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ⓘ Hakam




Hakam
                                     

ⓘ Hakam

Hakam, in arabo: ﺣﺎﻛﻢ ‎, era il nome con cui già nellArabia preislamica e nel periodo islamico, si indicava un personaggio di chiara dirittura morale, ottimi costumi e forte memoria in grado di dirimere, su richiesta degli interessati, le dispute che insorgevano allinterno di un clan, di una tribù o anche tra diverse organizzazioni tribali.

Per evitare che ognuno si facesse giustizia da solo, l adab la consuetudine in periodo preislamico era quella legge consuetudinaria che si armonizzava con le credenze religiose del enoteismo presente nellambiente arabo.

Le parti contendenti erano quindi fortemente esortate a individuare una persona, apprezzata per le sue qualità e non appartenente ai due gruppi tribali di riferimento, perché svolgesse la funzione di arbitro, accettandone preliminarmente il responso.

È nota nellambiente higiazeno la figura di al-Aqraʿ b. Hābis, dei B. Tamīm, un hakam assai rinomato che offriva i suoi servigi nellambito del grande mercato di ʿUkāz per risolvere le dispute eventualmente sorte in sede di transazioni e "che emetteva il suo giudizio finale in sajʾ, uno stile ritmico usato dai vaticinatori ʿarrāf".

Ancor più famosa è lazione di hakam esplicata da Maometto tra le contendenti tribù di Yathrib dei Banu Khazraj e dei Banu Aws. Il motivo del contendere era costituito dalla lite, appena sopita, che aveva condotto nel 617 alla cosiddetta inconcludente guerra di Buʿath e a una fragile tregua che rischiava di terminare e di dar nuovamente la parola alle armi.

Fu quindi a Maometto che rappresentanti dei due gruppi si rivolsero, per la prima volta nel 620, in margine ai riti del hajj preislamico, nella Prima ʿAqaba, proponendogli di trasferirsi a Yathrib per risolvere in veste di arbitro la contesa, ottenendo in cambio lospitalità e la protezione per lui e i suoi seguaci, in crescenti difficoltà alla Mecca a causa delleversivo messaggio coranico predicato da Maometto.

Un altro esempio di tahkīm è quello che sarebbe stato concordato, in margine alla battaglia di Siffīn dellestate del 657, dal califfo ʿAlī b. Abī Tālib e dal deposto walī di Siria, Muʿāwiya b. Abī Sufyān, per decidere sulle modalità delluccisione del precedente califfo, ʿUthmān ibn ʿAffān e sulla legittimità dellelezione di ʿAlī e che si sarebbe svolto ad Adhruh anche se sul reale svolgersi di esso permangono non pochi dubbi.