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ⓘ Pinguinus impennis




Pinguinus impennis
                                     

ⓘ Pinguinus impennis

L alca impenne era un uccello incapace di volare della famiglia degli Alcidi, scomparso attorno alla metà del XIX secolo. Era lunica specie giunta fino allepoca storica del genere Pinguinus Bonnaterre, 1791, un gruppo di uccelli che comprendeva originariamente anche unaltra specie di alca gigante incapace di volare stanziata nella regione delloceano Atlantico. Nidificava su isole rocciose e remote che offrivano un facile accesso alloceano e una ricca disponibilità di cibo, cose piuttosto difficili da trovare in natura e che spinsero questo animale a riprodursi unicamente in poche località. Al di fuori della stagione riproduttiva, le alche trascorrevano il tempo nutrendosi nelle acque del Nordatlantico, spingendosi a sud fino alle coste settentrionali della Spagna e anche nei pressi delle coste di Canada, Groenlandia, Islanda, isole Fær Oer, Norvegia, Irlanda e Gran Bretagna.

Lalca impenne raggiungeva i 75–85 cm di altezza e pesava circa 5 kg; era quindi la specie più grande della famiglia degli Alcidi. Aveva il dorso nero e il ventre bianco. Il becco, anchesso di colore nero, era robusto e ricurvo, con scanalature sulla superficie. Durante lestate, il piumaggio dellalca impenne presentava una macchia bianca sopra ad ogni occhio. Durante linverno, lalca perdeva queste macchie, ma sviluppava una fascia bianca che si estendeva attraverso gli occhi. Le ali erano lunghe solo 15 cm, e non consentivano alluccello di volare. Al contrario, lalca era unottima nuotatrice, caratteristica che impiegava durante la caccia. Le sue prede preferite erano pesci, come alose dellAtlantico e capelani, e crostacei. Nonostante fosse agile in acqua, sulla terra era piuttosto goffa. Le coppie di alca impenne rimanevano unite per tutta la vita. Nidificavano in colonie fitte e numerose, deponendo un unico uovo sulla nuda roccia. Luovo era bianco con marezzature brune. Entrambi i genitori covavano luovo per circa sei settimane prima che si schiudesse. La piccola alca lasciava il nido dopo due o tre settimane, nonostante i genitori continuassero a prendersene cura.

Lalca impenne aveva un ruolo importante presso molte tribù di nativi americani, sia come fonte di cibo che come creatura simbolica. Molti uomini appartenenti alla cosiddetta cultura arcaica marittima venivano seppelliti assieme ad ossa di alca impenne, e uno è stato addirittura trovato ricoperto da più di 200 becchi di alca, che si presume facessero parte di un mantello fatto con le loro spoglie. I primi esploratori europei giunti nelle Americhe utilizzarono le alche come una fonte conveniente di cibo o come esche per la pesca, riducendo di gran lunga il loro numero. Il fatto che il piumino di questo uccello fosse molto richiesto in Europa fece sì che quasi tutte le sue popolazioni europee fossero già scomparse attorno alla metà del XVI secolo. Gli scienziati richiamarono lattenzione sul fatto che questi comportamenti avrebbero potuto portare alla scomparsa dellalca impenne, che divenne beneficiaria delle prime leggi ambientali volte alla conservazione delle specie a rischio, ma ciò non fu abbastanza. La rarità crescente della specie ne fece aumentare notevolmente linteresse presso musei e collezionisti privati europei, che fecero di tutto per ottenere sue spoglie e uova. Il 3 luglio 1844, gli ultimi due esemplari confermati vennero abbattuti a Eldey, al largo delle coste dellIslanda, e con essi andò distrutto anche lultimo tentativo noto di riproduzione. Successivamente vi sono state voci riguardanti avvistamenti o catture di esemplari sopravvissuti. Lavvistamento di un esemplare nel 1852 è considerato da alcuni lultimo mai effettuato di un individuo appartenente alla specie. Lalca impenne è citata in un certo numero di racconti e la rivista scientifica dellUnione americana di ornitologia è chiamata The Auk in onore di questo uccello.

                                     

1. Tassonomia ed evoluzione

Lanalisi delle sequenze di DNA mitocondriale ha confermato ciò che gli studiosi avevano già da tempo ipotizzato con i loro studi morfologici e biogeografici, cioè che il parente attuale più stretto dellalca impenne è la gazza marina. Lalca impenne era anche strettamente imparentata con la gazza marina minore, che ha intrapreso unevoluzione completamente differente rispetto a Pinguinus. A causa della sua somiglianza esteriore con la gazza marina fatta eccezione per linattidudine al volo le dimensioni, lalca impenne è stata talvolta classificata nel genere Alca, come fece anche lo stesso Linneo.

I resti fossili in particolare quelli della specie sorella Pinguinus alfrednewtoni le caratteristiche molecolari dimostrano che i tre generi suddetti, seppur strettamente imparentati, si separarono ben presto dopo essersi separati a loro volta dal loro antenato comune, un uccello probabilmente simile a una tozza urietta di Xantus, e si diffusero lungo le coste dellAtlantico. A quei tempi le urie si erano già separate dagli altri Alcidi dellAtlantico. Durante il Pliocene uccelli simili alle gazze marine erano comuni nellAtlantico, ma levoluzione della gazza marina minore è scarsamente documentata. I dati molecolari sono compatibili con entrambi i punti di vista, ma il peso dellevidenza suggerisce di classificare lalca impenne in un genere distinto. Alcuni ornitologi, tuttavia, ritengono sia più appropriato continuare a considerare la specie come appartenente al genere Alca. Lalca impenne non è strettamente imparentata con gli altri generi estinti di Alcidi incapaci di volare, Mancalla, Praemancalla e Alcodes.

Pinguinus alfrednewtoni era unaltra specie del genere Pinguinus, più grande e anchessa incapace di volare, vissuta durante il Pliocene inferiore. Noto a partire da ossa rinvenute nella formazione di Yorktown della miniera di Lee Creek nel North Carolina, si ritiene si sia separato assieme allalca impenne da un antenato comune. Pinguinus alfrednewtoni viveva nellAtlantico occidentale e lalca impenne in quello orientale, ma dopo la scomparsa del primo dopo il Pliocene, lalca impenne estese il suo areale fino a comprendere quello del suo simile.

                                     

1.1. Tassonomia ed evoluzione Etimologia

Lalca impenne è una delle 4400 specie animali descritte originariamente da Carlo Linneo nella sua opera del XVIII secolo, il Systema Naturae, dove compare con il nome di Alca impennis. Il nome Alca è una latinizzazione derivata dal termine scandinavo che veniva usato per indicare le gazze marine e i loro simili. La specie venne inserita nel suo genere attuale, Pinguinus, solamente nel 1791. Il nome del genere deriva dal termine con il quale la specie veniva chiamata da spagnoli e portoghesi, e lepiteto specifico impennis deriva dal latino e si riferisce alla mancanza di penne remiganti, o pennae.

Il nome irlandese dellalca impenne, falcóg mhór, significa "grande uccello di mare/alca". Il nome basco, arponaz, significa "becco a lancia". Il nome francese primitivo era apponatz. I Normanni chiamavano lalca impenne geirfugl, che significa "uccello-lancia". È proprio da questultimo che deriva uno dei nomi alternativi con cui la specie è nota in inglese, garefowl o gairfowl. Il nome inuit dellalca impenne era isarukitsok, che significa "piccola ala". La parola "pinguino" Penguin comparve per la prima volta nel XVI secolo come sinonimo di "alca impenne". Forse essa deriva dal gallese pen gwyn, "testa bianca", o dal latino pinguis, "pingue, grassoccio", ma la sua etimologia è ancora in discussione. Quando gli esploratori europei scoprirono quegli uccelli che oggi chiamiamo pinguini nellemisfero australe, notarono il loro aspetto simile a quello dellalca impenne e li chiamarono con questo nome, malgrado non fossero affatto imparentati con esso.

                                     

2. Descrizione

Con unaltezza di 75–85 cm e un peso negli esemplari adulti di circa 5 kg, lalca impenne, incapace di volare, era la specie più grande sia della sua famiglia che dellintero ordine dei Caradriiformi. Le alche che vivevano più a nord avevano generalmente dimensioni maggiori di quelle stanziate più a sud. Maschi e femmine avevano piumaggio simile, ma differivano tra loro per le dimensioni, in particolare del becco e della lunghezza del femore. Il dorso era prevalentemente di colore nero lucido, mentre il ventre era bianco. Il collo le zampe erano brevi, e la testa le ali piccole. Lalca sembrava avere un aspetto un po pienotto a causa di uno spesso strato di grasso necessario per la termoregolazione. Durante lestate, lalca impenne sviluppava una larga macchia bianca sopra ad ogni occhio, la cui iride poteva essere di colore nocciola o castano. Durante linverno lalca effettuava la muta e perdeva queste macchie oculari, che venivano rimpiazzate da una larga fascia bianca e da una linea grigia di piume che andavano dallocchio allorecchio. Durante lestate, il mento e la gola dellalca erano bruno-nerastri, mentre linterno della bocca era giallo. Durante linverno, la gola diveniva bianca. Alcuni esemplari avevano del piumaggio grigio sui fianchi, ma il motivo di questa caratteristica è sconosciuto. Il grosso becco era lungo 11 cm e si incurvava verso il basso allestremità; inoltre presentava delle profonde scanalature bianche su entrambi i suoi rami, fino a sette sulla mascella e dodici sulla mandibola in estate, che diminuivano di numero in inverno. Le ali misuravano solamente 15 cm di lunghezza le remiganti più lunghe appena 10 cm. I piedi e i brevi artigli erano neri, mentre le membrane interdigitali erano di colore nero-brunastro. Le zampe erano poste parecchio indietro sul corpo, e consentivano allanimale di nuotare e immergersi molto efficacemente.

I nidiacei erano grigi e ricoperti di piumino, ma il loro esatto aspetto è sconosciuto, dal momento che non ne sono giunte spoglie. Gli esemplari giovani avevano scanalature sul becco meno evidenti e il collo ricoperto da macchie bianche e nere, e non presentavano la macchia oculare tipica degli adulti; al contrario, avevano una linea grigia che correva dagli occhi che erano ancora cerchiati da un anello perioculare bianco fin sotto alle orecchie.

I richiami dellalca includevano bassi gracidii e grida rauche. Un esemplare in cattività venne visto emettere una sorta di gorgoglio quando era nervoso. Non sappiamo di che tipo fossero le altre vocalizzazioni, ma si presume che fossero simili a quelle della gazza marina, seppur più potenti e profonde.



                                     

3. Distribuzione e habitat

Lalca impenne era diffusa nelle fredde acque litoranee del Nordatlantico lungo le coste di Canada, Stati Uniti nord-orientali, Norvegia, Groenlandia, Islanda, isole Fær Oer, Irlanda, Gran Bretagna, Francia e Spagna settentrionale. Lalca impenne lasciava le acque del Nordatlantico e si spingeva a terra solamente per nidificare, e al di fuori della stagione riproduttiva si riposava addirittura in mare. Colonie di alca impenne si trovavano dalla baia di Baffin fino al golfo di San Lorenzo e, attraverso lestremità settentrionale dellAtlantico, in Islanda, Norvegia e isole britanniche in Europa. Per nidificare lalca impenne necessitava di isole rocciose con scogliere digradanti che fornivano un facile accesso alla linea costiera. Questi erano requisiti molto limitanti e si ritiene che in tutto lalca impenne occupasse non più di 20 colonie riproduttive. Inoltre, i siti di nidificazione dovevano essere situati in prossimità di acque ricche di cibo e dovevano essere abbastanza distanti dallentroterra per scoraggiare visite da parte di esseri umani e orsi polari. Sono note solamente sei località dove erano presenti colonie riproduttive: Papa Westray nelle isole Orcadi, lisola di St. Kilda al largo della Scozia, le isole di Grimsey ed Eldey nei pressi dellIslanda, lisola di Funk vicino a Terranova, le Bird Rocks Rochers-aux-Oiseaux nel golfo di San Lorenzo. I ritrovamenti indicano che questa specie potrebbe aver nidificato anche a capo Cod, in Massachusetts. A partire dalla fine del XVIII e dagli inizi del XIX secolo, lareale riproduttivo dellalca impenne si ridusse alle isole di Funk, di Grimsey, di Eldey, al golfo di San Lorenzo e a St. Kilda. Lisola di Funk ospitava la più vasta colonia riproduttiva conosciuta.

Lalca impenne si spostava a nord o a sud lontano dalle colonie riproduttive dopo che i pulcini avevano messo le penne e tendeva a dirigersi verso sud durante il tardo autunno e linverno. Era comune nei Grandi Banchi. Sue ossa sono state trovate a sud fino in Florida, dove la specie è risultata presente in quattro periodi di tempo distanti tra loro: attorno al 1000 a.C., al 1000 d.C., al XV secolo e al XVII secolo. In inverno generalmente lalca impenne non si spingeva più a sud della baia del Massachusetts.

                                     

4. Ecologia e comportamento

Lalca impenne non è mai stata osservata e descritta da scienziati moderni durante la sua esistenza; tutto ciò che sappiamo su di essa lo dobbiamo ai resoconti di osservatori profani, come i marinai, così il suo comportamento non è ben conosciuto ed è difficile da ricostruire. Tuttavia, possiamo dedurre abbastanza notizie su di essa da una sua parente stretta ancora esistente, la gazza marina, e dallanalisi dei tessuti molli giunti fino a noi.

Le alche impenni camminavano lentamente e talvolta utilizzavano le ali per aiutarsi ad attraversare i terreni irregolari. Quando era costretta a correre, lo faceva goffamente e con brevi passi in linea retta. Aveva pochi nemici naturali, in particolare grandi mammiferi marini, come lorca, le aquile di mare codabianca. Gli orsi polari compivano razzie nei siti di nidificazione. Questa specie non aveva una paura innata degli esseri umani, e la sua incapacità di volare e la goffaggine a terra aggravavano di molto la sua vulnerabilità. Veniva cacciata per la carne, le penne e per ottenere esemplari impagliati per musei e collezioni private. Le alche impenni reagivano ai rumori, ma raramente si impaurivano alla vista di qualcosa. Le alche usavano in modo aggressivo i loro becchi sia contro i conspecifici nelle colonie di nidificazione che quando si sentivano minacciate o venivano catturate dagli uomini. Si ritiene che questi uccelli vivessero in media circa 20-25 anni. Durante linverno, lalca impenne migrava a sud in coppie o in piccoli gruppi, e mai in compagnia dellintera colonia di nidificazione.

Lalca impenne era generalmente uneccellente nuotatrice, che usava le ali per darsi la spinta sottacqua. Durante il nuoto, teneva la testa eretta ma teneva in acqua il collo. Stando immersa era in grado di piegarsi, virare e girare su se stessa. È noto che poteva immergersi fino a 76 m di profondità, ma taluni hanno addirittura azzardato che avesse potuto raggiungere il chilometro di profondità. Poteva trattenere il respiro anche per 15 minuti, più a lungo di una foca. Era in grado di prendere velocità sottacqua per poi schizzarne fuori e approdare su una sporgenza rocciosa sopra la superficie delloceano.

                                     

4.1. Ecologia e comportamento Alimentazione

Questo alcide generalmente andava in cerca di cibo in acque costiere meno profonde di quelle frequentate da altri Alcidi, nonostante dopo la stagione riproduttiva sia stato avvistato anche a 500 km di distanza dalla terraferma. Si ritiene che catturasse le prede lavorando cooperatamente in stormi. Si nutriva generalmente di pesci, specialmente di quelli lunghi 12–20 cm e del peso di 40-50 g, ma occasionalmente poteva catturare anche prede della metà della sua lunghezza. In media luccello poteva immergersi in cerca di prede fino a 75 m, ed è stato stimato che avesse potuto raggiungere profondità massime di 130 m; tuttavia, allo scopo di conservare energie, la maggior parte delle immersioni erano poco profonde. La sua abilità di immergersi così in profondità riduceva la competizione con altre specie di Alcidi. In base ai resti associati ad ossa di alca impenne rinvenute sullisola di Funk e ad alcune considerazioni ecologiche e morfologiche, sembra probabile che le sue prede preferite fossero le alose dellAtlantico e i capelani. Altre possibili prede suggerite dagli studiosi sono ciclotteri, scorpioni di mare, merluzzi, crostacei e ammoditi. Si ritiene che i giovani di alca impenne si siano nutriti di plancton e, forse, di pesci e crostacei rigurgitati dagli adulti.



                                     

4.2. Ecologia e comportamento Riproduzione

La formazione delle coppie presso le alche impenni iniziava ai primi di maggio o a metà del mese. Si ritiene che i partner rimanessero uniti per tutta la vita, ma alcuni hanno ipotizzato che potessero avere anche rapporti al di fuori della coppia, proprio come è stato osservato nelle gazze marine. Una volta costituita la coppia, gli uccelli nidificavano alla base delle scogliere in colonie, dove probabilmente si accoppiavano. Le coppie riproduttive si impegnavano in parate sociali nel corso delle quali dondolavano su e giù le teste, mettendo in evidenza la macchia oculare bianca, i disegni sul becco, e linterno giallo della bocca. Queste colonie erano estremamente affollate e popolose; alcuni studiosi hanno stimato che vi fosse un nido ogni metro quadrato di terreno disponibile. Le colonie erano molto gregarie. Nel caso una di queste comprendesse anche altre specie di Alcidi, lalca impenne dominava le altre grazie alle sue dimensioni.

Le femmine di alca impenne deponevano solo un unico uovo allanno, tra la fine di maggio e i primi di giugno, sebbene potessero deporre un uovo sostitutivo nel caso il primo fosse andato perduto. Negli anni in cui vi era scarsità di cibo, lalca non si riproduceva. Lunico uovo veniva deposto sul terreno nudo entro 100 m dalla costa. Luovo era di forma ovoidale e allungata, e misurava in media 12.4 cm di lunghezza e 7.6 cm di larghezza nel punto più largo. Luovo era di colore variabile dal bianco-giallastro allocra chiaro e presentava una serie di macchie e linee nere, marroni o verdastre che spesso si raggruppavano attorno al polo maggiore. Si ritiene che le variazioni dei disegni sulle uova facilitassero i genitori nel riconoscerle allinterno della colonia. I genitori covavano luovo a turno rimanendo in posizione eretta per 39-44 giorni prima che si schiudesse, generalmente in giugno, nonostante nelle colonie si potessero trovare uova anche in agosto.

I genitori si occupavano a turno anche dellalimentazione del pulcino. Secondo una testimonianza, il pulcino era ricoperto di piumino grigio. Al piccolo bastavano solo due o tre settimane per crescere abbastanza da abbandonare il nido e la terraferma per dirigersi in acqua, generalmente verso la metà di luglio. I genitori si occupavano di lui anche dopo che questi aveva messo le penne, e degli adulti sono stati visti nuotare con il piccolo appollaiato sul dorso. Le alche impenni raggiungevano la maturità sessuale alletà di quattro-sette anni.

                                     

5. Rapporti con luomo

Lalca impenne costituiva una fonte di cibo per i Neanderthal più di 100.000 anni fa, così come testimoniano le ossa ben ripulite rinvenute presso i resti dei loro fuochi da campo. Immagini che si ritiene ritraggano delle alche impenni sono state inoltre incise sulle pareti della grotta di El Pinto in Spagna più di 35.000 anni fa, mentre pitture rupestri vecchie di 20.000 anni sono state rinvenute in Francia nella grotta Cosquer.

Per i nativi americani lalca impenne era una fonte di cibo durante i mesi invernali e un importante simbolo. Immagini raffiguranti alche impenni sono state trovate in collane in osso. I resti di un uomo appartenente alla cosiddetta cultura arcaica marittima seppellito nel sito di Port au Choix, a Terranova, risalenti al 2000 a.C. circa, sono stati ritrovati circondati da più di 200 becchi di alca impenne, che si ritiene siano stati parte di un mantello confezionato con le loro spoglie, con le teste lasciate attaccate come ornamento. Quasi metà delle ossa di uccelli ritrovate nelle tombe di questo sito appartengono ad alche impenni, il che lascia ipotizzare che questa specie giocasse un importante ruolo culturale presso i popoli della cultura arcaica marittima. Con le uova dellalca gli scomparsi Beothuk di Terranova preparavano una sorta di pasticcio. Anche gli eschimesi Dorset catturavano questi uccelli, e in Groenlandia i Saqqaq sfruttarono così intensamente la specie da causarne una riduzione locale dellareale.

Successivamente, i marinai europei considerarono le alche come dei fari per la navigazione, dal momento che la presenza di questi uccelli segnalava che i Grandi Banchi di Terranova erano vicini.

Si ritiene che questa specie fosse costituita da qualche milione di esemplari. Lalca impenne iniziò a essere cacciata su scala maggiore per la carne, le uova e il piumino almeno a partire dallVIII secolo. Prima di allora, cacce da parte degli indigeni locali sono state documentate dalla tarda età della pietra in Scandinavia e nel Nordamerica orientale, e dagli inizi del V secolo nel Labrador, dove sembra che luccello sia stato presente unicamente come visitatore occasionale. I primi esploratori, come Jacques Cartier e gli equipaggi di numerose navi che si spinsero in cerca di oro sullisola di Baffin, non portavano con sé provviste per il viaggio di ritorno, e di conseguenza utilizzavano questa specie sia come una conveniente fonte di cibo che come esca per i pesci. Successivamente alcune imbarcazioni iniziarono a sostare nei pressi delle colonie di questi uccelli e a gettare delle passerelle fino a terra. I marinai allora spingevano centinaia di alche sulle navi, dove poi venivano massacrate. Alcuni autori si sono chiesti se questo metodo di caccia avesse davvero successo. Anche le uova costituivano unimportante fonte di cibo, dal momento che erano tre volte più grandi di quelle di unuria e avevano un grosso tuorlo. I marinai introdussero inoltre ratti sulle isole popolate dalle alche.

                                     

5.1. Rapporti con luomo Estinzione

La piccola era glaciale potrebbe aver causato la riduzione della popolazione delle alche impenni, lasciando esposte molte delle isole su cui nidificavano alle predazioni degli orsi polari, ma fu il massiccio sfruttamento per il loro piumino a ridurre la specie sullorlo dellestinzione. Attorno alla metà del XVI secolo, le colonie riproduttive poste lungo il lato europeo dellAtlantico erano state quasi tutte eliminate dagli uomini, che uccidevano questi uccelli per il loro piumino, che veniva utilizzato per fabbricare i cuscini. Nel 1553, lalca godé per la prima volta di una protezione ufficiale, e nel 1794 la Gran Bretagna mise al bando luccisione di questa specie per le sue piume. A St. Johns, degli uomini che avevano violato una legge del 1775 che proibiva la caccia allalca per le piume o le uova vennero frustati pubblicamente, ma la caccia per utilizzare questo uccello come esca per i pesci veniva ancora permessa. Sul lato nordamericano, in un primo momento venne preferito il piumino di edredone, ma dopo la quasi totale scomparsa di questultimo, negli anni 70 del XVIII secolo, i raccoglitori di piumino iniziarono a rivolgere le proprie attenzioni allalca, proprio quando iniziava a venire meno la richiesta di carne, esche per i pesci e olio. Lalca impenne scomparve dallisola di Funk nel 1800, e una testimonianza di Aaron Thomas della HMS Boston risalente al 1794 descrive come questo uccello era stato sistematicamente massacrato fino ad allora:

Data la loro crescente rarità, gli esemplari di alca impenne le loro uova divennero pezzi da collezione di grande valore per gli europei più facoltosi, e la perdita del gran numero di uova che venivano raccolte contribuì alla scomparsa della specie. I raccoglitori, uomini che visitavano i siti di nidificazione delle alche impenni per impadronirsi delle uova, compresero ben presto che gli uccelli non deponevano le loro uova nello stesso giorno, così iniziarono a visitare più volte la stessa colonia. Essi raccoglievano solamente le uova prive di embrione e generalmente scartavano quelle in cui questo era presente.

Fu sullisoletta di Stac an Armin, a St. Kilda, nel luglio del 1840, che lultima alca impenne vista sulle isole britanniche venne catturata e uccisa. Tre uomini di St. Kilda catturarono un singolo garefowl, notandone le piccole ali e la grande macchia bianca sulla testa. Lo legarono e lo tennero in vita per tre giorni, fino a quando scoppiò una forte tempesta. Credendo che lalca fosse una strega e la causa della tempesta, la uccisero colpendola con un bastone. Lalca impenne è lunico uccello britannico ad essersi estinto in epoca storica.

Lultima colonia di alche impenni visse su Geirfuglasker la "Roccia dellAlca Impenne" al largo dellIslanda. Questa isoletta era uno scoglio vulcanico circondato da falesie che lo rendevano inaccessibile agli esseri umani, ma nel 1830 venne inghiottita dal mare dopo uneruzione vulcanica, e gli uccelli si trasferirono sulla vicina isola di Eldey, accessibile solamente da un unico lato. Quando la colonia venne scoperta per la prima volta nel 1835, era costituita da quasi cinquanta esemplari. I musei, desiderando le spoglie dellalca per conservarle e metterle in mostra, iniziarono ben presto a collezionare gli uccelli della colonia. Lultima coppia, scorta mentre stava covando un uovo, venne uccisa là il 3 giugno del 1844, su richiesta di un mercante in cerca di esemplari da museo: Jón Brandsson e Sigurdur Ísleifsson strangolarono gli adulti e Ketill Ketilsson schiacciò luovo sotto i suoi stivali. Lesperto di alche impenni John Wolley intervistò i due uomini che avevano ucciso gli ultimi uccelli, e Ísleifsson descrisse il fatto con le seguenti parole:

LUnione Internazionale per la Conservazione della Natura e delle Risorse Naturali IUCN considera valide le testimonianze riguardanti lavvistamento di un esemplare in vita nel 1852 sui Grandi Banchi di Terranova.

                                     

5.2. Rapporti con luomo Esemplari conservati

Oggi, tutto ciò che rimane dellalca impenne sono 78 esemplari impagliati conservati per lo più in vari musei, oltre a circa 75 uova e 24 scheletri completi. Fatta eccezione per quattro esemplari, tutti gli uccelli impagliati indossano il piumaggio estivo, e solamente due di questi sono esemplari immaturi. Non esistono resti di nessun pulcino. Ad ogni uovo ed esemplare gli specialisti hanno assegnato un numero di riconoscimento. Malgrado siano state rinvenute migliaia di ossa isolate, dallisola di Funk del XIX secolo ai tumuli neolitici, esiste solamente uno scarso numero di scheletri completi. Sullisola di Funk sono state rinvenute anche delle mummie naturali, mentre al Museo di Zoologia di Copenaghen sono conservati gli occhi e gli organi interni degli ultimi due uccelli catturati nel 1844. Dove siano conservate oggi le loro spoglie, tuttavia, non è chiaro, ma secondo Errol Fuller sono tre i candidati sospetti a causa della loro connessione con uno specifico commerciante di Copenhagen: gli esemplari conservati al Museo di Storia Naturale della Contea di Los Angeles, allIstituto Reale di Scienze Naturali del Belgio e al Museo Übersee di Brema.

In seguito allestinzione della specie, i resti di alca impenne sono notevolmente aumentati di valore, le vendite allasta di esemplari impagliati crearono un notevole interesse nella Gran Bretagna vittoriana, tanto che in questo Paese sono attualmente conservati 15 esemplari, più che in ogni altro luogo del mondo. Un esemplare acquistato nel 1971 dal Museo di Storia Naturale Islandese per la somma di 9000 sterline è entrato nel Guinness dei primati come luccello impagliato più costoso che sia mai stato venduto. Il prezzo delle uova di alca talvolta ha raggiunto fino a 11 volte limporto guadagnato da un operaio specializzato in un anno. La sorte attuale di sei delle uova conservate non è nota, mentre altre sono andate accidentalmente distrutte. Nel corso del XX secolo sono andati distrutti due esemplari impagliati, uno al Museo di Magonza durante la seconda guerra mondiale, e uno al Museo Bocage di Lisbona, distrutto da un incendio nel 1978.



                                     

5.3. Rapporti con luomo Lalca nella cultura di massa

Lalca impenne è uno degli uccelli estinti citati con più frequenza in letteratura. Essa compare infatti in molte opere di letteratura per bambini.

  • In Bambini acquatici. La magica avventura di un bambino terrestre di Charles Kingsley unalca impenne racconta la storia dellestinzione della specie.
  • Anche in Avventura nellisola di Enid Blyton si parla dellestinzione delluccello, in quanto il protagonista parte alla fallimentare ricerca di quella che ritiene essere lultima colonia della specie.

Lalca impenne è presente anche in una vasta gamma di altre opere di fantasia.

  • Secondo le memorie di Homer Hickam, Rocket Boys, dalle quali è stato tratto il film Cielo dottobre, i primi razzi che lo scrittore costruì assieme ai suoi amici vennero chiamati ironicamente Auk.
  • Nel romanzo Ulisse, James Joyce cita luccello mentre il personaggio principale si sta addormentando. Lo scrittore associa lalca impenne con il mitico uccello roc mentre il protagonista scivola verso una terra sonnolenta di fantasia e memoria.
  • Ne Lisola dei pinguini, un romanzo satirico del 1908 del premio Nobel Anatole France, viene narrata la storia fantastica di una popolazione di alche impenni che viene battezzata per sbaglio da un missionario miope.
  • È protagonista di un balletto, Still Life at the Penguin Café, e di una canzone, A Dream Too Far, del musical ecologico Rockfords Rock Opera.
  • Lalca impenne compariva anche su un francobollo di una serie di cinque, raffiguranti uccelli estinti, emessi a Cuba nel 1974.
  • Lalca impenne è la protagonista di un romanzo, The Last Great Auk, di Allen Eckert, nel quale sono raccontati gli eventi che hanno portato alla scomparsa della specie visti dalla prospettiva dellultimo esemplare sopravvissuto.
  • Nel videogioco Assassins Creed: Rogue, ambientato durante la guerra dei Sette Anni, è possibile osservare stormi di alche impenni.
  • Unalca impenne compare come uno dei beni preziosi di Baba la Turca nellopera di Igor Fedorovič Stravinskij La carriera di un libertino libretto di W. H. Auden e Chester Kallman.
  • Walton Ford, il pittore americano, ha rappresentato delle alche impenni in due dipinti: The Witch of St. Kilda e Funk Island.
  • Al centro della trama che presenta anche elementi di suspense proto-lovecraftiani del racconto breve The Harbor Master di Robert W. Chambers, vi è la scoperta e il tentativo di salvataggio dellultima coppia conosciuta di alche impenni.
  • Una compagnia di sigarette, la British Great Auk Cigarettes, prendeva il nome da questo uccello.
  • Unalca impenne viene catturata dal naturalista immaginario Stephen Maturin nel romanzo storico di Patrick OBrian Missione sul Baltico. Nel libro sono narrati anche dettagli sullo sfruttamento di una colonia di alche.
  • Lalca impenne è la mascotte della Archmere Academy di Claymont Delaware, del Sir Sandford Fleming College nellOntario e della Società Corale dellUniversità di Adelaide AUCS in Australia.
  • Il pittore e scrittore inglese Errol Fuller ha dipinto il quadro Last Stand per illustrare la sua monografia sulla specie.
  • La rivista scientifica dellUnione degli Ornitologi Americani si chiama The Auk in onore di questo uccello.
  • Luccello compare anche in Mar dei massacri di Farley Mowat.
  • È anche la mascotte della competizione educativa Knowledge Masters.