Indietro

ⓘ Pieve Tesino




Pieve Tesino
                                     

ⓘ Pieve Tesino

Pieve Tesino è un comune italiano di 651 abitanti della provincia autonoma di Trento, in Trentino-Alto Adige. È stato il primo paese in Italia ad avere una pro loco. Il paese è una meta turistica, fu sede della chiesa pievana della valle e da questo ne deriva il nome e qui, il 3 aprile 1881, nacque Alcide De Gasperi.

                                     

1. Geografia fisica

Il paese è situato alle pendici del monte Silana ad unaltitudine di 843 m. Assieme a Castello e Cinte compone i tre paesi dellaltopiano del Tesino. Labitato si snoda in modo uniforme, lungo la via di collegamento che porta da Bieno a Castello Tesino. La frazione più occidentale, Pradellano, si sviluppa ai piedi della parete nord del Monte Lefre, mentre il corso del torrente Chieppena segna il confine comunale con Bieno e quindi dellaltopiano con la Valsugana.

Il territorio di Pieve è formato da vaste aree boschive, in maggioranza abeti, larici e alberi di latifoglie. Nel territorio vi scorre il torrente Grigno.

                                     

2. Storia

Fino a circa metà del Seicento i pievesi furono dediti alla pastorizia ed alle conseguenti transumanze tra le montagne del tesino le pianure veneto-tosco-emiliane per poter sfamare le proprie greggi. Della conoscenza del territorio accumulata dai pievesi con tali transumanze, approfittò un certo Gallo, di Castel Tesino, che aveva scoperto una miniera di pietre focaie ed aveva necessità di smerciare tali pietre. I pievesi si dedicarono quindi al commercio delle pietre focaie, insieme agli abitanti dei paesi vicini, Castello Tesino e Cinte Tesino, vendendo non solo in Italia Settentrionale, ma anche nei paesi del Centro Europa. Nei loro viaggi di ritorno, passando per Bassano, i Tesini si fermavano nella bottega di ferramenta di un certo Remondini per fare i propri acquisti. Quando il Remondini acquistò una stamperia, pensò ai Tesini per smerciare le proprie stampe. Erano stampe grossolane, su carta grezza, per lo più di santi, che si vendevano casa per casa ed a bassissimo prezzo. Questo commercio soppiantò sia la pastorizia che la vendita di pietre focaie e, con esso, i Tesini percorsero non solo tutta lEuroopa, ma addirittura il mondo intero. Col tempo i Tesini aprirono, in Europa, una sessantina di negozi, divenendo poi, alcuni di essi, anche editori di stampe.

                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture religiose

  • chiesa di San Sebastiano eretta nella seconda metà del XV secolo. Nel campanile di San Sebastiano nel 1575 fu costretto ad alloggiare il capitano di Primiero, poiché durante il viaggio tra Primiero e Strigno fu accusato, da quelli di Pieve, di essere portatore di peste.
  • Chiesa di Santa Maria Assunta, parrocchiale che risale al XII secolo. Rappresenta una delle più notevoli costruzioni gotiche del Trentino. La Chiesa venne consacrata nel 1184 dal vescovo di Feltre, ma la forma gotica attuale riasale alla seconda metà del Quattrocento e venne rimaneggiata nel secolo successivo. Vi seguirono numerosi restauri e ampliameti. Linterno è a tre navate, sostenuto da colonne cilindriche con volta a costoloni. La decorazione è del 1872: nellabside sono dipinte storie della Madonna. Laltare maggiore, marmoreo e barocco, è opera di uno scultore veronese.
                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Architetture civili

Nella Piazza Maggiore si ergono: il Palazzo del Municipio vecchio, la casa Pellizzaro-Carestia e la casa Buffa-Caporale. Nel mezzo della piazza cè la monumentale settecentesca fontana ottagonale di pietra rossa con quattro getti e stemmi. Sul Palazzo del Municipio vi è una lapide che ricorda Alcide De Gasperi, qui nato il 3 aprile 1881; in Via Degasperi è possibile osservare una lapide analoga sulla sua casa natale, ora trasformata nel Museo casa De Gasperi, che ripercorre la vita trentina del grande Statista.

Una delle testimonianze delle fortune accumulate con tale commercio è la Villa Daziaro, un edificio in mattoni rossi che ricorda sia la villa veneta che la dacia russa. I suoi proprietari, infatti, dopo essere partiti da Pieve come venditori ambulanti di stampe, aprirono due negozi a Mosca, e successivamente ne fondarono uno a San Pietroburgo, quindi a Parigi e poi a Varsavia. Divennero essi stessi editori di stampe, affiancandosi agli altri grandi editori pievesi di stampe in europa, come ad esempio i Buffa ad Amsterdam, gli Zanna a Kriegshaber presso Augsburg, i Tessari ad Augsburg ed a Parigi, gli Avanzo a Bruxelles, i Fietta a Strasburgo e Metz, i Pellizzaro a Besancon in Francia, ecc. Una parte della collezione Daziaro è consultabile in formato digitale presso il Museo per Via.

A Pieve ha inoltre sede il Giardino dEuropa De Gasperi, uno dei quattro giardini realizzati in omaggio ai padri fondatori dellUnione europea.



                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Dintorni

  • Caverna del Monte Silana: la grotta ha uno sviluppo di 140 m ed è costituita da due rami principali, il Colo e il Pra Zuan ; al suo interno si conservano dei graffiti: molto probabilmente in passato funse da rifugio per pastori.
  • Campestrini è una pittoresca località composta da masi sparsi.
  • Cascata di Fierollo: è alta circa 30 m ed è formata dal Rio Fierollo.
                                     

4.1. Amministrazione Lamministrazione nelle antiche comunità di villaggio

Nonostante Pieve e lAltopiano del Tesino in generale fossero sottoposti al feudo di Castel Ivano, i vari paesi avevano una certa autonomia nella gestione del proprio territorio. La regola era lo statuto amministrativo delle comunità rurali trentine adottato per secoli fin dal medioevo. Ogni villaggio come Pieve, aveva la sua regola, riportata su documenti chiamati generalmente carte di regola. Lo scopo della regola era quello di controllare attraverso norme rigorose, i beni della comunità molto vasti e quelli dei pochi privati. I beni della comunità comprendevano il bosco e i pascoli con le malghe, mentre i beni privati delle famiglie comprendevano le case con lorto e i terreni coltivati. Nelle carte di regola, oltre alla gestione dei beni comunitari, erano riportate alcune disposizioni per la nomina e i doveri, di chi ogni anno, amministrava la regola. Alle elezioni annuali degli amministratori, si richiedeva la partecipazione dellintera collettività del villaggio i vicini. Gli amministratori venivano eletti fra i capifamiglia chiamati fuochi di ogni vicinato. Lapparato amministrativo della regola comprendeva:

  • Gli Soprastanti: avevano il controllo di specifici settori fra cui le acque con i soprastanti alle acque se il villaggio aveva torrenti e fiumi, roghi e incendi con i soprastanti al fuoco, generi di prima necessità con i soprastanti alle vettovaglie, ecc.
  • Il regolano: aveva compiti organizzativi e di controllo, oltre a quello di far rispettare lo statuto riportato nelle carte di regola.
  • I Saltari: avevano il compito di sorvegliare i beni della comunità e dei privati, da furti e incendi. Cerano i Saltari del bosco e i Saltari della campagna. Segnalavano agli amministratori i danni e i colpevoli. Alcuni come i Saltari delle vigne, venivano assegnati per tutto il periodo della maturazione delluva fino alla vendemmia.
  • Gli Stimadori: in caso di danni o furti, avevano il compito di stimare il valore dei danneggiamenti ai beni, sia della comunità che quella privata.
  • I Misuratori: controllavano la regolarità di pesi e misure.
  • I Giurati: simili ai consiglieri comunali moderni, avevano il compito di controllare e organizzare il settore economico del villaggio, in certi casi affiancando il sindaco.
  • Il sindaco o sindico: simile al sindaco moderno, aveva lincarico di dirigere la comunità e curarne leconomia. Aveva poi il compito di rappresentanza con le autorità superiori i signori di Castel Ivano o con altri villaggi in caso di contenzioso. Alla fine di ogni mandato doveva presentare un rendiconto.

La fine dellamministrazione regoliera coincise con la deposizione del vescovo di Trento e Bressanone da parte di Napoleone nel 1796, che ne decretò definitivamente il bando. Tuttavia certe forme di Regola persistono ancora oggi come ad esempio, il diritto di ogni nucleo familiare ad avere una particella di bosco, oppure quella delle fratte, cioè lassegnazione da parte del comune di appezzamenti di terreno incolto per la coltivazione di orti, alle famiglie che ne fanno richiesta.



                                     

5. Sport

Il piccolo paese ha una squadra di calcio a 5, il C5 Tesino Lamon DT Color, che gioca nel campionato di Serie C2 del Trentino Alto Adige, la squadra rappresenta anche il comune di Lamon. La squadra dispute le partite casalinghe a Pieve Tesino nella palestra del piccolo comune. La formazione è rappresentata anche a livello femminile.