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ⓘ Apprendimento personalizzato




Apprendimento personalizzato
                                     

ⓘ Apprendimento personalizzato

Apprendimento personalizzato è una tecnica pedagogica che mira ad adattare gli ambienti, i percorsi e gli approcci didattici ai bisogni, alle potenzialità e alle aspettative dei singoli individui che apprendono. Le tecnologie contribuiscono al processo di personalizzazione offrendo soluzioni che consentono di gestire in modo flessibile percorsi, ambienti e strumenti.

                                     

1. Storia

Lapprendimento personalizzato è stato definito in diversi modi da vari autori. Di seguito è proposto un excursus cronologico a partire dai primi autori che hanno utilizzato il termine "personalizzazione".

  • I. G. Hoz: il primo studioso ad utilizzare il termine "personalizzazione" nel contesto delle Scienze dellEducazione, il suo lavoro più importante è "Educazione Personalizzata" pubblicato nel 1981.
  • C. Washburne e il piano Winnetka Winnetka, sempre intorno agli anni 20: ancora una volta ispirato a J.Dewey il piano Winnetka si propone di ampliare lesperienza educativa includendo in essa attività creative volte allo sviluppo delle competenze sociali ed emotive. Il tipo di programma utilizzato nel piano Winnetka diventerà noto in seguito come "Istruzione Programmata".
  • J. Bruner anni sessanta: sebbene Bruner non usi esplicitamente il termine "personalizzazione", il suo approccio autobiografico fornisce molti spunti per leducazione degli adulti e ha diversi punti in comune con lidea di personalizzazione dellapprendimento. Secondo il suo approccio, lesperienza dellindividuo e il contesto culturale entro il quale esso apprende costituiscono parte fondante delle strategie e degli stili di apprendimento. Bruner attribuisce grande importanza al linguaggio, assegnandogli la funzione di esplicitare le conoscenze. La competenza narrativa è quindi una competenza di base, per le esperienze di apprendimento, in quanto consente allindividuo di narrarsi e di collocarsi nel mondo e di dargli un significato. Lesperienza dellauto-narrazione rende gli individui consapevoli della loro identità e si presenta come una base di partenza per la progettazione futura.
  • H. Gardner anni ottanta: nella Teoria delle intelligenze multiple, Gardner sostiene che gli uomini hanno diversi modi di apprendere e di elaborare le informazioni, indipendenti luno dallaltro. Questa concezione si pone in alternativa allidea generale di ununica forma di intelligenza che è il risultato di una serie di abilità correlate e che è misurabile attraverso la formula del Quoziente Intellettivo.
  • B. S. Bloom e lapprendimento per padronanza 1968: il Mastery learning è un metodo di istruzione che parte dal presupposto che tutti gli studenti possono apprendere se hanno a disposizione appropriate condizioni di apprendimento. In modo particolare, il Mastery learning, tradotto letteralmente "apprendimento per padronanza", richiede agli studenti di seguire un percorso propedeutico in cui non è possibile passare ad una fase più complessa se prima non si è dimostrato di aver acquisito una sufficiente competenza nellunità di apprendimento in corso.
  • W. H. Kilpatrick e il "Project Method" pubblicato nel 1918: il metodo di Kilpatrik pone lalunno al centro del processo di apprendimento che si realizza attraverso attività di problem setting e problem solving. Lintervento del docente è minimizzato, il suo ruolo è di facilitatore: piuttosto che elargire informazioni e conoscenze, incoraggia lautodecisione e lautocontrollo dellalunno.
  • Fred Simmons Keller metà Anni 60: il Sistema di Istruzione Personalizzata proposto da Keller imposta il compito dellistruzione sulla base dei fabbisogni formativi degli studenti, consentendo loro di lavorare in modo autonomo ai moduli formativi. Il metodo si basa sul riconoscimento dei ritmi individuali di apprendimento: la durata del compito è quella necessaria allacquisizione della competenza secondo i ritmi di ciascuno studente. Il Sistema di Istruzione Personalizzata presenta inoltre alcuni elementi in comune con il costruttivismo sociale: agli studenti viene chiesto di lavorare in gruppo e di fornire lun laltro supporto fra pari, con la supervisione di un facilitatore che risponde a domande sui contenuti di apprendimento.
  • H. Parkhurst e il piano Dalton e New York, intorno agli Anni 1920: ispirato al lavoro di Maria Montessori e di John Dewey, il Piano Dalton ha lo scopo di promuovere lautonomia e il senso di fiducia degli studenti in modo da potenziare le loro competenze sociali e il loro senso di responsabilità. Ogni studente può programmare il proprio curriculum secondo i propri bisogni, interessi e abilità.
  • E. Claparède in Lécole sur mesure 1920: agli alunni viene data la possibilità di scegliere liberamente fra una serie di attività proposte dallinsegnante, al fine di migliorare la crescita intellettuale, sociale e morale, sviluppando la propria personalità in modo completo.

Il termine "personalizzare" è stato usato nel 2004 in Inghilterra da David Miliband in un discorso nel quale affermò: "lapprendimento personalizzato è la via verso la quale le nostre migliori scuole adattano la formazione al fine di assicurare che ogni ragazzo raggiunga i migliori standard possibili. Il nostro compito è di rendere questa pratica universale". Questo discorso era guidato dal desiderio generale del Governo in carica Tony Blair – Partito Laburista di riorganizzare i servizi formativi. Blair, preoccupato per la perdita di credibilità delle istituzioni pubbliche, proponeva in questo modo nuove strategie per aumentare la fiducia nel settore pubblico. Questa riorganizzazione ha principalmente significato un passaggio da unofferta generalizzata dei servizi da parte dello Stato, ad un approccio basato sui reali interessi e sulle attività dei cittadini. Parti di questa riorganizzazione appaiono allineate con le nuove politiche che enfatizzano il ruolo dei mercati e del settore privato nel soddisfare i fabbisogni sociali.

Il dottor David Hargreaves pone invece lattenzione sul processo piuttosto che sul prodotto. Hargreaves ha tentato di definire questa idea stabilendo nove passaggi per la personalizzazione dellapprendimento: la voce dello studente; la valutazione degli apprendimenti; lapprendere ad apprendere; le nuove tecnologie; il percorso di apprendimento; lorientamento e linformazione; le azioni di supporto e di coaching; lo sviluppo delle forze lavoro; lorganizzazione e la pianificazione del Sistema scuola.

Charles Leadbeater ha contribuito alla definizione del termine "personalizzazione" attraverso delle indicazioni per la personalizzazione dei servizi pubblici nel Regno Unito. Una premessa posta da Leadbeater 2004a è quella di considerare il sistema educativo come un insieme di indicazioni, comportamenti e segnali condivisi socialmente che dirigono gli attori in un determinato contesto: lalunno entra in classe, si siede al proprio banco insieme ad altri compagni, ascolta linsegnante che spiega la lezione, sostiene uninterrogazione o un esame, viene giudicato e passa al livello successivo stabilito dal proprio percorso formativo. Allo studente è solo richiesto di rispettare i ruoli predeterminati, motivo per cui" le dinamiche con cui i servizi sono forniti al cittadino hanno bisogno di essere riscritte”. Un primo passo consisterebbe nel riorganizzare i processi di apprendimento-insegnamento per renderli partecipati. Occorre dare agli studenti più scelta tra i vari servizi da utilizzare e più responsabilità in fase di utilizzo. I docenti devono informare sulle possibilità di sviluppo offerte da un determinato corso di studio, diventando consiglieri e facilitatori che non devono fornire il servizio direttamente ma devono coinvolgere e responsabilizzare gli utenti nella realizzazione e nel funzionamento del percorso dapprendimento. Per far crescere il potenziale di scelta è necessario dare agli studenti e alle loro famiglie la possibilità di decidere quali e quante risorse finanziarie destinare al sistema. In questo modo docenti ed amministratori sarebbero chiamati ad assumere il ruolo di consiglieri che aiutano gli utenti a capire il modo migliore per impiegare le risorse da destinare alleducazione e alla formazione. Migliorare laccesso ai percorsi formativi e aumentare la possibilità di scelta sui servizi da parte dellutenza, non è ancora sufficiente per ripensare il sistema educativo e personalizzarlo al massimo. Gli studenti le loro famiglie devono partecipare alla costruzione e alla gestione dei servizi, principio che sancisce limportanza fondamentale della co-progettazione nel regolare la forma, lo sviluppo e lerogazione dei servizi in ambito formativo. Leadbeater 2004a indica le caratteristiche che il servizio pubblico dovrebbe avere per garantire unesperienza di apprendimento personalizzata:

  • la consultazione intima, in cui i docenti attraverso il dialogo lavorano con gli studenti le loro famiglie per rendere manifesti i loro problemi, le loro preferenze le loro aspirazioni;
  • la partnership di forniture, in cui le diverse organizzazioni educative, coinvolte in un network, devono lavorare in partnership e ciascuna ha il compito di contribuire alla promozione e alla realizzazione di attività di apprendimento;
  • la coproduzione, per cui gli studenti devono diventare più coinvolti, attivi e responsabili rispetto allerogazione del servizio;
  • il finanziamento, che deve seguire le scelte degli studenti, in alcuni casi questi potrebbero anche avere a disposizione i fondi per pagare direttamente le offerte di apprendimento utilizzate.
  • la voce potenziata, che rafforza e sblocca la voce delle persone perché si permette loro di fare paragoni tra le alternative le si aiuta ad articolare le proprie preferenze;
  • ladvocacy, per cui i docenti insieme ai professionisti dellistruzione e della formazione devono proteggere gli interessi degli studenti, sviluppando rapporti che manifestino un reale interesse verso i propri studenti;
  • la scelta allargata, in base alla quale i docenti e gli altri professionisti delleducazione devono ampliare le possibilità di scelta da parte dello studente rispetto a come soddisfare i propri bisogni e non possono limitarsi a proporre solo i servizi che la propria organizzazione offre;

Il modello di personalizzazione proposto da Leadbeater afferma quindi che gli studenti non possono più rimanere dipendenti dai docenti, in quanto devono chiedere, porsi degli interrogativi e cercare le soluzioni migliori. Essi non dovrebbero continuare ad essere semplici consumatori della conoscenza trasmessa dal docente, ma essere maggiormente implicati e responsabilizzati nella partecipazione e nella co-progettazione del servizio richiesto.

Il dottor David Hopkins considera lapprendimento personalizzato uno dei principali pilastri della riforma, mentre il dottor Michael Fullan ricorda che negli Stati Uniti il concetto di apprendimento personalizzato è più comunemente associato con listruzione differenziata.

                                     

2. Definizioni

Il termine "personalizzazione" deve essere distinto dal termine "differenziazione", in relazione allopportunità di scelta che viene offerta allo studente rispetto a cosa apprendere, quando e come. La frase che spesso viene utilizzata per descrivere lapprendimento "any time, any place or any place" non indica necessariamente unillimitata possibilità di scelta, poiché chi apprende ha comunque degli obiettivi da raggiungere. Comunque, è possibile offrire a chi apprende lopportunità nel modo che preferisce e che ritiene più adatto ai propri stili e alle proprie attitudini di apprendimento.

Talvolta "personalizzazione" è impropriamente utilizzato come sinonimo di "individualizzazione": i due termini hanno due distinte implicazioni pedagogiche.

Lindividualizzazione si riferisce allinsieme delle strategie didattiche che intendono garantire agli studenti il raggiungimento degli stessi obiettivi di apprendimento, con ritmi differenti, in tempi diversi, e modalità diverse rispetto agli stili cognitivi. Linsegnante o il computer gestisce e sceglie la migliore soluzione per chi apprende.

La personalizzazione intende valorizzare il potenziale cognitivo di chi apprende, la sua biografia, lintelligenza, la sensibilità le competenze incluse quelle emotive che caratterizzano ciascun individuo in quanto persona, al fine di raggiungere una forma di eccellenza cognitiva, sviluppando tutte le proprie attitudini, capacità e talenti. I risultati e gli obiettivi di apprendimento saranno quindi diversi per ciascuno studente, e non sarà possibile stabilirli dallinizio dellapprendimento. Non è tanto la tipologia di competenze da acquisire ad influire sui risultati, ma il diverso grado di abilità nellutilizzo di queste stesse competenze. Chi apprende, guidato da chi insegna, è un co-designer attivo dellesperienza e del percorso di apprendimento.

                                     

2.1. Definizioni Differenze tra individualizzazione e personalizzazione

Lapproccio dialogico è decisivo nella personalizzazione, come pure il costruttivismo cognitivo sociale. Un esempio efficace in tal senso è quello dei learning logs che supportano lo sviluppo delle strategie di pensiero e delle competenze di apprendimento. Nonostante lapprendimento personalizzato possa realizzarsi in ambienti tradizionali come quelli della scuola, questo concetto include ogni esperienza di apprendimento che può realizzarsi ovunque. Lapprendimento personalizzato può essere il risultato di unattività in partnership con altri studenti, come accade nei lavori di gruppo o nelle attività di ricerca su temi specifici. In questo caso lapprendimento "anywhere, anytime, anyplace" può essere interpretato alla luce delle nuove forze di globalizzazione che stanno influenzando il trend educativo, in cui tempi, spazi e ritmi sono virtualizzati e la distanza è azzerata.

Le tecnologie dellinformazione e della comunicazione possono essere validi strumenti per la personalizzazione dellapprendimento in quanto consentono a chi apprende di accedere alle fonti di informazione, forniscono strumenti e supporti alla comunicazione che consentono il dialogo e il dibattito, così come la visualizzazione dei risultati di apprendimento. In ogni caso, lapprendimento personalizzato non è appannaggio esclusivo delle tecnologie o degli ambienti virtuali.



                                     

3. Dibattito

Lapprendimento personalizzato rappresenta un recente argomento di dibattito nel settore dellEducazione. Sia nel Regno Unito dal 2006, sia in Canada dal 2010 alcuni educatori e formatori temono che questo approccio possa diminuire le dimensioni relazionali e etiche della funzione educativa. Il tema generale del dibattito è che lagenda dellapprendimento personalizzato ruota sempre più attorno alle opportunità offerte dagli strumenti digitali. I dottori Andy Hargreaves e Dennis Shirley, inoltre, mettono in guardia rispetto ai potenziali aspetti negativi di alcune dimensioni dellapprendimento personalizzato nel loro libro The Fourth Way: The Inspiring Future for Educational Change, dove affermano che, mentre ci sono dei vantaggi nel fatto che gli studenti possano accedere alle informazioni in modo immediato e online, non si deve commettere lerrore di scambiare questo processo come "qualcosa di più profondo, più stimolante e connesso alle appassionanti sfide del loro mondo e delle loro vite".

Anche in Italia si è sviluppato, nel corso degli anni, un intenso dibattito riguardo alla personalizzazione inerente sia al significato stesso del termine, sia in merito a possibili limiti dellapproccio.

Claudia Montedoro usa i termini individualizzazione e personalizzazione come sinonimi, riferendosi ad un percorso formativo finalizzato ad adattare le azioni didattiche ed educative alle caratteristiche individuali degli studenti in modo da supportarli nel miglioramento delle loro possibilità. La studiosa afferma che un percorso di apprendimento personalizzato/individualizzato dovrebbe essere personalizzato secondo le specifiche caratteristiche degli studenti, formalizzato attraverso un accordo, monitorato per tutta la durata del percorso di apprendimento e capace di aumentare le competenze di base, trasversali e specifiche degli studenti. Per raggiungere questi obiettivi, il percorso di apprendimento individualizzato/personalizzato deve promuovere lauto-osservazione, lauto-direzione in azione, lorientamento, il confronto tra pari e la condivisione delle conoscenze.

Marco Guspini, esperto di apprendimento degli adulti, definisce la personalizzazione come la valorizzazione del potenziale che ognuno può esprimere, attraverso una completa condivisione, uninterazione collaborativa e non competitiva, una partecipazione empatica allintero processo di sviluppo. Questo richiede lacquisizione di competenze strategiche come lauto-valutazione, lauto-orientamento, la gestione delle emozioni negative, lattitudine collaborativa e tutte le competenze che esprimono una piena consapevolezza e fiducia in sé stessi. Secondo Guspini, personalizzare significa utilizzare un ampio gruppo di strategie che permettono di valorizzare la biografia, le intelligenze, le sensibilità le competenze che caratterizzano ogni persona, affinché questa possa raggiungere una forma di eccellenza cognitiva sviluppando al meglio le proprie capacità e i propri talenti.

Mario Martinelli, professore presso lUniversità di Torino, distingue individualizzazione da personalizzazione. Egli riferisce lindividualizzazione alle teorie attiviste, elaborate allinizio del XX secolo, da Montessori, Decroly, Freinet, Dewey e Claparede. Martinelli definisce la personalizzazione come la risposta pedagogica alle richieste di promozione dei processi di apprendimento, dei percorsi di formazione, soluzioni didattiche rispettose delle specificità individuali e delle differenti motivazioni, interessi, competenze, capacità, stili cognitivi, attitudini, caratteri, biografie, esperienze di apprendimento, di ogni studente. Questo significa organizzare tutte le attività didattiche e formative in modo da promuovere il miglior sviluppo delle capacità di ogni studente. La personalizzazione intende offrire a tutti la stessa opportunità di apprendimento, in modo da contenere lo svantaggio professionale e labbandono scolastico, sviluppando competenze meta-cognitive di auto-riflessione, consapevolezza, auto-apprendimento e orientamento professionale. Martinelli specifica che la personalizzazione deve essere distinta dallindividualismo. La personalizzazione è il punto di equilibrio tra le specifiche caratteristiche della cultura individuale e di appartenenza, tra il processo di apprendimento personale e la costruzione sociale della conoscenza. In accordo con questa definizione, la personalizzazione si basa sul riconoscimento delle differenze come un valore. Differenze che devono essere identificate e conosciute, in modo da differenziare i percorsi di apprendimento, ma in un contesto di solidarietà, collaborazione, interessi comuni, pari rispetto e supporto. Ogni componente del gruppo di apprendimento contribuisce in modo differente alla comune costruzione della conoscenza. Personalizzare significa, in accordo con Martinelli, pianificare le attività di apprendimento basate sui bisogni di apprendimento e gli interessi di ogni studente e di tutto il gruppo degli studenti, negoziando il consenso tra gli studenti e i professori e la condivisione del significato condiviso dellesperienza di apprendimento.

Secondo Benedetto Vertecchi, personalizzare un percorso di apprendimento significa adattare gli obiettivi formativi ai risultati che si prevede che ogni studente sia capace di raggiungere e quindi adattare gli scopi formativi ai successi previsti. In tal senso mette in guardia dalla funzione predittiva della valutazione: unassunzione deterministica legherebbe i risultati raggiungibili da ogni studente alle sue caratteristiche individuali. Questo accade, secondo Vertecchi, quando per esempio i professori osservano uno studente che apprende con difficoltà e tendono a ridurre le loro aspettative di successo per quello studente, senza approfondire le cause delle difficoltà di apprendimento. Vertecchi ipotizza che questo approccio potrebbe essere apparentemente realistico se confrontato con lapproccio di individualizzazione, che pretende di permettere a tutti di raggiungere gli stessi risultati. Tuttavia, se un insegnante ha basse aspettative riguardo ad uno studente, probabilmente questultimo raggiungerà risultati più bassi di quelli previsti, con una tendenza a peggiorare.

I diversi interlocutori partecipanti al dibattito sullapprendimento personalizzato sono daccordo nellaffermare che le scuole le istituzioni formative dovrebbero diventare più flessibili e adattarsi in risposta ai diversi interessi e fabbisogni degli studenti. Essi concordano sul grande potenziale rappresentato dalle nuove tecnologie della comunicazione; tuttavia, le loro opinioni differiscono sulle ragioni che li conducono a criticare le scuole e i percorsi formativi tradizionali, come pure rispetto al livello di fiducia che hanno nel ruolo delle tecnologie nelletà contemporanea.

Il documento pubblicato nel 2006 dallOECD sulla Personalizzazione dei Sistemi Scolastici ben riassume questo dibattito, che attualmente si è arricchito anche grazie alle attività di ricerca finanziate dai fondi comunitari. È il caso per esempio della ricerca realizzata nel biennio 2010-2011 nellambito del Progetto Europeo Grundtvig LEADLAB – Leading Elderly and Adult Development LAB Archiviato l8 agosto 2011 in Internet Archive. In questo progetto, i partner, provenienti da differenti Stati Europei hanno proposto una definizione comune e condivisibile, a livello europeo, del termine personalizzazione, nel contesto della NVAE – Non Vocational Adult Education Educazione non Professionale degli Adulti. Questa definizione comune non si basa su modelli teorici, ma è fornita a partire dalle esperienze dei vari Paesi.

La definizione emersa dal lavoro di ricerca evidenzia le seguenti caratteristiche comuni:

  • Co-progettazione del percorso di apprendimento;
  • Sviluppo del processo di auto-valutazione;
  • Coinvolgimento di tutte le dimensioni di chi apprende ;
  • Potenziamento della consapevolezza del processo di apprendimento;
  • Percorsi di apprendimento invece di curriculum predefiniti o programmi di formazione;
  • Sfide di apprendimento piuttosto che obiettivi di apprendimento;
  • Sviluppo dellautoregolazione del processo di apprendimento;
  • Risultati potenzialmente raggiungibili non definibili a priori.

In linea con questa definizione, i partner del progetto LEADLAB hanno proposto un modello europeo integrato di personalizzazione e delle linee guida per applicarlo.

Sempre nel framework delle ricerche finanziate dallUnione europea, il Progetto di trasferimento dellinnovazione Leonardo Da Vinci, www.itubeproject.eu – Innovation Transfer in continuous education of an integrate model Based on Personalization and digital portfolio LLP-LDV-TOI-10IT479 adatta e trasferisce il modello di personalizzazione nelleducazione professionale e nei sistemi di formazione degli adulti, tramite il supporto e lutilizzo del digital portfolio. Lelemento innovativo risiede in una duplice applicazione dellidea di personalizzazione dellapprendimento attraverso le tecnologie e in una dimensione collettiva.

                                     
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