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ⓘ Crisi del debito sovrano europeo




Crisi del debito sovrano europeo
                                     

ⓘ Crisi del debito sovrano europeo

La crisi finanziaria globale ha causato un aumento vertiginoso del debito sovrano nelle economie avanzate, accumulatosi già a partire dai precedenti decenni, e la preoccupazione crescente sul possibile default degli Stati coinvolti ha innescato vari dibattiti su come risolvere il problema. Nelle economie avanzate, in media infatti, il rapporto debito/Pil è oggi vicino a livelli del 100 per cento, i più alti dal secondo dopoguerra, e sembra oltretutto destinato ad aumentare ulteriormente. Laggiustamento fiscale richiesto, ad esempio tramite misure di austerità, è senza precedenti, e serviranno molti anni per ridurre il debito e riportarlo a livelli accettabili.

                                     

1. Descrizione

Dal tardo 2009, crebbe, tra gli investitori, la paura riguardo a una crisi del debito degli Stati europei, che si intensificò allinizio del 2010 e successivamente. A lato di prestiti eccessivi, i governi ebbero problemi a finanziare ulteriori deficit di bilancio e servizi pubblici, in presenza di alti livelli di debito. Tra i membri dellEurozona toccati dalla crisi vi furono Grecia, Irlanda, Italia, Spagna e Portogallo a cui si aggiungono anche alcuni paesi estranei alleurozona.

La crisi emerse soprattutto in paesi in cui il deficit di bilancio e i debiti sovrani crebbero, con lampliamento dei differenziali di rendimento dei titoli credit spread e lassicurazione di rischio sui credit default swap tra questi paesi e gli altri membri UE, per lo più la Germania.

Le preoccupazioni riguardo alla crescita del livello di debito dei governi hanno attraversato il mondo con unondata di declassamento del debito dei governi europei, con conseguente allarme nei mercati finanziari. Il 9 maggio 2010 i ministri delleconomia europei approvano il pacchetto di recupero di 750 miliardi di euro con lobiettivo di assicurare la stabilità finanziaria in Europa creando il Fondo europeo di stabilità finanziaria European Financial Stability Facility, in sigla EFSF.

Nellottobre 2011 i primi ministri delleurozona si incontrano a Bruxelles accordandosi su un pacchetto di misure progettate per prevenire il collasso, per debiti, delle economie dei membri. Ciò ha proposto di cancellare il 50% del debito greco di proprietà di creditori privati, incrementando il fondo EFSF di circa 1 000 miliardi di euro e richiedendo alle banche europee di raggiungere la capitalizzazione del 9%. Malgrado la crisi del debito in alcuni paesi dellEurozona, la moneta europea rimase stabile, mantenendo un potere di mercato leggermente migliore della moneta dei principali partner commerciali del blocco delleuro rispetto allinizio della crisi.

                                     

2.1. Stati con rapporto debito/PIL elevato Cipro

L’economia della piccola isola di Cipro è stata colpita da numerosi attacchi speculativi attorno al 2012, in ragione delle criticità della sua situazione dovute, tra laltro, all’esposizione di 22 milioni di euro delle banche cipriote alla Crisi economica della Grecia: esercitarono un peso, soprattutto, il declassamento dell’economia cipriota ad un rating junk dalle agenzie internazionali di rating e l’incapacità del governo di rimborsare i titoli di stato emessi.

Il 25 giugno 2012 il governo cipriota ha richiesto il salvataggio da parte del Fondo europeo di stabilità finanziaria o del Meccanismo europeo di stabilità, citando le difficoltà nel supportare il settore bancario dall’esposizione nella Crisi economica greca.

Il 30 novembre la Troika la Commissione europea, il Fondo monetario internazionale e la Banca centrale europea e il governo cipriota approvarono i termini del piano di salvataggio con solo la quantità di denaro necessario per il salvataggio rimanente da concordare. I termini di salvataggio includono severe misure di austerità, compresi tagli ai salari pubblici, vantaggi sociali, indennità e pensioni e incrementi dell’IVA, tabacco, alcool e tasse sugli idrocarburi, tasse sul gioco d’azzardo, sulle proprietà e alte spese pubbliche sulla salute. Dall’insistenza dei negoziatori dell’UE, per primo la proposta incluse anche un prelievo del 6.7% per depositi fino a 100 000 euro e del 9.9% per depositi più alti sui conti bancari nazionali. Seguendo le proteste, i ministri delle finanze dell’Eurozona furono costretti a cambiare i prelievi, esclusi i depositi minori di 100 000 euro, e introducendo un più alto prelievo del 15.6% sui depositi sopra 100 000 euro, in linea con la garanzia di deposito dell’UE. Questo accordo fu anche respinto dal parlamento cipriota il 19 marzo 2013 con 36 voti contrari e 19 astensioni un parlamentare era assente alla votazione.

L’accordo finale fu raggiunto il 25 marzo 2013, con la proposta di chiudere la Laiki Bank, quella con più problemi: ciò aiutò significativamente a ridurre l’importo del prestito necessario per il piano di aiuti, quindi i €10bn furono sufficienti senza bisogno di imporre un tasso di prelievo generale sui depositi bancari. Le condizioni finali per l’attivazione del piano di aiuti furono delineate dal Memorandum d’intesa della Troika, che fu approvato in via definitiva dal Parlamento cipriota il 30 aprile 2013. Esso include:

La ricapitalizzazione dell’intero settore finanziario e accettare la chiusura della Laiki Bank;

L’implementazione di misure contro il riciclaggio di denaro nelle istituzioni finanziarie cipriote;

Un consolidamento fiscale per aiutare ad abbassare il deficit pubblico cipriota;

Delle riforme strutturali per ripristinare la competitività e gli squilibri macroeconomici;

Un programma di privatizzazione.

Il rapporto tra il debito pubblico cipriota e Pil è ora previsto solo al 126% nel 2015 e successivamente scenderà al 105% nel 2020, ed è quindi considerato a rimanere in un territorio sostenibile.

Anche se il programma di aiuti dispone di sufficienti trasferimenti finanziari fino a marzo 2016, Cipro ha iniziato lentamente a recuperare il suo accesso ai mercati dei prestiti privati già nel giugno 2014. A questo punto, il governo ha venduto 750 milioni di euro in titoli di stato con una scadenza a 5 anni, con un tasso di rendimento del 4.85%. Unulteriore vendita di titoli di stato con una scadenza a 10 anni, che sarebbe uguale a un ritorno completo sul mercato dei prestiti privati, si prevede per il 2015. Il ministro delle finanze cipriota ha recentemente confermato che il governo ha intenzione di emettere due nuove obbligazioni europee a medio termine nel 2015, probabilmente poco prima della scadenza di altri 1.1 miliardi di euro di obbligazioni il 1º luglio e una seconda scadenza di 900 milioni di euro di obbligazioni il 1º novembre. Come annunciato in anticipo, il governo cipriota ha emesso 1 miliardo di euro di obbligazioni con scadenza a 7 anni con un rendimento del 4% entro la fine di aprile 2015.

                                     

2.2. Stati con rapporto debito/PIL elevato Italia

Il disavanzo dellItalia nel 2010 è del 4.6% del suo PIL, simile a quello tedesco del 4.3% e minore di quello di Regno Unito e Francia. LItalia ha anche un avanzo primario, che esclude la necessità di contrarre nuovi debiti solo per pagare gli interessi dovuti su quelli già in essere. Comunque, il suo debito è salito a circa il 119% del PIL dal 116% del 2009 fonte Eurostat e la crescita economica è più bassa della media europea già da oltre un decennio. Daltra parte il debito pubblico italiano ha una scadenza residua media più lunga e una grande quota di esso è posseduta da residenti. Questo rende il paese più resistente a shock finanziari, classificandosi meglio di Francia e Belgio.

Ciò nonostante, gli investitori hanno iniziato a vedere i titoli di stato italiani sempre più rischiosi. Considerando che il debito pubblico italiano supera il 100% del PIL da circa ventanni, e che aveva già superato il 120% negli anni 1994-1996, gli investitori sembrano temere soprattutto il deterioramento dei conti con lestero, in quanto il saldo del conto corrente della bilancia dei pagamenti ha fatto registrare un peggioramento, rispetto al PIL, analogo a quello che si ebbe nel 1992.

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