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ⓘ Creolizzazione della lingua




                                     

ⓘ Creolizzazione della lingua

La creolizzazione della lingua è un concetto della semiotica, che indica una trasformazione determinata dalla maggior forza della cultura emittente rispetto alla cultura ricevente. Deriva dal concetto di lingua creola nella linguistica, considerata il risultato di un processo di mescolamento in due sensi diversi. Da un lato il mischiarsi può essere visto come uninterferenza tra due o più sistemi linguistici: una lingua di superstrato o lingua ricevente e lingua di sostrato o lingua emittente ; dallaltro può essere visto come la rilessificazione che comporta luso della grammatica della lingua di sostrato con il lessico di superstrato.

Nellestetica traduttiva dellOttocento vi sono esempi di traduttori che, ispirandosi allideologia dintegrazione linguistica e culturale delle lingue slave, per documentare la stretta affinità fra lingue lasciano radici di parole o intere parole di suono simile. Conseguenza di questo metodo è la creolizzazione di due sistemi, che conduce alla cancellazione di tratti idiomorfi.

                                     

1. La teoria di Chaudenson

In contrasto con la tradizionale teoria che vede la creolizzazione come il nativizzare un pidgin, il linguista francese Robert Chaudenson pone laccento sullimportanza che ha questo fenomeno dal punto di vista sociolinguistico, prendendo in considerazione lo sviluppo sociale e storico delle società coloniali. Secondo questo punto di vista la creolizzazione avvenuta allinizio della fase coloniale potrebbe essere definita come un caso particolare di divergenza tra linguaggi, che include "lemergere di un continuum di approssimazioni della lingua di destinazione in ambiti comunicativi nei quali si ritrova un forte sistema centripeto." Ad ogni modo, può anche essere considerato come un "radicale cambiamento linguistico" che conduce, attraverso una strategia di appropriazione della lingua, a un sistema autonomo.

                                     

2. La creolizzazione applicata alla traduzione

Lintero processo di reciproca influenza e di mescolamento può essere applicato alla traduzione, se la si considera "zona di contatto", che può essere presa a modello per linnovazione sia stilistica che culturale. Secondo lidea di Popoviĉ, per la quale il tradurre è un esempio di "interazione culturale", può essere vista come il risultato di una creolizzazione del prototesto e del metatesto a livello sia linguistico che culturale tanto che si può anche parlare di "creolizzazione" della cultura. A livello linguistico la creolizzazione è unoccorrenza accidentale nel metatesto di elementi della lingua del prototesto.

Nel metatesto vi è una sovrapposizione disorganica delle due strutture linguistiche. Per Popoviĉ la penetrazione della struttura linguistica del prototesto nella lingua del metatesto avviene perlopiù tramite calchi lessicali, morfologici e sintattici. Egli insiste sul concetto di "creolizzazione", perché ogni metatesto è collocato sullasse che unisce la lingua di sostrato, quella di superstrato e la cultura e che dipende dallinfluenza che esercitano luno sullaltro. La creolizzazione linguistica permette al prototesto di rimanere evidente nel metatesto e ciò, insieme al pensiero che tutte le traduzioni sono un tentativo di ricreare il prototesto, comunica anche lidea che la traduzione deve essere un genere. Questa teoria è comunque "incompatibile con le caratteristiche basilari della traduzione intesa come un tipo specifico di metatesto" e con limpossibilità di rilevare tratti stilistici che potrebbero essere ricondotti solo alla traduzione. Infatti, da una parte si osserva che anche in un dato prototesto possiamo trovare elementi esotici che provengono da altri sistemi culturali; e dallaltra, che "latto comunicativo del tradurre non porta per forza a una deformazione del genere al quale il testo appartiene". Secondo Popoviĉ la proprietà che caratterizza il traduttore in quanto soggetto creativo è il fatto che il traduttore adopera una certa creolizzazione tra la propria poetica e quella dellautore. Traducendo si combinano elementi, nellambito del soggetto narrante, che caratterizzano sia lautore del prototesto che il traduttore; infatti nel metatesto si risente sempre della presenza del prototesto.

La creolizzazione è spesso usata nei testi per evidenziare i tratti caratterizzanti di un personaggio.

                                     
  • Una lingua creola è una lingua ben definita con precise strutture di linguaggio che ha avuto origine dalla combinazione di due o più lingue senza che
  • La lingua pisidica era una lingua del ramo anatolico delle lingue indoeuropee parlata in Pisidia, una regione dell Anatolia, nell odierna Turchia, nel
  • standardizzazione della grammatica associata ad una vera e propria creolizzazione della lingua È una delle tre lingue ufficiali della Papua Nuova Guinea
  • ad - stratico, senza dover necessariamente pensare a un effettiva creolizzazione V. Pisani, Le lingue indoeuropee, Paideia, 1979 C.C. Uhlenbeck, Oer - Indogermaansch
  • steppe probabilmente parlanti lingue affini ad un proto altaico e da questa creolizzazione deriverebbero tutte le altre lingue indoeuropee. L ellenizzazione
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  • proponeva l Indoeuropeo come frutto di un antica creolizzazione tra una lingua ugrofinnica e una lingua di tipo Caucasico Settentrionale, il che spiegherebbe
  • creazione di una lingua ibrida, o creola. Il fenomeno è designato col termine di ibridazione linguistica o creolizzazione Fenomeni di creolizzazione a largo raggio
  • porto - e spagnolo - gnolo Portuñol riverense Portuñol iberico Creolizzazione Franglais Spanglish Llanito Altri progetti Wikimedia Commons Wikimedia
  • i connotati di lingua relativamente stabile, assumendo una propria struttura morfosintattica: è questo il fenomeno della creolizzazione Il pidgin si trasforma
  • testo tradotto e il termine creolizzazione per indicare un metatesto caratterizzato dalla sovrapposizione parziale della cultura di partenza e di arrivo
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