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ⓘ L'amazzone di Alessandro Magno




                                     

ⓘ Lamazzone di Alessandro Magno

LAmazzone di Alessandro Magno è un romanzo storico per ragazzi di Bianca Pitzorno pubblicato la prima volta nel 1977 da Rusconi. Nel 2004, la terza edizione e riscrittura del romanzo ha vinto il Concorso nazionale di narrativa per ragazzi "Premio Castello" di Sanguinetto.

                                     

1. Storia editoriale

Attratta fin dai tempi delluniversità dallepisodio probabilmente leggendario dellincontro fra Alessandro Magno e la regina delle Amazzoni Talestri, Bianca Pitzorno ne fu invogliata a scrivere questo testo quando nel 1977, ancora agli esordi come scrittrice, le fu chiesto un romanzo storico per leditore Rusconi sulleroe macedone. Successivamente, nel 1986, rielaborò il testo originale e lo pubblicò come edizione scolastica della Bruno Mondadori sotto il titolo Con la carovana di Alessandro. Nel 2004, infine, una terza e definitiva riscrittura è stata pubblicata da Arnoldo Mondadori Editore ritornando al titolo originario. Nel 2006 il libro è stato anche tradotto in greco, mentre una quarta edizione è uscita da Mondadori nel 2012 con una prefazione illustrata della disegnatrice Grazia Nidasio.

                                     

2. Trama

Il romanzo si svolge nellarco di quattro anni dal 331 al 327 a.C. e racconta la storia di Mìrtale, una "bambina lupo" donata al re macedone Alessandro Magno che, in ossequio alloracolo di Delfi "Una lupa ti guiderà fino al cuore della Persia", la accoglie nella sua corte e sotto la sua protezione. Affidata alla famiglia del filosofo cinico Diomede con i cui figli Arianna e Polluce stringe una forte amicizia, Mìrtale vive in compagnia di Tàide, una etera, e della figlia di lei, Clèis. Esse fanno parte del seguito del re nella spedizione militare diretta alla conquista dellAsia, ma la condizione di Mìrtale si distingue da quella di tutte le altre donne della carovana. La ragazzina riceve infatti uneducazione virile che le permette di accedere a quellistruzione che è preclusa alle donne e che in seguito la porterà a far parte del gruppo dei paggi di Alessandro Magno e ad imparare larte della guerra e luso delle armi. Allinizio del libro il passato di Mìrtale è sconosciuto, lei stessa non ricorda niente e pensa di poter essere figlia di Alessandro Magno poiché egli le dona continuamente molti regali e il suo cavallo, Bucefalo, un animale molto selvaggio rispettoso solo del suo padrone, la tratta con riguardo come se riconoscesse in lei unautorità indiscutibile. Solo in un secondo momento Mìrtale scoprirà la storia del suo ritrovamento nella tana della mamma-lupa, di come sia arrivata alla corte di Alessandro Magno e delle profezie che la vogliono figlia della regina delle Amazzoni.

Mentre le vittorie si susseguono sui campi di battaglia, fra le tende si accentua il contrasto fra chi considera i popoli sottomessi soltanto dei barbari e chi invece, come Alessandro, li tratta alla pari, ne rispetta le usanze e li integra nellamministrazione dellimpero. Quando la carovana arriva in India, Alessandro Magno vorrebbe proseguire fino al Gange, ma lesercito rifiuta di seguirlo. La battaglia campale contro il re Poro, che combatte con gli elefanti, rappresenta per Mìrtale la prima esperienza diretta della carneficina bellica ne rimane disgustata. Mentre Alessandro è attirato dalla mistica della non violenza, anche Mìrtale entra in contatto con il buddismo tramite un ragazzino, figlio di re, che fa il kela mendicante per un anacoreta. Quando poi Mìrtale ha una visione che le mostra finalmente la regina delle Amazzoni sua madre, costei getta via le armi, come a suggerirle che le donne non devono imitare le qualità peggiori degli uomini, ma distinguersi da loro praticando la bontà e lamore. Nellanimo di Mìrtale si sviluppa così una nuova concezione della vita, molto diversa da quella di Alessandro Magno e degli altri greci: decide infatti di abbandonare la famiglia adottiva e la spedizione per andare a servire il pio eremita, sostituendo il kela precedente.

                                     

3. Critica

Lamazzone di Alessandro Magno è uno dei tre romanzi storici per ragazzi scritti da Bianca Pitzorno ed è rappresentativo di molti temi cari allautrice: la critica alleducazione tradizionale, il femminismo, il perseguimento di ideali di giustizia che spesso si riflettono nella difesa dei più deboli e dellaltro diverso da noi. Rappresenta inoltre lunico esempio di riscrittura nella produzione per ragazzi di Bianca Pitzorno, se si escludono quei testi come La casa sullalbero o Streghetta mia che lautrice ha riadattato per la pubblicazione da unedizione casalinga, spesso creata su misura di piccole amiche.

Delle due riscritture, particolarmente significativa è considerata quella dell86: una rielaborazione de Lamazzone di Alessandro Magno destinata agli alunni delle scuole medie che non conoscono la filosofia greca e intitolata Con la carovana di Alessandro. Questo testo viene citato infatti dallautrice in Storia delle mie storie come esempio da contrapporre alla riduzione letteraria, molto diffusa nella produzione per ragazzi. Unoperazione come quella di Con la carovana di Alessandro viene accostata dallautrice a quelle effettuate in passato da scrittori come Lewis Carroll o Michel Tournier, operata dallautore del testo originario per renderlo fruibile a dei ragazzi più giovani dei destinatari originari; come Alice per i piccoli o Venerdì o la vita selvaggia, Con la carovana di Alessandro non rappresenta solo "un accorciamento, un riassunto, ma implica una variazione di tono, una vera e propria riscrittura" che produce un nuovo testo letterario. Si contrappone perciò alla riduzione che identifica invece il valore di unopera con la sua trama piuttosto che con lo stile con cui è scritto.

La seconda riscrittura viene invece viene presentata dallautrice nella prefazione alledizione del 2004 come conseguenza della sua maturazione come scrittrice e come persona, nonché dei mutamenti storici avvenuti nel frattempo a livello mondiale. Pitzorno invita il lettore a notare come tra i luoghi attraversati dalla carovana Alessandro vi siano quelli che al giorno doggi sono al centro delle cronache giornalistiche e televisive stati come la Turchia, lEgitto o i Paesi del Medioriente e a leggere perciò il testo con un occhio rivolto ai problemi del presente, osservando sia i contrasti le similitudini tra la situazione di allora e quella di oggi la situazione delle donne in Afganistan e Iran, per esempio sia come in un passato così lontano vi fossero già i semi dei cambiamenti importanti della storia recente per esempio la presenza in Medioriente del petrolio e in India di quella religione nonviolenta che ha ispirato lazione politica di Gandhi nel primo Novecento.

Questa intenzione siscrive nella visione che Bianca Pitzorno ha del romanzo storico per ragazzi che deve avere una propria valenza letteraria esattamente come quello per adulti. La scelta di ambientare nel passato il romanzo non deve essere motivata dallintento didascalico di insegnare la storia attraverso i libri di narrativa, ma da una necessità interna dellautore, spesso perché nellepoca storica prescelta trova rimandi e affinità alle problematiche attuali. Fare di Alessandro Magno il coprotagonista del libro, riflette questa visione dellautrice che spesso si concretizza nella scelta di fare entrare in contatto il protagonista del suo intreccio narrativo che deve essere rigorosamente un bambino o meglio, una bambina con personalità che si discostino dalla mentalità corrente dellepoca, quali Federico II di Svevia ne La bambina col falcone o, in questo caso, Alessandro Magno. Linteresse per questa figura storica nasce dal fatto che il principe e condottiero macedone, in contrasto con la visione diffusa allepoca anche tra i più grandi filosofi greci, predicasse e attuasse il rispetto dei popoli di religione e cultura diverse dalle proprie, un atteggiamento che, secondo lautrice, dovrebbe far riflettere anche ai giorni nostri.Come ogni romanzo storico che abbia una propria valenza letteraria, LAmazzone di Alessandro Magno non sfugge però alla necessità di una constualizzazione storica fedele e plausibile, frutto di una approfondita ricerca storica fino nei minimi dettagli non a caso la scoperta che la madre di Alessandro Magno si chiamasse Myrtale prima del matrimonio è stata desunta da una "microscopica nota di un libro eruditissimo". La necessità di una fedele contestualizzazione storica era evidente nelledizione del 1977 per la presenza di numerose schede informative di corredo, la parte più rilevante delle quali faceva riferimento alle fonti.

Oltre ad essere il primo dei romanzi storici di Bianca Pitzorno, Lamazzone di Alessandro Magno assume rilevanza per essere il romanzo in cui per la prima volta venga affrontato il tema della condizione femminile. La particolarità di questo testo - così come di Extraterrestre alla pari, scritto nello stesso periodo anche se pubblicato due anni più tardi- sta nellessere ispirato dalla lettura di Dalla parte delle bambine saggio di Elena Gianini Belotti del 1973in cui si ritiene che la differenza di carattere tra maschi e femmine sia frutto di una determinata educazione sociale. La condizione di Mìrtale, ragazza cresciuta come un maschio in una società che non concede alle donne né potere né libertà, è funzionale non solo ad illustrare la condizione femminile del tempo, ma anche ad introdurre una critica delleducazione tradizionale che inquadra in ruoli e schemi precostituiti senza tener conto dellindividualità di ogni essere umano. Pur godendo di maggiori privilegi rispetto alle altre rappresentanti del suo sesso, Mìrtale non riesce ad apprezzare appieno la propria condizione perché - con la modernità psicologica che caratterizza tutte le protagoniste dei romanzi storici di Bianca Pitzorno- soffre di una condizione imposta, del non essere libera di scegliere il proprio stile di vita ed il proprio destino. Mentre Extraterrestre alla pari riflette più fedelmente le tesi del saggio della Gianini Belotti apparendo come critica di uneducazione basata sugli stereotipi dei sessi, Lamazzone di Alessandro Magno pone maggiormente laccento su come si debba attuare la liberazione della donna così come dei più deboli. Così come per la moderna emancipazione femminile, questa liberazione non dovrebbe consistere nellemulazione degli stereotipi maschili -soprattutto per quanto riguarda la ricerca del potere e lesercizio della violenza- ma concretizzarsi nel perseguimento di nuove strade: quelle della saggezza, della giustizia e del rispetto del prossimo.