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ⓘ Santa Maria la Longa




Santa Maria la Longa
                                     

ⓘ Santa Maria la Longa

Santa Maria la Longa è un comune italiano di 2 322 abitanti in Friuli-Venezia Giulia.

Lagricoltura è stata la fonte principale di reddito fino a pochi anni fa. Nei secoli passati la fertilità di questo territorio ha permesso ad alcune famiglie nobiliari di insediarsi in questi paesi costruendo interessanti ville, con pregevoli rustici, che tuttora possiamo ammirare. Questi edifici, assieme alle chiese, rappresentano i monumenti più preziosi di questo Comune. Tali architetture sinseriscono armonicamente allinterno del tessuto urbano dei borghi, costituiti prevalentemente da edifici dorigine rurale, alcuni di pregevole fattura, sorti lungo i tracciati viari medioevali. Il visitatore quando arriva in questa zona del Friuli è attratto dalla posizione equidistante di questi paesi, immersi in un verdeggiante territorio che muta il suo colore in funzione delle stagioni e delle coltivazioni agricole praticate. Da questi luoghi, nelle giornate terse, è possibile scorgere il profilo delle Alpi Carniche e Giulie.

                                     

1. Geografia fisica

Territorio

Il Comune di Santa Maria la Longa è situato nella pianura friulana a sud di Udine e a nord della città stellata di Palmanova. Il territorio, in gran parte coltivato, è percorso da corsi dacqua di recente formazione, come la seicentesca Roggia di Palma ed i corsi dacqua derivati dal Canale Ledra, risalenti alla seconda metà del XIX secolo.

I paesi che fanno parte di questo Comune sono cinque: il capoluogo le frazioni di Mereto di Capitolo, Tissano, Santo Stefano Udinese e Ronchiettis. Fino al 1797, a sud di Mereto di Capitolo, esisteva anche labitato di Ronchis di Capitolo facente parte della Parrocchia di Mereto di Capitolo. Esso fu demolito, per motivi militari, dai francesi durante la costruzione della terza cerchia muraria di Palmanova nella cosiddetta" spianata”.

                                     

2. Origini del nome

Lantico nome di Santa Maria la Longa era" Meleretum”, termine che significava luogo dei meli, questo nome era uguale a quello dellattuale abitato posto a sud del capoluogo. La prima citazione di questi due paesi è riportata in una pergamena del 1031 del Patriarca Poppone. Il testo dellantico documento riporta la seguente dicitura" …villam de Melereto cum omnibus finibus et pertinentiis suis scilicet cum Villa Sclavorum que simileter dicitur Meleretum et Palmata et Ronca et Ronketes…” Da questa citazione si deduce che esistevano due Mereto: il paese attuale, che dal 1520 fu chiamato Mereto di Capitolo, ed il villaggio di Mereto che si trovava a sud della chiesa di San Floriano, distrutto dagli Ungari nel secolo IX e in seguito ripopolato da contadini sloveni fatti arrivare dal Patriarca di Aquileia. La popolazione insediata condizionò il nome del borgo che da" Meleretum” divenne" Villa Sclavorum”. Nei secoli successivi XII-XIII il nome di" Villa Sclavorum” mutò progressivamente per arrivare a Santa Maria la Longa. Il termine Santa Maria si collega alla dedicazione della chiesa di questa comunità, mentre" longa” deriva dalla parola slovena" Logu” che significa bosco. Il toponimo è correlato al sito dellantica chiesa di Santa Maria che si trovava ai margini di un grande bosco, chiamato in un documento del 1540" Le longie” e conosciuto come la selva di San Lorenzo, che comprendeva una grande zona boscosa situata tra Santa Maria la Longa, Clauiano, Santo Stefano Udinese e Sottoselva. In seguito, con la scomparsa della parlata slovena, la parola fu associata allaggettivo friulano" lungje” lunga con evidente riferimento alla forma allungata del paese composto dallunione di tre borghi. Nella bolla del Patriarca Poppone, oltre ai paesi sopradescritti, troviamo citati i paesi di" Ronchiettis” con il nome" Ronketes”, che è il diminutivo plurale della parola friulana" ronc” che significa terreno disboscato; dalla stessa voce friulana ci viene anche il citato paese di Ronchis di Capitolo e i svariati Ronchi in tutto il Friuli. Nello stesso documento troviamo Santo Stefano con il nome" villa Sancti Stephani”, anche qui il termine si collega allintitolazione della chiesa, dedicata al protomartire. Tissano, citato la prima volta con il nome" Tissan” nel 1166, fa parte dei toponimi cosiddetti" prediali”, termine che si collega al nome del proprietario del podere. Nel caso di Tissano, per segnalare il terreno di" Tessius” si diceva" praedium Tessianum”; in seguito siniziò ad omettere la parola" praedium” e così il terreno fu denominato" Tessianum” da quale deriva probabilmente il toponimo Tissano.

                                     

3. Monumenti e luoghi dinteresse

In piazza Divisione Julia, dove ha sede il Municipio di Santa Maria la Longa, si trova la" Farie” di Mariano Fabris che conserva un antico maglio. Sul lato opposto un giardino precede Villa Turchetti-Vintani, costruzione risalente allinizio del secolo scorso, dalle forme sobrie, con accenni allo stile liberty.

Durante la Prima Guerra Mondiale, la villa ospitava la mensa ufficiali frequentata anche da Gabriele DAnnunzio. Ad est chiude la corte anteriore lantica Casa Turchetti, con affresco devozionale sul fronte strada. Proseguendo verso il centro, dopo Casa Miani Calabrese, ci troviamo in prossimità di uno slargo, corrispondente al sito della cinquecentesca Chiesa di S. Giorgio, demolita allinizio del secolo XX. Recentemente è stata ricostruita la planimetria dellantica chiesa con delle lastre in pietra. A ridosso dellantico fabbricato un tempo passava la strada romana" Aquileia - Virunum”, nota come" Julia Augusta”. Nei pressi possiamo ammirare lantica Casa Toneatti, che conserva in facciata lacerti di affreschi con motivi geometrici, gli unici presenti sul territorio comunale. Sul lato opposto della strada saffaccia Villa Daneluzzi Braida, con ampio giardino ricco di piante secolari tra le quali segnaliamo due querce. Un portale arcuato cintroduce nella corte interna dove assieme alla dimora principale sono presenti alcuni rustici. In uno di questi nacque don Luigi De Biasio 1930-1993 storico e studioso dei processi dellInquisizione in Friuli. Allinterno della corte, la famiglia Daneluzzi nel secolo XVIII conservava reperti romani ed anche loriginale colonna della Berlina. Arrivati allincrocio con la Strada Statale 352, proseguendo verso est, passiamo davanti alla colonna della Berlina una delle poche rimaste in Friuli; più a sud è ancora presente la struttura della latteria turnaria, recentemente riaperta con la produzione di formaggi caprini. Ci troviamo nei pressi della Roggia Brentana, lantica piazza medioevale del paese. In passato sul corso dacqua transitava la strada che da Aquileia conduceva a Udine. A nord lacqua, fino ad alcuni anni fa, muoveva le macine del Mulino Birri, ripreso nel recente documentario" Elegia Friulana” dal regista Fernando Birri.



                                     

3.1. Monumenti e luoghi dinteresse La Berlina di R.M.

Nellanno 1031 i paesi di Santa Maria la Longa, Mereto di Capitolo e Ronchiettis furono donati al Capitolo di Aquileia che rimase giurisdicente fino al 1751. Al periodo della giurisdizione del Capitolo di Aquileia risale la colonna della berlina, tuttora presente nel centro del paese di Santa Maria la Longa. È unantica colonna in pietra nella quale un tempo venivano incatenati i bestemmiatori e i ladri. La colonna fu collocata nel novembre 1761 in sostituzione di una precedente, antichissima, la quale era stata accidentalmente abbattuta e spezzata. Ancora oggi si trova nella località originaria, cioè nella piazza medioevale di S. Maria la Longa. Da notare che, sicuramente nel secolo XVI, nella suddetta piazza si svolgevano tutte le esecuzioni capitali degli assassini che avevano commesso i loro delitti nei paesi di pianura sottoposti al Capitolo di Aquileia. A pochi metri di distanza dalla piazza, cera la" casa del boia” che era stata data dal Capitolo alla famiglia dei" Zuan Jacomo con carico che quando occorreva di trovar un Boya per far iustitia.”; il Capitolo aveva dato ai Zuan Jacomo, sempre come paga per il loro servizio, anche una braida di otto campi posti nei pressi della chiesetta campestre di S. Cecilia. Nei casi di condanne a morte, ai rei veniva tagliata la testa che poi si inseriva sulla punta di una lunga pertica la quale si fissava sopra la colonna della Berlina; la testa rimaneva sul palo sino a completa consumazione. Era questo un modo crudele che serviva da monito alla popolazione, in più tutti i viandanti potevano vedere la faccia dellassassino. Rammentiamo che la" colonna” di S. Maria la Longa è una delle pochissime rimaste in regione dopo il decreto del Governo Centrale del Friuli del 29 giugno 1797, con il quale si ordinava labbattimento di tutte le Berline esistenti. Secondo le nostre ricerche, oggi in Friuli si trovano solamente le" colonne” di Tarvisio sec. XVI, Malborghetto eretta nel 1779, Moggio Udinese iniziata nel 1639, ultimata nel 1653, Piano dArta, Aquileia sec. XIV, Colloredo di Montealbano nel castello, S. Maria la Longa.

Varcato il corso dacqua sulla sinistra è presente lIstituto di Don Orione. In passato questa vasta area, comprensiva di terreni e fabbricati, era di proprietà della famiglia Bearzi. Tra gli edifici più significativi si segnala la pregevole Villa Bearzi che mantiene nella facciata posteriore le caratteristiche originali, con un robusto portale arcuato sormontato da una trifora. La facciata principale, caratterizzata da un timpano e da una balaustra con colonnine, fu ristrutturata allinizio del Novecento. La villa, dalla metà del secolo scorso, fu adattata alle esigenze della benefica istituzione. Lampio giardino retrostante conserva un piccolo laghetto con alcune piante secolari tra le quali segnaliamo un cedro del Libano. Varie sculture si possono ammirare lungo i percorsi del giardino: tra queste si segnala un busto di Vittorio Emanuele III e una bronzea statua di San Luigi Orione. Sul fronte opposto alla Villa Bearzi, lungo la cortina edilizia di via Ippolito Nievo, si segnala il bel portale lapideo, con stemma in chiave di volta, di Casa Fabris e il Palazzo Plateo ora Turchetti-Del Mestre con facciata impreziosita da un portale architravato in pietra, che c introduce nellandrone dove è conservata una lapide settecentesca che ricorda le gesta del Conte Colonnello veneziano Zuanne Rados. Continuando in direzione della chiesa parrocchiale alcune case rurali precedono la corte della Villa dei Canonici di Aquileia Villa Vintani-Milocco. Ledificio è composto da un corpo principale, che si eleva per tre piani, e da due ali laterali più basse; queste ultime hanno in gran parte perso le caratteristiche originali. Il corpo principale presenta centralmente un androne passante con due portali arcuati in pietra sormontati da aperture ad arco. Sul retro la strada prosegue in maniera rettilinea dividendo in due parti larea verde occupata da un vivaio. Nella villa visse Elisa Nievo in Vintani 1837-1926 sorella di Ippolito Nievo. Da fonti orali, durante la Grande Guerra, in questo luogo, nei periodi di riposo dai combattimenti, il fante Giuseppe Ungaretti scrisse il 26 gennaio 1917 la celebre poesia" Mattina” le meno note" Dormire” e" Solitudine”.

Durante la Prima Guerra Mondiale, ai lati del corso dacqua Brentana, erano presenti numerosi baraccamenti militari, utilizzati nei periodi di riposo dai soldati di ritorno dal fronte sullIsonzo. Nella parte occidentale della piazza Divisione Julia è presente un giardino che, prima della costruzione della ferrovia, faceva parte dei terreni di Villa di Colloredo Mels, interessante complesso architettonico seicentesco, preceduto da una corte donore, con pregevole portale centrale e sovrastante serliana. Nella villa ebbe sede, durante la Grande Guerra, il reparto di fotografia aerea del I Gruppo aeroplani ed ospitò per alcuni mesi Gabriele DAnnunzio. Di fronte alla villa si segnala Casa Coppo - Moschion secolo XVIII, con portale arcuato ed elegante portafinestra.

Ad ovest della nobile dimora è ben visibile un secolare cipresso situato nei pressi dellex Filanda Carrara. Durante la Grande Guerra, parte del complesso produttivo corrispondente allattuale Casa Passon, ospitava lOspedale da Campo n. 206. Ritornando nella principale piazza principale del capoluogo, riviviamo una pagina importante della Grande Guerra. Su tre pietre carsiche sono state scolpite le poesie scritte a Santa Maria la Longa da Giuseppe Ungaretti, opera dello scultore Franco Maschio così come il monumento dedicato alla poesia più rappresentativa" MATTINA: Millumino dimmenso”. Recentemente la piazza del Municipio è stata impreziosita da una stele, dellartista Giorgio Celiberti, a ricordo della Brigata Catanzaro qui presente durante la Grande Guerra. Arrivati a nord di Santa Maria la Longa, in via Viola, le antiche case del borgo ci raccontano secoli di vita rurale; questo mondo legato alla civiltà contadina di un tempo si ritrova nelle poesie di Galliano Zof. Tra questi edifici meritano particolare attenzione Casa Volpetti,

Casa Catania e la Chiesa di S. Floriano, ora dedicata a S. Giovanni Bosco, tutti edifici risalenti al secolo XVI. Ledificio religioso presenta le caratteristiche architettoniche delle chiese votive della pianura friulana. Nel 1606 allinterno presentava un unico altare con icona di S. Floriano e S. Biagio corrispondente presumibilmente alla cinquecentesca pala presente nellaula. Ledificio nel corso del tempo fu più volte restaurato. Nel 1937 fu inserita la statua lignea di S. Giovanni Bosco e più tardi laltare ricavato dal pulpito della chiesa Parrocchiale di S.Maria la Longa. Gli scavi archeologici eseguiti alcuni anni fa, prima del restauro del nuovo pavimento, hanno messo in luce, sul lato ovest, una fondazione di probabile epoca romana. Oltrepassata la chiesa ci troviamo in via Zompicco, in friulano" bôrc di Zumpìc". Nelle vicinanze si trova il pozzo del borgo e lantica Casa Pontoni

risalente al secolo XV che si caratterizza per le limitate dimensioni, per le piccole finestre, di cui alcune arcuate, e per il coronamento del tetto in mattoni. Proseguendo in direzione di Bicinicco passiamo davanti alla Casa Savio-Danielis con portali in pietra e pregevole portafinestra al piano primo. Continuando in direzione ovest si segnala la cortina edilizia con Casa Mocchiutti e sul fronte opposto Casa Malisan, ora sede della Comunità" La Viarte”.

                                     

3.2. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa parrocchiale di S. Maria

Nei piazza dei Patriarchi si trova la Chiesa parrocchiale di S. Maria Assunta. Un tempo questarea era occupata dalla Centa che racchiudeva allinterno il cimitero e la chiesa. Ledificio religioso è citato per la prima volta nel XIII secolo. Nel corso del tempo subì vari danneggiamenti fino alle ripetute devastazioni turche del secolo XV. Ledificio nelle forme attuali è databile per alcune parti al secolo XVI e per le rimanenti ai successivi interventi di ampliamento dei secoli XIX-XX. La facciata è stata impreziosita nel secolo XIX da quattro colonne con capitelli compositi e timpano superiore. Le opere interessanti, presenti allinterno della chiesa, sono: un fonte battesimale secolo XVI, laltare barocco della Madonna del Rosario, una pala daltare raffigurante la Madonna con Bambino, S.Apollonia e probabilmente i Ss Ermacora e Fortunato fine secolo XVI ed una preziosa tela con i Ss Giovanni Battista, Giuseppe e Giustina secolo XVI. Il campanile fu costruito nel 1914, su imitazione del ricostruito campanile veneziano di Piazza San Marco. A ridosso della chiesa è situata la Canonica, costruzione cinquecentesca, edificata sul perimetro della Centa. Sul fronte principale si trova un pregevole dipinto devozionale raffigurante la Natività secolo XIX con sottostante meridiana. Andando in direzione di Merlana, oltrepassate le ultime case dellantico borgo di sopra, ci si trova immersi nella campagna intensamente coltivata.

                                     

3.3. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di S. Cecilia

Allinterno del cimitero di S. Maria La Longa si trova la chiesa di S. Cecilia. In origine, ledificio si era posto a ridosso di una polla dacqua risorgiva, fonte adorata in epoca precristiana. Nella facciata principale è incastonata una testina alata in pietra con ampia bocca dalla quale probabilmente fuoriusciva lacqua di risorgiva; questa testina è conosciuta come" la piere dal vueli”. Secondo unantica leggenda da questa piccola scultura alata fuoriusciva dellolio santo. La chiesa riprende la tipologia delle chiesette votive della zona. In origine ledificio era privo del cimitero. Attorno alla chiesa, alcuni secoli fa, sorse lantica sagra del Lunedì di Pasqua. Durante la Grande Guerra sul muro posteriore del cimitero, ora demolito, furono fucilati i rivoltosi della Brigata Catanzaro. Questa tragica vicenda è citata nellopera di Gabriele DAnnunzio:" Per lItalia degli Italiani”.

                                     

3.4. Monumenti e luoghi dinteresse Santo Stefano Udinese

Arrivando da Merlana, prima di raggiungere il borgo di S. Stefano Udine, alla vista delle prime case in direzione nord, si incontra la" bressana” Cirio ora Petrocchi, unuccellanda utilizzata in passato per catturare, con le reti, piccoli uccelli migratori come i tordi, le cesene, le peppole, i fringuelli ecc…Arrivati nel paese tra le prime case troviamo Villa Cirio

. Il complesso padronale seicentesco presenta un impianto planimetrico ad "L". Alla destra del fabbricato principale si rileva unala costruita nel 1927 con interessanti aperture liberty in cemento. Proseguendo verso il centro del borgo passiamo davanti alla Villa DArcano che si sviluppa ortogonalmente alla strada, il complesso architettonico è stato rimaneggiato più volte. Pregevole il portale daccesso al giardino della villa; sul retro della nobile dimora si rilevano costruzioni rustiche ed un ampio vivaio.

Sul lato opposto troviamo Casa Florio, con un bel portale arcuato in blocchi lapidei. Proseguendo verso la Strada Statale 352 segnaliamo alcune case antiche situate a ridosso della Roggia Brentana. Anche qui, come a S. Maria la Longa, lungo il corso dacqua passava lantica strada per Udine. A nord è situata Casa Fantini, che era in origine una stalla pubblica dove sostavano i carri trainati da cavalli. Oltrepassata la strada emerge la facciata della Chiesa parrocchiale di S. Stefano. Ledificio fu costruito nel 1878, sul sito della precedente chiesa, su progetto di Girolamo DAronco 1825-1909 padre di Raimondo, uno dei più importanti architetti italiani del periodo liberty. La parrocchiale dalle forme neogotiche presenta una navata cruciforme collegata attraverso un arco trionfale gotico al coro con abside poligonale. La facciata principale, dalle forme sobrie, nasconde le interessanti opere darte custodite allinterno. Tra queste segnaliamo un raffinato altare neogotico, in marmi policromi con Statua di S. Gaetano. Altre due importanti statue ottocentesche in marmo sono collocate ai lati dellaltare maggiore raffiguranti i Ss Giovanni e Sebastiano. La parete absidale presenta il Martirio di S. Stefano, opera del pittore gemonese Giuseppe Barazzutti 1890-1940. Tra le altre opere presenti allinterno della chiesa si conserva una pala raffigurante i Ss. Antonio da Padova. Ermacora con croce patriarcale, completa il dipinto una Madonna con Bambino ed un bimbo che regge un testo sacro secolo XVII. Dopo la costruzione della chiesa e la rimozione dellattiguo cimitero è stato costruito il campanile in stile neogotico. Di fronte alla chiesa sono presenti alcune case rurali, in una facciata si è conservata la scritta: ” CHI SI FERMA È PERDUTO Mussolini" eseguita nel 1938 in occasione del passaggio del Duce diretto ad inaugurare Torviscosa. Proseguendo verso nord, seguendo il corso dacqua, si arriva al Mulino Cogoi inizio XX secolo. Ledificio conserva ancora le attrezzature molitorie; in passato lenergia idrica, prodotta da una turbina, attivava anche una segheria. Continuando il percorso in direzione Udine si arriva alla chiesa di S. Giuseppe. Ledificio religioso, è situato in posizione isolata attorniato da coltivazioni cerealicole. La chiesa, dorigini cinquecentesche, presenta lingresso rivolto ad est; in contrasto con la tipologia delle chiese costruite prima del Concilio di Trento. Probabilmente la facciata principale fu costruita in funzione dellattigua strada medievale percorsa dai pellegrini che transitavano per Aquileia. Il portale centrale in pietra, con stemma superiore, presenta ai lati due finestre trilobate. Allinterno dellaula, è presente una pietra tombale con stemma e iscrizione datata 1539, ai lati dellarco trionfale si rilevano due affreschi cinquecenteschi raffiguranti S. Stefano e la Pietà. Si narra che un cavallo durante il periodo napoleonico, sfuggito ad un cavaliere delle truppe francesi, entrò con un urto nella chiesa e subito dopo, a causa della violenza del colpo, la porta si chiuse ed il cavallo rimase imprigionato allinterno della chiesa. Dopo un anno, in occasione della festa di San Giuseppe, si scoprì lo scheletro dellanimale ed i banchi rosicchiati dalla bestia affamata; dopo tale avvenimento la chiesa venne anche chiamata le "Glesie dal cjaval".



                                     

3.5. Monumenti e luoghi dinteresse Tissano

Provenendo da località Crosada, dopo aver visto alcuni fabbricati industriali, si ritorna ad immergersi nel paesaggio agrario che prosegue oltrepassando il casello ferroviario. In questa zona, nel 1957 furono rinvenute alcune tombe longobarde; i corredi funebri sono conservati presso il Civico Museo di Udine. Dopo il passaggio a livello, svoltiamo a sinistra, percorriamo unantica strada campestre delimitata in parte da gelsi. Arrivati allinizio di Via Ravellis, dopo aver oltrepassato il Canale Ledra, ritroviamo le tipiche case rurali dei borghi di pianura. Tra queste segnaliamo Casa Bertoni - Dorigo Viani, con le murature in sassi e pietrame. Sul lato opposto, prima di arrivare al complesso architettonico di Villa Caimo Mauroner, possiamo vedere laffresco devozionale di Casa De Sabbata raffigurante lAnnunciazione secolo XVIII.

La Villa è preceduta dal" foledôr” con i due portali arcuati in pietra, che un tempo accoglieva i carri agricoli. La facciata della nobile dimora si caratterizza per linteressante portale arcuato centrale con monogramma in chiave di volta della famiglia Mauroner. Allinterno si conservano dipinti murari riproducenti motivi vegetali e strumenti musicali. Qui nacque lartista, collezionista e medico Giuliano Mauroner Tissano1846 - Firenze 1919, che donò alla città di Udine la sua raccolta di oggetti rari e preziosi ed il pittore incisore Fabio Mauroner Tissano 1884 - Venezia 1948. Della famiglia Caimo, di cui si conserva lo stemma sul partale dingresso alla corte donore, ricordiamo Pompeo Caimo Udine 1568 -Tissano 1631, docente di medicina teorica a Padova e archiatra di papa Gregorio XV. I Caimo nel 1648, con Giacomo Caimo, divennero Conti di Tissano, titolo che mantennero fino al 1806. La muraglia della villa, con il bel portale in pietra, saffaccia sulla restaurata piazza Muroner che ospita, ogni anno, la prima domenica di Quaresima, la tradizionale Mascherata. Nei pressi troviamo la Chiesa parrocchiale di S. Michele secolo XX, edificio costruito sul sito di una chiesa più antica. Allinterno, pregevole altare maggiore con le statue dei Ss Sebastiano e Luigi Gonzaga ed una tela raffigurante San Michele. Sui fianchi del coro possiamo ammirare due opere giovanili di Enrico De Cillia risalenti al 1928. La chiesa conserva una pala di Giovanni Pietro Coda raffigurante San Giacomo secolo XVII, restaurata nel 1900 da Giuliano Mauroner. Il sobrio campanile fu costruito con blocchi lapidei nel 1831, mentre lattiguo pozzo in pietra risale al XVII secolo. Proseguendo in direzione ovest arriviamo in Piazza Caimo dove saffaccia il bel portale di Villa Agricola del Torso.

La nobile dimora fu costruita dalla famiglia Agricola, a partire dal secolo XVI, ingrandendo una piccola costruzione esistente. Gli interventi dampliamento continuarono in varie fasi fino al secolo XIX. Dal 1912 i Del Torso, nuovi proprietari, fecero altri interventi portando il complesso architettonico alle forme attuali. La villa, preceduta da un cortile donore, presenta il corpo dominicale, dalla pianta rettangolare, unito a due ali laterali che delimitano posteriormente un ampio parco. La facciata anteriore presenta centralmente un portale unito ad una portafinestra arcuata con timpano superiore, soluzione architettonica che ritroviamo nel fronte posteriore. Lala sud è composta da costruzioni rustiche racchiuse allestremità da una torre costruita dai Del Torso. Nella villa vissero due importanti fotografi: Augusto Agricola 1819-1857 ed Enrico del Torso 1876-1955. Dalla Piazza Caimo proseguendo verso nord Borgo di sopra scorgiamo la Latteria turnaria che conserva alcune attrezzature casearie e sulla facciata sud un affresco raffigurante una Madonna con Bambino tra i Ss Rocco e Sebastiano XVI secolo. Attiguo alla latteria è situato il Palazzo Rosso;

un pittoresco rustico neo-romanico risalente alla fine del secolo XIX, probabile opera di Giuliano Mauroner, sul lato opposto si sviluppa uninteressante cortina edilizia. Tra i vari edifici che la compongono segnaliamo Casa Lavia, che conserva sulla facciata un affresco raffigurante una Madonna con Bambino tra i Ss Francesco Giovannino e Gerolamo 1839. A nord gli edifici dellantico borgo sono lambiti dal Canale Ledra. Il corso dacqua alimentava, fino ad alcuni fa, la" farie” della famiglia Grattoni, opificio costruito nel 1911. Ritornando verso Piazza Caimo si prosegue verso Bicinicco, oltrepassate le ultime case del borgo, ci ritroviamo in aperta campagna.

                                     

3.6. Monumenti e luoghi dinteresse Ronchiettis

Il borgo di Ronchiettis è composto da antiche case rurali e dalla Chiesa di S. Bartolomeo. Ledificio, situato nella piazzetta del borgo risale al secolo XVI con ampi rimaneggiamenti nel secolo XIX. Il fronte principale è costituito da una serie di lesene con capitelli dorici sormontati da un timpano. Internamente fa bella mostra un altare maggiore dedicato a S. Bartolomeo. A lato della chiesa nella seconda metà del secolo XIX fu costruito il campanile, in sostituzione del demolito campanile a vela. Davanti alla chiesa è ancora presente il pozzo del piccolo borgo; sul retro delledificio religioso è visibile la Villa Della Porta Braida secolo XVII. Ledificio, preceduto da un giardino, si sviluppa ortogonalmente alla strada così come lattiguo" foledor”. Durante la Grande Guerra la Villa ospitò lospedale da campo n. 0122.

                                     

3.7. Monumenti e luoghi dinteresse Mereto di Capitolo

Passata la Roggia Brentana, ci troviamo allinterno del borgo storico di Mereto, un tempo circondato da un fossato dalla forma ellittica. Prima di arrivare in Piazza 1º maggio vediamo il fianco nord di Villa di Brazza Cergneu Gortani. Ledificio è costituito da un corpo padronale ad "U" collegato a nord ad unaltra ala. Nella corte donore è presente loratorio gentilizio di S. Uberto, costruito dalla famiglia Frangipane nel 1930. La facciata principale della villa, visibile dalla piazza, presenta tre ordini daperture con al centro due eleganti portali in pietra sovrapposti di cui quello superiore con balaustra e fastigio triangolare. Nella villa, che divenne il Quartier Generale austriaco sotto la guida del colonnello Kerpan, fu firmata la capitolazione della fortezza di Palmanova il 24 giugno 1848. A sud la villa è delimitata da un interessante" foledôr”; il fronte principale, che si apre sulla piazza del borgo mostra la struttura muraria in sasso spaccato e due robusti portali arcuati. Allinterno del rustico, allinizio del secolo XX, il conte Pio di Brazzà produceva ghiaccio utilizzando lenergia idraulica del retrostante corso dacqua. Siamo sulla piazza del borgo, che ospitava in passato uno stagno, conosciuto con il nome friulano" sfuei”. Qui si affaccia anche la Chiesa parrocchiale di S. Michele. Le prime notizie risalgono al secolo XV. Inizialmente non si svolgevano tutte le funzioni religiose: i matrimoni ed i battesimi erano celebratati nellantica chiesa di San Pietro. Probabilmente con il tempo crebbe limportanza di questa chiesa, rispetto a quella più antica di S. Pietro, per il maggior uso della strada medioevale Udine-Aquileia, che passava a ridosso della chiesa, rispetto allantica strada romana Julia Augusta che transitava davanti alla chiesa di S. Pietro. Ledificio religioso è simile a molte chiese della pianura friulana rimaneggiate tra la fine del secolo XVIII e linizio del secolo XX. Lelemento identificativo principale è la facciata con quattro lesene doriche sormontate da un timpano. Allinterno si possono ammirare varie ed interessanti opere darte. Laltare maggiore dalle forme barocche, in marmi policromi, presenta al centro una pala raffigurante S. Michele. Rimanendo sulla piazza principale si segnala linteressante Casa Boga con il portale arcuato che cintroduce in una tipica corte agricola con pregevole colonnato. Attigua è la Villa Morelli de Rossi costituita da una serie di edifici realizzati in epoche diverse, ed immersi in un ampio giardino con al centro la casa padronale. Ledificio principale, con la sua pregevole facciata settecentesca, nasconde una storia più antica, sul fronte ovest è presente una lapide commemorativa del 1915 che ricorda la visita del re Vittorio Emanuele III; anche la duchessa Elena dAosta Hélène dOrléans,in veste di Ispettrice Generale delle Infermiere Volontarie della CRI durante la Grande Guerra, visitò lOspedale da Campo n.203 situato allinterno del complesso nobiliare. Il lato sud della corte donore è delimitato da un pregevole" foledôr” risalente al secolo XIX. Di fronte alla Villa Morelli de Rossi, si segnalano le interessanti aperture ad arco di Casa Boemo, edificio recentemente demolito.



                                     

3.8. Monumenti e luoghi dinteresse Chiesa di S. Pietro

Ledificio religioso, nelle forme attuali, è databile al secolo XV; probabilmente fu danneggiato durante le invasioni turche e rimaneggiato nel secolo XVI. A ridosso dellattuale chiesa si trovava un monastero agostiniano, citato già nel 1371, corrispondente, in parte, al Casale Pontelli. La pieve di S. Pietro si rifà alle tipiche chiese della pianura friulana con campanile a vela. Nel secolo XVI furono eseguiti degli affreschi sulle pareti dellaula e ricoperti nel secolo successivo da uno strato di calce. Nel 2000 sono stati restaurati e riportati alle forme originali. Laffresco della parete sud rappresenta la Madonna con Bambino con i Ss Rocco, Bastiano ed altro santo non identificato. Al margine esterno del dipinto è presente un cartiglio che riporta la data 1535.

                                     

4. Società

Lingue e dialetti

A Santa Maria la Longa, accanto alla lingua italiana, la popolazione utilizza il friulano centro-orientale, una variante della lingua friulana. Nel territorio comunale vige la Legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana".

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