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ⓘ Dittico Queriniano




Dittico Queriniano
                                     

ⓘ Dittico Queriniano

Il dittico Queriniano è un dittico in avorio risalente al V secolo, conservato nel Museo di Santa Giulia a Brescia.

Acquistato dal cardinale Angelo Maria Querini durante il Settecento, lopera passa per lascito al Museo dellEra Cristiana nellOttocento per poi entrare, definitivamente, nel catalogo delle opere del museo.

                                     

1. Storia

Le due tavole, come dimostra laffinità compositiva delle figure e dello sfondo architettonico, dovevano far parte di ununica opera, forse un cofanetto destinato a contenere doni oppure un vero e proprio dittico.

Lopera, sconosciuta alla letteratura artistica antica, entra a far parte, per acquisto, della collezione di Angelo Maria Querini durante la prima metà del Settecento. La tavola di sinistra era già contenuta nella cornice di rame dorato, che sul retro porta inciso il nome di Pietro Barbo, vissuto nel Quattrocento e, evidentemente, un precedente possessore dellopera. Querini, per completare il dittico, fa realizzare unuguale cornice per la tavola di destra, ancora presente. Assieme a tutti gli altri pezzi raccolti dal colto cardinale nel corso della sua vita passa, per lascito testamentario, al comune di Brescia nel 1755.

Esposto per la prima volta nel Museo dellEra Cristiana, aperto in alcuni locali del soppresso monastero di Santa Giulia allinizio dellOttocento, trova qui posizione stabile. Con lapertura del Museo di Santa Giulia, avvenuta nel 1998, il dittico trova collocazione definitiva nel settore "Collezionismo e arti applicate", nelle vetrine dedicate alla Collezione Querini.

                                     

2. Descrizione e stile

Le due tavole del dittico presentano raffigurazioni mitologiche a soggetto amoroso, identificabili con Diana e Endimione a sinistra e Fedra e Ippolito a destra. Ciascuna coppia è inserita in un contesto architettonico ad arco retto da colonne con capitello di ordine corinzio, allinterno de quale, come coronamento, è circoscritta una conchiglia.

È probabile che i due rilievi siano opera di artisti diversi: lincisore della valva con Fedra e Ippolito appare maggiormente legati alla classicità, mentre la valva con Diana e Endimione è caratterizzata da unarte più tarda, propria del V secolo.