Indietro

ⓘ Cornificiani




                                     

ⓘ Cornificiani

I cornificiani furono dei dialettici del XII secolo che derivavano il loro nome da Cornificio, retore latino del I secolo a.C., un personaggio, citato anche da Quintiliano, di cui non si ha nessuna notizia certa e che viene indicato come il probabile autore della Rhetorica ad Herennium attribuita impropriamente anche a Cicerone.

Non sappiamo se i cornificiani si identificassero in una vera e propria scuola che avesse una sua specifica dottrina che facesse capo a Cornificio se questi fosse storicamente il suo fondatore. Cornificio è infatti uno pseudonimo che viene attribuito nella Vita Vergilii di Donato a un personaggio che nellopera ha il ruolo di detrattore di Virgilio.

I cornificiani sono oggetto della accesa critica di Giovanni di Salisbury che nel suo Metalogicon li identifica con gli antichi sofisti; i seguaci di Cornificio scrive "sono gente che concepisce non si sa quale arduo pensiero e ignoto a tutti i sapienti nel gonfiore del suo ventoso polmone, sicché non si degna di rispondere a nessuno né di ascoltare qualcuno pazientemente. Qualunque tesi tu gli proponga ti insulterà o riderà. nella scuola dei cornificiani si discuteva allora questa questione se il porco condotto al mercato sia tenuto dalluomo o dalla corda. Altra questione: se ha comprato anche il cappuccio chi ha comprato la cappa intera."

Giovanni di Salisbury nel primo libro del Metalogicon, presenta i cornificiani come dei detrattori delle arti del trivio retorica, grammatica e dialettica il cui insegnamento è ritenuto passatista e tradizionalista: essi invece sostengono il valido uso del linguaggio comune e il rifarsi allesperienza fondata sui sensi come unica fonte di vera conoscenza. Lo studio dei classici va rigettato e bisogna mettere da parte le regole delleloquenza se si vuole raggiungere il sapere autentico.

Nella disputa sugli universali tra i realisti e i nominalisti, i cornificiani traducevano le posizioni contrapposte in formule e confrontandole tra loro ne facevano risaltare le contraddizioni cosicché ne risultava una generale inconsistenza tanto che essi caddero nello scetticismo e, come sostiene Giovanni di Salisbury, abbandonarono le questioni filosofiche e rinchiusisi nei conventi si dettero alla pratica della medicina.