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ⓘ Battaglia di Hanko (1941)




Battaglia di Hanko (1941)
                                     

ⓘ Battaglia di Hanko (1941)

La battaglia di Hanko fu combattuta tra il 25 giugno ed il 2 dicembre 1941 nei pressi dellomonima penisola nella Finlandia meridionale, nellambito della più ampia guerra di continuazione, tra la guarnigione sovietica della penisola ed una forza assediante finlandese. La battaglia, caratterizzata più che altro da una lunga guerra di posizione e da scontri su piccola scala, si concluse con la ritirata via mare della guarnigione sovietica, che lasciò la penisola nelle mani dei finlandesi.

                                     

1. Antefatti

Già base navale dellImpero russo, Hanko passò alla Finlandia al momento della proclamazione dellindipendenza di questa, nel dicembre del 1917; la penisola occupava unimportante posizione strategica, controllando gli accessi a nord al golfo di Finlandia e quindi alla ex capitale zarista San Pietroburgo ribattezzata Leningrado dopo la creazione dellUnione Sovietica. Il possesso della penisola divenne uno degli obiettivi della politica espansionistica sovietica, che portò nel novembre del 1939 allo scoppio della cosiddetta "guerra dinverno" tra i due paesi: dopo una resistenza ostinata i finlandesi furono costretti a cedere e, con il trattato di Mosca del 12 marzo 1940, Hanko fu data in "affitto" per 30 anni ai sovietici. La penisola fu pesantemente fortificata dai nuovi occupanti, che la dotarono di 95 pezzi dartiglieria di calibro fino a 305 mm; dipendente dal distretto militare di Leningrado, la guarnigione sovietica era composta da due brigate autonome di fucilieri e da distaccamenti minori di guardie di confine e genieri, per un totale di circa 28.000 uomini al comando del generale Nikolai Simoniak.

                                     

2. La battaglia

La Finlandia dichiarò formalmente guerra allUnione Sovietica il 25 giugno 1941, subito dopo linizio dellattacco tedesco il 22 giugno precedente. Una forza finlandese composta dalla 17ª Divisione fanteria del generale Aarne Snellman ed una brigata da difesa costiera fu subito inviata a porre lassedio alla penisola di Hanko, mentre le unità della Suomen merivoimat stendevano campi di mine navali per tagliare le comunicazioni tra questa e Leningrado. Sebbene la riconquista di Hanko fosse uno degli obiettivi prefissati dei finlandesi, il comandante in campo dellesercito di Helsinki, maresciallo Carl Gustaf Emil Mannerheim, vietò ogni attacco contro la penisola, le truppe assedianti si limitarono ad occupare e rinforzare una serie di postazioni fortificate già approntate sullistmo che collegava Hanko alla terraferma. Sul fronte terrestre la situazione rimase praticamente statica per diversi mesi, con solo qualche duello dartiglieria tra i due schieramenti: lattenzione dei sovietici era concentrata sulla difesa di Leningrado e sullavanzata tedesca nei paesi baltici, mentre il principale sforzo bellico finlandese era diretto sulla Carelia; già dopo qualche mese, stante questo stato di cose, la 17ª Divisione fu ritirata dal fronte di Hanko per essere inviata in Carelia.

Sia i sovietici che i finlandesi lanciarono una serie di operazioni anfibie sulle isole e gli isolotti che contornavano la penisola, dando vita ad una serie di scaramucce e piccoli scontri. Il più importante di questi si svolse la notte tra il 25 ed il 26 luglio, quando una forza da sbarco sovietica cercò di catturare il piccolo isolotto di Bengtskär, 13 miglia a sud-ovest di Hanko: il piccolo scoglio ospitava un faro e costituiva un ottimo punto dosservazione per controllare le acque nei dintorni, ed era pertanto presidiato da una guarnigione finlandese fin dallinizio della guerra. Verso mezzanotte la forza sovietica prese terra a Bengtskär, cogliendo di sorpresa i finlandesi: gli attaccanti si impossessarono di gran parte dellisolotto, ma i difensori si arroccarono nel faro, chiedendo rinforzi. Intorno alle 3:00 le cannoniere finlandesi Uusimaa e Hämeenmaa arrivarono per portare aiuto, allontanando le imbarcazioni sovietiche e fornendo fuoco dartiglieria in appoggio ai difensori; aerei sovietici tentarono di attaccare le due cannoniere, ma furono respinti dai caccia finlandesi decollati da Turku. I sovietici tentarono di evacuare la forza dassalto, ma la cannoniera Uusimaa colpì ed affondò la motosilurante sovietica PK 238, costringendo le altre ad allontanarsi. Intorno alle 7:00 ununità di fanteria di marina finlandese prese terra sullisolotto, respingendo i reparti sovietici; i combattimenti proseguirono fino alle 18:45, quando infine gli ultimi sovietici furono costretti alla resa. Le perdite ammontarono a 40 uomini per i sovietici e 17 per i finlandesi.

Con il passare dei mesi lo stato degli approvvigionamenti per la guarnigione sovietica peggiorò notevolmente, viste le difficoltà per le navi da rifornimento di farsi strada tra i numerosi campi minati disseminati attorno alla penisola; alle mine si aggiungevano inoltre gli attacchi da parte dei sommergibili finlandesi, anche se frequenti problemi con i siluri impedirono loro di fare molti danni. La situazione generale per lUnione Sovietica era critica: l8 settembre 1941 i tedeschi raggiunsero la periferia di Leningrado, ponendo la città sotto assedio; la necessità di concentrare tutte le truppe disponibili nella difesa della città, unita al pessimo stato dei rifornimenti, convinse infine il comando sovietico a ordinare levacuazione di Hanko.

Il primo convoglio di truppe lasciò la penisola il 24 ottobre, seguito da un secondo il 3 novembre e da un terzo il 13 novembre: per il trasporto delle truppe furono inizialmente impiegate unità leggere come dragamine e pattugliatori, scortati dai cacciatorpediniere e dai sommergibili della Flotta del Baltico, anche se in seguito, per accelerare levacuazione, furono inviate delle grandi navi passeggeri; lultimo convoglio lasciò Hanko la sera del 2 dicembre, allontanandosi sotto il fuoco dellartiglieria finlandese. Le perdite durante levacuazione, quasi tutte provocate dallurto con mine, furono alte: furono affondati i cacciatorpediniere Smetlivyi, Surovyi e Gordyi, i sommergibili L 2 ed M 98, due dragamine le grandi navi passeggeri Josif Stalin ed Andrei Zdanov, oltre ad un certo numero di unità più leggere; sebbene gli uomini persi durante levacuazione ammontassero a circa 5.000, almeno altri 23.000 soldati della guarnigione furono evacuati con successo a Leningrado.