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ⓘ Psicologia dell'età evolutiva




                                     

ⓘ Psicologia delletà evolutiva

La psicologia delletà evolutiva è il settore della psicologia dello sviluppo che studia il processo di crescita e organizzazione delle persone, legata alla crescita fisica e psicologica nellambiente sociale, nel periodo che va dalla nascita ai 18 anni. Infatti in questo periodo la personalità va acquistando, attraverso alcuni processi evolutivi, una maggiore autonomia e maturazione nella comprensione della partecipazione affettiva e di socializzazione.

Solitamente questo processo viene diviso in cinque fasi:

  • la fanciullezza da sei a dieci anni;
  • la seconda infanzia da due a sei anni;
  • l adolescenza dai 14 ai 18 anni.
  • la preadolescenza da dieci ai 14
  • la prima infanzia da zero a due anni;

Le divisioni sono convenzionali e ogni individuo può attraversare queste fasi ad età differenti. Il passaggio da una fase allaltra implica spesso un periodo di crisi, che è fondamentale per adattare la propria visione del mondo alla maggiore complessità della vita interiore.

                                     

1.1. Teorie dello sviluppo infantile Lepistemologia genetica di Piaget

Jean Piaget, nell Introduzione allepistemologia genetica del 1951, analizzava levoluzione del bambino in stretto rapporto con lambiente che lo circonda. Per analizzare le varie tappe evolutive, Piaget utilizzava il metodo clinico che consisteva nellosservazione sistematica del comportamento del bambino in una determinata situazione sperimentale. Il suo obiettivo, come affermò nell Autobiografia del 1950, era quello di comprendere lorigine e lo sviluppo dellintelligenza, dimostrando che questa non era innata ma che si strutturava in relazione al mondo esterno. Quindi le strutture mentali del bambino, inizialmente semplici e legate allazione, pian piano diventano più complesse. Questo processo si realizza grazie a due fondamentali meccanismi:

  • l accomodamento, quando il bambino rinnova gli schemi conoscitivi preesistenti attraverso la rielaborazione del materiale acquisito.
  • l assimilazione, quando il bambino incorpora nelle sue strutture mentali le informazioni del mondo esterno;

Questa attività si ripete ogni volta che il bambino si trova ad affrontare situazioni nuove.

Secondo Piaget esistono due periodi fondamentali nello sviluppo cognitivo del bambino: il periodo sensomotorio e il periodo concettuale.

                                     

1.2. Teorie dello sviluppo infantile Il periodo sensomotorio

Questo periodo va dalla nascita del bambino fino alletà di due anni e si divide in sei stadi:

  • La fase dellattiva ricerca delloggetto va fino al compimento del primo anno; il bambino inizia ad essere maggiormente cosciente di quello che lo circonda e molto più attivo nella risposta alle persone e agli oggetti che lo circondano, ha la capacità di superare gli ostacoli che lo dividono da un oggetto nascosto e inoltre inizia a concepire un mondo esterno più stabile in cui tutto ciò che ne fa parte mantiene la sua identità. Quindi se un oggetto gli viene nascosto riconosce che esso continua ad esistere anche se non è più nel suo campo visivo.
  • La fase del procedimento per prove ed errori va dai dodici ai diciotto mesi; il bambino inizia una sperimentazione attiva della conoscenza del mondo. Inoltre le sue azioni non sono più stereotipe, ma variano in rapporto alla situazione in cui si trova.
  • La fase della rappresentazione cognitiva va fino al compimento del secondo anno; qui il bambino inizia a interiorizzare ciò che lo circonda e a dimostrare un pensiero di tipo simbolico su ciò che accade. Inizia ad avere unidea della relazione di causa ed effetto, e inizia a prevedere o anticipare ciò che sta per succedere. Inoltre sa compiere anche qualche piccola imitazione di ciò che vede fare agli adulti.
  • La fase dei riflessi innati va dalla nascita fino al primo mese di vita, in cui si caratterizzano i comportamenti istintivi.
  • La fase dei primi adattamenti acquisiti va dal primo al quarto mese di vita, in cui il bambino inizia a coordinare i riflessi.
  • La fase del comportamento intenzionale va dal quarto allottavo mese; il bambino inizia a interagire con gli oggetti che lo circondano e tenta di prolungare nel tempo le sensazioni piacevoli che questi oggetti gli procurano.
                                     

1.3. Teorie dello sviluppo infantile Il periodo concettuale

È il periodo che va dai due anni in poi, e viene diviso in tre stadi:

  • Lo stadio preoperatorio va dai due ai sei anni; il bambino sa combinare tra di loro le parole e sa comunicare, ma il pensiero non è ancora del tutto flessibile in quanto non riesce a collegare tra di loro i concetti. Il suo pensiero è di tipo egocentrico e vede il mondo solo ed esclusivamente dal suo punto di vista.
  • Lo stadio delle operazioni concrete va dai sette agli undici anni; il bambino riesce a compiere ragionamenti logici e a collegarli ad azioni concrete. Inizia a saper compiere operazioni e a impiegare i concetti di numero. Sa distinguere gli oggetti intorno a lui ed ha unidea di spazio e tempo, sebbene sia ancora legato alla concretezza degli oggetti.
  • Lo stadio delle operazioni formali va dagli undici ai quindici anni; il bambino completa il suo sviluppo mentale, acquisendo il pensiero logico e astratto. Non si deve più riferire alla realtà concreta, per compiere operazioni mentali complesse.


                                     

1.4. Teorie dello sviluppo infantile Teorie psicodinamiche

Sigmund Freud nei suoi Tre saggi sulla teoria sessuale del 1905 tenta di delineare le fasi dello sviluppo psicosessuale dellindividuo. Freud ipotizza come nel processo evolutivo del bambino vi sia una sperimentazione di molteplici pulsioni parziali libidiche orientate al principio del piacere, che coincidono infine con il primato delle zone genitali. Il bambino alla nascita è narcisista, poiché la sua libido non è diretta verso un oggetto esterno ma verso il proprio corpo attraverso le zone erogene:

  • In seguito, fino alletà di tre anni, la fonte del piacere del bambino diventa la zona anale, che avviene assecondando il piacere del trattenere per poi espellere le feci fase anale.
  • Dai tre ai sei anni la concentrazione erotica si sposta sulla zona genitale del bambino, con la conseguente masturbazione fase fallica. In questa fase si sviluppa il complesso di Edipo; ad esempio per i maschi quando la madre li bacia e li accarezza, risveglia in loro la sessualità; questo instaura un senso di gelosia e odio nei confronti del padre, il quale viene vissuto come un rivale togliendo le attenzioni delloggetto damore e al tempo stesso come una figura forte di cui avere timore.
  • Fino ai diciotto mesi l autoerotismo dellindividuo avviene attraverso la bocca e i contatti epidermici con gli oggetti a cui viene in contatto. Particolare importanza ha anche la relazione con il seno materno, vissuta come fonte di gratificazione alimentare fase orale.
  • Dopo i sei anni fino alla fase della pubertà, e dopo aver superato il complesso di Edipo, il bambino mette da parte la propria dimensione sessuale fase di latenza. Questa è una fase molto importante della maturità e la normalità sessuale dellindividuo, poiché per superare il complesso edipico è necessaria unidentificazione con il genitore dello stesso sesso, che è necessaria per formare il carattere secondo i canoni dei suoi genitori.
  • Dalla pubertà in poi si verifica lo spostamento della libido da sé stessi agli oggetti esterni. Le pulsioni parziali si verificano sotto il primato della zona genitale che pone le basi di un comportamento eterosessuale.

È molto importante che questo processo si svolga linearmente, per evitare la non completezza della maturazione sessuale e quindi future problematiche nevrotiche e psichiche. Inoltre è da notare che per Freud questi passaggi, per quanto complessi e angosciosi, sono del tutto normali.

Melanie Klein, nei Contributi alla psicoanalisi 1921-1945, rielaborò lidea psicoanalitica di Freud sostituendo le fasi dello sviluppo con la concezione delle posizioni, con le quali lega lo stato di organizzazione dellIo alla costante interazione con gli oggetti esterni, rappresentati dalla madre e dai simboli che ne sostituiscono la mancanza nei primi mesi di vita.

Con la concezione di "posizione", la Klein voleva sottolineare il valore formativo delle esperienze di temporanea regressione, mostrando linadeguatezza delle teorie dello sviluppo stabilite fino a quel momento che invece avevano un esatto inizio e superamento.

Secondo lei certe esperienze sono destinate a riproporsi nellarco dellintera esistenza e si integrano tanto più il soggetto sia vicino a una condizione di salute psichica. Nei primi mesi di vita il bambino è dominato da un Io primitivo legato allinconscio, ed in base al rapporto con la madre può sviluppare diverse posizioni, fissate nei diversi mesi di vita:

  • La posizione schizoparanoide caratterizza linfante alla nascita ed è legata al meccanismo arcaico della scissione tramite la quale i territori del bene e del male erano rigidamente rappresentati e divisi drasticamente tra elementi buoni ed elementi cattivi. Tale meccanismo falsa limmagine di sé che si sta formando nel bambino, e ostacola la possibilità di contattare e elaborare le parti interne meno integrate, più oscure e meno condivisibili come distruttività, invidia, rancori, avidità ed egoismo. Il compito della madre in questa sede è quello di mediare le frustrazioni del bambino senza darne un cieco soddisfacimento.
  • La posizione psichica depressiva è riscontrabile nel bambino a partire dallottavo mese di vita ed è caratterizzata dalla consapevolezza dellintreccio tra bene e male e quindi dallaccettazione del fatto che la cattiveria sono insiti in una certa misura allinterno di ciascuno. In questo momento della vita del bambino occorre prestare attenzione alla presa di coscienza della limitatezza delle proprie possibilità senza cadere nellautosvalutazione di sé. Il bambino nellinteriorizzazione di questa esperienza proverà consolazione rispetto al vuoto causato dallillusione del suo "mondo" perfetto.

René Spitz, nel suo Lo sviluppo evolutivo del bambino 1958, ritiene che lo sviluppo del bambino proceda da uno "stadio di indifferenziazione" a uno "stadio relazionale", dove il bambino realizza il rapporto con gli altri, integrando la propria identità. Questo processo di integrazione si realizza a vari livelli di complessità, suddiviso in quattro tappe, ciascuna delle quali è caratterizzata da un organizzatore struttura psichica che favorisce lintegrazione:

  • Lo stadio delloggetto libidico interno va dagli otto mesi ai quindici mesi. In questa tappa il bambino riconosce loggetto la madre nella sua unità. Lorganizzatore è rappresentato dall"angoscia dellestraneo", che sottolinea la paura di perdere loggetto del desiderio.
  • Lo stadio pre-oggettuale va dalla nascita fino ai primi tre mesi di vita. In questo stadio non esiste la differenza tra mondo interno e mondo esterno. Lorganizzatore è il principio di costanza, capace di permettere il raggiungimento dello stato di quiete.
  • Lo stadio delloggetto precursore va dai tre agli otto mesi. Qui il bambino inizia ad avere una consapevolezza degli oggetti parziali. Lorganizzatore di questa tappa è la risposta al sorriso come prima fonte di comunicazione.
  • Lo stadio della strutturazione del Sé va dai quindici mesi in poi, ed è la fase in cui si sviluppa lindividualità del bambino. Lorganizzatore è la cosiddetta "comparsa del no", che esprime e organizza lo strutturarsi della sua capacità di opposizione e di giudizio.

Il contributo di Spitz è molto importante, anche perché individuò la depressione anaclitica, una sindrome depressiva molto grave che colpisce i bambini abbandonati e che può portarli alla morte per deperimento organico.

John Bowlby, noto esponente della Psicologia dellIo, ispirandosi alla teoria dello sviluppo di Freud in "Infanzia e società" 1950 mette in luce i fattori sociali e culturali che modellano la personalità del bambino, ridimensionandone la componente biologico-istintiva. Secondo lui ogni tappa dello sviluppo è caratterizzata da alcuni compiti evolutivi, i quali portano al raggiungimento di una meta:

  • lo stadio di latenza va dai sette anni agli undici anni. Si basa principalmente sul contrasto tra industriosità e inferiorità, perché per quanto il bambino, ormai autonomo, incominci ad essere competente e produttivo, può in alcuni casi sentirsi incapace di gestire certe situazioni e quindi di sentirsi inferiore.
  • lo stadio muscolare-anale-uretrale va dal primo anno fino al terzo anno, ed è fondamentale per lacquisizione dellautonomia del bambino.
  • lo stadio orale-sensorio va dalla nascita al compimento del primo anno. Si basa sulla qualità del rapporto madre-figlio, e sul continuo conflitto tra fiducia e sfiducia.
  • lo stadio delladolescenza va dai dodici ai diciotto anni, e si basa sul dilemma tra identità e confusione dei ruoli. Qui infatti il ragazzo mette in discussione ciò che ha fatto nelle fasi precedenti e consolida la propria personalità in base alle esperienze passate.
  • lo stadio genitale-locomotore va dai quattro anni ai sei anni, ed è centrato dal conflitto tra spirito diniziativa e senso di colpa.
  • lo stadio della giovinezza va dai diciannove ai venticinque anni; è caratterizzato dal conflitto tra intimità e isolamento, strettamente connesso al pieno sviluppo della sessualità del ragazzo.

Altre contributi psicodinamici molto significativi sono quelli sviluppati da Donald Winnicottrapporti oggettuali primari e Heinz Kohut sviluppo psicologico come graduale trasformazione da un narcisismo infantile a un narcisismo maturo.

                                     

2. Lo sviluppo psichico del bambino

Le teorie che seguono vanno attribuite allo psichiatra Massimo Fagioli e rappresentano una posizione attualmente minoritaria nellambito delle teorie sullevoluzione infantile. Suscita discussione, ad esempio, laffermazione secondo la quale la vita umana propriamente detta inizierebbe solo al momento della nascita. Si tratta di un"intuizione" di Fagioli, secondo il quale la mente umana si attiva solo attraverso il primo contatto della luce sulla retina; prima di tale contatto, comunque, la realtà biologica del feto avrebbe una "capacità di reagire".

I riscontri scientifici di tale intuizione sono ad oggi controversi, fatta eccezione, ovviamente, per quanti hanno trovato tale teoria plausibile, adottandola nella propria pratica medica. La stessa osservazione di assenza di conferme, comunque, vale in eguale, se non maggiore, misura anche per i seguaci delle teorie di Freud; non solo la teoria psicoanalitica non ha trovato nessun riscontro scientifico, ma pare in aggiunta impossibile che ciò possa mai avvenire in quanto, come rilevato da eminenti epistemologi tra i quali Karl Popper, essa sembrerebbe non falsificabile e, dunque, non scientifica "per principio". Seguono ora alcune delle principali idee espresse da Fagioli, per le quali allinizio degli anni 70 egli ha subito lespulsione dalla Societa Psicoanalitica Italiana.

Da qui la fonte è unicamente "fagioliana".

Si deve presupporre, per dividere le diverse fasi dello sviluppo psichico, che lessere umano nasce originariamente sano e che solo nelle fasi successive della sua vita la sua psiche può essere lesa, inoltre per il bambino il rapporto interumano, naturale sin dalla nascita, è molto importante per lo sviluppo della sua identità. Infatti il bambino durante la sua crescita, non segue listinto come un animale selvaggio ma subisce continuamente il condizionamento degli adulti che cercano di insegnargli a controllare la sua emotivà e a diventare razionale. Questo nega lo sviluppo infantile spontaneo.

                                     

2.1. Lo sviluppo psichico del bambino Prima e dopo la nascita

Per il feto il rapporto con il liquido amniotico allinterno dellutero materno non è ancora psichico, bensì materiale. Infatti, la realtà psichica nelluomo ha inizio al momento della nascita. Prima ogni stimolo deriva al feto attraverso la sensibilità cutanea. In questo rapporto di recettività si crea un equilibrio che porta a una corrispondenza tra ciò che il feto sente e la realtà circostante, allinterno dellutero materno. Questo rapporto è la carica sessuale originaria che creerà la vitalità del neonato e lo farà interagire con il mondo esterno al momento della nascita.

Molto importante è sapere che i disturbi psichici della madre non lesioneranno minimamente quelli del suo feto poiché, come già detto, questultimo non ha ancora una vita psichica. Quando avviene la separazione dal ventre materno si ha linizio della vita neonatale, in cui la realtà psichica e fisica del neonato sono strettamente fusi tra di loro. Il neonato, sconvolto dai nuovi stimoli esterni, come la luce o il freddo, nel tentativo di trovare il precedente benessere, reagisce con la pulsione di annullamento contro la nuova realtà. In particolare reagisce alla luce facendo la "fantasia di sparizione" e ritrovando il sé libidico e ricreando la fantasia-ricordo dellesperienza materiale avuta fino a quel momento nellutero.

Dallinteragire tra la fantasia di sparizione e la carica sessuale originaria deriva lio psichico del neonato, che cerca di ritrovare la calma e il benessere già vissuti a contatto con il liquido amniotico.



                                     

2.2. Lo sviluppo psichico del bambino Il primo anno di vita

Nel primo anno di vita, secondo Fagioli, il neonato, non possedendo ancora coscienza, vive come in un sogno continuo, in cui la conoscenza del mondo passa solo attraverso la sensibilità corporea. Esso raccoglie gli innumerevoli stimoli che gli derivano dal mondo esterno e si rapporta alle persone con immediatezza e totale fiducia. Anche se la vista non è ancora completamente sviluppata e non comprende il significato delle parole, il neonato sente comunque gli stati danimo e laffetto di chi lo circonda.

Attraverso tutti i nuovi segnali esterni che il neonato si trova ad affrontare, questo realizza la sua prima immagine fantasiosa del mondo, che nella sua mente è formata da immagini interne. Questa condizione di abbandono e di rapporti senza difese comunque sparisce con la comparsa del linguaggio verbale e della coscienza.

Molto importanti per la vita psichica di un bambino sono i primi rapporti con la madre: infatti questa, più sarà affettuosa e attenta al proprio neonato, più la vitalità di questo aumenterà e più si affermerà la sua identità. Questo porterà a un riconoscimento della madre non soltanto come un essere che nutre, ma diventerà sempre più una madre sorridente, che crea un senso di libido nel neonato. Se questo procedimento dovesse venire meno, non solo il rapporto con il mondo esterno risulterà più difficile, ma anche la fantasia del pargolo verrà lesa.

Altro momento importante per lo sviluppo del bambino avviene intorno ai 6 mesi, quando questo inizia a riconoscere i volti e più in particolare il volto della madre. Questo genera una visione completa della madre, che fa abbandonare la visione parziale del seno. In questo momento il rapporto con la madre è molto più intenso e più il rapporto dà sicurezza e affetto al neonato, più questo sarà propenso, nel futuro, a non fermarsi solo alla parte visiva nel conoscere le persone, ma ad approfondire la conoscenza profonda dellaltro. Inoltre può sviluppare una spontanea separazione dal seno materno e accelerare il processo di svezzamento.

                                     

2.3. Lo sviluppo psichico del bambino Lo svezzamento

Durante il periodo dellallattamento, il neonato vive il suo primo rapporto interumano tra le braccia della madre, per questo il periodo dello svezzamento è molto importante, in quanto segna nella sua vita la seconda impegnativa separazione, dopo quella dalla vita intrauterina. Questo momento è molto importante poiché il neonato deve passare da un rapporto con la madre più profondo, da cui deriverà il rapporto con le altre persone in età adolescenziale e la creazione dellidentità autonoma dalla madre. Infatti, se questo cambio di visione avviene spontaneamente, cosa che può derivare solo in caso che il senso di soddisfazione dal punto di vista di affettuosità e calore ricevuto siano non deludenti, il bambino avrà un trauma minore nella fase dellallontanamento dal seno, in quanto la madre non è più soltanto una fonte di nutrizione. Dopo lo svezzamento quindi il bambino allarga il suo mondo conoscitivo e relazionale, continuando il suo processo evolutivo sia fisico che psichico, grazie a due fondamentali conquiste:

  • Impara a camminare, e ciò lo porta ad esplorare il mondo intorno a lui;
  • Amplia la capacità di parola, riuscendo a dare un significato alle parole, quindi dando un nome alle cose che lo circondano.

Da ciò deriva un aumento della sicurezza del bambino, dellindipendenza e della capacità di relazionarsi con il mondo esterno. Da questo momento man mano che il bambino o la bambina cresce, si delineano sempre maggiormente i suoi caratteri sessuali e la distinzione maschio- femmina si inizia a fare sempre più netta, con tipi di comportamenti diversi nelle varie situazioni.

                                     

2.4. Lo sviluppo psichico del bambino Il rapporto con il sesso opposto

A seguito dello svezzamento, uno dei più grandi enigmi che il bambino deve affrontare è la visione dellessere umano diverso, ovvero il bambino vede una realtà fisica diversa da sé, quella del sesso opposto, cosa che fa perdere i punti di riferimento preacquisiti e fa vacillare la sua sicurezza. Infatti si rende conto che non tutte le persone sono come lui e quindi da quel momento deve capire come rapportarsi allaltra parte del genere umano. Questo avviene inconsapevolmente, ma nonostante ciò questo turba in maniera decisiva il precedente equilibrio acquisito. Infatti inizia in questo momento la realizzazione della sua identità sessuale. Questa crisi viene gradualmente risolta se la curiosità supera il timore provocato dalla scoperta di questa nuova realtà; in questo caso il bambino si avvicina spontaneamente allaltro sesso e non si sottrae a quel confronto che segnerà nella sua vita la propria identità. Questo quindi svilupperà un desiderio per lessere umano del sesso opposto che sarà vivo in tutta la vita del bambino, per quanto fino alletà puerile sarà soltanto sul piano psichico. Infatti, molto frequenti sono i primi amori e simpatie durante il periodo della scuola materna.

                                     

2.5. Lo sviluppo psichico del bambino La seconda infanzia

Per seconda infanzia si intende il periodo che va dalla prima infanzia alla pubertà, infatti in questo periodo si hanno molti cambiamenti sul piano psichico e fisico del bambino, oltre a numerose tappe importanti per la maturazione della sua identità. Infatti, è in questo periodo che il bambino deve affrontare compiti e responsabilità che aumentano in maniera crescente, mettendo alla prova la sua resistenza e il suo carattere. Perciò a differenza della prima infanzia, strutturata in un rapporto stretto con la madre, durante questo periodo è il padre che diventa una figura di rilievo per la formazione dellidentità del bambino. Questo rapporto è fondamentale se dal padre il bambino matura un confronto in cui ne recepisce le qualità, laffetto e linteresse, senza però che esso diventi un modello da imitare, cosa che danneggerebbe lidentità del bambino vedendosi obbligato a diventare come i genitori, o unautorità da temere. Da questo momento il bambino deve iniziare a emanciparsi dal legame con i genitori, e per farlo inizia il processo di socializzazione, che amplia luniverso del bambino dal mondo familiare al mondo esterno. Così iniziano nelle scuole i rapporti con i coetanei, i quali condividono giochi e problemi, diventando un passo fondamentale nella sua crescita psichica. Con questo processo il bambino inizia a conquistare unindipendenza dai genitori, creando unimmagine di sé autonoma, incominciando ad avere dei gusti personali, la sua personalità, i suoi interessi le sue certezze.



                                     

2.6. Lo sviluppo psichico del bambino La pubertà

Il periodo successivo, che porta alla maturità del bambino, è la pubertà, la quale è considerata da molti psicologi come una preadolescenza, raccogliendo un periodo che va dagli undici- dodici anni fino al compimento del quattordicesimo anno di età. Questo è un periodo non molto delimitabile in quanto nel mondo contemporaneo la pubertà viene spesso anticipata rispetto al passato. Durante la pubertà si hanno molti cambiamenti da tutti i punti di vista, in particolar modo sul piano biologico, sul piano psicologico e infine sul piano sociale. Uno dei principali sviluppi che si hanno in questo periodo è sicuramente lo sviluppo della funzione riproduttiva in entrambi i sessi, una trasformazione che è la conseguenza di molte azioni dal punto di vista sociale, in quanto muta il rapporto con le persone del sesso opposto.

Molto importanti sono anche le variazioni che si sviluppano a livello fisico, infatti tutto lorganismo sembra voler accentuare la crescita, quindi ci sono molti salti di statura e iniziano a comparire i caratteri sessuali secondari, ad esempio è in questo periodo che si ha lo sviluppo del seno o si hanno cambiamenti della voce. Una delle fasi più importanti in questo periodo è lo sviluppo sessuale, infatti il periodo della prima mestruazione o della prima eiaculazione deve essere vissuto in modo naturale e compreso dalla famiglia, onde evitare che questa esperienza traumatizzi il ragazzo, lasciando tracce negative a livello psicologico. Questo momento critico dello sviluppo è stato da sempre accompagnato nelle culture con riti di iniziazione, che determinavano lingresso del ragazzo nella società adulta.

Questo periodo è delicato anche perché le certezze accumulate nel periodo infantile incominciano a decadere, infatti per la costruzione della propria identità diventa sempre più importante la propria formazione da un punto di vista sessuale. Prima di questo periodo i rapporti con laltro sesso erano solo in campo psichico, adesso, con lo sviluppo degli ormoni, essi si trasformano in un campo di attrazione fisica. Questo comporta la ricerca di unaccettazione intima della propria sessualità, la quale si deve affermare nella realtà fino ad arrivare al primo rapporto. Da questo momento si ha una mutazione sul piano psicologico, infatti il ragazzo, acquistando la nozione del futuro, lascia decadere le certezze infantili e si prospetta verso questultimo con tutto se stesso, procurando spesso dei disagi nel vivere il presente e unelevata instabilità emotiva.

Tutto questo crea una profonda separazione dal punto di vista sociale tra i due sessi, questi incominciano a diventare sempre più due mondi completamente diversi e distanti, ma al tempo stesso si inseguono a vicenda alla ricerca del primo amore.

                                     

2.7. Lo sviluppo psichico del bambino Ladolescenza

Uno dei principali passi fondamentali del periodo delladolescenza è la trasformazione fisica. Se questo passo non è vissuto con naturalezza, esso crea molte crisi di personalità che possono creare traumi nellaccettazione della percezione della propria sessualità, creando spesso un senso di criticità a ogni minimo difetto che viene accentuato. Questo crea grossi disagi anche nel rapporto sociale con gli altri e principalmente con laltro sesso. Per superare questa crisi il ragazzo si deve creare unidentità personale molto forte che si sviluppa attraverso molti momenti di confusione e instabilità emotiva, chiamata più comunemente crisi adolescenziale. Questo passo è inevitabile nello sviluppo psicologico del ragazzo, che solo attraverso laccettazione di sé stesso e attraverso la conoscenza del mondo dellaltro sesso riuscirà progressivamente a sviluppare la rispettiva identità maschile o femminile.

In seguito, unaltra fase molto importante è la ricerca del proprio spazio nella realtà, al di fuori dello spazio familiare. Infatti, in questetà, il ragazzo tende a rifiutare le costrizioni delle regole che si trovano allinterno della famiglia, cercando di evadere dalle decisioni che essa spesso prende per lui. Questo è il periodo frequentissimo della ribellione adolescenziale. In questa fase quindi il ragazzo rifiuta la conoscenza dellautorità e della tradizione familiare per trovare la propria personalità; esso è molto importante quindi per una costruzione della propria identità autonoma e originale. Nonostante questo, se tale fase è svolta in modo non corretto, con un rifiuto non costruttivo delle regole, si avrà uninstabiltà psichica nel ragazzo, il quale, conservando odio e rancore verso il genitore, nel futuro genererà sensi di colpa e fantasmi interni da cui sarà sempre più difficile liberarsi. Questa fase è tra le più difficili, poiché è fondamentale il corretto superamento della precedente fase dellidentificazione con le figure familiari.

Infine, molto importante in questa età è lesigenza di appartenere a un gruppo. Infatti, per il ragazzo in questo periodo il potersi confrontare con i coetanei è molto importante per la creazione della sicurezza della propria identità, quindi nasce una continua ricerca delle amicizie con cui si riesce ad avere un buon confronto dialettico e si condividono interessi. Un ragazzo che ha problemi di socializzazione quindi vive con sofferenza lincapacità di comunicare, la solitudine e lesclusione dal gruppo.

                                     

2.8. Lo sviluppo psichico del bambino Problematiche dello sviluppo

Durante il periodo adolescenziale, a causa dei profondi sconvolgimenti che il ragazzo si trova ad affrontare, spesso emergono i problemi patologici causati da alcuni nodi non risolti durante lo sviluppo psichico della sua vita. Quindi in questa fase si possono riconoscere quelle tappe che il bambino non ha superato in maniera naturale, o che il genitore per la troppa apprensività gli ha traumatizzato.

  • Altre patologie che possono essere riconosciute in età adolescenziale sono la depressione, la schizofrenia o lanoressia nervosa.
  • Durante il primo anno di vita, è molto importante che il bambino non veda come ostile la realtà esterna; questa cosa può essere evitata se la presenza affettiva degli adulti, e in particolar modo della madre, non viene meno. In caso contrario, in età adolescenziale, il ragazzo si chiude in sé stesso, avendo coltivato un senso di paura verso il mondo. È molto importante, quindi, che la madre soddisfi a pieno le necessità del bambino; se così non fosse il bambino coltiverà dentro di sé un odio nei suoi confronti che si propagherà e aumenterà nel corso degli anni. Questa mancanza, nel primo vero e proprio rapporto interpersonale, creerà una perdita dellio della nascita, procurando al ragazzo un senso di sfiducia nei rapporti interpersonali e, nei casi peggiori, un senso di sfiducia nella realtà esterna.
  • Nel periodo dello svezzamento una problematica molto frequente è quando il bambino si identifica e resta dipendente al seno, in quanto le sue qualità psichiche e affettive non hanno consolidato il suo io non riuscendo quindi a distinguere la realtà interna da quella della madre. Questa dinamica patologica è simile anche nel rapporto con il padre, in caso che il bambino entra in una relazione più intensa con il padre. Se questa patologia si mostra, in età adolescenziale, il ragazzo, essendo in confusione con sé stesso e il mondo esterno, non riuscirà ad interagire e ad avere rapporti di arricchimento con le altre persone.
  • Anche nel confronto con le persone del sesso opposto, in quanto traumatico e motivo di crisi per il bambino, può esserci un motivo per una problematica molto importante: se il senso di scoperta viene meno, quindi la paura del diverso prende il sopravvento, il ragazzo in età adolescenziale avrà problemi a legarsi e a stringere amicizie e in particolar modo a confrontarsi con il sesso opposto nella ricerca del primo amore, creando un motivo di angoscia e uno scarso sviluppo delle capacità intellettive.
                                     

3. La sessualità

La sessualità per lessere umano è una delle dimensioni più importanti della vita. Questa rappresenta una delle forme di comunicazione più complete che esistano al mondo, in quanto tra uomo e donna vi è una fusione della realtà fisica e psichica del corpo e della mente. Da questo punto di vista sia luomo che la donna sono uguali in quanto esseri umani, ma si differenziano per desideri e immagine interna, e questa dialettica tre le differenti identità sessuali sconvolge la vita umana sempre. A differenza degli animali, il cui rapporto sessuale è gestito da leggi naturali, Fagioli pensa che il sesso umano è vedere, sapienza delluomo nei riguardi delluomo ", ovvero è una scelta irrazionale del tutto libera che conduce a una ricerca della propria identità e a una maggiore conoscenza di noi stessi, vivendo in una dimensione completamente al di fuori di quella reale. Questa intima unione che avviene tra il corpo e la mente, risale, da un punto di vista psicologico, alla prima fusione tra la realtà biologica e la realtà psichica che avviene alla nascita.

                                     

3.1. La sessualità Le fasi dello sviluppo sessuale

La prima fase avviene allo svezzamento quando il bambino, staccandosi dal seno materno, ha una visualizzazione della "madre intera" e consolida in quel modo la propria identità maschile o femminile, distinta da quella materna. Questo è solo linizio di un complesso percorso biologico che porterà il bambino a una sempre maggiore consapevolezza della propria appartenenza di genere, arrivando fino allaccettazione del diverso da sé. Sebbene questa accettazione avvenga molto presto dal punto di vista psichico, soltanto in età puerile e con lo sviluppo biologico si riesce ad esprimere, nel rapporto con laltro sesso, "il sentire del corpo". Questo porta ad una nuova sfida per il ragazzo, il quale per la prima volta si trova ad affrontare una situazione in cui sia l"anima" che il "corpo" vengono messi in gioco. Per superare questa sfida dunque è indispensabile che il ragazzo abbia unimmagine interna di sé ben chiara, in cui larmonia tra la realtà psichica e la realtà fisica creino una piena accettazione della propria identità sessuale. Questa accettazione crea unimmagine di sé che viene proiettata direttamente allaltro sesso, creando il gioco di desiderio, non tanto fisico, ma di immagine che si svolge tutti i giorni tra uomini e donne.

                                     

3.2. La sessualità La prima volta

Quando in età puerile linteresse psichico per laltro sesso si trasforma in desiderio fisico, il ragazzo, sconvolto dai turbamenti per laffermazione di sé stesso, cerca di realizzare il desiderio per il rapporto fisico completo, un passo molto importante che sconvolge la vita di ogni ragazzo, che deve essere vissuto con la massima naturalezza e spontaneità. Non esiste unetà giusta per affrontare questa realtà, in quanto per ognuno dipende dalla propria storia personale. Purtroppo ormai troppi ragazzi affrontano questo passo con troppa facilità, spinti dal partner o semplicemente per dimostrare a sé stessi di essere più grandi e vissuti. Questo passo è molto importante nella vita di ogni persona, in quanto è il primo vero e proprio confronto tra unidentità maschile e unidentità femminile che dà inizio a una ricerca di una conoscenza più profonda di noi stessi, avendo una fusione tra la parte fisica e la parte psicologica. Attraverso questo coinvolgimento reciproco con il partner, luomo e la donna possono riscoprire sensazioni intime e sempre nuove, che possono risalire anche al primo anno di vita. Questo perché il momento dellatto sessuale fa ricordare, senza averne coscienza, quella sensazione che si provava quando si era bambini, quando ogni sensazione e ogni affetto veniva sentito intensamente. Questo periodo di fusione e immediatezza è conservato allinterno dei nostri ricordi e riaffiora sempre nel rapporto sessuale e nellorgasmo, il momento in cui non esiste più separazione tra il corpo e la mente.

                                     

3.3. La sessualità La sessualità e la cultura

La conquista di unidentità di sé così valida spesso però non è semplice da raggiungere; questo perché si creano dei rapporti di dipendenza e delle identificazioni con i genitori che non permettono di realizzare una personalità autonoma e originale e si rimane condizionati dagli schemi e dai falsi modelli che la società e la cultura impongono. Infatti, secondo Fagioli, la società moderna tende a svalutare la sessualità rendendola una cosa vuota di significato, sfruttandola invece attraverso i mass media, che trasmettono spesso una visione molto più superficiale e consumistica, esaltando limmagine fisica e gli aspetti esteriori, fino al massimo scadimento che è la pornografia. Nello stesso tempo il giovane viene condizionato da una morale repressiva che colpevolizza la sessualità, vedendola come una cosa sbagliata, che mira solo a uno sfogo fisiologico e continuamente condannata moralisticamente. Oltre a tutto questo è stata pure banalizzata lidentità maschile e femminile in una distorta distinzione rigida di ruoli, in cui luomo è visto come potenza fisica, intesa come dominio e aggressività, mentre la donna è vista come potenza recettiva, ovvero caratterizzata da passività e inerzia. Nonostante questa dialettica che ai giorni nostri viene negata sul piano civile, la ricerca sulla differenza sessuale continua ad essere vista in maniera confusa e ambigua dalla società, che avvilisce il rapporto tra i due sessi.

                                     

3.4. La sessualità Problematiche della sessualità

La sessuologia moderna considera la masturbazione come un comportamento ovvio e inevitabile nella conoscenza del proprio corpo e della propria identità, ma questo pensiero per Fagioli non è corretto poiché è un comportamento che deriva da un isolamento e da un timore nei confronti dellaltro sesso. Infatti la masturbazione è considerata come un concentrarsi sul proprio corpo per ricercare un piacere fisico ed evitare il contatto con il mondo esterno e il sesso opposto, fantasticando sulle emozioni che laltra persona può suscitare. Inoltre, quando la masturbazione diventa unabitudine, può diventare un disturbo psicologico che va affrontato, in quanto può ostacolare la maturazione e la ricerca del rapporto con laltro sesso.

                                     
  • queste due categorie vi sono psicologi specializzati in uno o più settori, ad esempio: clinico, cognitivo, dell età evolutiva dinamico, forense, lavorativo
  • in Psicologia dell età evolutiva e sociale insegnò nell Università Cattolica fino al 1974, anno in cui vinse la cattedra di Psicologia sociale nella
  • concorso di psicologia sociale e la Facoltà di magistero di Firenze la chiamò quale professoressa straordinaria di psicologia dell età evolutiva nel 1978
  • presente Il gioco simbolico è stato analizzato dallo psicologo Jean Piaget, e riguarda una fase evolutiva del fanciullo che comincia dai 2 ai 7 anni fase
  • strutture normative che lo regolano, Roma, 1981, pp. 341 - 350. Psicologia dell età evolutiva Altri progetti Wikimedia Commons Wikimedia Commons contiene
  • della psicologia della percezione con il volume Lo sviluppo della percezione visiva. Successivamente si interessa di psicologia dell età evolutiva con
  • professionali esperte in età evolutiva come lo psicologo dell età evolutiva il terapista della neuro e psicomotricità dell età evolutiva il logopedista, l educatore
  • formazione in psicologia dello sport, CELID, ISBN 978 - 88 - 7661 - 624 - 2 Bernardi, E. Grauso, A. 2010 La psicologia dello sport nell età evolutiva Edizioni
  • psicologici, di una persona non in grado di scegliere Adolescenza: fase dell età evolutiva che va dai 13 ai 20 anni. Affettività: sentimenti ed emozioni proprie
  • termine errore A non B, in psicologia si intende un errore che permane nei neonati fino al compimento del primo anno di età riscontrato da Jean Piaget

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