei due. La mattina del 25 agosto, Zinovev e Kamenev furono giustiziati mediante fucilazione.

Varie fonti affermano che Zinovev, quando capì che sarebbe stato fucilato, implorò in ginocchio di essere risparmiato, mentre il più stoico Kamenev mantenne un contegno più decoroso e disse allo stesso Zinovev di calmarsi e di morire con dignità. Invece, Zinovev fece talmente tanta resistenza alle guardie che queste, invece di portarlo davanti al plotone di esecuzione, lo condussero in una cella lì vicina e gli spararono a sangue freddo. Secondo quanto riportato dallo storico Robert Conquest, il 20 dicembre 1936, in occasione nellanniversario della fondazione della polizia segreta, Stalin diede un banchetto in onore dei dirigenti della NKVD. In esso si dice che Karl Viktorovič Pauker, Capo del dipartimento operativo della NKVD, ebbro di alcol, sorretto da altri due funzionari, recitò per Stalin la parte di Zinovev al momento dellesecuzione irridendolo per il comportamento poco dignitoso tenuto di fronte alla morte. Stalin si divertì moltissimo e rise fragorosamente mentre Pauker imitava il tono supplichevole del condannato mentre gridava in ginocchio: "Ti prego, compagno, per amor di Dio, chiamami Iosif Vissarionovič!".

Lesecuzione di Zinovev, Kamenev e dei loro complici fu un evento sensazionale in Unione Sovietica ed ebbe ampia risonanza internazionale, aprendo la strada agli arresti di massa e alle esecuzioni del "Grande Terrore" del 1937–1938.

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