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ⓘ Nazionale di calcio dell'Arabia Saudita




Nazionale di calcio dellArabia Saudita
                                     

ⓘ Nazionale di calcio dellArabia Saudita

La nazionale di calcio dellArabia Saudita, i cui giocatori sono soprannominati I Figli del Deserto, الصقور o الأخضر, è la rappresentativa calcistica dellArabia Saudita ed è posta sotto legida della SAFF.

Tra le nazionali asiatiche storicamente più valide, nel suo palmarès annovera tre Coppe dAsia 1984, 1988 e 1996, torneo in cui ha raggiunto il numero record di sei finali disputate. A livello giovanile vanta la vittoria di un campionato mondiale under-17 1989. Conta cinque partecipazioni alla fase finale della Coppa del mondo 1994, 1998, 2002, 2006 e 2018, dove raggiunse gli ottavi di finale nel 1994.

Al febbraio 2019, occupa la 68esima posizione nella classifica mondiale della FIFA.

                                     

1.1. Storia Primo ventennio 1950-1974

Fu nei primi anni 1950 che si formarono le prime compagini saudite. Il 27 giugno 1951 i migliori giocatori di Al-Wahda e Al Ahli si riunirono per affrontare in amichevole una selezione di funzionari del Ministero della Sanità dellEgitto. Il giorno dopo la compagine affrontò unaltra formazione saudita, questa volta composta da giocatori da Al-Ittihad e Al-Hilal.

Nel 1956 fu costituita la federazione calcistica saudita, che si affiliò nello stesso anno alla FIFA e alla AFC.

Il 20 ottobre 1957 la nazionale saudita esordì ufficialmente battendo per 3-1 la Siria ai Giochi panarabi a Beirut, in Libano. Questa partita fu anche il primo incontro internazionale giocato nel Stadio Città Sportiva Camille Chamoun della capitale libanese. Guidata dallex nazionale egiziano Abdulrahman Fawzi, la squadra saudita perse contro la Giordania e poi pareggiò contro il Libano padrone di casa. A causa di una differenza reti sfavorevole rispetto alla Siria, la squadra fu eliminata al primo turno del torneo.

Nel 1961 lArabia Saudita partecipò nuovamente ai Giochi panarabi, che si disputarono a Casablanca, in Marocco. Per la nazionale il torneo fu molto negativo: quattro furono le sconfitte consecutive tra cui un 13-0 contro la Repubblica Araba Unita e un 13-1 contro il Marocco e una sola la vittoria, contro il Kuwait 4-0. Due anni dopo, allenata dal tunisino Ali Chaouach, la squadra subì una nuova netta sconfitta contro lEgitto 7-0.

Nel dicembre 1967 lArabia Saudita batté per 4-0 la Tunisia in amichevole a Tunisi e il 17 gennaio 1969 perse contro la Turchia nella prima partita giocata in patria.

Dagli anni 1970 lArabia Saudita partecipò alla Coppa delle Nazioni del Golfo, raggiungendo per due volte la finale e ottenendo un terzo posto nelle prime tre partecipazioni. Nel 1975 la federcalcio ingaggiò come commissario tecnico lex campione ungherese Ferenc Puskás, primo europeo a guidare i sauditi.

                                     

1.2. Storia Ingresso sulla scena internazionale 1975-1981

Il 2 aprile 1975 a Baghdad la squadra saudita disputò il suo primo match ufficiale in Asia, contro lAfghanistan. Si trattava di una partita valida per le qualificazioni alla Coppa dAsia 1976, per ottenere la quale i sauditi battagliarono in un girone con Iraq e Qatar. Il secondo posto finale alle spalle degli iracheni garantì laccesso alla fase finale del torneo, ma la nazionale allenata da Puskás non partecipò alla Coppa dAsia perché la federazione decise di ritirarsi dalla manifestazione per ragioni ignote.

La nazionale partecipò poi alle eliminatorie per le Olimpiadi di Montréal del 1976. In un girone con Iran, Iraq, Kuwait e Bahrein, i sauditi ottennero due vittorie e due sconfitte, risultato che non permise di qualificarsi al torneo canadese.

Nel maggio 1976, dopo unedizione della Coppa del Golfo particolarmente deludente quinti posto con un bilancio di quattro sconfitte in sei partite, Puskás lasciò il posto allinglese Bill McGarry, il cui obiettivo immediato fu qualificare la squadra al campionato del mondo 1978, nella prima campagna di qualificazione mondiale per lArabia Saudita. Inserita nel gruppo 3 con Iran e Siria, la nazionale debuttò il 12 novembre 1976 con una vittoria a domicilio contro la Siria, prima di subire tre sconfitte consecutive e concludere il girone al secondo posto alle spalle degli iraniani, fallendo così la qualificazione. McGarry lasciò lincarico al connazionale Danny Allison.

La federazione decise di non iscrivere la nazionale alle eliminatorie della Coppa dAsia 1980, disputata in Kuwait.

Nel 1979 la quinta edizione della Coppa del Golfo vide i sauditi terminare al terzo posto.

In questi anni alla guida della nazionale dei verdi si alternarono vari commissari tecnici. Ad Allison successe un altro inglese, David Woodfield, che rimase in carica solo per qualche mese. Nel 1981 la federcalcio saudita affidò la panchina della nazionale al brasiliano Rubens Minelli, che avrebbe portato a Riad i primi trofei.

                                     

1.3. Storia Primi successi 1982-1990

Impegnata nelle qualificazioni al campionato del mondo 1982, lArabia Saudita terminò il girone 2 al primo posto. Tutti i match si disputarono a Riad, dove i sauditi batterono Iraq, Siria, Bahrein e Qatar, vincendo così il girone. Ebbe dunque accesso alla seconda fase, dove finì ultima alle spalle di Kuwait, Nuova Zelanda e Cina, con un bilancio di un pareggio e cinque sconfitte in sei partite. La federazione decise di sollevare Minelli dallincarico e di affidare la squadra al suo connazionale Mário Zagallo, già due volte campione del mondo con il Brasile come calciatore e allepoca allenatore dellAl-Hilal.

Zagallo esordì nella Coppa del Golfo 1982, organizzata dagli Emirati Arabi Uniti. LArabia Saudita ottenne due sole vittorie contro Qatar e Oman e chiuse al quarto posto, superata da nazionali che aveva battuto appena qualche mese prima. Nei Giochi Asiatici del 1982 la squadra riuscì a piazzarsi terza.

Nel 1983 la squadra araba non disputò alcun match, ma Zagallo fu impegnato alla guida della nazionale olimpica, che per la prima volta si qualificò per le Olimpiadi, quelle di Los Angeles 1984.

Il 26 maggio 1984, dopo la sconfitta per 4-0 contro lIraq arrivata durante la Coppa del Golfo a Mascate, in Oman, Zagallo fu esonerato. La federazione decise di nominare commissario tecnico Khalil Ibrahim Al-Zayani, primo saudita a ricoprire lincarico.

Dopo aver condotto la nazionale saudita sul podio nella Coppa del Golfo 1984, Al-Zayani guidò i suoi nella fase finale delle Olimpiadi di Los Angeles 1984, dove i sauditi ottennero tre sconfitte in altrettante partite, contro Brasile, Marocco e Germania Ovest. Majed Abdullah è lunico marcatore saudita del torneo, grazie al gol nel match inaugurale contro la Seleção, perso per 1-3.

LArabia Saudita vinse poi la Coppa dAsia 1984 a Singapore. Nellottobre 1984 a Gedda batté Sri Lanka, Emirati Arabi Uniti, Nepal e Oman senza subire gol, accedendo così alla fase finale del torneo. Qui vinse il girone con Kuwait, Qatar, Siria e Corea del Sud grazie a due vittorie e due pareggi in quattro partite. In semifinale ebbe la meglio sullIran per 5-4 ai tiri di rigore 1-1 dopo i tempi supplementari e in finale sulla Cina, battuta per 2-0. Per i sauditi fu il primo alloro continentale.

Lanno dopo lArabia Saudita fu eliminata al primo turno delle qualificazioni asiatiche al campionato del mondo 1986: dopo lo 0-0 dellandata, perse per 1-0 contro gli Emirati Arabi Uniti. Prese poi parte alla Coppa delle Nazioni Arabe 1985, debuttando nel torneo, che organizzò, con un terzo posto. Nel 1985 perse la Coppa delle nazioni afro-asiatiche contro il Camerun, che si impose per 4-1 nella partita di andata a Yaoundé e fu sconfitto per 2-1 nella partita di ritorno a Taif. Nel settembre del 1986 lArabia giunse a disputare la finale delle Giochi asiatici di Seul, dove perse contro la Corea del Sud padrona di casa.

Nel 1987 la panchina della nazionale conobbe vari avvicendamenti, passando prima da Al-Zayani alluruguaiano Kosia Tastilo e da questi al connazionale Omar Borrás e poi ai brasiliani Osvaldo e Galletti, prima dellarrivo, nel 1988, di un altro brasiliano, Carlos Alberto Parreira, vincitore della Coppa dAsia 1980 alla guida del Kuwait.

Nel 1988, che si aprì con un pari 2-2 in amichevole contro la Scozia, lArabia Saudita fu impegnata in varie competizioni, tra cui la Coppa del Golfo, ospitata in casa, e la Coppa dAsia 1988 in Qatar, ai cui nastri di partenza si presentò come Campione in carica.

Nella Coppa del Golfo gli arabi non andarono oltre il terzo posto, in un torneo dominato dallIraq. A marzo, nella Coppa del Golfo, i sauditi, presenti al torneo con una formazione composta da giovani, si piazzarono terzi nel girone composto da sette squadre, con un bilancio di due vittorie, tre pareggi e una sconfitta. A luglio gli uomini di Parreira si recarono in Australia per partecipare alla Gold Cup del Bicentenario, un torneo amichevole che celebrava i 200 anni dellindipendenza del paese oceaniano. Classificatisi ultimi nel girone dopo un pari allesordio contro lArgentina e due sconfitte contro Australia e Brasile, persero anche la finale per il terzo posto, di nuovo contro gli argentini.

A novembre il C.T. brasiliano convocò un gruppo ristretto di quindici giocatori con lobiettivo di vincere nuovamente la Coppa dAsia. Dopo aver convinto nelle amichevoli pre-torneo pari contro lInghilterra e vittoria contro la Tunisia, lArabia Saudita riuscì nellimpresa di confermarsi Campione dAsia. Dopo aver vinto il girone di cinque squadre con due vittorie e due pareggi in quattro partite, batté infatti lIran in semifinale come quattro anni prima e, dopo i tiri di rigore, la Corea del Sud nella finale disputata a Doha. Una delle chiavi del successo fu la solida difesa, che incassò un solo gol, contro il Bahrein, in sei incontri.



                                     

1.4. Storia Epoca doro 1990-1996

Bicampione dAsia in carica, nel 1989 lArabia Saudita iniziò le qualificazioni al campionato del mondo 1990 con grandi aspettative e la speranza concreta di accedere per la prima volta nella sua storia alla fase finale del torneo, in programma in Italia. Vinto il primo girone eliminatorio nel marzo 1989 grazie al primo posto davanti a Yemen del Nord e Siria tre vittorie e un pareggio in quattro partite, la squadra saudita cadde però nel turno finale, un girone a sei squadre che si affrontarono a Singapore ad ottobre. I ragazzi di Parreira si piazzarono quinti con un bilancio di una vittoria, due pareggi e due sconfitte, dicendo dunque addio al mondiale italiano.

Parreira lasciò lincarico per passare sulla panchina degli Emirati Arabi Uniti, appena qualificatisi per il mondiale. Al suo posto arrivò sulla panchina saudita il turco Metin Türel.

Dopo aver rinunciato a partecipare alla Coppa del Golfo del 1990, nello stesso anno la nazionale saudita prese parte ai Giochi Asiatici di Pechino, dove superò Bangladesh e Giappone prima di arrendersi ai rigori alla Corea del Nord ai quarti di finale. Türel si dimise rinunciando al proprio contratto, valevole sino allautunno 1992.

La partecipazione dellArabia Saudita del nuovo C.T. Veloso ai Giochi panarabi del 1992 in Siria fece da preludio alla partecipazione alla Coppa re Fahd 1992, lantesignana della Coppa delle Confederazioni FIFA. A Riad, nellottobre 1992, i sauditi, campioni dAsia in carica e paese ospitante, vinsero per 3-0 la semifinale contro gli Stati Uniti e persero per 1-3 la finale contro lArgentina, piazzandosi secondi nel torneo.

Nove giorni dopo la finale contro lArgentina i sauditi allenati da Nélson Rota Martins si presentarono alla Coppa dAsia 1992, giocata in Giappone, come bicampioni in carica, con lobiettivo di diventare campioni per la terza volta di fila, fatto senza precedenti nella storia del calcio asiatico, ancor più consecutivamente. Vinto il girone con Cina, Qatar e Thailandia, gli uomini di Martins eliminarono gli Emirati Arabi Uniti in semifinale 2-0 e si qualificarono per la terza volta consecutiva per la finale della competizione. L8 novembre 1992, di fronte a 60.000 spettatori accorsi allHiroshima Big Arch, il Giappone padrone di casa batté per 1-0 lArabia Saudita, laureandosi per la prima volta Campione dAsia e infliggendo agli avversari la prima sconfitta dopo 17 risultati utili consecutivi in Coppa dAsia.

Alla delusione giapponese seguì il terzo posto nella Coppa del Golfo 1992, con un bilancio di tre vittorie e due sconfitte.

Nella prima fase delle eliminatorie della campionato del mondo 1994, nel maggio 1993, lArabia Saudita vinse facilmente il girone con Kuwait, Malaysia e Macao, con quattro vittorie e due pareggi in sei partite, 20 gol fatti e uno solo subito. Ad ottobre, a Doha, i sauditi allenati dal brasiliano José Candido vinsero anche il girone finale di cinque squadre, che qualificava per Stati Uniti 1994 le prime due, con un bilancio di due vittorie e tre pareggi in cinque partite. Per i sauditi fu la prima qualificazione ad un mondiale.

Prima della penultima partita delle qualificazioni Candido fu sollevato dallincarico e sostituito con il saudita Mohammed Al-Kharashy. Dopo la brevissima gestione dellolandese Leo Beenhakker, la panchina dellArabia Saudita passò allargentino Jorge Solari.

Nella fase finale del mondiale, negli Stati Uniti, Fuad Amin e compagni persero contro i Paesi Bassi e poi si imposero contro il Marocco. Nellultimo e decisivo incontro della fase a gironi si imposero per 1-0 contro il Belgio e ottennero la qualificazione agli ottavi di finale. La partita è ricordata per il pregevole gol di Saeed Al-Owairan, che attraversò palla al piede tutta la metà campo belga prima di battere lestremo difensore Michel Preudhomme, allepoca uno dei portieri più quotati del mondo. Agli ottavi di finale il sogno saudita si spense contro la Svezia 3-1, futura medaglia di bronzo. Malgrado il buon risultato per una debuttante, la collaborazione tra Solari e la federcalcio saudita si interruppe, come per altro già concordato prima del mondiale statunitense.

Il rientrante Al-Kharashy riprese dunque le redini di unottima squadra, convinta delle proprie capacità, che riuscì ad aggiudicarsi la Coppa del Golfo 1994 grazie a quattro vittorie e un pareggio nella dodicesima edizione del torneo, organizzata ad Abu Dhabi.

Nel gennaio 1995 la squadra disputò in casa la seconda edizione della Coppa re Fahd. Contrariamente a quanto avvenuto nelledizione di tre anni prima, i sauditi non riuscirono a brillare e furono sconfitti da Messico e Danimarca, terminando il minigirone allultimo posto, eliminati al primo turno.

Il cammino della nazionale riprese verso la fine dellanno, con alcune gare di qualificazione alla Coppa dAsia 1996, alla cui fase finale i sauditi si qualificarono agevolmente dopo aver vinto il minigirone con Kirghizistan e Yemen disputato allo Stadio Internazionale del re Fahd di Riad quattro vittorie in quattro partite e nessun gol subito.

Nella Coppa del Golfo 1996, disputatasi in Oman ad ottobre, lArabia Saudita, campione in carica, giunse terza, con un bilancio di due vittorie, due pareggi e una sconfitta.

Ledizione della Coppa dAsia che si tenne negli Emirati Arabi Uniti nel dicembre 1996 vide i sauditi di Nelo Vingada qualificarsi per i quarti di finale grazie al secondo posto in un girone equilibrato, dove tre squadre Iran, Arabia Saudita e Iraq chiusero a 6 punti dopo due vittorie e una sconfitta e si qualificarono tutte, mentre la Thailandia fu fanalino di coda con zero punti. La sconfitta nellultimo match del girone contro lIran non pregiudicò dunque laccesso alla fase a eliminazione diretta, dove i sauditi superarono Cina ai quarti, lo stesso Iran in semifinale ai tiri di rigore, presentandosi alla finale del 21 dicembre ad Abu Dhabi contro i padroni di casa, la quarta consecutiva per i sauditi nel torneo. Lincontro si protrasse ai tempi supplementari, dove il punteggio di 0-0 non cambiò. Ai tiri di rigore vinse lArabia Saudita per 4-2, mettendo in bacheca la sua terza Coppa dAsia. Autore del tiro di rigore decisivo fu Khalid Al-Muwallid.

                                     

1.5. Storia LArabia Saudita sulla grande scena internazionale 1997-2002

Superato facilmente il primo turno delle qualificazioni al campionato del mondo 1998 in un girone con Malaysia, Taiwan e Bangladesh, la squadra saudita superò anche il secondo turno, dove rispettò i pronostici, vincendo il girone con Iran, Cina, Kuwait e Qatar.

Come avvenuto poco prima dellinizio di Stati Uniti 1994, lArabia Saudita cambiò C.T. alla vigilia del mondiale. L11 ottobre 1997, dopo la vittoria contro il Qatar, Nelo Vingada lasciò la panchina saudita al tedesco Otto Pfister, che debuttò nellamichevole contro lIslanda. Nella Coppa delle Confederazioni 1997, organizzata a Riad, lArabia Saudita, Campione dAsia in carica, fu inserita in un girone con Brasile, Australia e Messico. Perse contro messicani e brasiliani per poi vincere lultima partita, contro lAustralia. Non bastò per qualificarsi alla semifinale.

Nel gennaio 1998 fu nominato C.T. il rientrante Carlos Alberto Parreira. Mohammed Al-Deayea, portiere primatista di presenze, e compagni disputarono quindi una serie di amichevoli in Europa, caratterizzate da risultati incoraggianti 0-0 contro gli inglesi a Wembley e contro i messicani e altri deludenti sconfitta per 6-0 a Molde contro la Norvegia.

Nella fase finale del mondiale di Francia 1998 i sauditi persero contro Danimarca 1-0 e Francia 4-0, risultati che portarono allesonero di Parreira. Al suo posto tornò Mohammed Al-Kharashy, che guidò i suoi al pareggio 2-2 contro il Sudafrica nellultimo incontro.

Fu quindi il rientrante Otto Pfister a prendere il timone della nazionale A saudita, dopo aver trascorso un anno come C.T. della nazionale olimpica. Lobiettivo immediato fu quello di preparare la nazionale per la Coppa delle Confederazioni del 1999, in programma in Messico. Pfister iniziò la propria gestione con tre vittorie in altrettante amichevoli contro Tanzania, Sudan e Senegal e il successo nella Coppa delle nazioni arabe, vinta battendo in finale per 3-1 il Qatar capocannoniere del torneo fu il saudita Obeid Al-Dosari. Tre settimane più tardi lArabia Saudita si piazzò seconda nella Coppa del Golfo, torneo che chiuse da imbattuta.

Nel giugno 1999, malgrado i buoni risultati ottenuti, Pfister fu sollevato dallincarico per far posto al ceco Milan Máčala. In vista della Coppa delle Confederazioni del 1999 la squadra volò negli Stati Uniti per disputare quattro amichevoli preparatorie due vittorie e due sconfitte. Inserita nel girone con il Messico padrone di casa, la Bolivia e lEgitto, nella Confederations Cup la compagine saudita perse per 5-1 al debutto contro i messicani e pareggiò senza reti contro i boliviani. Nellultimo match Marzouk Al-Otaibi realizzò quattro gol nella vittoria per 5-1 dei suoi contro gli egiziani. Grazie a questo successo i sauditi ebbero accesso alla semifinale, dove si trovarono di fronte il Brasile vice-campione del mondo e Campione del Sudamerica in carica. I brasiliani si imposero con un largo scarto 8-2, lasciando ai sauditi la finale per il terzo posto, persa contro gli Stati Uniti.

Dal maggio allottobre 2000, in vista della Coppa dAsia in Libano, Milan Máčala guidò la nazionale in una serie di amichevoli contro Slovacchia, Ungheria e Slovenia, per poi terminare la tournée in Arabia Saudita e in Giordania. Nella rassegna continentale i sauditi, inseriti in un girone con Giappone, Qatar e Uzbekistan, esordiscono con una sconfitta per 4-1 contro il Giappone che costò la panchina a Máčala, rimpiazzato dal suo vice, Nasser Al-Johar. Questi pareggiò senza reti contro i qatarioti, poi raccolse una larga vittoria 5-0 contro lUzbekistan, che consentì allArabia Saudita di qualificarsi per i quarti di finale. Contro il Kuwait arrivò una vittoria dopo i tempi supplementari e in semifinale un altro successo, contro la Corea del Sud, grazie ad una doppietta di Talal al-Meshal. I sauditi si qualificarono così per la loro quinta finale di Coppa dAsia consecutiva, un record. Come nel 1992, a far festa dopo la finale furono i giapponesi, che si imposero per 1-0 con gol di Shigeyoshi Mochizuki.

Al-Johar tornò a ricoprire il ruolo di vice, lasciando la panchina a Slobodan Santrač. Dopo due vittorie in amichevole contro Siria e Uganda, i sauditi iniziarono le qualificazioni per il mondiale di Giappone-Corea del Sud 2002. Furono sei le vittorie in sei partite nel girone con Vietnam, Bangladesh e Mongolia, gruppo chiuso con 30 gol fatti e nessuno subito. Nel secondo turno i sauditi se la videro con Iran, Bahrein e Thailandia. Sconfitti per 2-0 dallIran il risultato causò lesonero di Santrač, sostituito da Al-Johar, gli arabi si rialzarono subito e chiusero il girone in testa, qualificandosi direttamente per la fase finale del mondiale per la terza volta consecutiva. Al-Johar fu confermato e guidò i suoi nella Coppa del Golfo 2002, disputata allo Stadio re Fahd. I sauditi vinsero il torneo per la seconda volta, senza subire sconfitte.

Sconfitto in amichevole il Senegal, che sarebbe stato, di lì a poco, la grande rivelazione del mondiale nippocoreano, per 3-2, lArabia Saudita esordì al mondiale contro la Germania, che vinse con il punteggio di 8-0. Alla disfatta contro i tedeschi fece seguito unaltra sconfitta, contro il Camerun 1-0, gol di Samuel Etoo e un terzo k.o. contro lIrlanda 3-0. Lultimo posto nel girone e il bilancio molto negativo nessun gol fatto e 12 gol subiti portò allesonero di Al-Johar, che fu sostituito dallolandese Gerard van der Lem. Nella Coppa delle Nazioni Arabe 1998 lArabia Saudita vinse il suo girone di prima fase senza subire sconfitte, poi superò il Marocco in semifinale e il Bahrein in finale 1-0, gol di Mohammad Nour, aggiudicandosi così il torneo per la seconda volta.

                                     

1.6. Storia Anni di transizione 2003-2007

Sulla panchina dellArabia Saudita arrivò poi il CT olandese Gerard van der Lem, che guidò i suoi in un girone con Indonesia, Yemen e Bhutan, giocato interamente a Gedda. Vincendo tutti gli incontri, i sauditi si qualificarono per la sesta volta alla fase finale della Coppa dAsia 2004, in programma in Cina. Nel dicembre 2003 la squadra si recò in Kuwait per giocare la Coppa del Golfo, che si aggiudicò per la terza volta grazie a quattro vittorie e due pareggi in sei partite. I sauditi chiusero lanno solare portando a quindici la serie di match consecutivi senza sconfitte.

Impegnata nelle eliminatorie AFC per Germania 2006, dove fu ammessa direttamente alla seconda fase, lArabia Saudita se la vide con Turkmenistan, Indonesia e Sri Lanka. Nei tre match che fecero da preludio alla Coppa dAsia gli uomini di van der Lem confermarono lottimo stato di forma, ottenendo tre vittorie senza subire gol. Sei settimane dopo i sauditi ritrovarono i turkmeni nel primo turno della fase finale della Coppa dAsia, in Cina, ma raccolsero solo un pari 2-2, prima di farsi sconfiggere dallUzbekistan 1-0. Nel terzo e decisivo match arrivò unaltra sconfitta, contro lIraq che volle dire eliminazione al primo turno, fatto inedito per i sauditi nella competizione. Gerard van der Lem perse il posto di CT e fu rimpiazzato da Nasser Al-Johar.

Dopo unamichevole pareggiata contro il Kuwait, Al-Johar ottenne tre vittorie di fila negli ultimi tre incontri della seconda fase di qualificazione AFC a Germania 2006, qualificando così la squadra per la terza fase. La squadra passò dunque al CT argentino Gabriel Calderón e nella Coppa del Golfo 2004 subì uneliminazione al primo turno: in Qatar i figli del deserto ottennero una sola vittoria in tre partite. Ciononostante Calderón riuscì a condurre i suoi alla quarta qualificazione consecutiva ad un mondiale, centrata vincendo senza perdere una partita il girone finale davanti a Corea del Sud, semifinalista del campionato del mondo 2002, e Uzbekistan, che aveva battuto i sauditi nella fase finale della Coppa dAsia 2004. Prestigiosa fu la vittoria di Seul contro i sudcoreani nellultima partita del girone, prima della quale ambo le squadre erano già qualificate aritmeticamente per Germania 2006, ma Calderón perse il posto di lì a poco, alla fine dellanno, dopo la disfatta nel Giochi dellAsia Occidentale del 2005 tre sconfitte, di cui due contro lIraq e una contro lIran.

Sulla panchina saudita giunse lallenatore dellAl-Hilal, il brasiliano Marcos Paquetá. Conseguita facilmente laccesso al secondo turno di qualificazione della Coppa dAsia 2007 vincendo contro lo Yemen, il nuovo CT ebbe a disposizione vari mesi per preparare al meglio il mondiale tedesco. Il bilancio di dodici match amichevoli disputati contro squadre di varie confederazioni fu molto modesto: una sola vittoria, contro il Togo. Nella rassegna mondiale tedesca la squadra saudita uscì al primo turno nel girone H comprendente anche Spagna, Ucraina e Tunisia. Contro i tunisini Campioni dAfrica in carica lArabia Saudita ottenne, allesordio, lunico punto in classifica pareggio per 2-2.

Paquetá rimase al proprio posto e nel settembre 2006 condusse i suoi alla fase finale di Coppa dAsia vincendo in casa contro il Giappone. Nella Coppa del Golfo 2007, disputata negli Emirati Arabi Uniti, lArabia Saudita superò il primo turno e perse la semifinale contro gli emiratini padroni di casa, poi vincitori del torneo. Il risultato non fu sufficiente per salvare la panchina di Paquetá, che fu esonerato per far posto al brasiliano Hélio dos Anjos.

Dopo aver ottenuto risultati confortanti in un torneo amichevole a Singapore vittorie contro Emirati Arabi Uniti e Singapore, pareggi contro Oman e Corea del Nord i sauditi volarono in Indonesia per disputare la Coppa dAsia 2007. Inserita in un raggruppamento con Indonesia, Corea del Sud, Bahrein, lArabia Saudita pareggiò contro i sudcoreani, batté i padroni di casa per 2-1 e vinse facilmente 4-0 contro il Bahrein, terminando così il percorso nel girone al primo posto. Superato facilmente lUzbekistan ai quarti di finale, gli uomini di dos Anjos eliminarono anche il Giappone in semifinale, qualificandosi per la sesta volta per la finale del torneo, un record. La finale di Giacarta mise di fronte lArabia Saudita e la grande sorpresa della competizione, lIraq, sospinto dai gol dal suo bomber Younis Mahmoud. Lincontro terminò con la clamorosa vittoria degli iracheni, a segno proprio con Mahmoud, che inflisse ai sauditi la loro terza sconfitta in una finale della Coppa dAsia.

La squadra chiuse il 2007 con tre vittorie in amichevole contro Ghana, Namibia e Estonia, prima di recarsi in Egitto per i Giochi Panarabi. Qui rimediò due sconfitte, contro Egitto e Libia, un pari contro la nazionale B emiratina e una vittoria contro la nazionale B sudanese.



                                     

1.7. Storia Anni difficili 2008-2015

Nel 2008 e nel 2009 la squadra saudita fu impegnata nelle qualificazioni al campionato del mondo 2010. Nel gruppo 4 della terza fase delle qualificazioni AFC i sauditi se la videro con Uzbekistan, Singapore e Libano. Malgrado tre vittorie nei primi quattro incontri disputati dalla squadra, dos Anjos fu sollevato dallincarico e sostituito dal rientrante Nasser Al-Johar. Questi ottenne due vittorie che consentirono allArabia Saudita di qualificarsi, come prima classificata nel suo girone, per la quarta fase di qualificazione AFC a Sudafrica 2010, dove la formazione araba trovò nel girone Corea del Nord, Corea del Sud, Iran ed Emirati Arabi Uniti.

Nel gennaio 2009 lArabia Saudita partecipò alla Coppa del Golfo in Oman, dove si piazzò seconda, senza subire gol in tutto il torneo, dietro ai padroni di casa, contro cui perse la finale.

Linterim di Al-Johar terminò con la nomina a CT del portoghese José Peseiro, che guidò i sauditi nel girone di qualificazione mondiale con Corea del Sud, Corea del Nord, Iran ed Emirati Arabi Uniti. Con tre vittorie, tre pareggi e due sconfitte i verdi si piazzarono terzi, alle spalle di sudcoreani e nordcoreani a pari punti con i sauditi, ma con gli scontri diretti a favore, i quali ebbero accesso diretto al mondiale. Come previsto, la terza classificata dovette dunque spareggiare contro la terza classificata dellaltro girone di quarta fase, il Bahrein, per un posto nello spareggio interzona contro la Nuova Zelanda. Dopo il pari a reti bianche del 5 settembre 2009 a Manama, i sauditi parvero i favoriti nel ritorno in casa, il 9 settembre allo Stadio del re Fahd di Riad, ma la partita terminò sul punteggio di 2-2, che significò qualificazione per il Bahrein che poi avrebbe perso lo spareggio contro i neozelandesi grazie alla regola dei gol fuori casa. Per lArabia Saudita svanì lobiettivo della quinta partecipazione consecutiva ad un mondiale.

Quattordici mesi più tardi, tra il novembre e il dicembre 2010, in Yemen si disputò la Coppa del Golfo, che vide i sauditi sconfitti di misura 1-0 in finale dal Kuwait.

Ammessi di diritto alla fase finale della Coppa dAsia in quanto finalisti delledizione del 2007, nel gennaio 2011 i sauditi volarono in Qatar, dove affrontarono nel girone di prima fase Giappone, Giordania e Siria. Linaspettata sconfitta allesordio contro la Siria 2-1 provocò lesonero di Peseiro, sostituito con Al-Johar, ma la mossa non evitò la sconfitta nella gara seguente contro la Siria 1-0. Completamente demotivati, i sauditi subirono cinque gol dal Giappone, chiudendo con un bilancio pessimo: un solo gol segnato, da Taisir al-Jassim contro la Siria, e otto subiti.

La federcalcio puntò su un grande nome, quello dellolandese Frank Rijkaard, per risollevare la nazionale. Superato facilmente Hong Kong nel secondo turno di qualificazione AFC per il campionato del mondo 2014, grazie ad un 3-0 e ad un 5-0 tra andata e ritorno tre degli otto gol furono di Nasser Al-Shamrani, i sauditi furono inseriti nel girone con Australia, Oman e Thailandia. Dopo risultati deludenti i sauditi furono eliminati già dopo questo girone, che chiusero al terzo posto dietro Australia e Oman, fallendo la qualificazione ad un mondiale per la seconda volta consecutiva.

Ledizione 2012 della Coppa delle Nazioni Arabe, torneo che tornava dopo dieci anni, parve rappresentare unoccasione di riscatto per gli uomini di Rijkaard, ma il cammino dei verdi si fermò in semifinale contro la Libia, prima della sconfitta contro lIraq nella finale per il terzo posto. La squadra chiuse lanno solare con amichevoli prestigiose, contro la Spagna Campione del mondo e bicampione dEuropa in carica, lArgentina e lo Zambia Campione dAfrica in carica, e la partecipazione ai Giochi dellAsia orientale. In questultimo torneo ottenne un pari 0-0 contro lIran e una vittoria contro lo Yemen e subirono una sconfitta contro il Bahrein. Chiusero dunque al terzo posto il girone, non qualificandosi per la fase ad eliminazione diretta.

Tre settimane più tardi ebbe luogo la Coppa del Golfo 2013 in Bahrein. Nel girone con Iraq, Kuwait e Yemen lArabia Saudita non andò oltre un amaro terzo posto una vittoria e due sconfitte, che volle dire eliminazione al primo turno ed esonero per Rijkaard. Al suo posto arrivò lo spagnolo Juan Ramón López Caro.

La campagna di qualificazione alla Coppa dAsia 2015 mise i sauditi nel gruppo C, con Iraq, Cina e Indonesia. In palio cerano due posti nella fase finale, conseguita brillantemente dagli uomini di López Caro già il 15 novembre 2013, con la quarta vittoria consecutiva in quattro incontri. I sauditi, che chiusero il girone al primo posto, per altro senza subire sconfitte, si prepararono al torneo continentale disputando in casa, nel novembre 2014, la Coppa del Golfo, dove giunsero in finale, ma furono sconfitti per 2-1 dal Qatar.

Nel dicembre 2014 López Caro fu esonerato e sostituito con il rumeno Cosmin Olăroiu, con cui la squadra disputò la Coppa dAsia in Australia. Sorteggiati con Corea del Nord, Uzbekistan e Cina, i verdi ottennero una vittoria, contro i nordcoreani, e due sconfitte, che causarono leliminazione al primo turno.

                                     

1.8. Storia La rinascita dal 2015

Durante lestate del 2015 la federazione saudita affidò la propria panchina allolandese Bert van Marwijk. Nel corso delle qualificazioni al campionato del mondo del 2018 la formazione ottenne, nel novembre 2015, il più largo successo della propria storia vincendo per 10-0 contro Timor Est. Dominando un girone con Emirati Arabi Uniti, Palestina, Malaysia e Timor Est con sei vittorie e due pareggi in otto partite, la squadra fu ammessa allultima fase, preceduta da polemiche circa la mancata osservazione del minuto di silenzio durante la partita con lAustralia per commemorare le vittime del recente attentato di Londra. Nella terza fase trovò sulla propria strada Australia, Giappone, Thailandia, Iraq ed Emirati Arabi Uniti e ottenne la qualificazione al mondiale garantendosi il secondo posto allultimo turno, in cui sconfisse a Gedda il Giappone già qualificato per 1-0. Dopo la qualificazione mondiale, la prima da dodici anni a questa parte, van Marwijk fu esonerato per attriti con i vertici federali: a sostituirlo venne chiamato largentino Bauza, che in cinque partite ottenne tre sconfitte, le ultime due consecutive, contro Portogallo e Bulgaria, subendo lesonero a novembre, dopo soli due mesi di gestione. Lo sostituì lo spagnolo Juan Antonio Pizzi. Sorteggiati nel girone A, i sauditi vennero sconfitti per 5-0 dalla Russia nella gara inaugurale del torneo. Battuti per 1-0 anche dallUruguay, abbandonarono in anticipo la manifestazione: lunico successo, per 2-1, fu contro lEgitto, riportando lArabia Saudita a vincere nella fase finale di un mondiale dopo ben 24 anni.

Nel gennaio 2019 la squadra prese parte alla fase finale della Coppa dAsia negli Emirati Arabi Uniti. Battuta la Corea del Nord per 4-0 allesordio, sconfisse anche il Libano per 2-0, per poi essere battuta dal Qatar per 2-0, chiudendo il girone al secondo posto. Agli ottavi di finale fu eliminata dal Giappone, vittorioso per 1-0. Pizzi si dimise e fu sostituito a luglio dal francese Hervé Renard.

                                     

2.1. Tutte le rose Mondiali

Coppa del Mondo FIFA 1994 1 Al-Deayea, 2 Al-Dosari, 3 Al-Khilaiwi, 4 Zubromawi, 5 Madani, 6 Amin, 7 Al-Ghesheyan, 8 Al-Bishi, 9 Abdullah, 10 Al-Owairan, 11 Al-Mehallel, 12 Al-Jaber, 13 Al-Jawad, 14 Al-Muwallid, 15 Al-Dawod, 16 Jebreen, 17 Al-Taifi, 18 Al-Anazi, 19 Saleh, 20 Idris, 21 Al-Sadiq, 22 Al-Helwah, CT: Solari Coppa del Mondo FIFA 1998 1 Al-Deayea, 2 Al-Jahani, 3 Al-Khilaiwi, 4 Zubromawi, 5 Madani, 6 Amin, 7 Al-Shahrani, 8 Al-Dosari, 9 Al-Jaber, 10 S. Al-Owairan, 11 Al-Mehallel, 12 Al-Harbi, 13 Sulaimani, 14 Al-Muwallid, 15 Al-Thunayan, 16 K. Al-Owairan, 17 Dokhi, 18 Al-Temyat, 19 Al-Janoubi, 20 Saleh, 21 Al-Sadiq, 22 Al-Antaif, CT: Parreira Al-Kharashy Coppa del Mondo FIFA 2002 1 Al-Deayea, 2 Al-Jahani, 3 Tukar, 4 Zubromawi, 5 Harthi, 6 Al-Shehri, 7 Al-Shahrani, 8 Noor, 9 Al-Jaber, 10 Al-Shalhoub, 11 Al-Dosari, 12 Dokhi, 13 Sulaimani, 14 Khathran, 15 Al-Dosari, 16 Al-Owairan, 17 Al-Waked, 18 Al-Temyat, 19 Al-Ghamdi, 20 Al-Yami, 21 Zaid, 22 Al-Khojali, 23 Al-Thagafi, CT: Al-Johar Coppa del Mondo FIFA 2006 1 Al-Deayea, 2 Dokhi, 3 Tukar, 4 Al-Montashari, 5 Al-Qadi, 6 Al-Ghamdi, 7 Ameen, 8 Noor, 9 Al-Jaber, 10 Al-Shalhoub, 11 Al-Harthi, 12 Khathran, 13 Sulaimani, 14 Kariri, 15 Al-Bahri, 16 Aziz, 17 Al-Bishi, 18 Al-Temyat, 19 Massad, 20 Al-Qahtani, 21 Zaid, 22 Khouja, 23 Mouath, CT: Paquetá Coppa del Mondo FIFA 2018 1 Al-Mayouf, 2 Al-Harbi, 3 Os. Hawsawi, 4 Al-Bulaihi, 5 Om. Hawsawi, 6 Al-Breik, 7 Al-Faraj, 8 Al-Shehri, 9 Bahebri, 10 Al-Sahlawi, 11 Al-Khaibri, 12 Kanno, 13 Al-Shahrani, 14 Otayf, 15 Al-Khaibari, 16 Al-Mogahwi, 17 Al-Jassim, 18 Al-Dossari, 19 Al-Muwallad, 20 Assiri, 21 Al Mosailem, 22 Al-Owais, 23 M. Hawsawi, CT: Pizzi
                                     

2.2. Tutte le rose Confederations Cup

Coppa re Fahd 1992 1 Al-Otaibi, 2 Al-Dosari, 3 Al-Alawi, 4 Al-Roomi, 5 Al-Khilaiwi, 6 Amin, 7 Al-Owairan, 8 Al-Bishi, 9 Idris, 10 Al-Jaber, 11 Al-Mehallel, 12 Al-Anazi, 14 Al-Muwallid, 15 Al-Thunayan, 16 Al-Hazaa, 18 Al-Dawod, 19 Saleh, 20 Al-Rozan, 21 Al-Shujaa, 22 Al-Helwah, CT: Nelsinho Rosa Coppa re Fahd 1995 1 Al-Deayea, 2 Al-Muwallid, 3 Al-Khilaiwi, 4 Zubromawi, 5 Madani, 6 Amin, 7 Al-Ghesheyan, 8 Al-Saleh, 9 Al-Jaber, 10 Al-Owairan, 11 Al-Mehallel, 12 Eesa, 13 Awad, 14 Al-Muwallid, 15 Al-Dawod, 16 Korshi, 17 Al-Dosari, 18 Al-Alawi, 19 Al-Sadiq, 20 Saleh, CT: Al-Kharashy FIFA Confederations Cup 1997 1 Al-Deayea, 2 Al-Jahani, 3 Al-Khilaiwi, 4 Zubromawi, 5 Madani, 6 Al-Harbi, 7 Al-Shahrani, 8 Al-Temawi, 9 Al-Jaber, 10 S. Al-Owairan, 11 Al-Mehallel, 12 Dokhi, 13 Sulaimani, 14 Al-Muwallid, 15 Al-Sadiq, 16 K. Al-Owairan, 17 Al-Sahafi, 18 Al-Zahrani, 19 O. Al-Dosari, 20 Saleh, 21 Al-Jaman, CT: Vingada FIFA Confederations Cup 1999 1 Al-Deayea, 2 Al-Jahani, 3 Al-Khilaiwi, 4 Zubromawi, 5 Al-Dawod, 6 Al-Harbi, 7 Al-Shahrani, 8 Noor, 9 Al-Otaibi, 10 Gahwji, 11 Al-Antaif, 12 Al-Sadiq, 13 Sulaimani, 14 Bin Shehan, 15 Al-Subaie, 16 Al-Shokia, 17 Al-Waked, 18 Al-Temyat, 19 Idris, 20 Harthi, CT: Máčala


                                     

2.3. Tutte le rose Giochi olimpici

NOTA: per le informazioni sulle rose successive al 1948 visionare la pagina della Nazionale olimpica.

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