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ⓘ Igiene




Igiene
                                     

ⓘ Igiene

L igiene è il ramo della medicina che tratta le interazioni tra lambiente e la salute umana. Elabora criteri, esigenze e misure riguardanti lo stato ambientale e il comportamento individuale e collettivo.

Scopi: prevenzione primaria onde evitare e combattere malattie e promozione del benessere e dellefficienza umana.

                                     

1. Misure igieniche

Negli stati moderni, le misure igieniche che aumentarono notevolmente la durata media della vita umana furono lorganizzazione e la legiferazione su:

  • valori limite per linquinamento atmosferico e linquinamento acustico,
  • commercio di alimentari,
  • allevamento di bestiame e tenuta di animali domestici zoonosi,
  • attività di costruzione di abitati e di strade asfaltate,
  • polizia mortuaria
  • rifornimento di acqua potabile,
  • canalizzazione,
  • ecc.
  • smaltimento dei rifiuti,
  • norme di lavoro,
                                     

2. Concetti di igiene e salute

Ligiene è una scienza che si occupa della salute, essa ha come obiettivo il mantenimento, il potenziamento e la promozione della salute del singolo individuo e della collettività. Ligiene fa parte delle scienze mediche ed è una branca della medicina. La salute è una condizione dinamica, che dipende dalla capacità dellindividuo di trovare unarmonia nel rapporto che egli realizza con lambiente, del quale è parte integrante. Per lessere umano lambiente non è solo il luogo fisico in cui vive, non è solo lambiente naturale, ma anche il contesto sociale, linsieme di rapporti che egli realizza con i suoi simili che lo circondano: dunque lindividuo si mantiene in salute se realizza un armonico, equilibrato contesto in cui è inserito; quindi possiamo affermare che: La salute è uno stato di benessere fisico, psichico e sociale conseguente al buon funzionamento dellorganismo e di tutte le sue parti, e dipende da un armonico equilibrato rapporto dellindividuo con il suo ambiente naturale e sociale.

                                     

3. Igiene in ambito medico

Riguardo allambito lavorativo medico, dopo i tempi di Semmelweis, ligiene consiste nella difesa da possibili germi patogeni, attuabile con misure di disinfezione, sterilizzazione e smaltimento di rifiuti speciali per evitare infezioni. Ligiene clinica è prevalentemente orientata verso la difesa dai germi patogeni riscontrabili negli ospedali. I relativi batteri sono spesso stirpi resistenti a quasi tutti gli antibiotici. Questo a causa del loro continuo uso negli ospedali e dellabuso che ne fa la popolazione. A tal riguardo alcune ricerche hanno evidenziato come il corretto cambio daria garantisca una migliore igiene.

Certi autori includono nelle misure igieniche anche le vaccinazioni, grazie alle quali si prevengono quotidianamente molte gravi malattie infettive. È grazie alla vaccinazione se nel 1980 il vaiolo è stato eradicato eliminato da tutti i Paesi del mondo e siamo ormai prossimi alla eradicazione della poliomielite. Sono due fra i maggiori successi della medicina di tutti i tempi. La vaccinazione più frequente è contro il tetano, come prevenzione e in seguito a ferite accidentali.

Lepidemiologia studia la distribuzione delle malattie nelle popolazioni, i fattori di rischio e i fattori protettivi per la salute. La prevenzione tipica delligiene è soprattutto quella primaria, che agisce evitando o rimuovendo i fattori di rischio delle varie malattie.

Zoonosi sono infezioni trasmesse direttamente o indirettamente da animale a uomo, infezioni che colpiscono frequentemente questultimo. I veterinari si prodigano per mantenere sani gli animali anche per evitare infezioni alla popolazione.



                                     

4. Igiene negli ambienti di lavoro

Con particolare riferimento ai luoghi di lavoro, ligiene è costituita dallinsieme di pratiche per garantire sicurezza e salute dei lavoratori in tutti i luoghi di lavoro riducendo possibilità e rischio di malattie professionali e infortuni e può essere intesa come ambito di interesse della medicina del lavoro. Alle misure di igiene è dato grande rilievo nel D.Lgs 81 "Testo Unico sulla Sicurezza nel Luoghi di Lavoro" che introduce, tra le sue misure più importanti, quella della valutazione del rischio, fatta dalle figure che devono garantire ligiene e la sicurezza negli ambienti lavorativi, ossia il datore di lavoro, il responsabile del servizio prevenzione e protezione RSPP, il medico competente e autorizzato, il rappresentante dei lavoratori per la sicurezza. La valutazione del rischio è il presupposto per tutte le misure di tutela, la base per la programmazione degli interventi e il fondamento per lin-formazione dei lavoratori; ogni ambiente comprende rischi specifici diversi: in ospedale è di grande rilievo il rischio biologico, nei cantieri, il rischio infortunistico le figure che si devono occupare di prevenzione devono tenerne conto nella redazione del Documento di valutazione dei rischi, come previsto dal D.Lgs 81/08.

Grande rilievo nelligiene nei luoghi di lavoro ha anche il tema della prevenzione, sia essa primaria, cioè per gli interventi atti a eliminare le cause di rischio o almeno, a ridurne la portata, di modo che il potenziale danno non si verifichi, o secondaria, che consiste nellindividuare in fase molto precoce, subclinica o preclinica, eventuali alterazioni dello stato di salute, essa, in ambito lavorativo, è attuata tramite la sorveglianza sanitaria, fatta dal Medico competente per tutti gli esposti a fattori di rischio professionali.

In materia di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro, lorgano di vigilanza preponderante è sicuramente lo SPISAL, che si occupa di prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni causati o correlati al lavoro e del miglioramento del benessere del lavoratore. Esso attua tutto ciò attraverso vigilanza, attività sanitarie come le certificazioni di idoneità al lavoro, assistenza e informazione con la partecipazione e realizzazione di corsi di informazione e formazione, attività amministrative-autorizzative come le valutazioni di requisiti di idoneità e il rilascio di patenti per limpiego di sostanze, attività di vigilanza direttamente nei luoghi di lavoro e ancora, attività di tipo giudiziario e sanzionatorio.

                                     

5. Igiene nellambiente

Ligiene ambientale riguarda quellaspetto delligiene che mira e si interessa di tutela della salute negli ambienti di vita, ovvero nei diversi contesti in cui le persone trascorrono la loro vita non lavorativa, intesi sia come spazi aperti: lambiente outdoor, che confinati: lambiente indoor. Tutti gli ambienti sono soggetti a inquinamento, anche se di diverso tipo. La buona qualità dellambiente è strettamente legata al mantenimento dello stato di salute delluomo, ma non solo, anche delle altre specie animali che abitano in quel contesto; in quanto lesposizione a contaminanti presenti in acqua, aria, cibo, suolo e derivanti dai rifiuti possono avere molti effetti nocivi sul benessere e salute delle specie viventi. Per mantenere una buona qualità ambientale sono quindi necessari provvedimenti di salvaguardia di essa in grado di ridurre fattori di rischio per la salute. Lorganismo che, a livello nazionale, si occupa di protezione e igiene ambientale è lISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, istituito con la Legge 133/2008, con modificazioni, del D.Legge 25 giugno 2008, n.112, che opera sotto la tutela del Ministero dellambiente e della tutela del territorio e del mare. A livello regionale, le competenze in materia di igiene e controllo ambientale ricadano sulle ARPA, agenzie regionali per la protezione dellambiente, istituite nella maggior parte delle regioni italiane a seguito del Referendum popolare della primavera del 1993 che ha tolto la potestà in materia ambientale alle ASL. Esse operano per la prevenzione e la promozione della salute collettiva, indirizzando le loro risorse al conseguimento della massima efficacia nellindividuazione e nella rimozione dei fattori di rischio per luomo e lambiente; in particolare, si occupano di tutela della collettività dai rischi sanitari connessi allinquinamento ambientale attraverso azioni di monitoraggio dellinquinamento atmosferico ed acustico, da impianti di smaltimento di rifiuti solidi urbani, dalla detenzione e smaltimento dei rifiuti speciali tossici e nocivi, delle qualità delle acque destinate al consumo umano, delle piscine pubbliche o di uso pubblico, della qualità delle acque di balneazione, di scarichi civili, produttivi e sanitari; esse, inoltre, si occupano della produzione di mappe di rischio ambientale e di valutazione dellimpatto ambientale-sanitario, perseguendo gli obiettivi di protezione, attraverso i controlli ambientali che tutelano la salute della popolazione e la sicurezza del territorio e la prevenzione, attraverso la ricerca, la formazione, linformazione e leducazione ambientale.

                                     

6. Igiene negli alimenti

Ligiene degli alimenti e dei prodotti alimentari in genere riguarda quella branca delligiene che comprende linsieme delle norme e delle misure applicative adatte a garantire la salubrità e la sicurezza degli alimenti, intesa come consapevolezza della qualità igienico-sanitaria, nutrizionale e organolettica degli alimenti, e della qualità ambientale dei processi di produzione, trasformazione, preparazione e consumo dei cibi. La qualità e la sicurezza degli alimenti dipendono dagli sforzi di tutte le persone coinvolte nella complessa catena della produzione agricola, della lavorazione, del trasporto, della preparazione, della conservazione e del consumo; proprio per questo, lOrganizzazione Mondiale della Sanità intende la sicurezza alimentare come una responsabilità condivisa dal campo alla tavola. Per mantenere e preservare la qualità e la sicurezza degli alimenti lungo lintera filiera sono importanti procedure per garantire la salubrità dei cibi e sistemi di monitoraggio per una garanzia che le operazioni vengano effettuate in maniera corretta; tutto ciò è possibile grazie allapplicazione del quadro giuridico del settore alimentare incentrato sulla politica dai campi alla tavola andando a coprire lintera filiera alimentare, allattribuzione al mondo della produzione della responsabilità primaria di una produzione alimentare sicura, allesecuzione di appropriati controlli ufficiali, alla capacità di attuare efficaci e rapide misure di salvaguardia e correzione di fronte a emergenze sanitarie manifestate in qualsiasi punto della filiera. Per quanto riguarda la normativa sono da citare il Libro Bianco sulla Sicurezza Alimentare Bruxelles - 12 gennaio 2000 e soprattutto il Regolamento CE n.178/2002, dove si trovano i principi generali sui quali dovrebbe vertere la politica europea in materia di sicurezza alimentare:

  • una strategia globale, integrata, applicata a tutta la filiera alimentare dai campi alla tavola,
  • l analisi dei rischi articolato in valutazione, gestione e comunicazione dei rischi, sia tra produttore, che verso il consumatore,
  • una definizione chiara dei ruoli di tutte le parti coinvolte, per individuare le responsabilità di tutti gli operatori della filiera,
  • la necessità di instaurare un dialogo continuo con i consumatori e garantire informazione, educazione e ascolto, seguendo anche criteri legati ad altri fattori pertinenti, come considerazioni ambientali, benessere degli animali, agricoltura sostenibile, aspettative dei consumatori quanto alla qualità dei prodotti, adeguata informazione e definizione delle caratteristiche essenziali dei prodotti, nonché dei loro metodi di lavorazione e produzione.
  • lapplicazione del principio di precauzione nella gestione dei rischi, che stabilisce la possibilità di adottare misure di protezione restrittive anche in assenza di dati certi in materia,
  • l indipendenza, leccellenza e la trasparenza dei pareri scientifici, in quanto gli esperti devono garantire indipendenza da pressioni esterne, devono essere in grado di risolvere le controversie in materia di scientifica con ladeguato grado di autorevolezza e devono anche garantire laccesso dei cittadini a risultati e raccomandazioni scientifiche,
  • la coerenza, lefficacia e il dinamismo della politica alimentare, che deve confrontarsi con un sistema globale e in continuo cambiamento, caratterizzato da innovazioni nei sistemi di produzione e che deve far fronte spesso a episodi destabilizzanti in grado di arrecarne gravi danni allimmagine,
  • la rintracciabilità degli alimenti destinati agli esseri umani e agli animali e dei loro ingredienti, al fine di identificare ogni singolo prodotto finale,

Il regolamento ha, inoltre, istituito lEFSA Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, che ha compiti fondamentali che vanno dal parere scientifico indipendente su tutti gli aspetti relativi alla sicurezza alimentare, alla gestione di sistemi di allarme rapido, alla comunicazione e al dialogo con i consumatori in materia di sicurezza alimentare e di questioni sanitarie e la realizzazione di reti con le Agenzie nazionali e gli organismi specifici. Innovazione fondamentale introdotta in Italia con il D.Lgs 155/97, in recepimento delle Direttive 93/43/CEE e 96/3/CE è stato il sistema di autocontrollo delligiene degli alimenti, lanalisi dei rischi e controllo dei punti critici Hazard Analisis Critical Control Point, HACCP, secondo cui tutte le aziende sono tenute ad adottare tutte le misure necessarie per garantire la sicurezza igienica e la salubrità dei prodotti alimentari e quindi lidoneità degli alimenti al consumo attraverso:

  • procedure atte a verificare il funzionamento.
  • procedure per la registrazione dei dati
  • definizione di azioni correttive
  • applicazione di procedure di sorveglianza
  • analisi del pericolo
  • definizione di limiti critici
  • identificazione dei punti di controllo critici

I punti critici di controllo devono essere individuati in azienda e devono rispondere a criteri ben precisi per essere considerati tali: devono essere associati al pericolo individuato, interni al processo, misurabili e standardizzabili e deve essere possibile lapplicazione di misure di contenimento del problema. In Italia, a livello locale, la competenza per quanto riguarda ligiene degli alimenti è di competenza prevalentemente delle unità sanitarie locali, più precisamente dei servizi di igiene degli alimenti e della nutrizione Sian e del servizio igiene degli alimenti di origine animale di competenza del servizio veterinario, facenti parte dei dipartimenti di prevenzione delle Ulss, con compiti di controllo direttamente sugli alimenti, sui requisiti strutturali e funzionali delle imprese alimentari, verifica preliminare alla realizzazione e/o attivazione di imprese alimentari, tutela delle acque destinate al consumo umano e altri compiti inerenti alla sicurezza alimentare.



                                     
  • anno dopo. Paolo Mantegazza, Elementi di igiene Milano, Brigola, 1871. Paolo Mantegazza, Elementi di igiene Milano, Brigola, 1871. Paolo Mantegazza
  • svolgimento delle funzioni del servizio di igiene e sanità pubblica. Le funzioni esplicate dal servizio di igiene e sanità pubblica si articolano principalmente
  • domiciliare al fine di garantire un livello di igiene compatibile con la salute orale. Una buona igiene orale è garantita da un corretto spazzolamento
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  • Grecia antica. Anche se si può dire con certezza che l igiene personale nell antica Grecia igiene dal greco ὑγιεινός sano, salutare era fondamentalmente
  • equivalente. I laureati in igiene dentale possono avvalersi del titolo di dottore in igiene dentale. Diploma universitario in igiene dentale 3 anni esame
  • monitoraggio dei livelli di crescita microbica e mediante l uso di una buona igiene astronautica. Ad esempio, campionando frequentemente l aria e le superfici