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ⓘ Loxodonta africana




Loxodonta africana
                                     

ⓘ Loxodonta africana

L elefante africano di savana è uno dei tre rappresentanti della famiglia degli Elefantidi, unica sopravvissuta dellordine dei Proboscidati. Questa famiglia comprende, oltre allelefante indiano, anche lelefante africano di foresta, che solo recentemente è stato riconosciuto come specie a sé stante.

                                     

1. Descrizione

Lelefante africano di savana è il più grande animale terrestre. Mediamente, i maschi misurano 6-6.5 metri di lunghezza, circa 3-3.8 metri di altezza al garrese e il peso si aggira sui 4000–6000 kg, a volte raggiungono anche gli 8000 kg: sono pertanto mediamente più grandi dei maschi di elefante asiatico. Un esemplare maschio cacciato nel 1974 nel Parco Nazionale di Mucusso, nellAngola meridionale, era alto ben 3.96 m 13 ft e pesava addirittura 10.4 tonnellate.

Le femmine sono più piccole, arrivano a 3-3.5 tonnellate di peso e raramente superano i 270–280 cm di altezza; rispetto alla specie asiatica, la taglia delle femmine non ha pertanto sostanziali differenze. Questo animale ha orecchie enormi, che oltre ad assicurargli un udito molto fine sono anche utili per la dispersione di calore. La struttura fisica presenta diverse differenze con il parente asiatico.

Il dorso è curvo, il cranio appiattito frontalmente, la proboscide presenta due appendici digitiformi. Le zanne, che sono gli incisivi superiori allungati, sono molto grandi e nei maschi superano il metro e mezzo di lunghezza. Il suo nome scientifico Loxodonta significa in greco "dente obliquo" e si riferisce proprio a queste poderose appendici.

                                     

2. Biologia

Questo animale non è un erbivoro selettivo, ma necessita di una ricca produzione vegetale. La parte preponderante del suo pasto quotidiano è costituita da vegetazione erbacea come le graminacee, ma si nutre abbondantemente anche di fogliame, frutti, corteccia.

Grazie alla sua lunga e robusta proboscide è in grado di raggiungere anche i rami più alti. Se non riesce ad arrivarvi, spesso lelefante ricorre ad una soluzione drastica, e abbatte lalbero per nutrirsi delle sue fronde. Un branco di elefanti quindi esercita un certo impatto sullambiente, arrivando anche a disboscare piccole aree di vegetazione. Mediamente, questo animale deve ingerire circa 300 kg di cibo al giorno. Grazie alla notevole lunghezza del suo intestino riesce a digerire qualsiasi tipo di vegetale. Proporzionatamente, gli elefanti depositano 250 kg di escrementi al giorno, che fungono da immensa riserva per gli scarabei stercorari.

Lelefante è un animale sociale che vive in grandi branchi, che possono arrivare a contare anche una settantina di individui. Questi gruppi hanno struttura matriarcale e sono guidati solitamente dalla femmina più anziana. Talvolta i maschi, specie quelli più anziani, vivono solitari, mentre le femmine solitamente rimangono nel branco tutta la vita. Gli elefanti dimostrano grande attaccamento fra i vari membri del gruppo.

Quando un esemplare anziano si accascia al suolo, si possono osservare gli altri esemplari tentare di risollevarlo e rimanergli accanto finché non spira. I piccoli si mantengono allinterno del branco, e sono efficacemente protetti da tutti gli adulti in caso di attacco di predatori. La difesa dei cuccioli è anche uno dei possibili motivi che possono portare un elefante adulto a mostrarsi aggressivo verso gli esseri umani.

Questo animale ama molto lacqua che è fondamentale per rinfrescarsi e pulirsi; usa la sua proboscide per raccogliere parecchi litri dacqua e spruzzarsela addosso a mo di doccia.

La maturità sessuale varia con le condizioni ambientali e solitamente viene raggiunta da entrambi i sessi fra gli 8 e i 13 anni. Nelle femmine lestro si verifica mediamente ogni 2 mesi. La fase di eccitazione sessuale dei maschi viene definita musth o must e li porta alla ricerca di femmine tramite stimoli olfattivi; in questa fase i maschi sono particolarmente aggressivi.

La gestazione dellelefante africano è la più lunga di tutti i mammiferi, e dura 20-22 mesi, ai termini del quale nasce un solo piccolo parti gemellari sono possibili ma rarissimi. Alla nascita, il cucciolo maschio pesa 120 kg, la femmina 90–100 kg, e sono entrambi lunghi circa 1.20 metri. Il neonato ha la pelle rugosa e ricoperta di peli radi; dopo mezzora dalla nascita è in grado di reggersi in piedi. Per i primi 3 anni il piccolo rimane sempre con la madre, che lo allatta e lo protegge costantemente. In caso di allontanamento momentaneo o di morte della madre il cucciolo viene preso in consegna da altre femmine del branco.

Lelefante è un animale notoriamente molto longevo; vive mediamente 70-75 anni; in almeno un caso noto un individuo ha superato gli 80 anni. Rispetto al parente asiatico ha un carattere più aggressivo e resistente alladdomesticamento.

                                     

3. Distribuzione e habitat

Gli elefanti sono diffusi in gran parte dellAfrica subsahariana. Il loro habitat tipico è la grande savana alberata, ma possono adattarsi anche ad altri ambienti per esempio foreste. In ogni caso, le fonti dacqua sono fondamentali per questo animale, che difficilmente si trova in ambienti aridi tuttavia, ci sono elefanti in alcune zone desertiche della Namibia.

                                     

4. Sistematica

In alcune classificazioni lelefante africano ha diverse sottospecie più o meno riconosciute a seconda delle zone. La sottospecie nominale vera e propria Loxodonta africana è quella dellAfrica meridionale, gli elefanti della Namibia non sono considerati una sottospecie ma hanno delle caratteristiche peculiari perfettamente adattate al territorio desertico sono infatti detti volgarmente "elefanti del deserto".

LElefante africano orientale del Kenya e della Tanzania viene classificato come Loxodonta africana knochenhaueri mentre gli elefanti africani dellAfrica occidentale tipici del Ghana sono nella sottospecie Elefante africano occidentale Loxodonta africana oxyotis e ricordano vagamente i vicini elefanti di foresta Loxodonta cyclotis che, secondo classificazione recenti, costituiscono una specie a sé stante. Precisiamo che la suddivisione dellElefante africano L.africana in varie sottospecie è molto discutibile e accettata in pochissime classificazioni.



                                     

5. Conservazione

Grazie alla sua mole, lelefante africano, perlomeno da adulto, non ha nemici naturali. A volte può entrare in competizione con grossi erbivori quali rinoceronti, ippopotami o bufali presso le pozze dacqua, e può capitare che i piccoli vengano assaliti da grossi predatori come i leoni, ma sono quasi sempre protetti dalle madri. Il nemico principale di questo pachiderma rimane luomo, che spesso conduce una caccia illegale per impossessarsi delle sue zanne davorio.

Pur non essendo in serio rischio di estinzione, la sua popolazione è diminuita notevolmente rispetto al passato e in molti paesi africani sono in atto politiche di protezione di questo animale. Questo animale nei parchi del Sudafrica è protetto e ci sono progetti di spostare il maggior numero possibile di esemplari nei parchi. La caccia di frodo resta comunque il maggior rischio per il pachiderma.