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ⓘ Tubre




Tubre
                                     

ⓘ Tubre

Tubre è un comune italiano di 971 abitanti della provincia autonoma di Bolzano in Trentino-Alto Adige, in Val Monastero.

                                     

1. Geografia fisica

Situato allestremità occidentale della provincia e della regione Trentino-Alto Adige, in Val Monastero, confina a ovest con la Svizzera, col cantone dei Grigioni. Per arrivare in Svizzera è sufficiente oltrepassare la dogana posta alluscita del paese.

La Val Monastero appartiene geograficamente alla Val Venosta ed ha una lunghezza di circa 25 km. Quasi un terzo della valle si trova in Alto Adige, il resto in Svizzera.

Dal paese sono raggiungibili i gruppi montuosi delle Alpi della Val Müstair, delle Alpi Venoste e delle Alpi dellOrtles.

                                     

2. Origini del nome

Il toponimo è attestato come "Tuberis" nell881 e come "Duberis" nell888 e deriva o dal latino tubernus "pinastro" o da un tema preromano *tob- "burrone".

Altra ipotesi plausibile per il nome di Tubre, che fino al medioevo serviva a designare lintera valle, sembra riferibile anche alla voce latina tuber ovvero "tubero".

                                     

3.1. Storia Preistoria

Tubre e la Val Monastero, come tutta lalta Val Venosta è stata sicuramente raggiunta dalluomo fin dalletà del rame, ed infatti la mummia Ötzi risale al 3.300 a.C., ma le prime tracce di presenza umana in val Monastero risalgono alla tarda età del bronzo o allinizio delletà del ferro, vedasi la cultura di Hallstatt.

Tuttavia non vè certezza di insediamenti stabili in epoca pre-romana, ma sicuramente nel primo secolo a.C. erano presenti in zona vari popoli di origine celtica, in particolare i Venosti, che risalivano la valle da Est, e più in generale i popoli retici, i cui territori comprendevano lalta valle dellInn in Engadina, adiacente alla Val Monastero.

                                     

3.2. Storia Epoca romana

Dal 15 a.C., con la sconfitta dei Reti ad opera di Druso, detto il "Germanico", figliastro dellimperatore Augusto, ha inizio la colonizzazione romana, i cui effetti sono tuttora riscontrabili nella lingua romancia, di chiara origine latina, che caratterizza i nomi dei luoghi e costituisce la quarta lingua ufficiale dellattuale confinante Cantone dei Grigioni nella Confederazione Elvetica.

Sotto limperatore Claudio viene completata la Via Claudia Augusta che collega, attraverso il passo di Resia, la Pianura Padana con Augusta Vindelicum o "Vindelicorum", odierna Augusta in Baviera, capitale della Rezia romana.

                                     

3.3. Storia Alto Medio Evo

Gli Alemanni si stanziano nella zona, ma vengono ben presto sopraffatti dai Franchi nella battaglia di Tolbiaco/Zülpich, del 496 d.C.

In seguito i Franchi riorganizzano il loro ampio regno: la val Venosta, la valle di Tubre e la bassa Engadina rientrano nei territori affidati al" preside”, in latino medioevale praeses di Coira, che deve obbedienza al duca degli Alemanni.

Per motivi di ordine pratico, dal 536 le terre vengono suddivise in e amministrate da conti vassalli dello stesso preside; nel tempo, però, questa carica viene a coincidere di fatto con la figura del vescovo di Coira, che fino allinizio del IX secolo avrà ampio potere temporale.

Bavari e Longobardi, che già dal 570 avevano invaso rispettivamente la valle dellIsarco diocesi di Sabiona ed il Trentino, arrivano a scontrarsi nella zona di Merano.

La val Venosta viene conquistata da Tassilone III, conte di Baviera. Sotto il regno di Carlo Magno 768-814 i Franchi sottomettono entrambi i contendenti ed occupano tutta la regione.

Tra il 775 e l800, e la data non è certa, viene fondato il monastero benedettino di San Giovanni Monasterium Tuberis, nellattuale comune svizzero di Müstair Monastero in italiano, Münster in tedesco, ed i nomi dei primi monaci risultano per circa 2/3 latini e per 1/3 germanici.

La tradizione popolare attribuisce la fondazione allo stesso Carlo Magno, di ritorno dallincoronazione imperiale a Roma nel Natale dell800, ed allopera avrebbe contribuito anche Remedio, principe-vescovo di Coira ed amico di Alcuino, il principale consigliere dellimperatore.

Carlo Magno decide però di separare il potere spirituale da quello temporale, e alla morte di Remedio nellanno 806, assegna il feudo della bassa Engadina e della Val Venosta ad un "conte laico".

Nello stesso periodo viene eretto a Tubre il primo nucleo del Castel Rotund, a presidio dei confini tra le terre dei Franchi, dei Longobardi e dei Bavari.

La val Monastero fa dunque parte di un ampio feudo assegnato ad un conte, ma già dall881 il monastero, il castello e gran parte delle proprietà terriere, ivi compresi i villaggi di Monastero e Tubre, tornano ad appartenere alla diocesi di Coira e vengono esonerate dalle tasse imperiali.



                                     

3.4. Storia Medio Evo

Nel X-XI secolo, la debolezza dei successori di Carlo Magno e la suddivisione dellimpero portano ad una crescente autonomia dei feudatari, fino a quando questi ottengono che il loro titolo divenga ereditario.

Lestinzione della dinastia carolingia favorisce ulteriormente la nascita di ducati quasi indipendenti: il ducato degli Alemanni, è fra le cinque parti del regno dei Franchi orientali, quello che comprende la Rezia curiense, cioè lattuale Svizzera orientale e la val Venosta.

Il ducato, chiamato in questo periodo Svevia, si trova al centro di aspre contese tra i grandi nobili locali.

La contea della bassa Engadina e della Val Venosta, che con la Rezia superiore e la Rezia inferiore forma la Rezia curiense, diviene ereditaria nel 930, sotto il conte Bertoldo, il quale deve però subire linfluenza politica della vicina Baviera e anche uninvasione dei Saraceni, intorno al 940.

Dal 962 limperatore Ottone I "il Grande", di stirpe sassone, fondatore di quello che verrà poi detto Sacro Romano Impero della Nazione Germanica, conferisce nuovamente ai vescovi il potere temporale; ciò comporta un crescente contrasto tra papato ed impero per la nomina dei vescovi.

Nella seconda metà dellXI secolo, con papa Gregorio VII ed Enrico IV, salico, di stirpe burgunda, si arriva alla fase più acuta della lotta per le investiture.

I loro successori riescono invece a trovare maggiore accordo, e nel 1122 il concordato di Worms sancirà alcune regole per conciliare le diverse esigenze in merito alle investiture ecclesiastiche e agli incarichi temporali.

Di fatto il potere viene però amministrato con crescente autonomia locale dai vassalli minori, che tornano anche ad esercitare un diritto ereditario sui feudi avuti in custodia dal vescovo.

Hanno dunque origine in questo periodo le principali dinastie nobiliari che si contenderanno la val Venosta nei secoli successivi, anche approfittando della sua posizione incerta fra Svevia, Baviera, Austria ed Italia e fra le rispettive diocesi di Coira, Augusta, Salisburgo e Trento, con in più lantica diocesi di Bressanone.

Tra laltro, in corrispondenza allespansione delle famiglie nobili, ricominciano ad essere usati i cognomi, decaduti già nel tardo impero romano e nasce laraldica.

Nel 957 viene eretta la torre di difesa del monastero di Tubre, che insieme al castel Rotund, è tra i primi edifici militari medievali nellintera regione.

Nel XII-XIII secolo Tubre si sviluppa e si distingue dal villaggio di Monastero, e viene edificata la chiesa parrocchiale di San Biagio di Sebaste, e si afferma la signoria della famiglia de Rotundo o de Rotunde, o von Rotund, che erano inizialmente vassalli dei signori di Tarasp feudatari in Engadina, provenienti dalla Lombardia, poi del vescovo di Coira; la loro dinastia si estinguerà verso il 1298.

Tra il 1130 e il 1150 il monastero di San Giovanni a Tubre viene trasformato in monastero femminile.

Entro il 1170 anche i temuti cavalieri di Reichenberg divengono vassalli del vescovo ed ottengono i castelli di Tarasp e di Reichenberg, il quale ultimo si trova a Tubre, poco sotto il castel Rotund.

Nel 1211 il conte del Tirolo, Alberto III, esponente della fazione ghibellina, prende posizione contro il potere dei vescovi e dei guelfi, e nel 1228 chiede allimperatore di poter esercitare vari diritti feudali anche sui sudditi del vescovo Gotteshausleute in val Monastero.

La contesa sembra risolversi dopo il 1251, quando il vescovo Enrico assegna spontaneamente tutti i benefici del feudo ad Adelaide, figlia ed erede di Alberto III, ma anche moglie di Mainardo III di Gorizia, che nel 1253 assumerà il nome di Mainardo di Tirolo-Gorizia.

Tra il 1239 ed il 1310, anche in corrispondenza a temporanee difficoltà economiche dei Reichenberg, i loro castelli passano alla famiglia Matsch o dei Venosta di Mazia, che possiede vari feudi in Valtellina ed in Val dAdige.

In tale periodo, ledificio adiacente alla chiesa di San Giovanni a Tubre diviene un ospizio dei Giovanniti, destinato ai viandanti che attraversavano i passi alpini del circondario.

Nel 1270 il vescovo istituisce come proprio luogotenente Statthalter a Monastero Obcalven, a Malles Untercalven e a Coldrano Unterscala il capitano del nuovo Castel del Principe di Burgusio Schlosshauptmann der Fürstemburg, per lamministrazione della giustizia sui suoi sudditi della val Monastero e in val Venosta, in concorrenza con i tribunali tirolesi di Nauders, Glorenza-Malles e Silandro.

Nel 1310 la famiglia Reichenberg acquista il castel Rotund dal vescovo di Coira, e nel 1330 ottiene il permesso distituire un proprio dazio sulla strada.

In questo periodo viene costruita anche la torre più bassa del castello di Reichenberg, chiamata Helfmirgott in origine Reichenstein.

Nel XIV secolo il comune di Tubre si dà una forma stabile, con un borgomastro eletto che tiene un registro ted. Dorfbuch, forse scritto in latino od in romancio fino al 1568, poi certamente in tedesco.

La più antica chiesa di Tubre, collocata sopra i prati della Calva, era dedicata a san Valentino e non si hanno dettagliate notizie in quanto distrutta dai Grigioni nel 1499.

Tuttavia, già nel 1521 venne eretta la nuova chiesa di San Valentino a Rivaira, a circa 300 metri dalla precedente.



                                     

3.5. Storia Età moderna

Nel XX secolo, già allinizio del Novecento i castelli di Tubre, ormai inutili, vanno in rovina e nel 1910 crolla la torre Helfmirgott.

Allo scoppio della prima guerra mondiale, nel 1914, la valle si trova lontana dal fronte austriaco, ma la situazione si ribalta nel 1915 con lentrata in guerra dellItalia contro gli imperi centrali.

Gli abitanti della valle vengono impiegati sul fronte dellOrtles, dove le posizioni sono statiche fino al 1918, ma comunque i caduti di Tubre sono 43, oltre a 22 reduci così sconvolti dalla guerra da non riprendersi più.

Poi limpero austro-ungarico collassa, e lesercito italiano arriva a Tubre il 6 novembre 1918 senza combattere.

Durante il successivo periodo fascista il paese è amministrato da un podestà delegato e poi da un commissario prefettizio, anche allo scopo di garantire litalianità del paese, il cui tentativo raggiunge il suo culmine nel 1939, quando, in seguito ad accordi tra Mussolini ed Hitler, viene il tempo delle opzioni in Alto Adige: ai cittadini di lingua tedesca si chiede di integrarsi come italiani o di optare espressamente per la Germania, trasferendovisi.

Oltre il 90% degli abitanti di Tubre opta per emigrare 1085 persone, ma di fatto vengono accompagnate ad Innsbruck solo 188 persone, di cui 82 poi torneranno dopo la guerra.

Durante la seconda guerra mondiale Tubre si trova nuovamente lontana dal fronte finché dura lasse Roma-Berlino, ma nel 1943, quando lItalia firma lArmistizio di Cassibile, la Germania annette lAlto Adige e prosegue la guerra fino al 1945, e su oltre 90 coscritti di Tubre, i caduti furono circa 40.

Laccordo De Gasperi-Gruber del 1946, integrato poi nel 1972 con il cosiddetto Pacchetto per lAlto Adige garantiscono alla provincia autonoma di Bolzano il rispetto delle differenze linguistiche e unampia autonomia amministrativa.

Nel 1952 si tengono le prime elezioni democratiche per il consiglio comunale di Tubre: vengono eletti due rappresentanti della Democrazia Cristiana DC e 13 della Südtiroler Volkspartei SVP, che da allora ad oggi ottiene quasi sempre la maggioranza assoluta dei voti a livello provinciale.

Dal 1971 al 1980 e dal 1995 al 2000 è sindaco di Tubre il dott. Serafin Heinrich Schgör, a cui si deve il merito di aver raccolto e riassunto organicamente i documenti sulla storia di Tubre.

                                     

3.6. Storia Stemma

Lo stemma è trinciato, la prima parte di rosso, la seconda fusato dargento e di azzurro. Sono le insegne dei Signori di Reichenberg che vissero nellomonimo castello dal 1373. Lo stemma è stato concesso nel 1967.

                                     

4.1. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di San Giovanni

Il comune montano di Tubre è ricco di chiese di diverse epoche e possiede tanti monumenti sottoposti a tutela architettonica.

La chiesa di San Giovanni ted. Sankt-Johann-Kirche, che si trova allinizio del paese, è una testimonianza classica dellepoca romanica ed è stata inserita nel progetto "Scalinate verso il cielo", comune tra lEngadina, il Trentino e lAlto Adige.

Il fondamento per la costruzione della Chiesa, luogo sacro e di cultura, con il basamento a forma di croce greca, sono stati alcuni elementi murali esistenti di un ex monastero benedettino menzionato nel IX secolo e distrutto attorno al 1130.

Ledificio del 1220 è in stile romanico, e la pianta della chiesa, che è ben conservata nel suo genere, ha la tipica forma di una croce greca, ed al suo interno sono conservati affreschi romanici del 1220-1230 e gotici del 1383.

Già prima del 1220 in verità la maggior parte della chiesa di San Giovanni in Val Monastero era già stata essenzialmente costruita.

Sullavancorpo occidentale si trova una facciata di conci e una larga porta con tre arcate a sesto ribassato. La parte centrale del complesso è accessibile tramite un portico costruito su due piani.

Dal 1300 il portico superiore fungeva da dormitorio e quello inferiore da soggiorno ai pellegrini dellospizio diretto dallOrdine Gerosolimitano.

Anche la sagrestia le abitazioni facevano parte dellospizio, e conservano uno straordinario ciclo di affreschi

Laffresco di San Cristoforo sul lato nord, che è al contempo il più antico ritratto del Santo in Tirolo, ha dato il nome a questa cappella.

Non è solamente il ritratto più antico ma anche limmagine più grande di San Cristoforo in tutto larco alpino.

Gli affreschi romanici ampiamente conservati sulla parete sud e sul soffitto a volta che illustrano fra laltro il battesimo di Gesù, Mosè come legislatore, Cristo tra Maria e Giovanni, come anche tanti cavalieri, principi, nobili e contadini sono tutti dello stesso artista della Val Venosta.

Nellatrio superiore si trova un ciclo di affreschi gotico della fine del XIV secolo.

Nel XVII secolo la chiesa era in possesso dei Conti Hendl e attorno al 1837 lex ospizio di San Giovanni è stato acquistato dal comune di Tubre.

Oggi la chiesa di San Giovanni, uno dei monumenti più antichi del comune, è una delle migliori testimonianze del passato di Tubre.

                                     

4.2. Monumenti e luoghi dinteresse Cappella di San Michele

Questa piccola chiesetta si trova nei pressi del cimitero e dal giugno 2000 ospita il museo parrocchiale. Al suo interno la cappella ospita affreschi del XV secolo, posti sopra allaltare gotico a portelli Inoltre sempre al suo interno si possono visitare alcune sculture in legno che provengono dalle ben otto chiese del paese.

                                     

4.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa parrocchiale di San Biagio

La data delledificazione di questa chiesa non è nota, ma venne citata fin dal 1201. Nel 1660 la chiesa venne demolita e ricostruita. La benedizione della chiesa avvenne nel 1663.

                                     

4.4. Monumenti e luoghi dinteresse Ospizio di San Giovanni

Il paese di Tubre ha radici antiche, e fin dallepoca romana era luogo di transito tra i ricchi giacimenti di salgemma della Svizzera e lItalia, e per questo la strada prese il nome di" Via del Sale”.

Nel Medioevo la dolce conca prativa guardata da imponenti montagne vedeva il passaggio dei pellegrini che si recavano a Coira, alla cui diocesi apparteneva, come tutta la Val Venosta del resto.

Era logico quindi che in questo posto venisse eretto un ospizio, fortunatamente tramandato quasi integro fino a noi e dedicato a San Giovanni, santo della Chiesa cattolica e patrono dei Cavalieri Ospitalieri.

Costruito nellVIII secolo contiene affreschi di epoca romanica, raffiguranti un pavone, una pianta architettonica ideale che si rifà alla Gerusalemme Celeste, unaquila bifronte di chiara influenza bizantina.

Le due teste simboleggiavano rispettivamente lOriente e lOccidente ed in un riquadro cè una piccola concessione narcisistica allanonimo pittore: una mano intenta ad affrescare.

Altri affreschi sono posteriori, di epoca gotica, tra cui il più alto 4 m. e il più vecchio San Cristoforo del Tirolo.

Di notevole interesse lacquasantiera in pietra incastonata sulla facciata che dà sulla strada.

Ma il pezzo forte della Chiesa è la Madonna Nera col Bambino che accoglie il visitatore nella lunetta sopra la porta.

Linsolita tonalità di grigio scuro o nero usata, fa risalire il modello delle" Madonne Nere” al simbolismo di molte divinità femminili pagane, tra cui si ricordano Iside e Cibele, in epoca senza età, in cui il nero era un colore positivo.

Infatti nellantichità era considerato portatore di vita e di benessere e molti miti che parlano della formazione dellUniverso accostano al nero lindistinto primordiale, archetipo del Caos e del Principio, collegato in seguito alle Grandi Madri della Terra.

Così i simboli trasmigrano, fino ad essere incorporati dalloriente bizantino alla figura della Madonna.

Da Bisanzio allOccidente il passo è breve, e tra laltro questa Madonna di Tubre è lunica esistente in Trentino-Alto Adige.



                                     

4.5. Monumenti e luoghi dinteresse Castello Rotund

Il castello Rotund fu eretto attorno al 900, inizialmente di proprietà dei nobili di Rotund, venne poi ceduto a Heinrich di Reichenberg. Nel seguito passò ai baroni di Schlandersberg e di Hendl, fino allultimo proprietario, che ancora oggi ne detiene il possesso, il barone von Heydorf.

                                     

4.6. Monumenti e luoghi dinteresse Castello di Reichenberg

Il castello di Reichenberg fu allinizio proprietà dei vescovi di Coira, e attorno al XII secolo divenne proprietà dei signori di Reichenberg, che gli diedero questo nome. I signori di Reichenberg spesso imponevano tributi vessatori.

                                     

5. Società

Ripartizione linguistica

La sua popolazione è in maggioranza di madrelingua tedesca:

Fino al XVIII secolo vi sa parlava la lingua romancia, prima che venisse germanizzato a forza dal governo austriaco.