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ⓘ Lancia Delta (1979)




Lancia Delta (1979)
                                     

ⓘ Lancia Delta (1979)

La Lancia Delta prima generazione è unautomobile di gamma media prodotta dalla casa automobilistica italiana Lancia dal 1979 al 1993 in 525 231 esemplari, incluse le versioni sportive. Nel 1993 è stata sostituita dalla Delta seconda generazione. È stata prodotta in quattro serie: la prima tra il 1979 e il 1982; la seconda tra il 1983 e il 1986; la terza tra il 1986 e il 1990; la quarta e ultima tra il 1991 e il 1993.

                                     

1.1. Le versioni stradali Profilo e storia

Frutto della matita di Giorgetto Giugiaro, nacque nellautunno del 1979, come sostituta della Fulvia che era fuori produzione dal 1972.

La Lancia Delta non era propriamente una diretta erede dalla Fulvia, in quanto i cambiamenti di mercato portarono la Lancia, come tutte le altre case automobilistiche, a modificare la propria gamma di modelli inserendo dei segmenti nuovi inframmezzandoli a quelli meno recenti. Per tali motivi la Fulvia cedette il suo testimone inizialmente alla Lancia Beta, seppure con aumento generale delle dimensioni e della cubatura del motore, mentre in seguito, con la Beta sempre presente sul mercato uscì di produzione nel 1981, venne proposta la Delta alla quale successivamente si affiancò la Lancia Prisma, con questultima che prese il vero testimone dalla Beta, sostituendo la Beta Trevi, in produzione dal 1982 al 1984. Delta e Prisma rappresentarono un evidente ampliamento della gamma media della casa, che offriva, tra il 1982 e il 1984, una versione compatta a due volumi - la Delta, per lappunto - e due versioni a tre volumi - Beta Trevi e Prisma - che occupavano il segmento che fu della Fulvia.

                                     

1.2. Le versioni stradali Prima serie 1979-1983

Il codice di progetto interno al gruppo Fiat per questo modello era Y5.

Lautotelaio, derivato per lo più dal pianale della Beta, appariva molto evoluto per lepoca: sospensione anteriore a ruote indipendenti di tipo MacPherson con braccio oscillante inferiore e montante costituito da ammortizzatore idraulico e barra stabilizzatrice; sospensione posteriore a ruote indipendenti di tipo MacPherson con due bracci oscillanti trasversali, braccio oscillante longitudinale inferiore puntone, montante costituito da ammortizzatore idraulico telescopico a doppio effetto e molla a elica disassata con barra stabilizzatrice, di fatto una sospensione Multilink con la inusuale peculiarità di poter regolare la convergenza anche sullassale posteriore.

La Delta venne proposta inizialmente con due motorizzazioni quattro cilindri in linea, con albero a camme in testa e cilindri in lega leggera, derivati da quelli montati dalla Fiat Ritmo, ma migliorati nellalimentazione, di 1301 cm³ 78 CV o 1498 cm³ da 85 CV, oltre a un motore 1100 cm³ destinato, per motivi fiscali, solo ai mercati di alcuni paesi come Grecia e Portogallo.

La vettura fu dotata di parecchie innovazioni per lepoca, come i paraurti anteriori e posteriori realizzati in resina poliestere rinforzata con fibre di vetro e una dotazione comprendente il lunotto termico con tergilavalunotto, specchietto regolabile dallinterno, tergicristallo a tre velocità e volante regolabile in altezza. Plancia, bocchette di aerazione e quadro strumenti avevano un disegno squadrato.

Prodotta nei vari allestimenti ed evoluzioni dal 1979 al 1993 è stata destinata come tutte le Lancia a una clientela dai gusti raffinati, nonostante il prezzo lievemente maggiore rispetto alla concorrenza giustificato dalla bontà delle finiture e dalla dotazione completa di accessori di serie. La Delta diventò quindi una delle vetture maggiormente preferite dalla classe media degli anni 1980 e dei primi anni 1990.

Nel 1980 la Delta si aggiudicò il premio Auto dellanno. Nel 1982 vennero lanciate le Delta 1300 LX e 1500 LX, con di serie dotazioni degne di vetture di rango superiore, come gli alzacristalli elettrici, le ruote in lega leggera, i vetri atermici, il sedile posteriore sdoppiato e gli interni in tessuto Zegna.

                                     

1.3. Le versioni stradali Seconda serie 1983-1986

Nel 1983 vennero introdotte le prime modifiche, che dettero vita alla seconda serie: paraurti maggiormente avvolgenti, calandra ridisegnata, eliminazione della fascia satinata posteriore e piccoli ritocchi agli interni. Con loccasione vennero lanciate le versioni 1600 GT a doppio albero a camme in testa, dal 1986 anche con alimentazione a iniezione elettronica, e 1600 HF Turbo, mosse da un 4 cilindri bialbero di 1585 cm³ in versione aspirata 105 CV la versione a carburatore o turbo a carburatori 130 CV. La gamma veniva completata dalle versioni 1300 e 1300 LX, mentre il motore 1500 era riservato alla versione con cambio automatico a tre rapporti.

                                     

1.4. Le versioni stradali Terza serie 1986-1990

Nel 1986, in occasione del lancio della prima versione a quattro ruote motrici, la HF 4WD, lintera gamma venne sottoposta a un importante restyling che diede vita alla terza serie.

Esteriormente il modello si contraddistingue per dei nuovi paraurti più avvolgenti con fendinebbia incassati, nuovi fari anteriori più bombati, nuovi cerchi in lega, nuovi cambi e nuovo motore 1600 HF Turbo a iniezione elettronica 140 CV, oltre a una serie di migliorie a livello estetico e meccanico, come sospensioni perfezionate e freni maggiorati; molti elementi sono in comune con la neonata HF 4WD. Gli interni subiscono modifiche più profonde, in parte riprese dalla cugina Prisma: viene abbandonato il disegno squadrato della plancia, al cui centro viene inoltre posto un check panel analogico di controllo spie - precursore di ciò che si sarebbe visto, nel mondo dellauto, solo con larrivo dello standard elettronico CAN bus -, mentre il quadro strumenti viene inglobato in ununica cornice.

Sempre nel 1986 venne introdotta per la prima volta una versione con motore turbodiesel. Nello stesso anno la Delta vedeva nella produzione di serie la nascita di un 1100 cm³ destinato al mercato greco, oltre a nuovi motori a iniezione elettronica dotati di catalizzatore destinati allestero.



                                     

1.5. Le versioni stradali Quarta serie 1990-1993

Sul finire del 1990, venne introdotta la quarta e ultima serie: nuovi tessuti interni, nuovi colori carrozzeria, cerchi in lega diamantati stile Dedra, eliminazione totale scritte di identificazione posteriori, eliminazione motore 1300 le versione LX saranno solo 1500, cofano motore con griglia stile Integrale 8v, frecce anteriori di colore bianco. Anche la 1500 LX riceve il quadro strumenti con le spie circolari in stile HF. Le versioni HF Turbo presentarono ora il frontale con fari rotondi come le "Integrali" e il cofano con bombatura come la Integrale 16v.

Alla nascita della Lancia Delta non erano previste versioni da competizione, dato che in ambito rallystico i team del Gruppo Fiat-Lancia correvano con auto vittoriose come la 131 Abarth e Stratos inizialmente, e con la Lancia Rally 037 successivamente. A partire comunque dal 1982 venne presentato al Salone di Torino un prototipo a trazione integrale. La meccanica e la telaistica erano quelle del modello base; il motore era a doppio albero a camme in testa, di 1600 cm³ con turbocompressore; erogava 166 CV. Sul gruppo cambio-differenziale venne montato un differenziale ripartitore con presa di moto longitudinale per la trasmissione alle ruote posteriori. Sul ponte posteriore era alloggiato un differenziale autobloccante.

Al Salone di Torino del 1983 fu presentata la Delta Selene ", versione cabriolet costruita dalla carrozzeria torinese Baronti. Pur essendone stata richiesta e ottenuta lomologazione, la vettura non ebbe seguito produttivo e fu realizzata limitatamente ai tre esemplari esposti, dei quali solo uno risulta essere stato regolarmente immatricolato con targa TO Z37901.

                                     

1.6. Le versioni stradali La Saab 600

Tra il 1980 e il 1982, in seguito a un accordo di collaborazione tra il gruppo Fiat e la Saab risalente al 1978, la Delta con motore 1500 cm³ venne commercializzata in Svezia e Norvegia come Saab 600.

                                     

2.1. Versioni sportive 1986: nasce la versione 4WD

Nel maggio 1986 venne appunto presentata la Delta HF 4WD, concepita per lutilizzo dellutente comune. La trazione è integrale permanente; differenziale anteriore libero, differenziale centrale di tipo epicicloidale che ripartisce la coppia motrice per il 56% sullasse anteriore e il rimanente 44% sullasse posteriore, un giunto viscoso Ferguson di bloccaggio applicato al differenziale centrale ripartitore di coppia e un differenziale posteriore Torsen. Il differenziale centrale garantisce una ripartizione di coppia tra i due assi in relazione alleffettivo grado di aderenza degli stessi. Il Torsen è un differenziale autobloccante che garantisce, rispetto a un differenziale normale, il massimo della trazione compatibile con laderenza delle ruote. Il motore è di derivazione Lancia Thema: 1995 cm³ con turbocompressore Garrett; eroga una potenza massima di 165 CV a 5.500 giri/min e una coppia motrice di 29 kgm con overboost inserito. Un sistema integrato con laccensione a controllo elettronico con sensore di detonazione, impedisce lentrata in funzione delloverboost a motore troppo freddo o surriscaldato. Loverboost agisce sulla valvola waste-gate aumentando temporaneamente la pressione di sovralimentazione. Un intercooler riduce la temperatura dellaria compressa da 120 a 70/50 °C. Le valvole sono al sodio, le guide valvole in bronzo, i cuscinetti di biella di tipo trimetallico ed è presente un radiatore per il raffreddamento dellolio motore. Limpianto frenante ha dischi sulle quattro ruote; quelli anteriori sono autoventilanti. La ripartizione della coppia motrice è 54/46 tra avantreno e retrotreno.

È con questauto e con le sue successive quattro evoluzioni che dal termine "4WD" passeranno al nome "Integrale" che la Lancia inizierà il suo ineguagliato ciclo di vittorie nei rally: dopo i cinque titoli già ottenuti con vetture del calibro di Stratos e Rally 037, con la Delta la Lancia vincerà il Campionato Mondiale Rally per sei volte consecutive 1987-1992 mentre i piloti che guidarono questa autovettura vinsero quattro titoli: due con Miki Biasion 1988 e 1989 e altri due con Juha Kankkunen 1987 e 1991.

Allinizio del 1988 viene lanciata la versione stradale della Delta HF Integrale, la cosiddetta otto valvole, in pratica una 4WD con carreggiate allargate e parafanghi bombati, motore della 4WD portato a 185 CV e migliorie di dettaglio nellabitacolo, in versioni soltanto non catalizzate. Verso la fine del 1989 arriva la versione 16v da 200 CV, immediatamente riconoscibile per il rigonfiamento sul cofano reso necessario dalla testata del motore modificata per ospitare la nuova distribuzione, e per i cerchi ruota bruniti e con canale maggiorato a 7". La ripartizione della coppia motrice viene portata a 47/53 tra avantreno e retrotreno. Lassetto della vettura è notevolmente modificato abbassandola di 20 mm pur adottando sospensioni con maggiore escursione. Per i mercati con normative antinquinamento più restrittive viene prodotta anche la versione HF Cat, con motore a 8 valvole, catalizzatore a 3 vie e sonda Lambda eroga 178 CV; tale modello si distingue dalla HF Integrale 16v per le targhette specifiche e per gli pneumatici di minore sezione.



                                     

2.2. Versioni sportive 1991: Delta HF Integrale "Evoluzione"

Il 1991 vede la nascita della Delta HF Integrale "Evoluzione", detta anche Delta Evoluzione o semplicemente Evo per brevità e meglio distinguerla dalle precedenti versioni, oppure più affettuosamente Deltona tra gli appassionati. Viene prodotta dal 1991 al 1993 nelle versioni 16v e 8v catalizzato per il mercato svizzero, e poi dal 1993 al 1994 nella versione 16v catalizzato detta Evo 2.

La Delta Evoluzione propone esteticamente carreggiate allargate, maggiori bombature laterali e sul cofano motore, sospensioni e freni migliorati, scatola sterzo più robusta, fari lenticolari con unestetica più accattivante, minigonne ridisegnate, unelettronica migliore e uno scarico di diametro più largo e con terminale singolo.

Diverso è il disegno dei paraurti e vi era la presenza di uno spoiler sul lunotto posteriore regolabile in 3 diverse angolature. Il quattro cilindri turbo grazie a diverse tarature della turbina e dellelettronica forniva 210 CV e 300 Nm nella Evo 1 e 215 CV e 310 Nm nella Evo 2. ABS di serie, climatizzatore compreso nel prezzo sulle 16v catalizzate per via del maggiore riscaldamento dellabitacolo e a richiesta sulle altre.

La Delta Evo è stata prodotta in numerose versioni limitate, di cui al dettaglio immediatamente sotto. Sono stati prodotti alcuni esemplari del tutto esclusivi tra i quali la Cabrio dellavvocato Agnelli rimasta esemplare unico, la Delta blindata delling. Pirelli e quella preparata Abarth del dottor Umberto Agnelli da circa 285 CV. Vi sono infine alcuni esemplari unici prodotti nello stabilimento Maggiora e riconoscibili per la verniciatura particolare, tra cui uno viola con interni in tinta e uno bianco perlato con interni bianchi. La produzione è cessata nel 1994 ma alcuni esemplari sono stati venduti fino a tutto il luglio 1995.

Nella sua ultima evoluzione la Delta HF Integrale vantava prestazioni di rilievo: la velocità massima dichiarata dalla casa era di 220 km/h e laccelerazione da 0–100 km/h in 5.7 secondi grazie al motore turbo da 1995 cm³ 16v portato a 210 CV nella Evo 1 e 215 CV nella Evo 2 con una tenuta laterale di 1.55 g.

                                     

2.3. Versioni sportive 1991-1992: Delta HF Integrale Evo Martini 5 e 6

Furono create appositamente per commemorare rispettivamente i cinque e poi sei anni consecutivi di vittorie della Delta nel mondiale marche rally. La Lancia, in collaborazione con Martini, decise di creare queste vetture in serie limitata e numerate. Come tutte le Lancia Delta Evo, montavano lo stesso motore 1995 cm³ 16v, ma lallestimento era molto diverso.

La Delta Martini 5, prodotta in 400 esemplari in occasione del quinto titolo mondiale 1991, presenta una livrea Martini Racing sulle fiancate, sedili Recaro in Alcantara nera prodotta nello stabilimento di Nera Montoro Terni con cuciture e cinture di sicurezza rosse. Targhetta dargento riportante il numero di serie. Prese daria nere, come pure lo spoiler posteriore. Coperchio punterie rosso. I cerchi sono bianchi da 15". Pneumatici Michelin MXX 205/50 ZR15. Di serie è dotata di ABS, climatizzatore manuale, antifurto elettronico Gemini con telecomando, autoradio Clarion CRX 111 R con controllo per caricatore CD e 2 casse, vetri elettrici e chiusure centralizzate. Costava 56 milioni di lire.

La Delta Martini 6, prodotta in 310 esemplari in occasione del sesto titolo mondiale rally 1992, vede i colori Martini spiccare sulle fiancate, così come le decalcomanie "World Rally Champion" sotto le portiere anteriori, i loghi "HF" sui montanti posteriori e lo stemma Lancia sul tetto. Gli interni sono di tipo racing con sedili Recaro di tipo alto, rivestiti con alcantara turchese con cuciture e cinture di sicurezza rosse, i vetri sono solextra azzurrati. Sulla leva del cambio cè un pomello sferico tipo corsa e nel castelletto sono stati installati cuscinetti in teflon per una maggiore maneggevolezza; la cuffia cambio è in gomma, contornata da una piastra in fibra di carbonio. Sul tunnel centrale, sotto la leva del cambio, cè limmancabile targhetta su cui è inciso il numero dellesemplare. I cerchi sono bianchi da 15 pollici. Di serie: ABS, autoradio Clarion CRX 111 R, climatizzatore manuale, coperchio punterie rosso. Gli scarichi dei parafanghi anteriori sono forati per favorire il passaggio dellaria. Pneumatici Michelin MXX 205/50 ZR15. Costava 61.750.000 lire.

                                     

2.4. Versioni sportive 1994-1995: Delta HF Integrale Dealers Collection

Costruite in 173 esemplari tra il 1994 e il 1995, le Dealers Collection presentavano una colorazione rosso bordeaux micalizzato con interni Recaro in pelle beige, avviamento a pulsante, cerchi Speedline Montecarlo da 16", pannelli in alluminio spazzolato nella strumentazione e volante, poggiapiedi e pedaliera prodotti dalla OMP.

                                     

3. La Delta le corse

La Lancia Delta fu una delle più apprezzate vetture della casa, sia in Italia sia nel mondo, cosa dovuta principalmente alle vittorie ottenute nei rally di tutto il mondo. La sua fama deriva infatti dai successi in ambito rallystico: unica vettura nella storia ad aver vinto ben 6 titoli mondiali consecutivi, dal 1987 al 1992.

                                     

3.1. La Delta le corse 1985-1986: Delta S4

Nei primi anni 1980 la classe regina del Campionato mondiale rally era il Gruppo B, nel quale gareggiano evolute vetture derivate da versioni stradali costruite in piccola serie e dotate di apposite soluzioni tecniche per essere competitive nei rally. La Lancia disputò alcune stagioni con il modello Rally 037, divenuto però poco competitivo nei confronti dei costruttori rivali soprattutto a causa della mancanza della trazione integrale, per ritornare a vincere la Lancia realizzò la Delta S4 stradale, una berlinetta di nuova concezione con motore posteriore centrale e 4 ruote motrici, da cui derivò una versione da rally. Lesordio mondiale della Delta S4 avvenne nel Rally RAC del 1985, e fu un successo: primi due posti con le coppie Toivonen-Wilson e Alen-Kivimaki. La Delta S4 si dimostrò ben presto unauto vincente. Ma il dramma era alle porte: nel maggio 1986 al Tour de Corse, Toivonen e il suo copilota Cresto, fino a quel momento in testa al rally, uscirono di pista e perirono nellincidente.

Il mondiale andò comunque avanti ed era già vinto dalla coppia Alen-Kivimaki su Delta S4, grazie anche allepilogo del Rally di Sanremo durante il quale accadde un fatto determinante per la corsa al titolo 1986: per aver maggior effetto suolo la Peugeot montò le minigonne sulle fiancate delle 205 T16 le tre vetture furono squalificate. I francesi fecero ricorso in appello ma il Sanremo fu dominato dalle Lancia. Il mondiale costruttori andò alle Peugeot e il mondiale piloti a Markku Alén su Delta S4, quando 11 giorni dopo la fine del campionato la Fisa accettò il ricorso della Peugeot e cancellò il risultato del Sanremo, regalando così anche il titolo piloti alla Peugeot. La Delta S4 dopo soli 13 mesi concluse il suo breve ma intenso ciclo, non vinse nessun titolo mondiale, dimostrandosi comunque una delle più competitive vetture di Gruppo B. Tutti i più o meno tragici avvenimenti accaduti durante i campionati 1985 e 1986 fecero comunque prendere alla federazione internazionale la decisione di sospendere lattività nel Campionato Mondiale Rally delle auto di Gruppo B ritenute troppo pericolose per le elevate prestazioni raggiunte a favore di auto con caratteristiche più vicine a quelle di serie Gruppo A.

Mentre la Delta S4 correva, era in preparazione un prototipo, la Lancia ECV dotata di vari sviluppi meccanici e strutturali, che sarebbe dovuto diventare la Delta S4 Evoluzione.



                                     

3.2. La Delta le corse 1987-1988: Delta HF 4WD e HF Integrale "8v"

Lepoca doro della Lancia Delta incominciò quindi nel 1987 con lesordio della HF 4WD nel Gruppo A. La berlinetta di serie era dotata di un motore 4 cilindri in linea di 1995 cm³ ed erogava 165 CV. In versione corsa la Delta erogava inizialmente 240 CV per un peso di poco superiore ai 1100 kg, ma al termine della stagione arrivò a toccare i 260 CV. Il successo della vettura italiana fu immediato: già al suo esordio al Rally di Montecarlo, la Delta guidata da Biasion si aggiudicò il primo posto. Fu vittoria anche in Portogallo con Markku Alén, che ripeté limpresa allAcropoli. Quellanno la Lancia Delta si aggiudicò i rally dArgentina, dei Mille Laghi, di Sanremo e il Rally RAC, ottenne il titolo piloti con Kankkunen e regalò alla Lancia il titolo costruttori.

Al Salone dellautomobile di Francoforte del settembre 1987 venne presentata la prima evoluzione della HF 4WD, ribattezzata Delta HF Integrale e a posteriori nota anche col suffisso "8v", aggiornata in alcuni particolari sia stilistici sia meccanici. Esternamente la nuova versione si riconosceva per i parafanghi allargati, il nuovo disegno di paraurti e minigonne, le nuove prese daria anteriori e sul cofano motore, i cerchi in lega da 15 anziché da 14 pollici. Per quanto concerne la parte meccanica, furono migliorate sospensioni e impianto frenante. La potenza del motore 1995 cm³ turbocompresso e dotato di intercooler passò da 165 CV a 185 CV; la versione da gara raggiunse invece i 280 CV dichiarati per 1100 kg di peso minimo regolamentare. Anche il 1988 fu una stagione largamente vittoriosa: la otto valvole conquisterà ancora il mondiale marche e, con Miki Biasion, quello piloti, oltre alleuropeo con Fabrizio Tabaton e a vari altri titoli nazionali.

                                     

3.3. La Delta le corse 1989-1991: Delta HF Integrale 16v

Il 1989 vide scendere in campo una versione rinnovata della Delta, ora rinominata in HF Integrale 16v: grazie alladozione delle 4 valvole per cilindro, la potenza salì a 200 CV per la versione stradale, mentre la rossa Gruppo A in versione Sanremo raggiungeva i 390 CV nonostante i soli 300 CV dichiarati e fu la Delta più potente che abbia mai corso regolarmente nei rally. La 16v si distingue anche per altre modifiche: diversa ripartizione della coppia motrice 47% allavantreno e 53% al retrotreno, impianto frenante potenziato, frizione, cambio e assetto modificati. Diverso anche laspetto esterno della vettura, caratterizzato dal rigonfiamento sul cofano anteriore con nuove prese daria. La vettura esordisce verso fine stagione nel Mondiale, a campionato ormai già virtualmente vinto dalla Lancia, trionfando al Rally di Sanremo con la coppia Biasion-Siviero, che si riconfermano campioni del mondo. Nel 1990 la sedici valvole continua a vincere e anche per quellanno si aggiudica il Mondiale; successo bissato anche nel 1991.

                                     

3.4. La Delta le corse 1992-1993: Delta HF Integrale "Evoluzione"

Durante la stagione 1991 la Lancia sviluppa lultima evoluzione della Delta HF Integrale, per lappunto colloquialmente nota come "Evoluzione", destinata a difendere i colori della casa torinese nel mondiale dellanno successivo. A fine anno la notizia del ritiro della Lancia dalle competizioni mette a rischio lesordio della nuova nata, che alla fine si concretizza grazie allimpegno del team satellite Jolly Club e dello sponsor storico Martini Racing. La vettura, con 8 vittorie domina il campionato 1992 e si conferma Campione del mondo per la 6ª volta consecutiva, un record che ancora oggi nessuno è riuscito a eguagliare.

Con la Delta Evo ancora vincitrice del titolo, lo sponsor Martini decide di non partecipare al mondiale successivo, restringendo il suo contributo al solo Campionato italiano. Il team Jolly Club, a cui la Lancia aveva demandato la gestione delle vetture per la stagione 1992, decide di continuare da solo nel successivo mondiale 1993 con le medesime vetture, che sono affidate al Campione del Mondo Carlos Sainz, portatore del munifico sponsor Repsol, e al giovane Andrea Aghini. La stagione si conclude con risultati molto deludenti, causati solo in parte dalla mancanza di aggiornamenti tecnici da parte della casa madre. I due piloti, infatti, si distingueranno per una lunga serie di errori e incidenti causati dalle difficoltà di Sainz nelladattarsi a una vettura che, seppur competitiva, era stata affinata e sviluppata negli anni precedenti dai suoi rivali, e dallinesperienza del pur talentuoso e veloce Aghini; i migliori risultati della stagione saranno due 2° posti di Sainz allAcropoli e al Rally dItalia, e un 3º posto di Aghini in Portogallo, peraltro ereditato dopo la rovinosa uscita di strada del compagno di squadra. Nonostante una chiusura del ciclo così ingloriosa, la Lancia Delta resta a oggi la vettura da rally più titolata della storia, con 10 titoli mondiali 6 marche e 4 piloti e un totale di 46 vittorie nel mondiale.

                                     
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