Indietro

ⓘ Movimento di Cooperazione Educativa




                                     

ⓘ Movimento di Cooperazione Educativa

Il Movimento di Cooperazione Educativa è un movimento nato il 4 novembre 1951 a Fano nella abitazione della maestra Anna Marcucci Fantini, costituito da insegnanti, pedagogisti, operatori della formazione che si ispirano e condividono la metodologia della Pedagogia Popolare di Célestin Freinet, insegnante francese, introdotta nella metà del XX secolo. Lispirazione a Freinet, alle sue idee sulla cooperazione e sulluso della stampa tipografica, era sottolineata anche dal nome assunto in origine del movimento: Cooperativa della tipografia a scuola. Possiede un suo specifico sito web. Il MCE aderisce alla rete internazionale FIMEM delle associazioni locali ispirate alla pedagogia popolare di Celestin Freinet).

                                     

1. Storia

La CTS Cooperativa della Tipografia a Scuola nasce tra il 1950 ed il 1951. Il primo nucleo di insegnanti elementari si raccolse intorno a Giuseppe Tamagnini, fautore delle tecniche Freinet, allora sconosciute in Italia, di Aldo Pettini e di Margherita Zoebeli, direttrice del Centro italo-svizzero di Rimini. Le prime esperienze furono centrate sulle tecniche della stampa e della corrispondenza internazionale. Successivamente, la sperimentazione si allargò alle tecniche del testo libero, i piani di lavoro, il calcolo vivente e largo spazio venne riservato allespressione grafico-figurativa.

I risultati della sperimentazione vennero discussi nei congressi annuali e mediante lorgano di collegamento del gruppo, il mensile Cooperazione Educativa. I primi convegni, per tutti gli anni 50, servirono soprattutto a definire le linee programmatiche del movimento: 1952-Rimini a cui partecipò Freinet, 1953- Pisa, 1954-SignaFI, 1955-Repubblica di San Marino, 1956-Fano emerse la nuova denominazione di MCE- Movimento di Cooperazione Educativa, 1957-Fano, 1958-Taranto, 1959-Bologna, 1960-Ferrara.

Il 68 con il suo movimento socio-culturale contestativo ha avuto una grande influenza nel MCE, determinando un radicale rinnovamento nellAssociazione e nei suoi obiettivi. Nel 1975 allAssemblea nazionale di Brescia venne approvato il nuovo Statuto e un documento programmatico che considerava il MCE parte del movimento operaio. Gli anni 70 hanno registrato una notevole diffusione delle idee e pratiche didattiche del Movimento e una sua sensibile espansione organizzativa. Nel 1981 la sede della Segreteria nazionale del MCE viene definitivamente trasferita a Roma. In precedenza era allocata a Fano fino al 68, successivamente a Conegliano TV e poi a Mestre 1977 e quindi a Brindisi 1979.

Dagli anni 80 si è registrato un costante riflusso e dunque un atteggiamento di esplicita resistenza ad una tendenza fortemente cognitivistica. La pratica del laboratorio adulto, della differenza di genere, della multimedialità, della pedagogia dellascolto, del metodo naturale nellapprendimento, delle tecniche didattiche operative e della formazione interculturale rappresentano i punti nodali della ricerca-azione del Movimento a cavallo fra i due secoli. Verso la metà del secondo decennio del 2000 dopo anni di resistenza si registra una nuova ripresa dellAssociazione della pedagogia popolare.

Particolarità della pedagogia di ispirazione freinetiana italiana è stata sempre la non-ortodossia, ovvero uninterpretazione dei modelli originari adeguati ai vari contesti didattici e sociali. Lelemento unificatore fu ed è invece rintracciato nella cooperazione e nellinclusione, che si traducono in un abito alla discussione e che ancora attualmente sono il tratto distintivo del movimento italiano.

                                     

2. Attività

Il MCE si è sempre impegnato negli anni nel rinnovamento della didattica e si è battuto e continua anche oggi a farlo, per laffermazione di una pedagogia popolare e la costruzione di una scuola sempre più pubblica, laica, democratica, come nelle metodologie organizzative e nel magistero di due esponenti di spicco del movimento, quali Raffaele Laporta, Bruno Ciari e Mario Lodi. Il MCE ha sempre considerato il rinnovamento scolastico momento importante del costume democratico, purché ci si avvalga della libertà didattica garantita dalla Costituzione, al fine di promuovere, attraverso la collaborazione di tutti i soggetti implicati nel processo dellistruzione e con collegamenti internazionali, larricchimento della capacità umana e professionale degli insegnanti ed il completo sviluppo della personalità degli alunni di qualsiasi condizione sociale.

La ricerca-azione cooperativa e socialmente inclusiva della pedagogia popolare del MCE si manifesta particolarmente attuale nella società alienante dei consumi di massa e nella crescente divaricazione sociale e composizione multietnica caratterizzante il nuovo millennio. Cfr, www.mce-fimem.it; Rinaldo Rizzi, Pedagogia Popolare da Célestin Freinet al MCE-FIMEM, Foggia, Ed. del Rosone, 2017.