Indietro

ⓘ Villa Torlonia (Roma)




Villa Torlonia (Roma)
                                     

ⓘ Villa Torlonia (Roma)

Villa Torlonia è una villa di Roma, oggi pubblica, che si affaccia su via Nomentana, nel quartiere Nomentano. La sua fama principale è dovuta al fatto che essa fu la residenza privata romana di Benito Mussolini.

                                     

1. Storia

La villa, dal XVII secolo fino a metà del XVIII, era di proprietà della famiglia Pamphilj, che la utilizzò come tenuta agricola, similmente a come fece con altre situate nella stessa zona. La famiglia Colonna acquistò la proprietà intorno al 1760, mantenendone la natura di terreno agricolo.

La costruzione della villa ebbe inizio, tuttavia, solo nel 1806 su progetto dellarchitetto Giuseppe Valadier per il banchiere Giovanni Raimondo Torlonia il quale aveva comprato la tenuta dai Colonna nel 1797 e venne terminata per il figlio Alessandro. Valadier trasformò due edifici preesistenti ledificio padronale e il casino Abbati in un palazzo e nellodierno Casino dei Principi; costruì le Scuderie e un ingresso, oggi demolito in seguito allampliamento della via Nomentana. Larchitetto risistemò il parco, creando viali simmetrici e perpendicolari alla cui intersezione è posto il palazzo. Contemporaneamente, la villa venne abbellita con sculture darte classica acquistate appositamente.

Nel 1832 Alessandro Torlonia, succeduto al defunto padre Giovanni, incaricò Giovan Battista Caretti di continuare i lavori sulla villa. I particolari gusti del principe determinarono la costruzione di un Tempio di Saturno, dei Falsi Ruderi e della Tribuna con Fontana, oltre che del Caffe-House, della Cappella di SantAlessandro e dellAnfiteatro, ora non più esistenti.

Collaborarono alla progettazione della villa Giuseppe Jappelli, che si occupò della sistemazione della parte meridionale e vi realizzò la Capanna Svizzera e la Serra Moresca, e Quintiliano Raimondi, il quale operò sul Teatro e sullAranciera, oggi Limonaia.

Nella zona sud, differentemente da quella settentrionale, caratterizzata da un gusto neoclassico, vennero creati laghetti, viali a serpentina e nuovi edifici: la Capanna Svizzera, la Serra, la Torre, la Grotta Moresca e il Campo da Tornei. Inoltre, nel 1842, Alessandro fece erigere due obelischi in memoria dei genitori.

Il successore, Giovanni, oltre a trasformare la Capanna Svizzera nellattuale Casina delle Civette, fece edificare un nuovo muro di cinta, il Villino Medievale e il Villino Rosso.

Nel 1919 venne scoperto, nei sotterranei della Villa, un cimitero ebraico.

Negli anni venti, Giovanni Torlonia Junior concesse la residenza ufficiale a Benito Mussolini, che pagava un affitto annuale simbolico di una lira; affitto concesso alle stesse condizioni anche dopo la morte del principe, avvenuta nel 1938, dallerede Alessandro Gerini. Mussolini e il principe Torlonia costruirono un rifugio contro i bombardamenti nelle catacombe ebraiche del terzo e del quarto secolo poste sotto la villa.

Nel periodo successivo alla guerra, la villa venne abbandonata attraversando un periodo di decadenza, fino a quando, nel 1978, venne acquistata dal Comune di Roma e trasformata in parco pubblico.

                                     

2.1. Componenti della Villa Gli ingressi attuali

Ingresso monumentale con propilei

Lattuale ingresso su Via Nomentana e il relativo muro di cinta vennero edificati tra il 1905 ed il 1911 su progetto di Enrico Gennari in seguito allarretramento della facciata dovuto allampliamento della carreggiata che prevedeva la demolizione del vecchio muro di cinta e degli annessi ingressi. Ai lati dellingresso si ergono due propilei con ordine ionico e composito con basamento bugnato e lastre in travertino; la cancellata a sei ante è in ferro battuto intervallata da due pilastri in travertino sostenenti dei globi in vetro che sostengono a loro volta delle aquile bronzee. Nel basamento dei due fabbricati si trova il corpo di vigilanza della villa e la biglietteria. Al piano superiore sono poste delle paraste marmoree con scanalature con capitelli ionici. Ai lati si trovano dei capitelli compositi. Ai lati dei due loggiati copie di statue i cui originali sono posti nel museo del Casino Nobile, tra cui, degni di menzione: Pandora, la Pudicizia e un Fauno.

Ingresso di Via Spallanzani e villino di portineria

La costruzione del Villino medievale aveva reso necessaria lapertura di un nuovo ingresso su via Spallanzani e ledificazione di un edificio di portineria. Lingresso è composto da una semplice struttura con due pilastri in laterizio sormontato da due vasi in terracotta. Il villino, in cui abita il custode della villa, è un edificio a due livelli che imita in formato ridotto il villino medievale.

                                     

2.2. Componenti della Villa Casino Nobile o Casino Principale

Il Casino Nobile è un esempio di architettura neoclassica, con colonne e paraste marmoree di ordine gigante. I portici laterali ed il pronao palladiano sono opera di Giovan Battista Caretti: a lui si devon pure i partiti decorativi di stile gotico e pompeiani di numerosi ambienti interni. Il frontone in terracotta, raffigurante il trionfo di Bacco, è di un allievo del Canova, Rinaldo Rinaldi.

Una volta acquistata la Vigna Colonna nel 1797, Giovanni Torlonia affidò a Giuseppe Valadier il compito di ristrutturare il palazzo.

Larchitetto, tra il 1802 ed il 1806, ristrutturò e ampliò ledificio, detto anche "Casino nobile".

Il Valadier inserì nella sala da pranzo Salle à manger, detta oggi Sala da ballo, degli specchi per migliorare e moltiplicare leffetto dellilluminazione dallesterno.

Domenico Del Frate eseguì dei dipinti e Antonio Canova dei bassorilievi in gesso, alcuni dei quali sono esposti nella stanza a Bercerau ".

Dopo la morte di Giovanni, lincarico di migliorare il Casino passò al figlio Alessandro nel 1832 che, per migliorare limpatto visivo del palazzo, fece aggiungere un pronao con loggia allingresso. Inoltre, egli affidò a Francesco Podesti la decorazione ad affresco della Sala di Bacco ; il Podesti dipinse così il Mito di Bacco, le Quattro stagioni e i Tre continenti.

Il piano terra ed il piano nobile servivano per ospitare i nobili nei ricevimenti, da cui il nome di "Casino nobile", mentre seminterrato e secondo piano erano lasciati alla servitù.

Dal seminterrato si accede anche a un bunker fatto costruire da Benito Mussolini e a una sala ipogea in stile simil-"tomba etrusca".



                                     

2.3. Componenti della Villa Casino dei Principi

Questo casino, originariamente un edificio rurale della Vigna Abati, venne restaurato, su ordine di Alessandro, da Giovan Battista Caretti tra il 1835 ed il 1840, in stile neorinascimentale. Collegato al "Casino principale" tramite una galleria sotterranea, svolgeva la funzione di sala per i ricevimenti.

Tra le decorazioni originali, il fregio rappresentante il Trionfo di Alessandro a Babilonia ", mentre, nelle tre sale del piano nobile facevano un tempo bella mostra di sé affreschi raffiguranti lantica Grecia e lantica Roma, e nella sala da pranzo, alcune pitture del golfo di Napoli, opera di allievi del Caretti. Tra le altre opere di pregio, da ricordare le decorazioni novecentesche della prima sala di Giovan Battista Caretti e Filippo Bigioli.

                                     

2.4. Componenti della Villa Il Teatro Torlonia

Costruito tra il 1841 ed il 1873. È stato restaurato nel 2013.

                                     

2.5. Componenti della Villa Falsi Ruderi

Si trovano sul viale che porta alla Casina delle Civette, sopra il muro di cinta.

Limmissione di falsi ruderi fu dovuta ad una moda che nacque nel XVI secolo, per poi svilupparsi nella seconda metà del XVIII secolo e proseguire nel secolo successivo.

Il complesso è composto da un muraglione in mattoni suddiviso in sei nicchie, più un nicchione centrale con semi-cupola costituita da un cassettonato a losanghe. Le nicchie, in cui erano alloggiate le statue ora poste al Casino Nobile, sono suddivise da paraste corinzie. Di fronte, vè un filare di ruderi di colonne in travertino con scanalature e basi attiche.

                                     

2.6. Componenti della Villa Tempio di Saturno

È sito sul viale che porta alla Casina delle Civette. Innalzato da Giovan Battista Caretti tra il 1836 ed il 1838 a imitazione dei templi antichi, ha come suo modello il Tempio di Esculapio di Asprucci realizzato nel 1786 per Villa Borghese. Ledificio è modesto, composto del solo pronao e quattro colonne doriche di granito. La vegetazione nasconde la parte retrostante rimasta incompleta. Ivi si trovano due casolari usati in antico come cucine e una zona recintata. Nelle incisioni antiche, davanti al tempio, si notano dei tavoli rotondi, forse utilizzati per delle riunioni allaperto. Il frontone presenta una decorazione in terracotta opera di Vincenzo Gajassi, che ha per tema l"Allegoria della vita umana" e il Tempo che trionfa sulla Gioia, sullArte e sulla Cultura". Al centro della raffigurazione vi è il Dio del Tempo, ovverosia Saturno che regge la falce, tra un serpente ed un leone. Ai lati "Le quattro Stagioni". Ai lati delledificio si trovano dei calchi di alcuni altorilievi del Palazzo dei Conservatori. Sopra il portale è posto un rilievo in terracotta della fine del XVIII secolo che ha per soggetto Bacco che dona la vite; ai lati due maschere teatrali in stucco. Sono andati perduti dei busti che coronavano il timpano.

È uno dei pochi edifici di Villa Torlonia a dover essere ancora restaurato.



                                     

2.7. Componenti della Villa Tribuna con fontana

È situata presso il lato orientale del Casino Nobile a ridosso della collina artificiale di Jappelli. Verosimilmente, è lultima opera progettata per Villa Torlonia dal Caretti. Il lato prospiciente la collina è divisa da alcune colonne poste a ridosso della parete marmorea con due bassorilievi raffiguranti due putti ai lati di una iscrizione celebrativa del committente. Il prospetto su Via Nomentana è monumentale. Sulle gradinate laterali coperte da peperino sono posti coppi di azalee. Davanti alla composizione floreale dovevano trovarsi statue, sarcofagi e ruderi archeologici, oggi perduti. Nella nicchia centrale vi era un decorazione raffigurante Enea in fuga da Troia, e si trova tuttora la fontana in stile barocco composta da una vasca semicircolare e una decorazione a muro, mentre in quelle laterali sono state poste delle opere della collezione Torlonia. Sopra la fontana vi è una targa con uniscrizione. Le tre nicchie sono separate da colonne ioniche.

                                     

2.8. Componenti della Villa Campo da tornei

Il campo da tornei si trova tra il Teatro e la Serra Moresca, progettato da Jappelli sul modello medievale, cristiano e in stile richiamante Ludovico Ariosto. Le gradinate per gli spettatori sono in peperino. Su di un lato sono poste tre tende rosso-nere. Da foto depoca si evince che sul lato orientale doveva trovarsi una tenda in ferro e rame sorretta da figure in ghisa, e là la principessa Torlonia si poneva con la sua corte. Invece, la tenda del principe era posta sulla sommità del colle ed era decorata da uno stemma in rame ed un altro in metallo. Oggi, le tende dei principi sono scomparse, come le figure in ghisa, ma esistevano ancora allepoca di Benito Mussolini, come testimoniano alcune foto che lo ritraggono in loco mentre gioca a tennis.

                                     

2.9. Componenti della Villa Finta tomba etrusca

Durante i lavori di restauro del Casino Nobile, sotto un blocco di calcestruzzo che chiudeva una piattaforma di marmo in cui si trovavano otto cilindri di ferro che erano ritenuti basi di gazebo, è stato rinvenuto un ipogeo. Questa sala, posta ad una profondità di 2.50 metri e composta di circa 20 metri quadrati, è di forma circolare. Un oculo, chiuso da una grata, funge da presa daria. Verosimilmente, per accedere alla sala ipogea si dovevano percorrere alcune gallerie sotterranee attualmente agibili solo parzialmente. Queste sono alte 1.80 metri e provenivano una da nord ed una da sud. Quella a nord è chiusa da una frana, quella a sud è chiusa dal bunker antiaereo voluto da Benito Mussolini. La sala ipogea è affrescata a fasce, di cui la prima è a punte lanceolate, la seconda, la quarta e la sesta a figure zoomorfe, la terza a figure fitomorfe stilizzate, la quinta è composta da girali e figure fitomorfe, nellultima fascia, entro un girale di acanto vi sono delle figure muliebri che indossano tunica, corona e recano in mano uno specchio. Le pareti hanno lo stesso colore di fondo di tutta la decorazione. Viene attribuita al solito Caretti.



                                     

2.10. Componenti della Villa Altri arredi della villa

Obelischi I due obelischi di Villa Torlonia sono posti a eguale distanza dal Casino Nobile in asse con i due prospetti principali. Committente Alessandro Torlonia per onorare la memoria dei genitori. Sono alti poco più di dieci metri e pesano più di 22 tonnellate ciascuno. Le basi sono rivestite di travertino e marmo. Le pietre per realizzare i due obelischi furono estratte dalle cave di granito rosa di Baveno, lavorate a Milano, indi furono trasportate attraverso il Po fino al mare, per essere imbarcate a Venezia e circumnavigare la penisola fino a Fiumicino, attraverso il Tevere fino alla confluenza con lAniene; poi trasportate lungo la Via Nomentana fino a Villa Torlonia ove giungono il 4 gennaio 1840. Da lì ebbe inizio un lungo lavoro per linnalzamento. I geroglifici dei due obelischi sono opera del padre barnabita Luigi Ungarelli. Il primo obelisco venne eretto il 4 giugno 1842 al cospetto del papa e del principe Ludwig di Baviera e dedicato al padre Giovanni Torlonia. Il secondo venne elevato il 26 luglio in occasione della festa di SantAnna e dedicato alla madre Anna Maria e sito nella zona retrostante del palazzo. Colonne onorarie Le due colonne onorarie sono poste: la prima presso lobelisco dedicato ad Anna Maria Torlonia ed elevata da Alessandro Torlonia nel 1840 in onore di suo fratello Carlo; la seconda era sita in un luogo imprecisato della villa, in seguito spostata sullesedra del teatro. Fu dedicata da Carlo Torlonia ai genitori. Edicola mariana È sita a sud del campo dei tornei entro una scogliera rustica in mattoni con lesene in marmo bianco con gli stemmi dei Torlonia e dei Colonna e dedicata da Alessandro Torlonia a Carlo. Attualmente è lunica testimonianza religiosa nella Villa dopo la demolizione della Cappella di SantAlessandro. Altri arredi di interesse
  • Tra le varie piante che sono nel parco sono da citare
  • Il Lago del Fucino. È sito tra la Casina delle Civette ed il Teatro. Trattasi di piccolo lago circondato da un bosco di bambù creato in ricordo del prosciugamento del lago Fucino.
  • I grandi viali di lecci ai due lati del casino rimasti inalterati nel corso del tempo.
delle conifere: pino domestico; pino dAleppo; pino americano; cedro del Libano; cedro africano; cedro dellHimalaia; delle piante mediterranee: leccio;

Quercus petraea rovere;

olivo; alloro oleandro; fico; sambuco; vari tipi di palme: palma nana; trachicarpo; palma delle Canarie; palma da datteri; palma azzurra; palma della California; lungo i viali interni al parco si possono mirare i seguenti alberi: tiglio; platano; bagolaro; olmo campestre; castagno; alberi da fiore: mirabolano; Albero di Giuda; alberi da frutto: nespoli del Giappone; ciliegio; susino; arancio amaro; kaki.
  • Un altro laghetto sito dietro il Casino Nobile.
  • La collinetta artificiale di Jappelli. È sita tra il Casino Nobile e la Casina delle Civette. Attualmente, i vialetti che salgono nella collinetta sono stati protetti mediante staccionate di legno che modificano il naturale progetto di Jappelli.
                                     

2.11. Componenti della Villa Altri edifici restaurati

Dagli anni novanta sono stati restaurati questi altri edifici.

La limonaia. Viene detta anche Aranciera. La costruzione fu commissionata da Alessandro Torlonia. Originariamente, fu destinata come agrumeto e serra di fiori. Nello schizzo di Giuseppe Jappelli del 1839, si può notare una dicitura: "Teatro ed Aranciera del sig. Raimondi". Nonostante la carenza di fonti, si può dire che ledificazione delledificio avvenne dopo il 1840, ossia dopo il matrimonio di Alessandro Torlonia con Teresa Colonna in quanto, sulla facciata, vi sono gli stemmi delle due famiglie a sancire lunione dei due casati. Quintiliano Raimondi realizzò questo edificio in maniera diversa rispetto al progetto di Jappelli costruendolo staccato dalladiacente teatro. La pianta è rettangolare. Lesterno presenta bugne in tufo. Delle finestre sono alternate a delle porte-finestre con delle strombature molto accentuate e sormontate da finestre a forma di oculi. Il tetto è rivestito di tegole marsigliesi. Linterno è in tufo con capriate in legno. Il pavimento, a scacchiera è in travertino e peperino. In una descrizione del 1905 è accennato un piccolo palco a tre arcate per il riparo di agrumi e di fiori posto al lato di un piccolo camino ligneo in stile barocco, ai cui lati erano posti due satiri e, sulla cimasa, due putti che sostenevano un orologio. Inoltre, ai lati del camino vi erano due piccole botti realizzate in peperino che avevano la funzione di fontane rustiche. Il tutto era verniciato con della porporina ad imitazione del bronzo dorato. Il camino venne verosimilmente distrutto durante loccupazione degli alleati nel 1944-1947 e fu sostituito da uno più piccolo in mattoni e cemento. A ridosso della Limonaia vi era una dipendenza adibita a ricovero dei braccianti e come custodia degli attrezzi, edificio che venne sostituito dal Villino Medievale come residenza di Giulio Borghese Colonna. Un documento del 1911 cita una fontana presso la limonaia, oggi di difficile identificazione. Negli anni trenta del XX secolo, fu affittata allIstituto per la Cinematografia, ma fu anche utilizzata per proiezioni durante la residenza di Benito Mussolini nella villa. Una volta restaurata, attualmente la limonaia è stata adibita a punto di ristoro. Nel cortile limitrofo sono stati piantati dei limoni a ricordo della sua destinazione duso antica. Il villino medievale. Anna Maria Torlonia, prima della sua morte, redasse un testamento in cui lasciò scegliere al marito un suo edificio tra le sue proprietà. Suo marito, con i suoi figli, optò per la costruzione ex novo di un edificio, con ingresso a via Spallanzani, nella Villa. Il progetto, disegnato da Enrico Gennari fu presentato nel 1906 e i lavori vennero ultimati già lanno successivo. Già nellottobre del 1906 vennero pagati dei lotti di lavori in cui venne usato il cemento armato, mentre lanno seguente vennero ultimate le decorazioni. Cesare Picchiarini, invece, si curò delle vetrate artistiche. Ledificio, che è uno dei più grandi della villa, sfrutta lappoggio su di un lato della limonaia, mentre laltra su via Spallanzani è su tre livelli. Ledificio è molto composito e si compone di torre, altana, scalinate e porticati ed è in stile neo-medievale. Le rose le stelle, elementi dello stemma dei Torlonia, sono posti su delle colonne che sostengono la loggia sita sopra lingresso occidentale del villino. Sulla facciata di via Spallanzani è posto un orologio decorato con i segni zodiacali. Sopra lingresso del lato occidentale è rappresentata una fenice che risorge dalle ceneri, a voler significare leternità della famiglia Torlonia. I muri sono in tufo, laterizio e decorazioni marmoree. Gli ambienti principali sono: un salone al pian terreno con un gran camino ed il soffitto a cassettoni decorati e una sala al primo piano con il soffitto a capriate con sottostante fregio dipinto con degli stemmi della città e dei rioni di Roma, in cui era verosimilmente inserito lo stemma dei Torlonia, oggi quasi del tutto sbiadito. Il principe creò anche un giardino in cui piantò dei fiori a bulbo, mentre in una serra, di cui rimangono dei resti, si conservavano delle piante pregiate. Il villino fu abitato da Giulio Borghese Torlonia fino alla sua morte, avvenuta nel 1915. Il restauro ha riportato laspetto originario. Attualmente, è sede di una ludoteca con tecnologie avanzate ed itinerari di realtà virtuale. Il villino rosso. Questo edificio è sito nellangolo della Villa presso lincrocio di Via Spallanzani e Via Siracusa. Venne fatto erigere da Giovanni Torlonia junior per il suo amministratore tra il 1920 ed il 1922 mediante un progetto di Paolo Gianoli. Il lato strada consta di un portone centrale posto sotto una grande tettoia mentre, dal lato giardino, un altro portone immette in una rampa che supera un ponte e sale costeggiato da un filare di cipressi. La zona sotto al ponte anticamente serviva per laccesso alle carrozze. Attualmente, vi è una fontana polilobata ed un mascherone appoggiato alla parete sormontato dallo stemma dei Torlonia da dove sgorgava lacqua. Allingresso del ponte vi sono due sfingi in travertino provenienti da una delle fontane del Valadier site di fronte al Palazzo demolite durante le trasformazioni di Alessandro Torlonia. La pianta è strutturata in modo condizionato dalle due vie suddette. Lo stile delledificio è medievale, come attestano alcune teste zoomorfe e rinascimentale come le bugnature, i loggiati le maioliche. Le decorazioni degli interni hanno come tema prevalente i simboli araldici dei Torlonia. Al primo piano vi è il mosaico raffigurante la "Fenice che risorge trionfante dalle ceneri". Il salottino ottagonale del primo piano è decorato a tempera con dei finti pilastri sorreggenti un cornicione sormontato da una cupola a padiglione. I pilastri sono a grottesco in stile liberty con delle allegorie delle quattro stagioni ed i segni zodiacali; la parete è infine ricoperta da una tappezzeria a fasce con disegni di grappoli duva. Sopra vi è incisa la data di costruzione delledificio: MCMXX. Attualmente, dopo il restauro, ledificio è stato concesso in utilizzo allAccademia delle scienze o dei Quaranta, che vi ha allestito anche una biblioteca scientifica aperta al pubblico. Le vecchie scuderie Questo edificio fu realizzato verso linizio del XIX secolo da Giuseppe Valadier. Il Valadier ideò un edificio con una loggia con sovrastanti statue le facciate con bugnato. Nel secondo quarto del secolo XIX, esso fu ampliato da Giovan Battista Caretti in stile neogotico. Laspetto dopo queste modifiche ci è giunto solo attraverso delle descrizioni e un disegno dellinterno conservato nellArchivio Quaroni, il quale ci mostra degli archi a sesto acuto e dei dipinti gotici. Dopo lacquisto di Alessandro Torlonia, venne decorato da paraste in stile dorico. Dopo il restauro, i vari locali delle scuderie vecchie sono state adibite a Biblioteca dellAccademia delle Scienze, a sede del Servizio Giardini, a guardianeria per la sorveglianza delle vicine catacombe ebraiche, a magazzino e locali per attività culturali.
                                     

2.12. Componenti della Villa Edifici ed arredi scomparsi

Per via dellampliamento della Via Nomentana, avvenuto tra il 1908 ed il 1909, si arretrò la villa per 20 metri: pertanto, alcuni edifici ed arredi vennero distrutti. Questi ultimi ci sono noti attraverso delle stampe, descrizioni ed immagini fotografiche. Essi sono:

Lingresso principale Fu progettato e costruito da Giuseppe Valadier verso il 1828. Era posto verso langolo nord-est della villa. Fu ideato come una nicchia entro il muro di cinta. Ai lati constava di piloni in bugnato liscio, ognuno sormontato da una coppia di sfinge. Fra le due coppie di sfingi vi era lo stemma dei Torlonia. Il cancello era curvo. Delle sfingi poste allingresso, attualmente alcune sono poste davanti allingresso del Casino dei Principi; altre due sono poste alla Villa di Federico Zeri a Mentana. Un secondo ingresso Questaltro ingresso era sito allaltra estremità dello stesso muro in asse col Palazzo. Fu ripristinato da Giovan Battista Caretti. Sui due piloni vi erano delle coppie di Geni alati che sorreggevano lo stemma dei Torlonia. Il cancello era adornato dagli stessi simboli. LAnfiteatro Era sito di fronte alla facciata principale del Casino dei Principi. Fu fatto edificare da Alessandro Torlonia per farvi esibire vari spettacoli, tra cui: corse di cavalli, esibizioni circensi e tauromachie. La pianta era ellittica. Lalzato era composto da bugnato ed opus reticolatum alternati sormontato da una ringhiera con piedistalli che sostenevano dei candelabri. Nellambulacro vi erano i camerini e degli spazi per gli animali. La costruzione dellanfiteatro è attribuita a Giovan Battista Caretti e Francesco Gasparoni che verosimilmente vi collaborarono dal 1833. Allepoca della costruzione, fu definito più ampio del "Teatro di Corea", così come veniva definito il Mausoleo di Augusto. Le false rovine Furono poste da Giovan Battista Caretti lungo lantico muro di cinta della Nomentana. Esse consistevano in:
  • Rudere di un anfiteatro. Consisteva in due ordini di archi separati da un cornicione.
  • Tempio di Minerva. Si trattava di un tempio periptero posto su di un podio con conci squadrati che faceva innalzare le colonne in rovina e i resti della cella sopra il muro di cinta.
La Cappella di SantAlessandro Questo edificio scomparve nel 1903 per motivi ignoti. Fu fatta costruire da Alessandro Torlonia tra il 1833 ed il 1840. Fu progettata dal Caretti ed era sita tra il Teatro, la montagnola ed il laghetto del Fucino. Le descrizioni che sono giunte fino a noi citano che ledificio constava di un portico con decorazione interna semplice in stile quattrocentesco e con statue realizzate da Carlo Aureli. Gli affreschi del Caneva ritraevano delle figure in stile trecentesco. Gli elementi decorativi superstiti sono conservati al Museo del Casino Nobile.
                                     

3. Uso moderno della villa

Nel 1977, la Villa fu acquistata dal Comune di Roma e dal 1978 è aperta al pubblico.

Il Casino Nobile e la Casina delle Civette sono attualmente adibiti a museo mentre nella Limonaia si trova un museo comunale della tecnologia dedicato ai bambini.

Nella villa è stata installata dal Comune di Roma una rete WiFi che permette laccesso gratuito a Internet.

Allinterno della Villa è oggi presente il Centro Sociale per anziani "Le antiche scuderie".

Nonostante le recenti ristrutturazioni che stanno permettendo di aprire al pubblico nuove parti della villa, alcuni edifici versano tuttora in una condizione di pericoloso degrado.

In seguito a una intensa ondata di maltempo verificatasi tra il 22 e il 23 marzo 2008, circa cinquanta alberi presenti nel giardino della villa sono stati pesantemente danneggiati, richiedendo la temporanea chiusura di tutta la zona sud.

                                     

4. Collegamenti

È raggiungibile anche mediante numerose linee di autobus che transitano su via Nomentana 60, 66, 62, 82, 90, su via Bari 490, 495, 649, 61 e mediante i tram che circolano su Viale Regina Margherita 3 e 19.

Anche gli utenti hanno cercato:

...
...
...