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ⓘ Composizione (musica)




Composizione (musica)
                                     

ⓘ Composizione (musica)

In musica, la composizione è il processo creativo che concepisce unopera darte e il prodotto stesso dellatto. Il musicista che compone è detto compositore.

Essa, nella tradizione europea colta, presuppone lo studio di numerose discipline, quali larmonia, il contrappunto, lorchestrazione, e di tutte le regole proprie delle diverse forme musicali.

Nellambito del jazz e più in generale delle musiche fondate sullimprovvisazione o almeno in cui limprovvisazione ha parte rilevante, si parla a volte di "composizione musicale estemporanea".

Il termine "composizione musicale" può anche indicare il risultato dellatto del comporre, ossia la pagina musicale od opera musicale.

                                     

1. Introduzione

Le composizioni musicali sono frutto dellorganizzazione del linguaggio musicale con lo scopo di realizzare opere di vario genere. Allinterno della distinzione antropologica tra le culture a tradizione scritta e a tradizione orale troviamo approcci diversi alla composizione, soprattutto legati alle diverse funzioni sociali che le varie culture attribuiscono alla musica. Alla composizione musicale tuttavia appartengono dei caratteri universali che sono riscontrabili nella scelta del sistema musicale allinterno del quale comporre, questo determinerà il carattere ritmico, melodico ed, in occidente, armonico dellopera. Altro universale può essere riscontrato nella necessità, comune a tutte le culture, di scegliere una forma allinterno della quale comporre. Nella storia della musica occidentale, percepiamo una costante trasformazione del linguaggio e delle forme che ci porta ad assistere ad esempio alla nascita della Messa o della Sinfonia, forme allinterno delle quali, nel corso dei secoli, il linguaggio ha pienamente partecipato allemancipazione della dissonanza. La grande provocazione di Arnold Schönberg arrivata ai primi del Novecento unita alle esperienze che negli stessi anni determinarono, negli USA, la nascita della cultura afroamericana, hanno preparato le nuove generazioni di compositori ad una rinnovata libertà linguistica che ha poi caratterizzato molti lavori musicali, non più soltanto europei, del XX e XXI secolo. Possiamo dunque sostenere che ogni composizione musicale appartiene ed aiuta a definire uno stile a sua volta legato allepoca storica nella quale il componimento è stato realizzato.

                                     

2. Caratteristiche

In occidente la composizione musicale è caratterizzata dallutilizzo dellarmonia che si aggiunge al ritmo ed alla melodia, elementi questi sempre presenti in tutte le culture musicali del mondo.

                                     

2.1. Caratteristiche Ritmo

Il ritmo, in musica come nelle poesia e nella danza, è unorganizzazione del tempo che si basa sulla nozione precisa delle unità temporali che, divise da intervalli uguali, si ripetono continuamente esattamente come avviene nel ticchettio dellorologio. Questo battito uniforme lo troviamo negli strumenti a percussione, nel battito delle mani, nello scuotimento di un sonaglio, ma anche nel canto, poiché il ritmo costituisce il sottofondo invisibile, ma molto importante, di qualsiasi fatto melodico. Lorganizzazione ritmica, assume essenzialmente tre forme diverse che possiamo a volte trovare anche sovrapposte.

Una forma del ritmo, non la più antica, è puramente numerica. Essa consiste nel contare e nel ripetere continuamente un certo numero di unità temporali, indipendentemente dallaccento o dal metro. Tale procedura è molto comune tra i popoli dellEstremo Oriente ed invece quasi assente nelle culture arcaiche dove il ritmo numerico ha un ruolo secondario. In Occidente tale principio lo riscontriamo nel conteggio dellendecasillabo, ovvero nel verso a undici sillabe, che ad esempio ritroviamo come elemento ritmico comune nella poesia italiana, basti pensare a Dante e, in campo musicale lo si ritrova nel canto popolare russo.

Il ritmo si fonda su accenti reali o appena accennati, questa è la forma più comune del moderno tempo occidentale con i suoi 2/4.3/4.4/4 ecc. Molto spesso la musica delle civiltà arcaiche può essere misurata attraverso un ritmo di 8/8 che può essere a volte pensato come 4+4.

I ritmi metrici richiedono un breve chiarimento, poiché troppo facilmente i vocaboli" metrico” o" metro” sono utilizzati in maniera errata per designare quello che invece è il" tempo” della misura; 2/4, 3/4, 4/4 ecc. sono" tempi” perché obbediscono ad una segnatura di tempo. Al contrario, il metro appartiene solo ad uno schema caratteristico formato da note più lunghe e più brevi. Il piede metrico dellantica poesia greca e della musica vocale, con i suoi trochei, giambi ecc. ne fornisce un tipico esempio.

Il ritmo tende a divenire più rigido con il passare del tempo, ad esempio il ritmo dello stile arcaico indiano delle cantilene vediche era un ritmo libero, ma nello sviluppo di quello stile a partire dal 400 a.C., prevalgono metri uniformi e strutture regolari. Lo stesso dicasi per le recenti osservazioni fatte sul blues afroamericano, che da struttura libera che era è diventato per varie ragioni, non ultime le esigenze dei discografici, una struttura molto rigidamente codificata alla quale il ritmo ha dovuto cedere gran parte della sua libertà iniziale. In ogni caso non bisogna cadere nellerrore che regola e libertà ritmica rappresentino stadi di sviluppo, poiché molto spesso è stato osservato che ad una libertà del canto corrisponda una regolarità nellaccompagnamento ritmico e viceversa.

Gli stili del ritmo, insieme con le famiglie degli strumenti, sono inseriti in alcune aree geografiche ben distinte. La prima è costituita dallAsia orientale, che è caratterizzata da un tempo regolare di 4/4. La seconda area, caratterizzata da ritmi metrici aggiuntivi, dunque più ricchi e complessi, è lenorme regione che va dallIndia allAfrica nera, attraverso il Medio e vicino Oriente. La Grecia antica presenta uninteressante commistione di questi tipi ritmici, ha infatti ritmi aggiuntivi che arrivano anche al 3+4, sicuramente derivati dallOriente, la cui musica ha largamente influenzato quella greca, ma anche una netta tendenza binaria dovuta probabilmente alla concezione dellarte greca e della danza considerate terreno comune per la musica e la poesia.



                                     

2.2. Caratteristiche Armonia

Larmonia è la disciplina musicale che distingue la composizione musicale europea da quella presente nel resto del mondo. La genesi che ha portato, in Europa, allo sviluppo del pensiero armonico è assolutamente articolata e poggia le sue basi sulle osservazioni di alcuni pensatori pitagorici che dalla scienza armonica, fondata sulla divisione aritmetica dellunica corda del monocordo, avevano ricavato uno schema di interpretazione razionale delluniverso. Solo nel Quattrocento il termine entra nellambito della pratica musicale ed è utilizzato per designare i criteri che regolano il risultato acustico della combinazione simultanea di più suoni. Nellaccezione moderna, a partire da Jean-Philippe Rameau, con il termine armonia si intende linsieme di regole che definisce la struttura degli accordi in base al principio della tonalità che ne definisce la successione nel tempo. Il superamento dellarmonia tonale, meglio definibile come armonia funzionale, avvenne attraverso due percorsi distinti, da una parte la saturazione dello spazio tonale attraverso lutilizzo dei cromatismi e dallaltra lutilizzo delle scale modali che di fatto annullano la gravità tonale.