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ⓘ Dittico di Boezio



Dittico di Boezio
                                     

ⓘ Dittico di Boezio

Il dittico di Boezio è un dittico consolare in avorio risalente al 487, raffigurante il console Manlio Boezio, conservato nel Museo di Santa Giulia a Brescia.

Acquistato dal cardinale Angelo Maria Querini durante il Settecento, lopera passa per lascito al Museo nellOttocento per poi entrare, definitivamente, nel catalogo delle opere del museo.

                                     

1. Storia

Lopera viene eseguita da manifatture romane per celebrare la seconda elezione a praefectus urbi e il consolato di Manlio Boezio, conferito nel 487. Lo scopo dellopera era puramente celebrativo e dittici di questo genere venivano commissionati per essere regalati ad amici e cari in occasione di importanti eventi, quali solitamente lelezione a importanti cariche pubbliche.

Lopera, sconosciuta alla letteratura artistica antica, entra a far parte, per acquisto, della collezione di Angelo Maria Querini durante la prima metà del Settecento. Assieme a tutti gli altri pezzi raccolti dal colto cardinale nel corso della sua vita passa, per lascito testamentario, al comune di Brescia nel 1755.

Esposto per la prima volta nel Museo dellEra Cristiana, aperto in alcuni locali del soppresso monastero di Santa Giulia allinizio dellOttocento, trova qui posizione stabile. Con lapertura del Museo di Santa Giulia, avvenuta nel 1998, il dittico trova collocazione definitiva nel settore "Collezionismo e arti applicate", nelle vetrine dedicate alla Collezione Querini.

                                     

2. Descrizione e stile

Il dittico raffigura il console su entrambe le valve, in una in piedi, nellaltra seduto su un trono e riccamente vestito con ornamenta triumphalia, la toga picta e la tunica palmata, mentre regge nella destra lo scettro davorio con aquila in cima, altro elemento tipico degli ornamenta. Nella seconda valva il console è nellatto di inaugurare i ludi circenses, che si svolgevano allentrata in carica dei consoli, gettando la mappa un fazzoletto per terra.

Le due figure sono posizionate in un contesto architettonico, del quale si intravedono due lesene di ordine corinzio per lato che sorreggono un fregio con liscrizione dedicatoria, sormontato da due frontoni triangolari. Una cornice a palmette fa da bordo alle due tavole.

Nelliscrizione dedicatoria sulla seconda tavola si legge levento da celebrare, la nomina al consolato di un nobile romano, che permette di conseguenza di datare lopera: Ex P raefecto P raetorio P raefectus V rbi Sec undo Cons ul Ord inarius et Patric ius, "già prefetto del pretorio, prefetto dellUrbe per la seconda volta, console ordinario e patrizio". Sulliscrizione della prima tavola, invece, si identifica il personaggio di Manlio Boezio.

Lopera presenta una finissima decorazione a bulino, in grado di rendere le diverse profondità dei piani e di ricreare i leggeri ma fitti ricami delle tuniche, a motivi geometrici.

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