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ⓘ Ruvo di Puglia




Ruvo di Puglia
                                     

ⓘ Ruvo di Puglia

Ruvo di Puglia è un comune italiano di 25 138 abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.

Fa parte del Parco nazionale dellAlta Murgia, del quale ospita un ufficio operativo, venite a ruvo che è bello ed era inclusa nella Comunità montana della Murgia Barese Nord-Ovest. Vi ha anche sede il Museo archeologico nazionale Jatta che ha accresciuto la fama della città grazie alle migliaia di reperti archeologici di età ellenistica ivi conservati, tanto da assurgere a simbolo comunitario il vaso di Talos, pezzo pregiato della collezione. È inoltre il terzo comune per estensione della città metropolitana ed è una città dellolio oltre che città darte.

                                     

1.1. Geografia fisica Territorio

Lagro di Ruvo con i suoi vigneti, oliveti e seminativi è uno dei più estesi della Terra di Bari, ricade tra i territori di produzione della Lenticchia di Altamura che ha ottenuto nel 2017 lIndicazione Geografica Protetta IGP. Il territorio si estende per 222.04 km² e confina a nord con Bisceglie, a nord-est con Terlizzi, a est con Bitonto, a sud-est con Altamura, a sud con Gravina in Puglia, a sud-ovest con Spinazzola e Andria e a ovest con Corato. Il territorio, non solo quello incluso nel Parco nazionale dellAlta Murgia, presenta le caratteristiche tipiche del paesaggio carsico pugliese: doline, valli carsiche o lame, tra le quali si ricorda il corso superiore della Lama Balice altrimenti detto in passato torrente Tiflis, oltre a gravi e grotte, tra cui la Grave della Ferratella, che è la più profonda in regione, e lAbisso di Notarvincenzo. Il drenaggio superficiale è diretto in gran parte al mare Adriatico, ma vi sono estese aree endoreiche, tra cui le maggiori sono quella di Calentano, drenata da inghiottitoi carsici, e quella del Pantano, limitrofa al centro abitato e drenata da una galleria artificiale progettata allinizio del sec. XX. Inoltre lagro ruvestino è caratterizzato da due ampie valli tettoniche, ove si riscontrano modesti spessori di terreni non carsici, sia argillosi che sabbiosi e ciottolosi sede di falde idriche superficiali, sfruttate da tempi remoti con pozzi in parte ancora utilizzabili, che hanno favorito gli antichi insediamenti.

                                     

1.2. Geografia fisica Flora e fauna

Il versante adriatico presenta una macchia boschiva, estesa per 1100 ettari, comprendente numerosi gruppi di quercia roverella, tipici della zona, mentre nellentroterra la maggiore esposizione ai venti ha creato una vegetazione selettiva caratterizzata da arbusti e rovi. Nellagro sono state identificate 1500 specie vegetali tra le quali spicca la stipa austroitalica. Nei pascoli sorgono specie endemiche come orchidee selvatiche e strati erbacei caratterizzati da ferule, asfodeli e graminacee. Tipico della zona, tra la vegetazione spontanea, è senza dubbio il fungo cardoncello mentre nei boschi prevalgono oltre alle roverelle i fragni, le querce spinose, i lecci, i cerri e i farnetti. Nel sottobosco sono presenti specie di gigari e peonia mascula.

Lhabitat dellAlta Murgia non offre esemplari di animali di grossa stazza ma può annoverare la presenza di volpi, cinghiali, lepri, ricci e vipere. Tuttavia è di particolare interesse lesistenza di numerose specie di insetti e uccelli. Tipiche della zona sono le calandrelle, le allodole, le cappellacce le tottaville. È inoltre abbastanza numeroso il gruppo di rapaci tra i quali sono presenti sparvieri, nibbi reali, nibbi bruni, bianconi, lanari ed una importante popolazione di falchi grillai. Gli ambienti carsici sono invece caratterizzati da esemplari di tritone italico, rospo, raganella, rana verde e ululone appenninico mentre laspetto secco e petroso della Murgia favorisce lesistenza di rettili come il geco di Kotschy e il colubro leopardino.

  • Classificazione sismica: zona 3 sismicità bassa, Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 aggiornata al 16/01/2006 con le comunicazioni delle regioni.
                                     

1.3. Geografia fisica Clima

Il comune è soggetto a un clima mediterraneo o, secondo la classificazione di Köppen, caratterizzato da estati secche e afose e da inverni miti e piovosi. Le nevicate sono poco frequenti, più probabili a febbraio, ma la neve fa comunque la sua comparsa almeno 2 volte lanno, il più delle volte senza posarsi o sciogliendosi dopo qualche ora. Non mancano a ogni inverno le giornate con basse temperature prossime allo 0 °C, a causa delle correnti provenienti dal Nord Atlantico, così come le estese brinate notturne nelle campagne. Non rari sono anche gli episodi di nebbia serale-notturna nel periodo tardo-autunnale e a inizio inverno. Il periodo estivo, invece, risente dellinfluenza dei venti nordafricani che determinano lunghi periodi di afa e scirocco.

I picchi più alti della temperatura furono toccati nel giugno del 2007 con circa 42 °C e nel luglio dello stesso anno sfiorando i 43 °C. Spesso le estati fortemente afose hanno portato a lunghi periodi di siccità, tra i quali si ricordano quelli del 1908 e del 1914 o, più recentemente, del 1980. Le nevicate con accumuli rilevanti sono un evento piuttosto raro come quelle del 1956, 2003 e 2017

  • Classificazione climatica: zona D, 1579 GG


                                     

2.1. Storia La preistoria, larrivo dei Greci e letà romana

Alcuni reperti di pietra lavorata fanno risalire i primi insediamenti nellagro ruvestino al paleolitico medio mentre alcuni resti di villaggi confermano la presenza delluomo fin dal VI millennio a.C. Tuttavia durante letà del bronzo il territorio fu abitato dai morgeti, un popolo ausonico, poi scacciato dagli iapigi con lavvento delletà del ferro. Gli iapigi si stabilirono in terra di Bari dando origine alla stirpe peuceta e Ruvo fu inizialmente fondata come un villaggio in cima alla collina attualmente sita tra la pineta comunale e la chiesa di San Michele Arcangelo. Lagro ruvese in età peuceta era molto vasto ed ebbe anche un porto, chiamato Respa, presso Molfetta.

Tra lVIII e il V secolo a.C. i greci colonizzarono pacificamente Ruvo che da quel momento prese il nome di "Ρυψ". Intorno al IV secolo a.C. il villaggio visse il momento di maggior splendore intrattenendo scambi commerciali con gran parte delle popolazioni italiche, tra cui gli etruschi, coniando moneta propria e vantando una popolazione e un territorio mai più raggiunto. Ruvo si pose come una fiorente polis della Magna Grecia e la sua ricchezza consisteva nel commercio di olio di oliva e vino e nella florida produzione di vasellame. La città greca di Ruvo finì col diventare protetta di Atene, come dimostrano alcune monete, ma anche alleata di Taranto.

La sconfitta della greca Taranto nella guerra contro Roma segnò la fine delletà ellenistica in Puglia facendo così entrare Ruvo nellorbita di influenza romana col nome di Rubi. In seguito Ruvo giocò un ruolo fondamentale per la Repubblica romana e per lImpero vedendosi prima assegnare la cittadinanza romana, poi il titolo di municipium e infine diventando stazione della via Traiana. Nel 44, secondo la leggenda, Ruvo vide sorgere la propria diocesi per volere di San Pietro, il quale nominò primo vescovo san Cleto che in futuro sarebbe diventato papa. Tuttavia in età imperiale l ager rubustinus subì una diminuzione in quanto sorgono Molfetta, Trani e Bisceglie, facendo perdere così il contatto con il mare.

                                     

2.2. Storia Ruvo medievale

Nel V secolo scomparve la fiorente Ruvo sotto i colpi delle invasioni dei Goti che ridussero per la prima volta la città a un cumulo di macerie. Ruvo, rifondata sulle pendici della collina originaria, fu prima conquistata dai Longobardi e poi fu preda dei Saraceni. Fu in questo periodo che i ruvestini decisero di dotarsi di una cinta muraria munita di torri e quattro porte: Porta Noè attuale via Veneto, Porta del Buccettolo via Campanella, Porta del Castello piazza Matteotti e Porta Nuova corso Piave. NellXI secolo la fortezza di Ruvo entrò nella contea di Conversano e subì altre violenze a causa delle lotte intestine per la gestione del potere, i quali conflitti portarono alla seconda distruzione del centro abitato. Tuttavia fu sotto Federico II di Svevia che Ruvo finalmente riconobbe una crescita culturale ed economica, un periodo segnato dalla costruzione della cattedrale romanico-gotica e nel territorio tra Ruvo e Canosa del Castel del Monte. A questo momento storico però risalgono anche le fondazioni delle città di Corato e Andria, i cui territori andarono a diminuire ulteriormente lagro ruvestino.

Dal 1266 Ruvo divenne feudo ed entrò, assieme alla Puglia intera, tra i domini degli Angioini. Nonostante questo il feudo ruvestino vide sfumare ancora una volta il periodo di pace e prosperità che stava attraversando poiché nel 1350 la città fu rasa al suolo e saccheggiata da Ruggiero Sanseverino. I ruvestini furono così costretti a ricostruire il centro abitato, le mura e decisero anche la costruzione della torre del Pilota, alta 33 metri. Al dominio angioino si succedette quello aragonese. Gli scontri per il dominio sul Regno di Napoli tra Francia e Spagna sfociarono nella battaglia di Ruvo, che vide vincitori gli spagnoli guidati da Consalvo di Cordova contro le truppe francesi di Jacques de La Palice stanziate a Ruvo. Durante questa battaglia la città fu rasa al suolo per la terza volta. Lo stesso feudo vide inoltre partire dalle proprie mura i tredici francesi che si scontrarono contro altrettanti italiani nella disfida di Barletta.

                                     

2.3. Storia I Carafa: conti di Ruvo

Nel 1510 Oliviero Carafa acquistò il feudo di Ruvo e la stessa città conobbe un periodo storico negativo. La maggior parte delle storiche famiglie patrizie ruvestine si estinsero e solo nel Seicento sorsero nuove famiglie nobili che conobbero una particolare e florida condizione economica. Furono inoltre rafforzate ulteriormente le mura ma nonostante il lungo periodo di pace la popolazione era soffocata dalle angherie dei Carafa e dal governo tirannico degli stessi che trasformarono la torre del Pilota da strumento di difesa a prigione per gli oppositori. Tra la fine del Cinquecento e il Seicento, ovvero nellepoca della controriforma, Ruvo vide nascere vari sodalizi e congreghe tuttora operanti specialmente nella cura dei riti della Settimana Santa ruvestina. Tuttavia in questo periodo buio della storia di Ruvo si distinsero alcuni uomini illustri tra i quali il più celebre è senza dubbio il medico Domenico Cotugno. Nel 1806, sotto il dominio napoleonico il feudalesimo fu abolito, concludendo così il dominio dei Carafa durato tre secoli.



                                     

2.4. Storia DallUnità dItalia ai giorni nostri

Dopo il dominio dei Carafa, i moti liberali toccarono anche Ruvo ma fallirono miseramente come nel resto del mezzogiorno. Tuttavia nei primi anni dellOttocento si distinse particolarmente Giovanni Jatta, il quale eletto dai ruvestini come avvocato della città, vinse la causa contro i Carafa ottenendo dei lauti risarcimenti e fu tra i protagonisti di quegli scavi archeologici che riportarono alla luce i numerosi reperti di epoca peuceta, greca e romana conservati nel museo Jatta. Nel periodo antecedente allunità dItalia Ruvo fu sede di una vendita carbonara chiamata "Perfetta Fedeltà" della quale fece parte il patriota e avvocato Francesco Rubini il quale si occupò di organizzare i moti risorgimentali anche a Ruvo. Nel periodo post-unitario Ruvo, seppur lentamente, conobbe i segni del progresso anche per merito del deputato e agronomo ruvestino Antonio Jatta, il quale evidenziò al governo i numerosi problemi della Puglia e della provincia di Bari. Tappe fondamentali del progresso furono segnate nel 1905 dallarrivo dellilluminazione elettrica e nel 1914 con la diffusione dellacqua pubblica. Durante la prima guerra mondiale ben 367 ruvestini caddero sui fronti di battaglia mentre nel ventennio fascista furono realizzate altre opere di pubblico vantaggio quali la bonifica del pantano e la creazione della fognatura nel 1938 di cui ancora oggi si possono distinguere dei chiusini fascisti presentanti lo stemma fascista affiancato allo stemma del comune di Ruvo di Puglia. Nel secondo dopoguerra Ruvo si distinse in ambito culturale, soprattutto grazie alle opere di Domenico Cantatore, ma anche in ambito economico con i fiorenti vitigni e oliveti.

                                     

2.5. Storia Simboli

Pochissime sono le notizie riguardanti laraldica del comune di Ruvo di Puglia. A far luce sullorigine dello stemma è Giovanni Jatta nel suo Cenno storico sullantichissima città di Ruvo nella Peucezia. Lattuale stemma deriva dallerrata interpretazione delletimologia del toponimo poiché si riteneva che Ruvo derivasse dallespressione "terra abbondante di rovi" e dunque la popolazione si dette come stemma un vaso colmo di rovi. Col passare del tempo però lo stemma si semplificò dando vita a quello attuale, ovvero unanfora di cotto su sfondo azzurro. Jatta nella sua storiografia consigliò di sostituire lo stemma ispirandosi alle monete greche rinvenute sulle quali era impresso il nome antico di Ruvo, ovvero Ρυψ Rhyps, da leggere "Rüps", così come avvenne per la città di Taranto. Tuttavia tale ipotesi non è mai stata presa in considerazione ed ormai lanfora di cotto è indissolubilmente legata al nome di Ruvo.

Lo stemma odierno fu riconosciuto tramite un decreto del Presidente della Repubblica l11 gennaio del 1950 con la seguente blasonatura:

Ancor meno si conosce del gonfalone e della bandiera. Il colore prevalente è il rosso, il quale probabilmente richiama il rosso della terra argillosa e lo smalto dellanfora. Il gonfalone viene esposto in tutte le cerimonie pubbliche ed anche durante le processioni dei santi patroni e dellOttavario. Esso è composto da un drappo rosso bordato e decorato di ricami dorati sul quale campeggia la scritta dorata Comune di Ruvo di Puglia. Senza dubbio hanno origini misteriose gli ornamenti dorati del gonfalone dato che per i comuni sono previsti ricami e iscrizione argentate.

La bandiera di Ruvo di Puglia viene utilizzata raramente sebbene esposta sui balconi di piazza Giacomo Matteotti, sede del palazzo comunale, durante alcuni periodi dellanno o in occasioni di feste laiche e nazionali. La bandiera è costituita da un tessuto rosso foderato da un motivo floreale e bordato da un ricamo dorato.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

Le chiese di Ruvo di Puglia costituiscono il principale nucleo del patrimonio artistico del comune. Questo è dovuto allesistenza, fino al 1982, della Diocesi di Ruvo, fondata secondo la tradizione da san Pietro, il quale pose a capo dellepiscopato locale il futuro terzo papa san Cleto, poi unita a Bitonto sul finire dell800 e infine confluita nella diocesi di Molfetta-Ruvo-Giovinazzo-Terlizzi.

  • Chiesa del Purgatorio. Frutto dellunione di due chiese adiacenti, ledificio ha assunto laspetto presente nel XVII secolo e sorge sullantica cisterna di età romana in cui si radunavano i primi cristiani ruvestini sotto la guida di san Cleto. Lesterno presenta una facciata a bugnato culminante in un campanile barocco. Allinterno si possono ammirare, sulla volta a botte, due cicli di affreschi raffiguranti la vita di san Cleto e altri santi.
  • Chiesa di san Rocco. Il tempietto fu costruito nel 1503 in segno di ringraziamento e devozione da parte del popolo ruvestino, in seguito alla liberazione di Ruvo dalla peste per mano di san Rocco. Tuttavia nel 1645 la chiesetta fu riedificata. Lesterno presenta unampia facciata a bugnato con un portale architravato. Allinterno è particolarmente venerato il gruppo in cartapesta degli Otto Santi, portato in processione la notte del Giovedì santo.
  • Santuario dei Santi Medici. La chiesa originaria fu eretta nel Medioevo e intitolata a santa Maria di san Luca. Tuttavia a causa della crescente devozione nei confronti dei santi Cosma e Damiano, a partire dagli anni venti del XX secolo, il tempio fu restaurato e dedicato ai santi Medici. La facciata è a cuspide mentre allinterno si segnala il simulacro dei santi titolari e due monumenti lapidei, costruiti in memoria di due nobili famiglie ruvestine, ovvero i Mazzacane e i Caputi.
  • Chiesa di san Domenico. Fu innalzata assieme al convento sui ruderi dellantico monastero di santa Caterina per volere dei domenicani giunti a Ruvo a metà Cinquecento, per essere poi riedificata completamente nel 1743 sotto il titolo di san Domenico. La chiesa, tardo barocca, presenta una facciata slanciata in cui emergono il finestrone presente nellordine superiore e il portone sormontato da un timpano su cui è sovrapposto lo stemma degli Scolopi. Linterno delledificio esalta lo spazio e laltare neoclassico, sovrastato dalla lignea statua di san Domenico. Nel tempio è conservata la tela della Presentazione al tempio di Gesù e Purificazione di Maria di Giuseppe Mastroleo.
  • Chiesa di san Michele Arcangelo. Secondo la tradizione la chiesa e il convento furono edificati su consiglio di san Francesco dAssisi, di passaggio da Ruvo e in seguito vi si insediò llOrdine dei frati minori osservanti. Tuttavia la chiesa crollò nel XVII secolo e nel 1775 fu consacrata la nuova struttura. La facciata, in stile tardo barocco, è divisa in tre sezioni dalle paraste e presenta un portale architravato. Linterno, in pieno stile barocco, presenta un altare alla napoletana e una lunga serie di cappelle. Nel corredo della chiesa emergono le due tele del pittore fiammingo Gaspar Hovic. Il chiostro del convento è affrescato con un ciclo di episodi relativi alla vita di San Francesco.
  • Chiesa del santissimo Redentore. La costruzione fu iniziata nel 1900 e terminata soltanto nel 1955. La facciata presenta un porticato diviso in arcate per quanto riguarda lordine inferiore; sullordine superiore sono presenti due nicchie ed una finestra centrale. Il prospetto culmina con il timpano sovrastato dalla statua lapidea del Cristo Redentore. Linterno presenta una volta a botte che copre lunica navata sulle cui pareti si dispongono otto cappelle e relative nicchie. Laltare è esaltato dalla luminosità del grande mosaico che copre il catino absidale rappresentante La Chiesa in cammino verso il Redentore.
  • Chiesa del Carmine. Originariamente intitolata a san Vito, la chiesa fu affidata nel 1614 allArciconfraternita del Carmine che la restaurò. Tuttavia laspetto odierno è stato raggiunto soltanto grazie alle opere di restauro e completamento terminate nel 1885. Lampia facciata è rettangolare e sormontata da un timpano; linterno, costituito da una sola navata, presenta la volta a botte affrescata e sono conservate in questo tempio i simulacri che sfilano durante la processione dei Misteri il Venerdì santo.
  • Concattedrale di Ruvo di Puglia. È uno dei più noti esempi di romanico pugliese e il tempio fu costruito nella prima metà del XII secolo con varie modifiche successive. La facciata è a capanna con tre portali: il centrale è arricchito da bassorilievi nellintradosso e si divide in tre archi; i due più piccoli e semplici portali laterali sono individuati da due mezze colonne che forniscono lappoggio per due archi a sesto acuto. Il prospetto è adornato con vari manufatti lapidei tra i quali si distingue un grande rosone a dodici colonnine variamente lavorate e sovrapposte su una lamina metallica lavorata finissimamente al traforo in una bottega locale del secolo XVI. Sopra il rosone si trova il sedente identificato come Roberto II di Bassavilla e al culmine della facciata spunta la statuetta del Cristo Redentore. Linterno segue la pianta a croce latina ed è ricoperto da copertura a capriate e da volte a crociera. La navata centrale è la più grande e poggia su due file di colonne. Alla concattedrale sono inoltre annessi il campanile dellXI secolo e il Palazzo vescovile.
  • Chiesa di San Giacomo al Corso. Il tempio risale allepoca medievale e appartenne a una commenda gerosolomitana. Tuttavia la chiesa fu riedificata nel 1869 ed intitolata anche alla Immacolata Concezione, oltre che a san Giacomo. La facciata a cuspide è neoclassica ed allinterno sono presenti numerosi affreschi del pittore Mario Prayer.
  • Cimitero monumentale. Si accede tramite il viale lungo circa 1 km, intitolato a Ugo Foscolo. Fu inaugurato il 1º gennaio 1900 e si possono ammirare le varie cappelle gentilizie.
  • Chiesa dellAnnunziata. Fu eretta nel 1375 per volere degli abitanti del casale di Calentano, ricacciati in città. La chiesa presenta una facciata a capanna con un portale barocco; linterno è scarno di decorazioni ma è particolarmente venerata la tela dellAnnunciazione.
  • Chiesa dei Cappuccini. Ledificio sacro era collegato al grande convento dei Frati Cappuccini e sebbene fosse stato prima intitolato a Maria Maddalena e poi a santa Lucia e santa Filomena, la chiesa ha preso il nome affibbiatoli dal popolo ruvestino, ovvero chiesa dei Cappuccini. La facciata è ampia ma umilmente decorata dal solo intonaco bianco mentre allinterno si può ammirare il grande crocifisso ligneo posto alle spalle dellaltare.
  • Santuario di Santa Maria di Calentano. Ledificio sacro sorse nel Basso Medioevo nella attuale frazione di Calentano, a 8 km da Ruvo e fu probabilmente un rifugio templare. Allinterno sono presenti varie epigrafi gotiche e in lingua greca e sono ancora visibili tracce dellaffresco della Madonna col Bambino, di stampo bizantino.
  • Grotta di San Cleto. Cisterna di epoca romana frequentata dal primo nucleo cristiano ruvestino e degna di nota per la scultura in pietra di san Cleto, primo vescovo di Ruvo.
  • Santuario della Madonna delle Grazie. La chiesa venne costruita nel XVII secolo lungo la via Traiana, per via dei crescenti pellegrinaggi atti a venerare laffresco della Madonna nellatto di porgere il seno al figlio. La facciata è a capanna e divisa in due ordini; allinterno emerge il trompe-loeil che decora il prezioso affresco.
                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

I beni architettonici di Ruvo comprendono la serie di palazzi nobiliari del centro storico, costruiti tra il XVII e il XIX secolo, le torri da sempre numerose e disseminate nel territorio ruvestino e i luoghi di pubblico utilizzo quali teatri e cinema. Costruzioni di interesse storico e architettonico sono diffuse anche nellaperta campagna, nella quale troneggiano le masserie e gli jazzi.

  • Palazzo Spada. Ledificio fu costruito nel XVI secolo e svolse prima il ruolo di residenza della famiglia Rocca e poi divenne temporaneamente sede del palazzo di città. In seguito il palazzo fu rilevato dalla famiglia Spada. Ledificio, di stile rinascimentale, presenta un grande portone architravato e allinterno, nellatrio, una balaustra decorata a bassorilievo e ripartita in sette quadri dal tema mitologico.
  • Palazzo Avitaja. Fu edificato tra il XVI secolo e il XVII secolo per volere dellumanista e drammaturgo Antonio Avitaja. Il palazzo presenta una facciata ampia e rettangolare, divisa in tre ordini dalle cornici. Allinterno è di particolare pregio lo scalone trionfale, decorato a bassorilievo, che porta al primo piano. Ledificio è sede del palazzo comunale.
  • Palazzo Jatta. Ledificio è sito in piazza Bovio, nella zona ottocentesca della città. Ledificio fu costruito con finalità abitative e difensive ma alcune stanze ospitano tuttora il Museo archeologico nazionale Jatta, come voluto da Giulia Viesti e suo figlio Giovanni. Il palazzo fu costruito tra il 1840 e il 1844 secondo i principi neoclassici e progettato dallarchitetto Luigi Castellucci; esso è dotato di una torre ed è stato fondamentale lo studio delle proporzioni per lequilibrato effetto prospettico. La facciata si estende per 66 metri e lingresso è inserito tra due colonne sormontate da due capitelli corinizi. Linterno è caratterizzato da un ampio numero di stanze e dalla presenza di una cappella.
  • Palazzo Camerino. Ledificio fu costruito sui ruderi dellala destra del Castello e ceduto nel 1811 dai Carafa alla famiglia Montaruli. Tuttavia nella prima metà del Novecento il palazzo fu ceduto alla famiglia Camerino. Alla struttura si accede tramite una ampia scalinata che porta al grande portale di ingresso fiancheggiato da due colonne.
  • Teatro Comunale. Fu istituito nel 2008 durante la ristrutturazione dei locali dellex Salone Polivalente, sito in via Sandro Pertini. Il teatro è costituito da una sala da 120 posti con gradinata, camerini, attrezzeria, uffici e foyer.
  • Edificio scolastico "Giovanni Bovio". Fu progettato dallingegnere Egidio Boccuzzi nel XX secolo.
  • Torre dei Guardiani, contrada Ferrata Jazzo Rosso, XIX secolo.
  • Villa Fenicia. Sita sulla strada provinciale Ruvo-Bisceglie, fu edificata come una masseria fortificata nel XVII secolo e trasformata in villa signorile sul finire del XIX secolo.
  • Palazzo Caputi. Nel 1592, il nobile Domenico Caputi ne ordinò la costruzione, tuttavia nel XVII secolo fu aggiunto un secondo edificio, molto simile a Palazzo Avitaia. Linterno presenta una loggia decorata.
  • Palazzo Chieco. Durante il ventennio fascista, ledificio fu utilizzato come Casa del Fascio e poi come Scuola Media, intitolata a Giosuè Carducci. Il palazzo, risalente al XIX secolo, è ora sede del comando della polizia municipale.
  • Palazzo Pirlo-Rubini. Appartenente alla famiglia Pirlo-Rubini, il palazzo fu edificato in stile rinascimentale nel 1610. La facciata presenta un ampio e pregevole loggiato decorato a bassorilievi con un basamento a bugnato.
  • Torre dellOrologio. Fu costruita nel 1604 e restaurata nel 1870. La torre ha pianta quadrata e presenta esteriormente un bugnato diviso in quattro ordini. Sulla sommità del bastione è situato il pubblico orologio le due campane, le quali tuttora scandiscono il passare del tempo con i loro rintocchi. Ai piedi della torre è posta unepigrafe di età romana che ricorda la passata grandezza di Ruvo.
  • Torre di Villa Fenicia. La torre si staglia nellagro di Ruvo e da essa è possibile osservare la zona compresa tra il Golfo di Manfredonia e il nord barese. Ledificio è stato utilizzato anche come osservatorio astronomico e per via della sua particolare scala a chiocciola è stato al centro delle ipotesi relative allubicazione della domus templare di Ruvo.
  • Jazzo Pagliara. La struttura, situata nellagro ruvestino, è stato un punto di riferimento durante la transumanza ed è oggi tutelato come punto dinteresse del Parco Nazionale dellAlta Murgia.
  • Masseria Torre del Monte. Fu costruita in pietra locale nel 1791 in contrada Torre Monte. È costituita da due vani, che anticamente fungevano da stalle e depositi, e dalla casa del massaro. Attualmente la masseria è stata trasformata in sala ricevimenti.
  • Masseria Ferrata. Risalente al XVII secolo, sorge a 15 km da Ruvo ed è stata a lungo un possedimento della famiglia Camerino. La struttura prende il nome dalla lama Ferrata e dal 1988 è diventata unazienda agrituristica.
  • Masseria Modesti. Sita in contrada Lama dApe, è sorta nel XIV secolo ed ha costituito da sempre un punto di riferimento per le attività agricole nellagro ruvestino. La masseria è dotata anche di un forno e di una chiesetta.
  • Jazzo Pilella. Risalente al XIX secolo, si distingue dagli altri jazzi per lampiezza della casa del massaro.
  • Masseria Coppa. La famiglia Coppa che fece costruire il complesso, fornito anche di una cappella, nel 1735. Nei primi decenni del XIX secolo, la masseria passò in mano alla famiglia Jatta che la ristrutturò, costruendovi il piano superiore. Negli anni settanta, la struttura fu rilevata dalla famiglia Caputi che lha trasformata in azienda agricola.
  • Acquedotto del Sele-Calore. Fa parte dellAcquedotto Pugliese e attraversa per gran parte il territorio del comune di Ruvo, tagliandolo in due. Il tratto che si immerge nellagro ruvestino è costituito da numerose fornici, costruite per valicare le lame che solcano il territorio. Esso costituisce anche un punto panoramico di Ruvo.


                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture militari

  • Castello. Sede del potere di tutte le dominazioni che hanno soggiogato Ruvo, la fortezza fu costruita a nord del borgo medievale, a ridosso delle mura. Tuttavia con larrivo dei Carafa nel 1510, il castello non fu più utilizzato come strumento di difesa ma fu volto a residenza comitale. Delloriginario fortilizio è sopravvissuto soltanto il settore centrale con lalta torre quadrangolare.
  • Torre Quercia. Il baluardo, sito in aperta campagna, rientra tra i masti normanni meglio conservati. Durante il medioevo ha svolto il ruolo di torre di difesa e di avvistamento lungo la via Traiana.
  • Torre del Pilota. La torre, costruita intorno al XIV secolo, fu il secondo edificio più alto di Ruvo e rappresentò il perno del sistema difensivo e non fu mai distrutta in alcuna battaglia. Durante il dominio dei Carafa, la torre fu trasformata in prigione per gli oppositori. Crollò il 18 febbraio 1881.
  • Cinta muraria. Le attuali arterie stradali di Ruvo che ruotano attorno al centro storico seguono lantico tracciato delle vecchie mura, abbattute per questioni di igiene pubblica nel 1820. Le forti e resistenti mura valsero alla città, nel Medioevo, il titolo di fortissima castra e si resero protagoniste del lungo assedio guidato da Consalvo di Cordova, che durò ore ed ore prima che gli spagnoli riuscissero a fare una breccia. Le mura erano dotate di quattro porte: Porta Noé, a sud, Porta del Bucettolo, a est, Porta Castello, a nord-est, Porta Nuova, a nord.
                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Altro

  • Lapide in ricordo del 13 febbraio 1503. Posta il 28 ottobre 1930 sulla facciata di palazzo Melodia, essa ricorda la partenza da Ruvo dei tredici francesi verso Barletta per la disfida.
  • Monumento a Francesco Rubini.
  • Monumento a Domenico Cotugno. Fu collocato nel secondo dopoguerra in piazza Cavallotti.
  • Monumento ai Caduti. Sito in piazza Giovanni Bovio, fu eretto il 20 novembre 1921 in memoria dei 367 ruvestini morti durante la prima guerra mondiale. Il monumento è composto da un piedistallo, sul quale sono riportati tutti i nomi e i gradi militari delle vittime, il quale regge la statua bronzea dellallegoria della Vittoria, posta davanti a una colonna spezzata. Tuttavia durante il ventennio fascista, in preparazione alla seconda guerra mondiale, lAmministrazione Comunale di Ruvo decise di vendere la statua in modo che il Regime potesse fonderla, ricavandone armi. Nel 2009, grazie al contributo della cittadinanza, la statua della Vittoria è stata riforgiata e ricollocata al proprio posto.
                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Siti archeologici

Come testimoniano la raccolta Jatta di ceramiche greche, esposta nellomonimo museo, e lipogeo rinvenuto al di sotto della concattedrale, Ruvo possiede un sottosuolo florido di reperti archeologici. Nella contrada Patanella, infatti, intorno agli settanta del XX secolo, fu rinvenuta unestesa necropoli di età altomedievale. In seguito nella zona del santuario della Madonna delle Grazie è stata scoperta una seconda necropoli. Tuttavia le scoperte archeologiche non sono avvenute soltanto nella campagna ruvestina ma anche nel centro abitato, come nellarea compresa tra largo Le Croci e lestramurale Alessandro Scarlatti, quando, nel 1989, sono stati scoperti resti di abitazioni di età classica ed ellenistica. Anche la zona della chiesa di San Michele Arcangelo è stata sottoposta al vincolo archeologico, in quanto furono ritrovati resti dellinsediamento neolitico di Ruvo. Negli anni novanta, in contrada Matine, a 11 km dal centro abitato è stata rinvenuta una tomba a tumulo del IV secolo a.C.

                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Aree naturali

La pineta comunale, realizzata nel 1970, sorge nel punto più alto del centro abitato ed è frequentata soprattutto destate per via dei venti boreali che qui confluiscono. Inoltre dalla terrazza è possibile osservare il mare le cittadine costiere tra Barletta e Bari. Si ritiene, inoltre, che in questa zona fosse sorto il primitivo villaggio di Ruvo. Nella campagna aperta, invece, sono presenti alcuni boschi di querce, come il bosco di Scoparella, situato a 12 km dal centro.

                                     

4.1. Società Etnie e minoranze straniere

Al 1º gennaio 2016 sono presenti a Ruvo 879 cittadini stranieri di cui 440 uomini e 439 donne, pari al 3.44% dellintera popolazione.

Le comunità più numerose sono, al 31 dicembre 2015:

  • Marocco: 195
  • Albania: 118
  • Romania: 354
  • Georgia: 27
  • Cina: 68
                                     

4.2. Società Lingue e dialetti

Il dialetto ruvestino si differenzia da quello degli altri comuni in cui si parla il barese per la ruvidità del suono. Esso infatti, oltre alle comuni regole del dialetto barese, come la "e" semimuta e la tendenza a sfumare le vocali finali, presenta delle variazioni fonetiche nel passaggio dallitaliano al ruvestino: la "a" tende a trasformarsi in "o" esempio: "casa" diventa còse ", la "e" si tramuta in "ai" o "ei" es.: sàire per "sera" e la "o" muta in "au", "iu", "u" o "uo" ad esempio "ora" diventa àure ", "padrone" muta in patrìune o "dolce" diventa dùolce. Inoltre il dialetto ruvestino ha subito linfluenza della varie lingue che hanno abitato Ruvo, si ricordano infatti termini provenienti dalla lingua indigena come làmie ovvero la lama, tipico solco che caratterizza la Terra di Bari, dal greco antico cùcue da "κυκλος", ovvero il cerchio, dalla lingua latina iòsce, cré e pescré, dallo spagnolo proviene il termine scarcédde ovvero scarcella da "escarceras", dal francese derivano i lemmi togliétte da "toilette", ovvero la specchiera e travagghiàune indica il pipistrello da "travailleur", poiché esso tende a muoversi di continuo e la locuzione mo hava venì e dallarabo provengono zaràffe lo zingaro venditore di cavalli e tavìute la bara.

                                     

4.3. Società Religione

La prima confessione religiosa a Ruvo è quella cattolica. Gli archivi della curia vescovile ruvestina fanno risalire la fondazione della diocesi di Ruvo alla seconda metà del X secolo. Tuttavia, secondo la tradizione, la sua istituzione risalirebbe alletà romana, quando San Pietro, passando da Ruvo, pose a capo dellepiscopato locale il futuro terzo Papa, San Cleto.Nel 1818, a seguito del concordato di Terracina, la bolla pontificia De Utiliori Dominicae Vinae di papa Pio VII decretò lunione aeque principaliter con la diocesi di Bitonto, dopo undici anni di sede vacante a Ruvo. Nel 1986 la diocesi di Ruvo fu divisa da Bitonto e accorpata alla diocesi di Molfetta-Giovinazzo-Terlizzi.

A Ruvo sono presenti anche le comunità dei testimoni di Geova e delle assemblee di Dio in Italia, oltre ad una sparuta comunità musulmana.

                                     

5.1. Cultura Biblioteche

  • Biblioteca comunale "Pasquale Testini". Situata allinterno di palazzo Caputi, essa possiede circa 19000 volumi. Aperta nel gennaio 1962, ha trovato spazio in diverse sedi fino a giungere allattuale sito solamente nel 2016. Nel 1989 lAmministrazione comunale ha intitolato la biblioteca allillustre archeologo ruvese e docente universitario Pasquale Testini.
                                     

5.2. Cultura Scuole

  • Scuola primaria "Giovanni Bovio". È particolarmente ricordato ledificio scolastico progettato dallingegnere Egidio Boccuzzi, la cui costruzione gli valse lonirificenza dellOrdine al merito del lavoro.
  • Scuola secondaria di primo grado "Domenico Cotugno". È la più antica scuola presente nel territorio di Ruvo. Essa sorse nel 1820 per volere dei padri Scolopi e trovò sede nel convento della chiesa di san Domenico, configurandosi come una scuola laica di impostazione religiosa. Tuttavia con la legge Casati e la partenza da Ruvo degli Scolopi, listituto fu trasformato prima in scuola elementare e poi in scuola di avviamento professionale di tipo agrario nel 1923. Essa divenne nel 1963 scuola media statale e fu intitolata già dal 1900 a Domenico Cotugno, illustre anatomista ruvese.
  • Liceo scientifico e linguistico "Orazio Tedone". Fu fondato nel 1935 come un ginnasio privato e solo nel 1946 divenne un liceo scientifico, intitolato al matematico Orazio Tedone dal 1937. Tra gli alunni celebri del Liceo "Tedone" si ricorda il governatore della Regione Puglia, Nichi Vendola.
                                     

5.3. Cultura Musei

  • Pinacoteca comunale di arte contemporanea. La pinacoteca ha sede in alcune stanze del convento dei domenicani e raccoglie un ampio nucleo di opere darte di Domenico Cantatore e dipinti di artisti locali come Michele Chieco, Raffaele van Westerhout, Silvio Dodaro, Cesare Marino e Filippo Alto.
  • Museo archeologico nazionale Jatta. Il museo fu istituito per esporre i numerosi reperti, circa un migliaio, rinvenuti nellagro ruvestino da Giovanni Jatta e suo fratello Giulio e databili tra letà peuceta e magno-greca. Dopo la morte di Giovanni Jatta, i reperti erano in procinto di essere venduti al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, ma una volta annullata la cessione fu per volere di Giulia Viesti, moglie di Giulio Jatta, che in alcune stanze del Palazzo Jatta fosse allestito il museo di famiglia, rimasto privato fino al 1991, anno in cui lo Stato acquistò la collezione dallomonima famiglia. I reperti sono ripartiti stanza per stanza in base allimportanza. Tuttavia il museo è particolarmente famoso per via del vaso di Talos, il quale deve la sua fama alle innovazioni tecniche presentate.
                                     

5.4. Cultura Stampa

Ruvo è sede della redazione de il rubastino, un periodico culturale nato nel 1969 e redatto dalla Pro Loco locale. Esso trae il nome dal toponimo greco di Ruvo rinvenuto sulle monete peucete, ovvero "ΡΥΒΑΣΤΕΙΝΟ" donde "rubastino". Dal 2001 è edito il mensile La Nuova Città che riunisce i lettori dei comuni di Ruvo e Terlizzi e si occupa generalmente di politica e cultura.

Sono presenti anche testate giornalistiche telematiche come il network ruvolive.it, facente parte del circuito LiveNetwork.it, la testata ruvesi.it e ruvoviva.it.

                                     

5.5. Cultura Cinema

Ruvo di Puglia è stato il set per alcune scene dellepisodio Bari di Lina Wertmüller, contenuto nel film 12 registi per 12 città del 1989.

                                     

5.6. Cultura Musica

La cultura musicale ruvestina è indissolubilmente legata alla tradizione bandistica locale. La scuola musicale venne istituita nel 1871 e nel 1894 furono acquistati i nuovi strumenti per la prima banda cittadina. Nello stesso anno, il 18 aprile, Francesco Porto fu nominato nuovo direttore della scuola e della banda e sotto la sua direzione affiorarono i primi successi, ma con il sopraggiungere della prima guerra mondiale, nel 1914, la scuola musicale entrò in crisi. Tuttavia nel 1921 la direzione fu assegnata al maestro Antonio Amenduni, il quale fondò la "banda dei ragazzi", raccogliendo successi con le numerose tournée effettuate. Il concerto musicale fu però sciolto nel 1932 per poi essere ricostituito nel 1948 sotto la direzione di Alessandro Amenduni, fratello minore di Antonio. Nel 1969 il concorso come nuovo direttore della scuola musicale fu vinto da Basilio Giandonato. La tradizione bandistica ruvestina è tuttora un punto di riferimento nel panorama musicale locale e si è contraddistinta soprattutto nellambito delle marce funebri che accompagnano le processioni della Settimana Santa. Il celebre jazzista Pino Minafra e il flautista Vincenzo Mastropirro sono figli di questa tradizione musicale. Attualmente sono esistenti il Concerto Bandistico "Basilio Giandonato" e il Concerto Bandistico "Nicola Cassano", a queste si aggiunge la "Bassa Banda".

                                     

5.7. Cultura Cucina

Il piatto tipico della gastronomia locale è la tiédde, detta anche vaso di Ruvo, ovvero un pasticcio di maccheroni cotto al forno in un tegame di terracotta. Tipiche della cucina barese sono le orecchiette strascenòte in dialetto ruvestino, anche se a Ruvo non sono condite solo con le rape ma con sugo e ricotta dura, e il purè di fave e cicorie in dialetto faviétte e cecurìdde. Il menù tipico della festa dellImmacolata Concezione e della Vigilia di Natale prevede le lagane in dialetto làghene condite con mollica fritta, baccalà e pomodori. Durante la Quaresima invece, poiché secondo la tradizione è proibito mangiare carne, si usa consumare il calzone calzàune in ruvestino, ripieno di spaghetti, cipolle, baccalà, olive nere o acciughe sotto sale. Inoltre, sono tipici i dolci di pasta reale.

                                     

5.8. Cultura Eventi

  • Talos Festival. È una manifestazione jazz che si svolge nella seconda decade di settembre ed è nata nel 1993 per volere del jazzista ruvestino Pino Minafra. Al festival prendono parte jazzisti di fama internazionale ma viene dato spazio anche alle bande musicali, punto cardine del panorama musicale del mezzogiorno.
                                     

6.1. Geografia antropica Urbanistica

La conformazione del centro abitato attuale ebbe origine nel 1820, a causa dellabbattimento delle mura che ormai non consentivano la costruzione di nuove abitazioni. Lintero spazio occupato dalle mura fu così sostituito da nuovi edifici, eccetto il tratto compreso tra via Rosario e via Fornello, nel quale sono ancora visibili i resti dellantica fortificazione e i due torrioni di epoca aragonese. Attorno al borgo medievale si sviluppano i cinque corsi, popolarmente intesi con il termine stradone, i quali si estendono per un totale di 1300 metri e sono composti a nord da corso Giovanni Jatta, a est da corso Cavour, a sud-est dal tratto rettilineo di piazza Giovanni Bovio, a sud da corso Ettore Carafa e a ovest da corso Antonio Gramsci che si prolunga fino a piazza Felice Cavallotti. Dunque attorno allo stradone sorsero i primi palazzi per volere delle famiglie agiate di Ruvo, tra cui Palazzo Jatta, in piazza Bovio, Palazzo Camerino e Palazzo Chieco in corso Carafa e Palazzo Testini in piazza Cavallotti. Nel 1871 lAmministrazione Comunale si dotò di un regolamento edilizio approvato nel 1879 e intorno al 1874 la prima espansione del centro abitato si sviluppò a ovest, nella zona compresa tra piazza Cavallotti e corso Domenico Cotugno, e a sud attorno alla chiesa di San Domenico e allattuale piazza Bovio. Entro linizio del secolo successivo, Ruvo si ampliò del tutto attorno allo stradone, il quale venne reimpostato, ampliato e dotato di marciapiedi e di filari di tigli, oleandri e cedri. Nel 1919 venne costruito il prolungamento di corso Cavour, ovvero corso Antonio Jatta, che conduce al viale Ugo Foscolo, sede del cimitero monumentale. Il piano di ampliamento venne approvato nel 1949 col fine di risistemare la zona a nord-est mentre nel 1958 furono costruite le prime case popolari. Al 1968 risale lattuale Piano Regolatore Generale, il quale prevede la formazione della zona industriale a est verso Terlizzi e limpostazione del tracciato ferroviario Bari Nord.

                                     

6.2. Geografia antropica Calentano

La località fu abitata in epoca romana, e fu uno tra i numerosi casali ruvestini di epoca alto medievale, in parte giunto sino ai giorni nostri, impreziosito dal santuario di Santa Maria di Calentano, sorto anchesso in età medievale. Negli ultimi decenni, intorno al santuario isolato nella campagna, si è sviluppato un piccolo insediamento residenziale. Vi si può osservare un mirabile esempio di edificio in pietra a secco, eccezionale per forma e dimensioni. Inoltre il Lunedì dellAngelo si svolge a Calentano la processione campestre dellAnnunciazione.

                                     

7. Economia

Il comune di Ruvo di Puglia presenta un tasso di attività pari al 42.9%, un tasso di occupazione del 37.5% e un tasso di disoccupazione del 12.5% e questultimo costituisce un dato abbastanza contenuto rispetto a quello medio degli altri comuni della città metropolitana.

                                     

7.1. Economia Agricoltura

Ruvo è un comune la cui economia è basata prevalentemente sullagricoltura, come testimoniano le 4443 aziende coinvolte nel settore, anche se lattività agricola ha registrato un calo del 24.21% nel decennio intercorso tra il 1990 e il 2000. La vocazione agricola si riscontra nella produzione dellolio extravergine doliva, del miele e dei vini DOC Castel del Monte, Moscato, Nero di Troia e Greco attraverso le locali cantine ed elaiopoli. Il comune inoltre fa parte dellAssociazione nazionale città dellolio, la quale si occupa della promozione dellolio extravergine doliva e dei suoi territori di produzione. Nellagro sono inoltre coltivate alcune varietà di mandorle, quali la Rana, la Tuono e la Genco.

                                     

7.2. Economia Artigianato

Nellartigianato locale sono coinvolte 532 imprese, tra queste resistono tuttoggi botteghe di antica tradizione che si occupano della costruzione di carri e ruote in legno, utilizzando la roverella, particolarmente diffusa nellagro ruvestino.

                                     

7.3. Economia Industria

Nel settore industriale operano 483 aziende e nel periodo di tempo compreso tra il 1991 e il 2001 si è assistito ad un incremento dellimpiego in questo settore del 31.97%. Lattività è concentrata principalmente nella zona industriale, sviluppatasi tra gli anni settanta e ottanta, nella quale sono presente imprese del settore alimentare, edile, elettronico e nei comparti dellabbigliamento, della stampa e dei materiali da costruzione.

                                     

7.4. Economia Servizi

Allinterno del settore terziario lavorano 1081 imprese, le quali sono composte essenzialmente da servizi commerciali, assicurativi e bancari.

                                     

7.5. Economia Turismo

A Ruvo prevale il turismo enogastronomico e culturale, alimentato dai piatti tipici della cucina ruvestina e dalla presenza del Museo Jatta.

                                     

8. Infrastrutture e trasporti

Storicamente Ruvo è attraversata dalla via Traiana, la quale divide a metà il centro storico. Ruvo, per i romani Rubi, svolgeva il ruolo di stazione ovvero un luogo in cui soggiornare e fare rifornimento posta tra Canosa di Puglia e Bitonto. La stessa via fu percorsa dal poeta latino Quinto Orazio Flacco, il quale sostò a Ruvo come racconta nel V Libro delle Satire.

                                     

8.1. Infrastrutture e trasporti Strade

Il territorio comunale è attraversato dalla Strada Provinciale 231 ex Strada Statale 98 Andriese-Coratina che collega Ruvo con Bari e i comuni limitrofi, seguendo la traiettoria dellantica via Appia-Traiana. Dalla stessa strada nel territorio di Ruvo si diparte la strada provinciale 234 di Castel del Monte che attraversa le Murge ed è localmente soprannominata strada della rivoluzione, con riferimento alla "rivoluzione fascista" propagandata dal regime negli anni della dittatura. Il territorio di Ruvo è inoltre servito dalla SP 238 ex SS378 che congiunge i comuni della Murgia con la costa.

                                     

8.2. Infrastrutture e trasporti Ferrovie

La stazione di Ruvo, situata in via Duca della Vittoria, è posta sulla ferrovia Bari-Barletta, gestita dalla Ferrotramviaria, che ricalca il tracciato della precedente tranvia a vapore.

                                     

8.3. Infrastrutture e trasporti Mobilità urbana

Il territorio comunale è servito da dalla Società Trasporti Provinciale, che esercisce lautolinea Ruvo-Trani. Il trasporto pubblico urbano è invece garantito dalla società Scoppio Autolinee che serve il centro abitato, mediante 5 autolinee urbane.

                                     

9.1. Sport Calcio

LU.S.D. Ruvese fondata nel 1979, nella stagione 2018 - 2019 milita nel campionato di Terza Categoria F.I.G.C. e disputa anche tutti i campionati giovanili F.I.G.C. Nella stagione 2017 - 2018 ha ricevuto dalla F.I.G.C. il riconoscimento di Scuola Calcio dElìte.

                                     

9.2. Sport Pallacanestro

Ruvo di Puglia ha avuto una squadra di pallacanestro, la Ruvo di Puglia Basket, che ha militato in Divisione Nazionale A fino alla stagione 2011-2012, massima serie raggiunta. Tale società è stata rinominata in Talos Basket Ruvo nel 2012 e disputa le gare interne al PalaColombo. Nellestate del 2012 è stata fondata la Basket Nord Barese, partecipante al campionato di Divisione Nazionale B, che raccoglie i comuni compresi nellarea a nord di Bari sebbene abbia sede a Corato.

                                     

9.3. Sport Pallavolo

Attualmente Ruvo dispone di due squadre di pallavolo, la New Volley Ruvo femminile e la Michele Caroli Srl maschile. Entrambe hanno ottenuto al termine della stagione 2016-2017, la promozione nei rispettivi campionati. La prima in serie C e la seconda in serie D.

                                     

9.4. Sport Calcio a 5

Nel comune di Ruvo di Puglia sono presenti tre società di calcio a 5. LA.S.D. Atletico Ruvo è stato fondato nel 1998 e ha militato nel campionato di Serie C1 fino alla stagione 2011/2012. L A.S.D. San Rocco Ruvo, creato nel 2008, ha raggiunto il massimo risultato nel 2012, arrivando alla finale play-off di Serie C1. Nellestate del 2012 è stata fondata l A.S.D. Città di Ruvo di Puglia, che partecipa al campionato di Serie C2. Tutte le società disputano le partite interne al PalaColombo.

                                     

9.5. Sport Arti marziali e sport da combattimento

A Ruvo è presente la società polisportiva A.S.D. Olympia Grifo, fondata nel 1998, in cui si pratica ju jitsu, Fighting System, kick boxing, arti marziali miste, submission wrestling e MMA. L Olympia Grifo ha vinto numerose medaglie e campionati nazionali a livello individuale.

                                     

9.6. Sport Impianti sportivi

  • Stadio comunale. Limpianto, costruito nel 1970 ha ospitato nel 2010 alcune partite, finale compresa, della Coppa Gaetano Scirea.
  • PalaColombo. La struttura fu costruita in occasione dei XIII Giochi del Mediterraneo, nel 1997, quando ha ospitato alcune gare di pallacanestro. Attualmente allinterno si svolgono incontri di pallacanestro, pallavolo, calcio a 5 e arti marziali.
  • Piscina comunale. Limpianto fu costruito nel 1997 per i Giochi del Mediterraneo di Bari. Essa dispone di una piscina semiolimpionica e di una piscina idroterapica.