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ⓘ Ravello




Ravello
                                     

ⓘ Ravello

Ravello è un comune italiano di 2 466 abitanti della provincia di Salerno in Campania.

Appartenente geograficamente alla Costiera amalfitana iscritta al patrimonio mondiale UNESCO, costituisce un rinomato centro turistico e culturale. Conosciuta altresì con lappellativo di Città della Musica, qui si svolge ogni estate il Ravello Festival, dedicato al compositore tedesco Richard Wagner.

                                     

1. Geografia fisica

Territorio

Ravello, situata su una ripida rupe allaltitudine di 315 m s.l.m., sovrasta Maiori e Minori e gode di unampia vista panoramica sul Mar Tirreno e sul golfo di Salerno.

È posta sul pianoro che divide la vallata del torrente Dragone da quella dove scorre il torrente Reginna.

  • Classificazione sismica: zona 3 sismicità bassa, Ordinanza PCM. 3274 del 20/03/2003.
                                     

2. Storia

Ravello fu fondata nel V secolo come luogo di rifugio dalle scorrerie dei barbari che segnarono la caduta dellImpero romano dOccidente ma, secondo la leggenda, vi immigrarono alcuni patrizi amalfitani in seguito ad uno scontro tra più fazioni della classe alta amalfitana, che sfociò quasi in una guerra civile.

La tradizione racconta che Ravello, come tutti gli altri centri della Costiera Amalfitana, risale all’arrivo di un gruppo di nobili romani, giunti qui in seguito al naufragio della propria nave lungo le coste della Dalmazia, avvenuto mentre si recavano a Costantinopoli. Le tracce archeologiche, anche se molto limitate, fanno pensare ad una frequentazione già in epoca classica con qualche villa, come se ne contano sulla costa.

La storia di Ravello acquista maggiore consistenza documentaria a partire dalla creazione della Repubblica marinara di Amalfi il 1º settembre 839, quando tutto il territorio intorno al centro costiero si riunì in Ducato.

La cittadina crebbe in popolazione, prosperando con larte della lana e con il commercio verso il Mediterraneo e Bisanzio, e raggiunse il suo massimo splendore dal IX secolo, sotto la Repubblica marinara di Amalfi ed il Principato di Salerno.

La situazione mutò quando iniziò la semindipendenza del Ducato di Amalfi dal Regno Normanno 1073-1131, durante la quale si assistette ad un continuo sostegno da parte dei Normanni alle famiglie ravellesi più influenti per un controllo maggiore sulla nobiltà amalfitana.

Proprio in questo periodo, oltre all’arrivo di uno stratigoto autonomo per la città di Ravello, per volere del normanno Ruggero, figlio di Roberto il Guiscardo, Ravello divenne sede vescovile nel 1086, direttamente dipendente dalla Santa Sede, per contrastare la potente Amalfi.

Al volgere del XII secolo la città giunse a contare una popolazione di oltre 25.000 abitanti ma, durante il periodo normanno, ci furono due episodi che interessarono l’intero Ducato e che rappresentarono un momento di crisi: nel 1135 e nel 1137 i Pisani attaccarono il territorio ma, mentre nel primo caso le truppe furono bloccate dalla poderosa costruzione difensiva di Fratte sul Monte Brusara e dallarrivo dellaiuto militare di Ruggiero, nel secondo caso non si riuscì a fermare i nemici che saccheggiarono e devastarono il territorio.

Lepoca Sveva 1194-1266 vide lappoggio delle maggiori famiglie locali a Federico II, ricevendone in cambio incarichi prestigiosi presso la corte. Lepoca Angioina 1266-1398, anno di infeudazione del Ducato amalfitano registrò la crisi più dura per l’intero territorio: la guerra del Vespro, che scoppiata nel 1282 durò 20 anni, influenzò negativamente leconomia del Ducato, basata soprattutto sui commerci marittimi.

Da questo momento in poi cominciò il suo declino economico e demografico: alcune famiglie locali trasferirono i loro interessi commerciali verso la Puglia e, soprattutto durante la prima parte del periodo dellinfeudazione, la città fu funestata da lotte interne e più tardi anche con la vicina Scala.

A partire dal XIV secolo molte delle famiglie più importanti si trasferirono definitivamente a Napoli e dintorni, dove continuarono ad esercitare i commerci e gli incarichi presso la corte aragonese, anche se nel 1400 i patrizi ravellesi erano ancora molto attivi. Esempio ne erano i Rufolo, banchieri del Regno di Napoli, allepoca potentissimi vedi Ladislao di Durazzo, Re di Napoli.

Il feudo amalfitano passò dalle mani dei Sanseverino fino a quelle dei Piccolomini di Siena nel 1583 ma non tutti lasciarono la natia Ravello. Nel 1583, infatti, anche numerosi nobili Ravellesi parteciparono allazione di riscatto del territorio amalfitano dal dominio feudale, pagando allultima discendente Maria dAvalos, vedova di Giovanni Piccolomini, che mise in vendita il Ducato, i 216 ducati aurei: la popolazione della Costa acquistò il possesso facendo divenire questa parte del territorio demanio reale.

Gli storici locali tacciono sui periodi posteriori al riscatto del territorio da parte degli abitanti, quasi che si fosse esaurito il ruolo dellarea nelle vicende storiche, ma anche se si assistette ad un periodo di crisi, determinata dallallontanamento di molte famiglie da questi luoghi, essi continuarono a vivere e a partecipare alla storia dei secoli successivi.

Il decennio francese, per esempio, produsse anche a Ravello ricadute negative a causa della riduzione dei siti religiosi e della soppressione di alcuni cenacoli monastici più antichi e attivi del territorio.

Con i Borbone, invece, e con la costruzione della strada costiera da Vietri verso Amalfi, il territorio visse un nuovo momento di fortuna anche perché è questo il periodo della scoperta della Costiera da parte dei viaggiatori europei.

Le vicende che accompagnarono poi lunificazione dellItalia videro anche il territorio di Ravello, anche se marginalmente, interessato dal fenomeno del brigantaggio, che soprattutto sulle montagne al confine con Scala registrò la presenza di qualche oppositore al potere politico.

Il pesantissimo sistema fiscale dellinefficiente governo spagnolo, però, ne determinò la decadenza, durata sino alla fine del XVIII secolo.

Dal XIX secolo, riscoperta da intellettuali e artisti, Ravello riacquistò la sua importanza come luogo turistico culturalmente elitario, dedicato allozio creativo, tornando alla ribalta politica nazionale sul finire della seconda guerra mondiale. Infatti, nella cosiddetta Villa Episcopio, proprietà del Principe di Sangro, trovò riparo Vittorio Emanuele III, arrivato da Brindisi. Avvenne in questo luogo la firma del passaggio di luogotenenza da Vittorio Emanuele III al figlio Umberto il 12 aprile del 1944 e il giuramento del Governo provvisorio, con sede a Salerno, che traghettò lItalia verso la repubblica.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

A Ravello vi sono ben 100 altari, di cui attualmente solo una quarantina consacrati.

I principali sono:

  • Chiesa di San Giovanni del Toro: chiesa triabdsidata costruita nellXI secolo. Gemella a quella di Gradillo. Essa è chiamata così sia per lapostolo Giovanni sia per il "Toro", il precedente nome dellantico quartiere aristocratico nel quale fu costruita. La chiesa contiene il pulpito Bove databile tra il 1200 e il 1230, incorporato come frammenti di mosaico di bacini Raqqa.
  • Santuario dei Santi Cosma e Damiano: santuario storico, risalente al XIV secolo, in frazione San Cosma.
  • Chiesa di Santa Chiara: la chiesa è documentata già nel XIII secolo, ma è stata rimaneggiata nel XVIII secolo. Annessa al Monastero di Clausura delle Clarisse.
  • Duomo di Ravello: risale allXI secolo ed è di grande interesse. Nella cappella seicentesca è custodita lampolla del sangue del santo patrono Pantaleone, che presenta lannuale fenomeno della liquefazione. Al Duomo è annesso il Museo dellOpera del Duomo con interessanti oggetti tra i quali il famoso busto di Sigilgaita Rufolo, opera di Nicola di Bartolomeo da Foggia.
  • Cappella di Santa Maria della Rotonda: chiesa barocca di origini bizantine, custodisce allinterno una pregevole tela del costaiolo maiorese Gaetano Capone del 1868; da visitare per le sue decorazioni tardo-barocche sulla volta delledificio e allinterno della sacrestia.
  • Chiesa di San Francesco: di costruzione gotica, ma rifatta nel XVIII secolo secondo lo stile barocco. Annessa al vicino Convento francescano. Qui riposano i resti del Beato Bonaventura da Potenza.
  • Chiesa di San Trifone.
  • Chiesa di SantAgostino: originariamente costituita in 3 diverse chiese, a SantElia, San Pantaleone qui era custodito originariamente la sua reliquia, portatavi dallAsia dai Rogadeo e SantAdiutore. In periodo barocco, le tre chiese furono unite in ununica struttura da 3 navate dai Frati Agostiniani: lex palazzo dei Rogadeo attuale hotel Bonadies era infatti divenuto convento agostiniano, mentre sul terreno vicino attuale hotel Parsifal sorse un monastero di suore. Oggi la chiesa è monumento ai caduti.
  • Chiesa di Santa Maria a Gradillo: chiesa a impianto basilicale, con tre absidi, risalente allXI secolo.
  • Chiesa di San Martino: chiesa medioevale a 3 navate, poi ristrutturata come barocca.
  • Chiesa di Santa Maria del Lacco: chiesa barocca, attuata in periodo barocco per sovvenire alla mancanza delle chiese che furono unite in quella conventuale di S.Agostino. Fu costruita di fronte alla porta nord di Ravello in un periodo in cui si aveva già la protezione del Regno di Napoli. Questa parrocchia ha il patronato sulla Chiesa di Santa Maria della Pomice a Sambuco.
  • Chiesa di Santa Maria delle Grazie: chiesa a pianta quadrangolare risalente allXI secolo; contiene piccole tracce di affresco raffigurante la Vergine, lAgnus Dei e San Cosma, oltre al simulacro della Vergine delle Grazie, che viene festeggiata il 2 febbraio. In stile romanico, è situata nella storica località Pendolo, posta poco lontana dal Duomo di Ravello.


                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Palazzi

I palazzi fondaco delle antiche famiglie ravellesi nella maggior parte dei casi sono divenuti alberghi nellultimo secolo e mezzo. Sono situati principalmente nel nobiliare "rione del Toro", seguendo lo sviluppo dellabitato da Piazza Fontana verso sud, fino a Piazza Duomo. Nellordine si susseguono:

  • Palazzo Sasso, ora divenuto Palazzo Avino, adibito anchesso a funzione alberghiera.
  • Lattuale hotel Caruso.
  • Le rovine di un antico palazzo vicino allhotel Caruso.
  • Palazzo Confalone, poi divenuto hotel Palumbo.
  • Palazzo Rogadeo in Piazza Fontana: era il più antico fondaco di Ravello, poi divenuto monastero agostiniano dallXI al XIX secolo, e oggi sede dellhotel Bonadies, che risulta il più antico tra i numerosi alberghi ravellesi.
  • Villa Episcopio, residenza di re Vittorio Emanuele III nella primavera del 1944, quando il governo dItalia era insediato a Salerno. La villa fu il luogo della firma dellatto di luogotenenza a favore di Umberto II. Il palazzo ed i suoi giardini, attigui al Duomo, sono tuttora chiusi in restauro.
  • Palazzo Tolla, oggi sede del Municipio.
  • Palazzo villa Rufolo 1270 in Piazza Duomo, famoso per i suoi giardini. Vi dimorava la più importante e potente famiglia di Ravello. Costruito da Nicola Rufolo, uno dei patrizi più ricchi del luogo. La Villa è menzionata dal Boccaccio nel Decameron.
  • Il Seggio della Nobiltà ravellese, ora in rovina.

Sempre in Piazza Duomo e nella via attigua, ma a nord rispetto a Villa Rufolo, vi sono nel rione di Gradillo i seguenti palazzi stavolta in ordine da sud a nord:

  • Palazzo della Marra, sui cui resti medievali furono costruiti due palazzi nel Rinascimento. Nelle grandi pareti vuote medievali fu fatta passare la strada in epoca fascista e fu aperto un arco di trionfo in onore della Patria.
  • Palazzo Liberato, casa privata che ospita tuttora numerosi negozi al pian terreno.
  • Il Palazzo alla cui base vi è il Bar Calce.
                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Altro

Altri monumenti e siti importanti sono da nord a sud:

  • Auditorium ideato dallarchitetto brasiliano Oscar Niemeyer che, però, non è mai stato a Ravello e non lo ha progettato appositamente. Precedentemente, aveva realizzato un altro progetto mai portato a termine per la regione Campania.
  • Lantico ospedale di Ravello.
  • La Fontana Moresca, costruita con copie di frammenti dellantico ciborio del Duomo, che dà il nome a Piazza Fontana ex Platea S. Auditorii.
  • Villa La Rondinaia The Swallows Nest, costruita nel 1930 sulla scogliera, fu la residenza italiana dello scrittore Gore Vidal fino al 2004.
  • Il Museo "Camo" del corallo, di notevole fascino una tabacchiera del XVIII secolo incrostata di cammei.
  • Le porte del rione Lacco, le cui torri abitate sono uno spettacolo da vedere in una zona mai valorizzata dagli accentratori.
  • Il monumento ai caduti, in Piazza Fontana.
  • Villa Cimbrone, edificio eclettico con riutilizzo di frammenti antichi. È celebre il suo "Belvedere".
                                     

4. Società

Religione

La maggioranza della popolazione è di religione cristiana di rito cattolico appartenente allarcidiocesi di Amalfi-Cava de Tirreni. Tra lVIII e il XI secolo alcuni monaci benedettini, provenienti dal monastero di San Trifone di Ravello, edificarono a SantEgidio del Monte Albino il primo nucleo della futura abbazia di Santa Maria Maddalena in Armillis. La cittadina, posta allingresso della Costiera dal Valico di Chiunzi, è stata sotto la giurisdizione dellabbazia ravellese fino al 1438.

Laltra confessione cristiana presente è quella Evangelica, con una comunità:

  • Chiesa Evangelica Metodista Unione delle Chiese Valdesi e Metodiste.
                                     

5.1. Cultura Letteratura

  • Lo scrittore David Herbert Lawrence ha trovato ispirazione a Ravello dai paesaggi, dedicandosi alla scrittura di Lady Chatterley’s Lover.
  • Lo scrittore Giovanni Boccaccio, nella quarta novella della seconda giornata del Decameron, descrive Ravello protagonista il ravellese Landolfo Rufolo.
  • Lo scrittore Edward Morgan Forster ha ambientato a Ravello la sua Story of Panic.
  • Lincisore e grafico Maurits Cornelis Escher ha ritratto scorci di Ravello.
  • Lo scrittore Andrè Gide, premio Nobel per la letteratura, ha ambientato a Ravello, nel 1902, il romanzo LImmoraliste.
  • Il filantropo Francis Neville Reid ha acquistato Villa Rufolo nella metà del 1800 e, da botanico, ha restaurato i giardini inserendo alcune piante molto particolari, tra cui la felce woodwardia radicans che cresce nella Valle delle Ferriere di Amalfi.
                                     

5.2. Cultura Cinema

  • Subito dopo la fine della seconda guerra mondiale, nel 1949, Ravello fu scelta per girarvi buona parte del film I pirati di Capri The Pirates of Capri, diretto dai registi Edgar G. Ulmer e Giuseppe Maria Scotese, con Louis Hayward, Binnie Barnes, Mariella Lotti, Massimo Serato e Eleonora Rossi Drago.
  • Nel 2017 è stato girato a Ravello il film Gore, dedicato alla vita del grande scrittore e saggista americano Gore Vidal, interpretato dal premio Oscar Kevin Spacey, diretto da Michael Hoffman The Last Station e prodotto da Netflix.
  • Nel 2015 sono state girate tra Ravello, Atrani, Furore e Conca dei Marini alcune scene della commedia Si accettano miracoli di Alessandro Siani.
  • Mr e Mrs Smith, action movie girato anche ad Amalfi e Ravello.
  • Nel 1953 è stata scelta anche per lambientazione del film Il tesoro dellAfrica, diretto da John Huston, con Humphrey Bogart, Peter Lorre e Gina Lollobrigida.
  • Nel secondo dopoguerra Ravello e Maiori sono state immortalate in numerose pellicole di Roberto Rossellini.


                                     

5.3. Cultura Eventi

Ravello ospita ogni anno il famoso Ravello Festival, dedicato a Richard Wagner. Benché la leggenda dica che la visita a Ravello ispirò Wagner per la creazione del Parsifal, in realtà quando visitò la città Wagner aveva già completato la partitura e si stava dedicando in quel periodo allorchestrazione e alla ricerca di riferimenti per lallestimento scenico. A Villa Rufolo Wagner e i suoi collaboratori trovarono un ambiente spettacolare, e in particolare rimasero così meravigliati dalla bellezza dei giardini che decisero di ispirarvisi per le scenografie dellopera. Questo legame fra la villa e il compositore ha portato nel 1953 alla fondazione di un festival musicale a lui dedicato.

                                     

6. Economia

Artigianato

Tra le attività più tradizionali vi sono quelle artigianali, che pur non essendo diffuse come nel passato non sono del tutto scomparse, e si distinguono per larte della ceramica e dellintreccio.

                                     

7. Infrastrutture e trasporti

Strade

  • Strada statale 163 Amalfitana.
  • Strada Provinciale 1 Innesto SP 20 Ravello-Innesto SP 2 Valico di Chiunzi
  • Strada Provinciale 20 Bivio Ravello-Scala-Minuta
  • Strada Regionale 373 ex SS 373 di Ravello.