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ⓘ Omosessualità e induismo




Omosessualità e induismo
                                     

ⓘ Omosessualità e induismo

Il rapporto tra omosessualità ed induismo è complesso e non privo di contraddizioni. Da una parte, lomosessualità è presente in antichissimi testi religiosi e filosofici vedici, quali il Rig Veda ed in numerose sculture e dipinti. Dallaltra, a causa dapprima della forte influenza in India della cultura dei dominatori Islamici e poi della cultura dei dominatori britannici puritani, che hanno redatto i principali codici di legge civile e penale, fino al 2009 ufficialmente nel subcontinente indiano lomosessualità è stata un reato: infatti larticolo 377 del codice penale indiano, redatto nel 1860 dal britannico Lord Thomas Macaulay, sanciva che:

                                     

1. Omosessualità e brahmanesimo

Nella tradizione religiosa induista non vi è traccia di condanna e biasimo nei confronti dellomosessualità, fino al XIX secolo, durante il quale diventa evidente linfluenza culturale britannica. Nei trattati sulla sessualità largomento è illustrato con chiarezza e senza censure. Nel Kāma Sūtra sono descritti sia il lesbismo che lomosessualità maschile in particolare per quel che concerne i rapporti orali, in rispetto della considerazione che in tutto ciò che concerne lamore, ognuno deve agire in accordo con i costumi del proprio paese e con le proprie inclinazioni Kama Sutra, cap. IX.

Tipicamente indiani, e ben integrati nella società sono gli Hijras, trasgender MtF che vengono identificati come un genere sessuale a parte, un terzo genere denominato tritiya-prakriti, che sono devoti al deva Ardhanarisvara.

Il Manusmriti e l Arthashastra esortano gli uomini a purificarsi dopo aver fatto sesso con un uomo o con una donna, facendo un bagno rituale.

Nella letteratura post-vedica sono presenti numerosi esempi di transgenderismo e di rapporti sessuali ed affettivi tra membri dello stesso sesso: il deva Ayyappa viene generato da Śiva e da Visnu; il re ed eroe Bhagiratha viene generato da due donne.

Nel Mahābhārata gioca un ruolo non secondario Sikhandin, figlio del re Drupada, che dopo aver pregato a lungo Mahadeva, riceve dal dio un figlio "che non è né uomo né donna". Lambiguità accompagna Sikhandin per tutta la sua vita, ed il grande eroe Bhisma sarà ucciso, nellVIII capitolo, proprio perché si rifiuta di combattere contro il guerriero nato donna.

Lo stesso Arjuna, celeberrimo eroe del Mahabharatha e co-protagonista della Bhagavad gita vive da donna per qualche tempo prima della grande battaglia di Kurukshetra.

                                     

2. Omosessualità nellIndia contemporanea

La condizione omosessuale nellIndia contemporanea è ambivalente, ed influenzata, più che dalla tradizione sopra ricordata, dallinfluenza culturale esercitata dalla dominazione britannica. Alcuni gruppi di militanti LGBT indiani sono impegnati sia nella diffusione dei riferimenti vedici allomosessualità che nella battaglia per lemancipazione delle persone omosessuali, esplicatasi in passato anche contro la legge che puniva i rapporti omosessuali.

Il dibattito sullomosessualità, negli ultimi anni, si è fatto vivo allinterno di numerosi gruppi e movimenti religiosi, anche grazie al coming out di personaggi conosciuti e rispettati nel paese, come il principe Manvendra Singh Gohil. Molti moderni maestri indù raccomandano ai propri discepoli di trascendere il desiderio sessuale di qualsiasi tipo, senza alcuna distinzione.

Jiddu Krishnamurti 1895-1986 spiega come lomosessualità e leterosessualità siano divenuti un problema perché gli esseri umani danno troppa importanza al sesso. Srinivasa Raghavachariar, capo sacerdote del Tempio Srirangam, intervistato dal matematico Shakuntala Devi nel 1977, nel libro The World of Homosexuals, spiega come il desiderio omosessuale derivi dagli attaccamenti delle vite precedenti.

Amara dasa, un devoto Hare Krsna fondatore del Gay and Lesbian Vaishnava Association GALVA, e propugnatore dei diritti del "terzo sesso" allinterno del movimento Vaishnava, pone lenfasi sul fatto che, poiché gli esseri viventi passano attraverso varie forme e cambi di genere, bisogna essere compassionevoli come Dio stesso e non giudicare gli altri sulla base delle loro tendenze sessuali.

Alcuni brāhmana si rifiutano di celebrare matrimoni tra uomini o tra donne, anche se non mancano i casi, documentati dalla stampa indiana, di matrimoni regolarmente celebrati e di coppie omosessuali che vivono insieme apertamente.

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