Indietro

ⓘ Pio Semeghini




Pio Semeghini
                                     

ⓘ Pio Semeghini

Pio Semeghini è stato un pittore italiano.

Sviluppa, con lo studio degli antichi maestri italiani, degli impressionisti e linfluenza dei suoi contemporanei, un personale linguaggio pittorico unico dettato da fitte velature e intense vibrazioni che, svelando la struttura pittorica dellopera, va precorrendo larte informale.

                                     

1. Biografia

Nasce a Bondanello di Quistello, in Provincia di Mantova, terzo di quattro fratelli.

Dopo aver frequentato lAccademia di Belle Arti di Modena e di Firenze senza però averne conseguito diploma, si reca nel 1899 a Parigi. Vive di lavori saltuari, frequentando assiduamente i musei della città e la numerosa comunità di artisti italiani, tra cui Filippo de Pisis, Ardengo Soffici, Gino Severini e Amedeo Modigliani. Studia i maestri impressionisti francesi e i maestri italiani del rinascimento.

Probabilmente a partire dal 1902 ritorna destate in Italia, frequentando Burano dal 1911, dove forma con Gino Rossi, Umberto Moggioli e Arturo Martini e altri, un sodalizio artistico che verrà impropriamente chiamato la scuola di Burano.

Nel 1911 espone per la prima volta a Modena le acqueforti, i disegni le sculture realizzate a Parigi e, nel 1913, diviene redattore corrispondente da Parigi del "Corriere Italiano".

Nellestate 1919 espone per la prima volta suoi dipinti a Venezia, alla XI Esposizione dArte di Palazzo Pesaro, con un buon successo di critica.

Forma e firma nel 1920 il Manifesto del Gruppo dei Dissidenti dallesposizione della Biennale. Lanno successivo è invitato alla Prima Biennale darte Romana ed espone alla Galleria Geri-Boralevi la prima mostra personale con settantacinque dipinti. Nel 1926 partecipa per la prima volta alla Biennale Internazionale dArte di Venezia.

Negli anni venti affina la sua ricerca concentrando lo studio di alcuni maestri antichi Piero della Francesca, El Greco andando ad affinare e perfezionare il suo linguaggio pittorico unico che concilia, allinterno di una visione intimista, la teoria impressionista-futurista con la scuola pittorica italiana, creando opere sospese nel tempo che conciliano e ricollegano la visione dinamica, di retaggio impressionista e futurista con le immote opere del rinascimento italiano, fitte di velature pittoriche.

Dal 1928 al 1930 tiene i corsi di pittura allIstituto dArte di Lucca e successivamente alla Scuola dArte di Villa Reale a Monza, dove insegnerà fino al 1939.

Nel 1931 sposa giovanissima Gianna Zavatta e si trasferisce a Verona.

Raggiunge una piena maturità artistica che lo porta allanalisi spaziale delle opere antiche: il supporto pittorico è utilizzato come parte integrante dellopera e la stesura si fa sempre più rarefatta, laffinamento analitico dello studio pittorico diviene struttura e, alla fine del decennio, lopera sfuma, sui contorni, nella semplice definizione di piani.

Nel 1949-1950, Semeghini aderisce al progetto della importante collezione Verzocchi, sul tema del lavoro, inviando, oltre ad un autoritratto, lopera "Piccola merlettaia". La collezione Verzocchi è attualmente conservata presso la Pinacoteca Civica di Forlì.

Tra la fine della guerra e gli anni cinquanta partecipò alle maggiori manifestazioni ed esposizioni artistiche in Italia e allestero. Nel 1947 è nominato membro della commissione di accettazione della XXIV Biennale di Venezia, insieme con Nino Barbantini, Carlo Carrà, Felice Casorati, Roberto Longhi, Marino Marini, Giorgio Morandi, Carlo Ludovico Ragghianti, Domenico Varagnolo, Lionello Venturi e Rodolfo Pallucchini.

La stesura pittorica di Semeghini diviene, dalla fine degli anni 30 sempre più rarefatta, esprimendo nelle figure, nelle nature morte e nei paesaggi, uninarrivabile liricità figurativa che, pur non abbandonando il disegno, precorre e anticipa la pittura informale. La sua influenza è infatti riscontrabile in molte opere dei Maestri del dopoguerra, si cita in particolare: Ennio Morlotti, Emilio Vedova, Afro Basaldella, Giuseppe Santomaso, Antonio Zoran Music, Virgilio Guidi, ecc.

Dal 1940 in poi un fastidioso Herpes gli impedisce di lavorare agevolmente ed è costretto a periodi prolungati di riposo.

Nel 1956 le due mostre alla Gran Guardia a Verona, alla Fondazione Bevilacqua La Masa a Venezia e alla Permanente a Milano lo consacrano alla critica e al pubblico.

Un incidente, con lussazione dellomero destro, occorsogli nella primavera del 1960, gli impedisce definitivamente di dipingere.

Muore dinfarto la sera dell11 marzo 1964 a Verona.

Dopo circa un mese gli viene dedicata una mostra donore alla XXXII Biennale di Venezia e, lanno successivo, una retrospettiva nellambito della IX Quadriennale di Roma.