Indietro

ⓘ Aristotele e il giavellotto fatale




                                     

ⓘ Aristotele e il giavellotto fatale

Aristotele visita con il fedele amico e discepolo Stefanos una scuola di Atene durante un giorno di pioggia; il cappello che porta e che non gli permette di sentire bene risulterà determinante per la risoluzione del caso di omicidio al quale si troverà casualmente ad assistere. Mentre gli allievi si stanno esercitando nella palestra al lancio del giavellotto, uno di questi colpisce ed uccide un compagno nonostante le grida di avvertimento degli altri giovani. Il fatto che tra le due famiglie non corressero buoni rapporti le rivalità agonistiche e caratteriali tra i due giovani, così come emergono dagli interrogatori dei ragazzi guidati da Aristotele fanno emergere alcuni dettagli inspiegabili e sospettare che lomicidio non sia stato casuale. Ma Aristotele scagionerà lindiziato e indicherà il colpevole in un altro giovane che ha scelto lordine di tiro del giavellotto tra i compagni, in modo da non essere tra i sospettati e ha suggerito al defunto di chiudersi le orecchie con la cera come rimedio per il dolore dorecchio. Egli in questo modo non ha sentito le grida dei compagni e non si è reso conto che non era ancora il suo turno di riprendere il giavellotto, come lassassino gli ha subdolamente suggerito.